CLP per prodotti antiruggine e convertitori

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

9 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Si, i prodotti antiruggine e i convertitori di ruggine sono miscele chimiche soggette al Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) se contengono sostanze classificate come pericolose.
  • I pittogrammi più frequenti sono GHS02 (fiamma, per solventi infiammabili), GHS07 (punto esclamativo, per irritanti cutanei o per le vie respiratorie), GHS08 (pericolo per la…
  • Le frasi H (indicazioni di pericolo) descrivono la natura del rischio associato alla sostanza o miscela.
  • Si, se il prodotto contiene sostanze classificate sopra le soglie di concentrazione stabilite nell’Allegato I del Reg. CLP o nelle tabelle dell’Allegato VI.

Antiruggine, primer fosfatanti e convertitori di ruggine sono prodotti con composizioni chimiche variabili — solventi, inibitori di corrosione, resine, acidi — che quasi sempre rientrano nell’ambito del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP). Chi li produce, importa o vende nell’Unione Europea deve classificarli, etichettarli e imballarli secondo regole precise, pena sanzioni amministrative e il rischio di ritiro dal mercato.

Questa guida raccoglie i principali obblighi CLP applicabili a questa categoria merceologica, illustra i criteri di classificazione delle sostanze tipicamente presenti e fornisce indicazioni operative per costruire un’etichetta conforme, con attenzione alle casistiche che generano più dubbi tra PMI e distributori.

Perché il CLP si applica agli antiruggine

Il Regolamento CLP stabilisce criteri armonizzati a livello UE per classificare le sostanze e le miscele in base ai loro pericoli per la salute umana, per la sicurezza fisica e per l’ambiente. Gli antiruggine sono miscele: prodotti composti da due o più sostanze. L’articolo 1, paragrafo 2, lettera b) del CLP include esplicitamente le miscele destinate all’immissione sul mercato.

La classificazione di una miscela si ottiene principalmente attraverso due approcci:

  • Metodo basato sui dati della miscela: se sono disponibili dati sperimentali sulla miscela nel suo insieme.
  • Metodo basato sui componenti (bridging principles / additività): si utilizzano la classificazione delle singole sostanze e le loro concentrazioni, applicando le regole di cut-off e additività dell’Allegato I, Parte 3 del CLP.

Nella pratica, per la maggioranza degli antiruggine commerciali si applica il secondo approccio, a partire dalle Schede Dati di Sicurezza (SDS) dei componenti.

Sostanze tipiche e relative classificazioni CLP

La composizione di antiruggine e convertitori varia per tipologia (ad acqua, a solvente, epossidici, alchidici), ma alcune sostanze ricorrono frequentemente. La tabella seguente riporta le classificazioni armonizzate più comuni, desumibili dall’Allegato VI del Reg. CLP e dall’inventario C&L dell’ECHA.

Sostanza Classe/Categoria di pericolo Frasi H principali Pittogramma
Acido fosforico (>25%) Corrosivo cutaneo cat. 1A; Irritante oculare cat. 1 H314, H318 GHS05
Xilene (miscela di isomeri) Liquido infiammabile cat. 3; Tossicità acuta cutanea cat. 4; Irritante cutaneo cat. 2 H226, H312, H315, H332 GHS02, GHS07
Nafta solvente (idrocarburi aromatici) Liquido infiammabile cat. 3; Tossicità acuta per inalazione cat. 4; Aspir. tox. cat. 1 H226, H332, H304 GHS02, GHS07, GHS08
Fosfato di zinco Tossicità per la riproduzione cat. 2; Nocivo per organismi acquatici (cronico cat. 3) H361, H412 GHS08, GHS09
Resina epossidica (PM >700) Sensibilizzante cutaneo cat. 1 H317 GHS07
2-Butanossima (MEKO) Sospettata cancerogena cat. 2; Sensibilizzante cutaneo cat. 1 H351, H317 GHS08, GHS07

Nota: le classificazioni riportate sono indicative. Verificare sempre l’Allegato VI aggiornato del Reg. CLP e le SDS dei fornitori per le concentrazioni specifiche del proprio prodotto.

Come si costruisce la classificazione della miscela

Il processo di classificazione di una miscela segue i passi indicati nel Titolo II del CLP e nei Criteri GHS dell’UNECE (Purple Book). Per i pericoli fisici (infiammabilità, ossidazione, ecc.) si usa generalmente il metodo basato sui dati della miscela o sul bridging principle. Per i pericoli per la salute e l’ambiente si applicano le soglie di cut-off e le formule di additività.

