CMR: cosa significa e perché conta

REACH

Registrazione, restrizioni e obblighi REACH lungo la catena di fornitura.

5 min di letturaAggiornato il 29/05/2026REACH

In sintesi

  • CMR è l’acronimo di Cancerogeno, Mutageno e Tossico per la Riproduzione.
  • Le sostanze CMR di categoria 1A e 1B sono elencate nella tabella 3.1 dell’Allegato VI del Regolamento CLP, costantemente aggiornata dall’ECHA.
  • Le sostanze CMR 1A/1B sono candidate automaticamente alla lista delle SVHC (Substance of Very High Concern).
  • Nella scheda di sicurezza (SDS) la classificazione CMR appare nella sezione 2.1 (classificazione CLP) e nella sezione 11 (informazioni tossicologiche).

Le sostanze CMR — cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione — rappresentano la categoria di pericolo chimico con le implicazioni normative più pesanti nell’intero sistema REACH/CLP. Identificarle correttamente non è solo una questione di etichetta: determina i percorsi di autorizzazione, i vincoli di vendita e le responsabilità penali in caso di esposizione dei lavoratori.

Questo glossario spiega in modo preciso cosa sono le sostanze CMR, come si classificano ai sensi del Regolamento CLP, e quali obblighi specifici scattano sotto REACH, a partire dall’identificazione nella scheda di sicurezza fino alla comunicazione lungo la filiera.

Definizione di CMR

CMR è un acronimo che identifica tre categorie distinte di pericolo tossicologico a lungo termine, disciplinate dal Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP):

  • C — Cancerogeno: sostanza che causa o contribuisce all’insorgenza di tumori (H350 per cat. 1A/1B; H351 per cat. 2).
  • M — Mutageno per cellule germinali: sostanza che altera il DNA nelle cellule riproduttive in modo trasmissibile alla prole (H340 per cat. 1A/1B; H341 per cat. 2).
  • R — Tossico per la riproduzione: sostanza che compromette la fertilità o lo sviluppo del feto (H360 per cat. 1A/1B; H361 per cat. 2).

Una stessa sostanza può avere più classificazioni CMR simultaneamente. Il termine “CMR” non è una singola categoria CLP ma un’etichetta normativa collettiva usata in REACH, nella sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) e nei regolamenti di settore (cosmetici, biocidi, prodotti fitosanitari).

Categorie 1A, 1B e 2: le differenze pratiche

Categoria Base delle prove Indicazione di pericolo (esempio cancerogeni) Regime normativo
1A Prove umane sufficienti (studi epidemiologici) H350 Massimo rigore: autorizzazione REACH, divieti di vendita consumatori
1B Prove sugli animali forti e/o meccanismo noto H350 Come 1A — SVHC automatica
2 Prove limitate o non conclusive H351 Obblighi ridotti, ma sempre gestione del rischio e SDS con sezione 11 completa

CMR e REACH: le implicazioni per la registrazione

Nel contesto del Regolamento REACH (Reg. CE 1907/2006), le sostanze CMR di categoria 1A e 1B ricevono automaticamente la qualifica di SVHC (Substance of Very High Concern), il che comporta:

  • Inserimento nella Candidate List pubblicata dall’ECHA.
  • Obbligo di notifica all’ECHA se la sostanza è presente in articoli a concentrazione > 0,1% w/w e la quantità totale supera 1 tonnellata/anno per produttore/importatore.
  • Obbligo di comunicazione al destinatario degli articoli entro 45 giorni dalla richiesta, anche per i consumatori finali (art. 33 REACH).
  • Eventuale inclusione nell’Allegato XIV di REACH, che richiede autorizzazione per poterle utilizzare o immettere sul mercato dopo la data di scadenza (“sunset date”).

