CLP per lubrificanti, oli e grassi tecnici

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Dipende dalla classificazione, un olio minerale non additivamente trattato può non risultare classificato come pericoloso ai sensi del CLP se non supera le soglie di…
  • Sì, se il prodotto finito è classificato come pericoloso ai sensi del CLP.
  • Sì, per gli oli con base minerale a bassa viscosità.
  • Potenzialmente sì, alcuni additivi utilizzati nei lubrificanti — come certi additivi antiusura a base di zinco (ZDDP) o taluni tensioattivi — possono ricadere nelle nuove classi…

Lubrificanti, oli e grassi tecnici occupano una posizione particolare nel panorama della conformità CLP: molti formulatori li trattano come prodotti “non pericolosi” per definizione, ritenendo che la base olio minerale sia intrinsecamente inerte. In realtà, la classificazione CLP del prodotto finito dipende dalla composizione complessiva, inclusi gli additivi funzionali che possono essere classificati come pericolosi anche in concentrazioni molto basse.

Questa guida analizza le classi di pericolo più frequenti per lubrificanti, oli base e grassi tecnici, con riferimento alle regole di additività CLP, alla gestione dell’H304 per tossicità per aspirazione, e agli aggiornamenti introdotti dal Regolamento 2023/707 sulle nuove classi di pericolo ambientale.

Le principali classi di pericolo per lubrificanti e oli tecnici

La classificazione di un lubrificante è determinata dall’insieme dei componenti: olio base, additivi e contaminanti intenzionali. Le classi di pericolo da valutare sistematicamente sono:

Classe di pericolo CLP Frase H Componenti tipicamente responsabili Pittogramma
Tossicità per aspirazione cat. 1 H304 Oli base minerali a bassa viscosità (< 20,5 mm²/s a 40 °C) GHS08
Tossicità acuta orale cat. 4 H302 Additivi amminici, biocidi antimicrobici, composti organometallici GHS07
Irritazione/corrosione cutanea H315 / H314 Additivi EP a base di zolfo attivo, acidi organici come additivi GHS07 / GHS05
Sensibilizzazione cutanea cat. 1 H317 Ammine aromatiche, resine fenol-formaldeide, alcuni antiossidanti GHS07
STOT singola esposizione cat. 3 H336 Solventi aromatici, nafta leggera in oli da taglio GHS07
Pericolo ambientale cronico cat. 1-3 H410/H411/H412 Idrocarburi policiclici aromatici (IPA), alcuni additivi biocidi GHS09

H304 e la viscosità: il parametro critico per oli a bassa viscosità

La classificazione come pericolo per aspirazione (H304, categoria 1) è tra le più frequenti e controverse nei lubrificanti a bassa viscosità. I criteri dell’allegato I, punto 3.10 del CLP, stabiliscono che si classifica un liquido come pericolo per aspirazione cat. 1 quando:

  • La viscosità cinematica a 40 °C è ≤ 20,5 mm²/s; e
  • Il prodotto contiene idrocarburi alifatici, isoparaffine o cicloalcani, presenti come olio base o solvente;
  • Il punto di infiammabilità è rilevante ma non determinante da solo.

In pratica: gli oli motore SAE 0W-20, SAE 5W-30 a base completamente sintetica PAO hanno viscosità a 40 °C nell’ordine di 30-50 mm²/s e spesso non rientrano in H304. Al contrario, i fluidi idraulici ISO VG 10 o ISO VG 22 a base minerale leggera hanno viscosità tipicamente inferiori a 20 mm²/s a 40 °C e sono quasi sempre classificati H304.

Gli additivi come principale driver di classificazione

La base olio minerale raffinata (categoria UVCB — sostanza a composizione variabile) può essere classificata o meno a seconda del processo di raffinazione e del contenuto residuo di IPA. Gli additivi funzionali sono però spesso il fattore determinante per la classificazione del prodotto finito:

  • ZDDP (zinc dialkyldithiophosphate): additivo antiusura ubiquo negli oli motore. Classificato per tossicità per gli organismi acquatici cronico cat. 2 (H411) e, a seconda della struttura alchilica, come irritante cutaneo. Già a concentrazioni del 0,8-1,5% può rendere l’olio finito classificato H411;
  • Ammine aromatiche (DPA, PANA): antiossidanti comuni negli oli per turbine e oli idraulici ad alta temperatura. Alcune strutture sono classificate tossiche cat. 4 o sensibilizzanti;
  • Additivi EP a base di zolfo attivo: usati in oli per ingranaggi e trasmissioni. Possono classificare il prodotto per irritazione cutanea o, se la concentrazione è sufficiente, per corrosione.

