SCIP: cosa significa e perché conta

REACH

Registrazione, restrizioni e obblighi REACH lungo la catena di fornitura.

4 min di letturaAggiornato il 29/05/2026REACH

In sintesi

  • SCIP è l’acronimo di Substances of Concern In articles as such or in complex objects/Products.
  • I fornitori che immettono per la prima volta articoli nel mercato UE o nello Spazio Economico Europeo, quando tali articoli contengono una o più sostanze della Candidate List…
  • No, sCIP e l’articolo 33 del REACH sono obblighi distinti e complementari.
  • La notifica avviene tramite il portale ECHA Submission Portal, utilizzando il formato SCIP (basato su IUCLID).

SCIP è la banca dati istituita dall’ECHA per raccogliere informazioni sulle sostanze preoccupanti presenti negli articoli immessi nel mercato europeo. Introdotta dalla Direttiva 2008/98/CE come modificata dalla Direttiva 2018/851/CE, è operativa dal 5 gennaio 2021 e affianca — senza sostituire — gli obblighi di comunicazione previsti dall’articolo 33 del Reg. (CE) 1907/2006 REACH.

Questo articolo spiega in modo chiaro cosa è SCIP, a chi si applica, come funziona la notifica e perché è rilevante per importatori, produttori e distributori di articoli.

Definizione: cosa significa SCIP

SCIP è l’acronimo di Substances of Concern In articles as such or in complex objects/Products. Tradotto: sostanze preoccupanti negli articoli come tali o negli oggetti/prodotti complessi. L’obiettivo è che le informazioni sulle SVHC (Substances of Very High Concern) presenti negli articoli siano disponibili agli operatori di trattamento dei rifiuti, per gestire correttamente i materiali a fine vita ed evitare che sostanze pericolose tornino nel ciclo produttivo come materie prime secondarie.

Base giuridica e decorrenza

L’obbligo di notifica SCIP deriva dall’articolo 9 della Direttiva 2008/98/CE (Direttiva quadro rifiuti), modificata dalla Direttiva (UE) 2018/851 nell’ambito del pacchetto economia circolare. L’obbligo è in vigore dal 5 gennaio 2021. Le imprese che non si sono adeguate in quella data sono già in ritardo.

Chi deve notificare e quando

Sono soggetti all’obbligo SCIP i fornitori che immettono articoli nel mercato UE o SEE quando tali articoli contengono almeno una sostanza della Candidate List REACH in concentrazione superiore allo 0,1% w/w (calcolata per articolo unitario, non per il prodotto assemblato). Rientrano in questa definizione:

  • produttori UE di articoli;
  • importatori di articoli da paesi terzi;
  • distributori che immettono per la prima volta articoli nel mercato UE (es. rivenditori che importano direttamente).

I semplici distributori che si limitano a rivendere articoli già notificati da un fornitore UE non hanno obbligo autonomo di notifica, a patto che non modifichino l’articolo.

Come si effettua la notifica: portale ECHA e formato IUCLID

La notifica avviene attraverso il portale ECHA Submission Portal, accessibile previa registrazione. Il formato utilizzato è basato su IUCLID (International Uniform Chemical Information Database), lo stesso software usato per le registrazioni REACH. La notifica deve includere:

  • identificazione dell’articolo (nome, codice, descrizione, riferimento primario);
  • identità della/e SVHC presente/i (numero CAS, nome IUPAC);
  • concentrazione nell’articolo (valore o intervallo);
  • informazioni per l’uso sicuro e il trattamento a fine vita, ove disponibili.

SCIP e REACH articolo 33: differenze e complementarietà

I due obblighi si sovrappongono nella soglia (0,1% w/w SVHC), ma hanno destinatari e finalità diverse. SCIP alimenta una banca dati pubblica accessibile agli operatori di trattamento dei rifiuti e ai cittadini. L’art. 33 REACH obbliga invece a comunicare direttamente al destinatario professionale e al consumatore, su richiesta. Chi deve adempiere all’uno deve molto probabilmente adempiere anche all’altro.

Quando va aggiornata la notifica

La notifica SCIP va aggiornata in due casi principali: quando cambia la composizione dell’articolo (nuova SVHC aggiunta in produzione) o quando l’ECHA aggiorna la Candidate List includendo una sostanza già presente nell’articolo che prima non era SVHC. L’ECHA pubblica la lista aggiornata due volte l’anno: tenere monitorati questi aggiornamenti è parte integrante di un sistema di conformità.

Domande frequenti

Cosa significa SCIP?

SCIP è l’acronimo di Substances of Concern In articles as such or in complex objects/Products. È la banca dati ECHA in cui i fornitori di articoli contenenti SVHC oltre lo 0,1% w/w devono notificare le informazioni ai sensi della Direttiva 2008/98/CE modificata.

Chi è obbligato a notificare alla banca dati SCIP?

I fornitori che immettono per la prima volta articoli nel mercato UE o nel SEE, quando gli articoli contengono una o più sostanze della Candidate List REACH in concentrazione superiore allo 0,1% w/w. L’obbligo è in vigore dal 5 gennaio 2021.

SCIP sostituisce la comunicazione ex articolo 33 del REACH?

No. SCIP e l’articolo 33 del REACH sono obblighi distinti e complementari. La notifica SCIP è rivolta all’autorità e alla filiera dei rifiuti; la comunicazione art. 33 è rivolta ai destinatari professionali e ai consumatori.

Come si effettua la notifica SCIP?

La notifica avviene tramite il portale ECHA Submission Portal, utilizzando il formato basato su IUCLID. Il fornitore deve descrivere l’articolo, indicare le SVHC con concentrazione e le informazioni per il trattamento sicuro a fine vita.

La notifica SCIP va rinnovata se cambia la Candidate List?

Sì. Se l’ECHA include nella Candidate List una nuova sostanza presente nell’articolo oltre lo 0,1%, il fornitore deve effettuare una nuova notifica SCIP. È buona pratica monitorare gli aggiornamenti pubblicati due volte l’anno.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).