Come riconoscere una CMR nella scheda di sicurezza (SDS)

La scheda di sicurezza redatta secondo il Regolamento (UE) 2020/878 contiene le informazioni CMR in più sezioni:

  • Sezione 2.1: classificazione CLP con le indicazioni di pericolo (H340, H341, H350, H351, H360, H361).
  • Sezione 8: valori limite di esposizione professionale (OEL/VLEP) specifici per molte CMR.
  • Sezione 11: dati tossicologici dettagliati — cancerogeni, genotossici, reprotossici — con riferimento agli studi che hanno portato alla classificazione.
  • Sezione 15: eventuali restrizioni o obblighi di autorizzazione (Allegati XIV e XVII REACH).

CMR e restrizioni di vendita

L’Allegato XVII del Regolamento REACH contiene restrizioni specifiche per decine di CMR, che possono includere:

  • Divieto di immissione sul mercato per uso dei consumatori al di sopra di certe concentrazioni.
  • Obbligo di indicazioni specifiche in etichetta (frasi EUH019, EUH029, ecc.).
  • Limitazioni per determinati settori (cosmetici, giocattoli, prodotti di consumo).

Per i prodotti cosmetici (Reg. CE 1223/2009), tutte le sostanze CMR 1A/1B sono vietate, salvo deroga motivata da sicurezza documentata. Per i biocidi (Reg. UE 528/2012), le CMR 1A/1B nei principi attivi rendono di norma impossibile l’approvazione.

CMR nella sicurezza sul lavoro

Il D.Lgs. 81/2008 (Titolo IX, Capo II) impone per i lavoratori esposti a CMR:

  • Sostituzione della sostanza CMR con alternativa meno pericolosa, se tecnicamente possibile.
  • In caso di impossibilità di sostituzione: sistema chiuso, misure di contenimento, sorveglianza sanitaria obbligatoria.
  • Registro degli esposti (per cancerogeni e mutageni) da conservare per 40 anni.
  • Informazione e formazione specifica dei lavoratori.

Domande frequenti

Cosa significa CMR in chimica?

CMR è l’acronimo di Cancerogeno, Mutageno e Tossico per la Riproduzione. Indica sostanze che possono causare il cancro, alterare il DNA nelle cellule germinali o compromettere la fertilità e lo sviluppo del feto. La classificazione è disciplinata dal Regolamento CLP (Reg. CE 1272/2008) e dal REACH (Reg. CE 1907/2006).

Dove si trovano le sostanze CMR elencate?

Le sostanze CMR di categoria 1A e 1B sono elencate nella tabella 3.1 dell’Allegato VI del Regolamento CLP. La lista è aggiornata periodicamente dall’ECHA tramite Adeguamenti al Progresso Tecnico (ATP). Le CMR di categoria 2 presentano prove meno certe, ma richiedono comunque precauzioni.

Quali obblighi REACH scattano per le sostanze CMR?

Le CMR 1A/1B entrano automaticamente nella Candidate List SVHC. Se prodotte o importate oltre 1 t/anno, devono essere registrate con dossier tossicologico approfondito. Se presenti in articoli in concentrazione > 0,1% w/w, scatta l’obbligo di notifica ECHA e comunicazione al cliente entro 45 giorni.

Come si riconosce una sostanza CMR nella SDS?

Nella scheda di sicurezza (SDS) la classificazione CMR appare nelle sezioni 2.1, 8 e 11. Le indicazioni di pericolo H340/H341 (mutageni), H350/H351 (cancerogeni) e H360/H361 (reprotossici) segnalano la categoria e la forza delle prove disponibili.

I prodotti CMR possono essere venduti ai consumatori?

Le sostanze CMR 1A/1B sono soggette a severe restrizioni per la vendita ai consumatori, regolate dall’Allegato XVII REACH. Per i cosmetici il divieto è quasi assoluto (Reg. CE 1223/2009, Allegato II). Per i prodotti professionali rimane l’obbligo di gestione del rischio e di comunicazione lungo la filiera.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).