Imballaggi ed etichettatura ambientale

Etichettatura ambientale degli imballaggi e contributo CONAI.

4 min di letturaAggiornato il 10/06/2026imballaggi ambiente

In sintesi

  • Sì.
  • Due codici distinti: per esempio PE-HD 2 sul flacone e PP 5 sul tappo.
  • Per gli imballaggi destinati al consumatore sì: oltre alla codifica servono la famiglia di materiale e l’indicazione di raccolta.
  • Per le indicazioni di raccolta destinate al consumatore è ammesso il ricorso a QR code, app o siti, ma la codifica del materiale deve comunque essere riportata fisicamente…

Il primo elemento obbligatorio dell’etichettatura ambientale degli imballaggi è la codifica del materiale: una sigla alfanumerica standard, definita dalla Decisione 97/129/CE, che identifica di cosa è fatto l’imballaggio. Va riportata su ogni componente separabile e serve sia all’azienda sia al cittadino per la raccolta differenziata. Ecco come funziona e la tabella dei codici più usati.

A cosa serve la codifica

La codifica risponde a una domanda semplice: “in quale flusso va questo imballaggio?”. Un flacone in plastica, una scatola in cartone e una bottiglia in vetro vanno conferiti in modo diverso. La sigla rende l’informazione univoca e indipendente dalla lingua, agevolando il riciclo.

La tabella dei codici principali

Materiale Codice
PET (polietilene tereftalato) PET 1
HDPE (polietilene alta densità) PE-HD 2
PVC (cloruro di polivinile) PVC 3
LDPE (polietilene bassa densità) PE-LD 4
PP (polipropilene) PP 5
PS (polistirene) PS 6
Carta / cartone / cartone ondulato PAP 22 / PAP 21 / PAP 20
Acciaio / Alluminio FE 40 / ALU 41
Legno / Sughero FOR 50 / FOR 51
Vetro incolore / verde / marrone GL 70 / GL 71 / GL 72

Componenti separabili

Quando un imballaggio è composto da più materiali separabili a mano — per esempio un flacone in PE-HD 2 con tappo in PP 5 ed etichetta in carta — ciascun componente va identificato con la propria sigla. Questo consente al cittadino di separarli e conferirli nei flussi corretti.

Dove e come riportarla

La codifica va resa leggibile sull’imballaggio (stampata, in rilievo o su etichetta). Per gli imballaggi destinati al consumatore si aggiungono la famiglia di materiale e l’indicazione di raccolta (es. “Raccolta plastica”); per quelli professionali (B2B) la codifica è sufficiente. Le indicazioni di raccolta possono essere veicolate anche con QR code, purché la codifica resti sull’imballaggio.

Domande frequenti

La codifica del materiale è obbligatoria su tutti gli imballaggi?

Sì. La codifica alfanumerica secondo la Decisione 97/129/CE va riportata su tutti gli imballaggi — primari, secondari e terziari — e su ogni componente separabile, a prescindere dal fatto che siano destinati al consumatore o a operatori professionali.

Cosa indico per un flacone con tappo di materiale diverso?

Due codici distinti: per esempio PE-HD 2 sul flacone e PP 5 sul tappo. I componenti separabili manualmente vanno identificati singolarmente, così da poter essere conferiti nei flussi corretti.

Devo scrivere anche dove si butta?

Per gli imballaggi destinati al consumatore sì: oltre alla codifica servono la famiglia di materiale e l’indicazione di raccolta. Per gli imballaggi B2B la codifica del materiale è sufficiente.

Posso usare un QR code al posto delle scritte?

Per le indicazioni di raccolta destinate al consumatore è ammesso il ricorso a QR code, app o siti, ma la codifica del materiale deve comunque essere riportata fisicamente sull’imballaggio.

Gli imballaggi compositi che codice hanno?

Gli imballaggi compositi, formati da più materiali non separabili manualmente, hanno codici dedicati della serie C (per esempio C/PAP per accoppiati a prevalenza carta). Quando invece i materiali sono separabili a mano, si applicano i codici dei singoli componenti. Individuare il caso corretto è importante per non indurre in errore la raccolta.

Una tabella di codifica ben impostata diventa uno strumento operativo: associando a ogni referenza i codici dei suoi componenti, l’etichettatura dei nuovi prodotti si riduce a una semplice consultazione, riducendo errori e tempi di stampa.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.