Grassi lubrificanti: differenze rispetto agli oli

I grassi tecnici sono dispersioni di un addensante (litio, litio complesso, urea, calcio, bentonite) in un olio base con aggiunta di additivi. Le differenze pratiche rispetto alla classificazione CLP degli oli sono:

  • La viscosità cinematica di un grasso non è determinabile con i metodi standard applicati ai liquidi; di conseguenza H304 (tossicità per aspirazione) non si applica ai grassi semi-solidi;
  • Le classi di pericolo fisico “liquido infiammabile” (H225-H228) non si applicano: un grasso è un solido o semi-solido e segue invece, se del caso, le classi “solido infiammabile”;
  • I pericoli per la salute e per l’ambiente si classificano con gli stessi metodi additivi degli oli in funzione dei componenti presenti.

Aggiornamenti 2023/707: PBT, PMT e perturbatori endocrini

Il Regolamento delegato (UE) 2023/707 ha introdotto classi di pericolo rilevanti per il settore lubrificanti:

  • PBT (Persistente, Bioaccumulabile, Tossico): alcune basi sintetiche poliarileteriche (PFPE a lunga catena) e certi additivi al cloro potrebbero ricadere in questa classe se valutati secondo i nuovi criteri;
  • PMT (Persistente, Mobile, Tossico): pertinente per additivi idrosolubili usati negli oli da taglio emulsionabili (inibitori di corrosione a base di borate, composti amminici volatili);
  • Perturbatori endocrini (ED): alcune strutture amminiche e ftalati presenti come plastificanti nelle formulazioni di grassi speciali possono essere classificate ED cat. 1 o 2.

Le scadenze per l’applicazione alle miscele sono: 1° maggio 2026 per i prodotti già sul mercato con SDS precedente. I produttori di lubrificanti devono avviare una revisione sistematica delle SDS dei propri additivi entro la fine del 2025.

Etichettatura per la vendita online di lubrificanti

Per i lubrificanti venduti tramite e-commerce (in particolare oli motore per auto e moto, lubrificanti per catene, spray), l’art. 34a del CLP (introdotto dal Reg. 2023/1435) impone che le informazioni di pericolo siano visibili nella scheda prodotto online prima del completamento dell’acquisto. L’UFI va generato e la formulazione notificata al PCN prima della prima vendita, anche se si tratta di un prodotto già venduto in altri canali con etichetta cartacea.

Documentazione da conservare

Il dossier di classificazione di un lubrificante deve includere:

  • SDS aggiornate di tutti i componenti (base olio + additivi + eventuali cosolventi);
  • Dati analitici: viscosità cinematica, punto di infiammabilità, densità;
  • Calcolo di classificazione con riferimento ai GCL/SCL applicati per ogni classe di pericolo;
  • Documentazione UFI e copia della notifica PCN inviata all’ECHA;
  • Versioni archiviate di SDS ed etichette precedenti con data di emissione.

La documentazione va conservata per almeno 10 anni dall’ultima immissione sul mercato del lotto classificato.

Domande frequenti

Un olio minerale per ingranaggi deve avere l’etichetta CLP?

Dipende dalla composizione. La base olio può non essere classificata, ma gli additivi (ZDDP, ammine, composti EP) spesso rendono il prodotto finito classificato per H411 o altri pericoli. In tal caso l’etichetta CLP è obbligatoria.

Gli oli lubrificanti devono essere notificati al PCN dell’ECHA con UFI?

Sì, se classificati come pericolosi. Dal 1° gennaio 2021 per prodotti professionali e dal 1° gennaio 2025 per prodotti consumer, l’obbligo UFI e notifica PCN è attivo per tutte le miscele pericolose.

H304 (tossicità per aspirazione) è comune negli oli lubrificanti?

Sì, per gli oli con viscosità cinematica ≤ 20,5 mm²/s a 40 °C. Fluidi idraulici leggeri (ISO VG 10, VG 22) e alcuni oli motore SAE 0W a base minerale rientrano tipicamente in questa classe.

Le nuove classi di pericolo 2023/707 (ED, PBT, PMT) interessano i lubrificanti?

Potenzialmente sì. Alcuni additivi (ZDDP, ammine aromatiche, composti clorurati) possono ricadere nelle nuove classi PBT o PMT. I produttori devono riesaminare le SDS dei propri additivi per aggiornare la classificazione del prodotto finito entro maggio 2026.

Un grasso al litio ha obblighi CLP diversi da un olio?

H304 non si applica ai grassi semi-solidi. Anche le classi di liquido infiammabile non si applicano. Restano però rilevanti le classificazioni per tossicità, irritazione e pericolo ambientale in funzione degli additivi presenti.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).