  1. Raccogliere le SDS aggiornate di tutti i componenti (Reg. 2020/878, formato a 16 sezioni). Verificare che la classificazione nella Sezione 2 sia CLP-conforme.
  2. Identificare le classi di pericolo rilevanti per la miscela in funzione dei componenti presenti e delle loro concentrazioni.
  3. Applicare i limiti generici di concentrazione (GCL) o i limiti specifici di concentrazione (SCL) eventualmente stabiliti nell’Allegato VI o nelle notifiche ECHA.
  4. Applicare la formula di additività per la tossicità acuta (per os, dermale, inalatoria) se due o più componenti classificati contribuiscono alla stessa classe.
  5. Documentare la classificazione in un fascicolo interno che giustifichi le scelte effettuate (obbligatorio anche se il prodotto non è registrato REACH).

Elementi obbligatori dell’etichetta CLP

Secondo l’articolo 17 del Reg. CLP, ogni imballaggio di una miscela pericolosa deve riportare le seguenti informazioni:

  • Nome, indirizzo e numero di telefono del fornitore (fabbricante o importatore responsabile dell’immissione sul mercato nell’UE).
  • Quantità nominale del prodotto (salvo casi di esenzione per imballaggi multipli).
  • Identificatori del prodotto: denominazione o codice interno, o denominazione IUPAC delle sostanze chiave.
  • Pittogrammi di pericolo rilevanti.
  • Avvertenza: “Pericolo” o “Attenzione” in base alla gravità.
  • Indicazioni di pericolo (frasi H) appropriate.
  • Consigli di prudenza (frasi P): normalmente non più di sei, selezionati tra quelli pertinenti.
  • Informazioni supplementari obbligatorie (Allegato II) se applicabili, come la presenza di biocidi o la percentuale di profumo allergenico.
  • Identificativo unico di formula (UFI) se il prodotto deve essere notificato al PCN (Poison Centres Notification) ai sensi dell’Allegato VIII del CLP.

L’UFI e la notifica al PCN per antiruggine

Dal 1° gennaio 2021 (per usi professionali) e dal 1° gennaio 2024 (per usi industriali), le miscele classificate come pericolose per la salute o fisicamente pericolose devono essere notificate al portale ECHA PCN prima dell’immissione sul mercato. Gli antiruggine classificati come infiammabili, corrosivi o tossici rientrano quasi sempre in questo obbligo.

La notifica richiede:

  • La generazione dell’UFI (Unique Formula Identifier) tramite lo strumento gratuito ECHA UFI Generator, a partire dal numero VAT del formulatore e da un codice formula interno.
  • L’inserimento dell’UFI sull’etichetta (sezione “Informazioni supplementari”).
  • La trasmissione della notifica tramite il portale ECHA PCN (IUCLID Cloud), con dettaglio della composizione secondo il formato armonizzato.

Per i prodotti già sul mercato prima delle scadenze, era prevista una finestra transitoria, ma per i prodotti nuovi o con formulazione modificata l’obbligo è immediato.

Formato e dimensioni minime dell’etichetta

L’Allegato I, Parte 1 del Reg. CLP fissa le dimensioni minime dell’etichetta in funzione della capacità dell’imballaggio:

Capacità imballaggio Dim. minima etichetta Dim. minima pittogramma
≤ 3 L 52 × 74 mm 10 × 10 mm (min. 16 mm2)
3 – 50 L 74 × 105 mm 23 × 23 mm
50 – 500 L 105 × 148 mm 32 × 32 mm
> 500 L 148 × 210 mm 46 × 46 mm

I pittogrammi devono avere bordo rosso e simbolo nero su sfondo bianco. Non è ammessa la stampa in scala di grigi o con bordatura di colore diverso.

Casi particolari: prodotti a bassa viscosità e aerosol

Gli antiruggine in formato aerosol (spray) sono soggetti a una classificazione aggiuntiva come “aerosol infiammabile” (cat. 1, 2 o 3) in base al contenuto di componenti infiammabili e alla pressione del gas propellente. Il pittogramma GHS02 e la dicitura “Estremamente infiammabile aerosol” o “Aerosol infiammabile” devono comparire sull’etichetta, oltre alle altre classificazioni derivanti dalla composizione chimica.

Per i convertitori di ruggine a base di acido tannico o acido fosforico in soluzione acquosa a bassa concentrazione, è possibile che la classificazione corrosiva non scatti se la concentrazione dell’acido è inferiore ai limiti di cut-off (es. H<1% per acido fosforico per la categoria corrosivo 1A). Tuttavia è necessario verificare caso per caso in base alla composizione reale, poiché la somma di più acidi deboli può contribuire cumulativamente.

Obblighi documentali: il fascicolo di classificazione

La classificazione CLP non è solo una questione di etichetta: il Reg. CLP impone che il responsabile dell’immissione sul mercato documenti il ragionamento classificatorio. Non esiste un formato obbligatorio, ma il fascicolo dovrebbe contenere:

  • Le SDS dei componenti raccolte al momento della classificazione.
  • Il calcolo della classificazione per ogni classe di pericolo applicata.
  • Il testo dell’etichetta generata con riferimento alle frasi H/P utilizzate.
  • La data dell’ultima revisione e il nome del responsabile tecnico.

Questo fascicolo è il primo documento che le autorità di vigilanza (NAS, ARPA, ASL, Camera di Commercio) richiedono in caso di ispezione.

Errori frequenti da evitare

  • Copiare l’etichetta di un prodotto analogo del fornitore senza verificare che la composizione sia identica: piccole differenze nei componenti o nelle concentrazioni possono cambiare la classificazione.
  • Utilizzare frasi H/P non aggiornate: il Reg. CLP è stato modificato più volte da Regolamenti di adeguamento al progresso tecnico (ATP). Verificare sempre l’edizione consolidata vigente su EUR-Lex.
  • Omettere l’UFI per prodotti destinati al mercato consumer o professionale, quando la classificazione lo richiede.
  • Stampare l’etichetta con colori non conformi (pittogrammi senza bordo rosso, testo non leggibile per contrasto insufficiente).
  • Non aggiornare l’etichetta quando cambia la formulazione o quando l’ECHA pubblica una nuova classificazione armonizzata per uno dei componenti.

Domande frequenti

I prodotti antiruggine rientrano nel campo di applicazione del Regolamento CLP?

Si. I prodotti antiruggine e i convertitori di ruggine sono miscele chimiche soggette al Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) se contengono sostanze classificate come pericolose. L’obbligo riguarda sia la classificazione che l’etichettatura e l’imballaggio prima dell’immissione sul mercato.

Quali pittogrammi compaiono più spesso sulle etichette di antiruggine e convertitori?

I pittogrammi più frequenti sono GHS02 (fiamma, per solventi infiammabili), GHS07 (punto esclamativo, per irritanti cutanei o per le vie respiratorie), GHS08 (pericolo per la salute, per sensibilizzanti o sostanze sospettate di cancerogenicità) e GHS09 (ambiente, per sostanze tossiche per gli organismi acquatici). La presenza dipende dalla composizione specifica.

Cosa sono le frasi H e P e dove devono comparire?

Le frasi H (indicazioni di pericolo) descrivono la natura del rischio associato alla sostanza o miscela. Le frasi P (consigli di prudenza) indicano le misure preventive, di risposta, conservazione e smaltimento. Entrambe devono comparire sull’etichetta apposta sull’imballaggio, nella lingua ufficiale degli Stati membri in cui il prodotto viene commercializzato.

Un convertitore di ruggine a base di acido tannico deve essere classificato?

Si, se il prodotto contiene sostanze classificate sopra le soglie di concentrazione stabilite nell’Allegato I del Reg. CLP o nelle tabelle dell’Allegato VI. L’acido fosforico, spesso presente come agente convertitore, ha una propria classificazione (corrosivo cutaneo, irritante oculare) che va trasferita alla miscela secondo le regole del Titolo II del Regolamento CLP.

Quando serve notificare il prodotto all’inventario C&L dell’ECHA?

La notifica all’inventario C&L (Classification and Labelling Inventory) dell’ECHA e’ obbligatoria entro un mese dall’immissione sul mercato, per ogni sostanza pericolosa presente nel prodotto in forma pura o in miscela, qualora non sia gia’ stata registrata ai sensi di REACH con un dossier che comprende la classificazione.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).