Chimica analitica e di laboratorio
Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.
In sintesi
- Perché estendendo il sistema di doppi legami coniugati gli orbitali molecolari si avvicinano in energia: l’HOMO sale e il LUMO scende, riducendo il divario HOMO-LUMO.
- Perché per apparire colorata una sostanza deve assorbire nel visibile, cioè oltre i 400 nm circa.
- È la differenza di energia fra l’orbitale molecolare occupato più alto (HOMO) e quello vuoto più basso (LUMO).
- Perché possiede una lunga catena con undici doppi legami coniugati, che riduce moltissimo il divario HOMO-LUMO e porta il massimo di assorbimento intorno a 450 nm, nel blu.
Perché il β-carotene è arancione e un colorante è intensamente colorato, mentre il benzene è incolore? La risposta è una sola parola: coniugazione. Più un sistema di doppi legami è esteso, più il divario fra gli orbitali si restringe e più l’assorbimento si sposta dall’ultravioletto verso il visibile, fino a dare colore. È il principio che lega struttura, spettro e colore di una sostanza.
Vediamo come la coniugazione abbassa il divario HOMO-LUMO, come fa crescere il λmax, come si passa dall’UV al visibile e perché le sostanze colorate sono molto coniugate.
Coniugazione e divario HOMO-LUMO
Quando più doppi legami si alternano a legami semplici si ha un sistema coniugato: gli elettroni π non sono più confinati a un singolo legame, ma si delocalizzano su tutta la catena. Più il sistema è esteso, più gli orbitali molecolari si avvicinano in energia: l’orbitale occupato più alto (HOMO) sale e quello vuoto più basso (LUMO) scende, cosicché il divario HOMO-LUMO si restringe. Poiché quel divario è l’energia della transizione π→π*, ridurlo significa assorbire luce di energia minore, cioè di lunghezza d’onda maggiore.
più coniugazione → divario HOMO-LUMO minore → λmax maggiore
È la stessa relazione ΔE = h·c/λ vista per le transizioni elettroniche, applicata in modo sistematico: ogni doppio legame coniugato in più abbassa il divario e sposta verso il rosso il massimo di assorbimento. Da un singolo C=C, che assorbe nell’UV lontano, si arriva con la coniugazione a sistemi che assorbono nel visibile.
Come cresce il λmax
Il λmax è la lunghezza d’onda del massimo di assorbimento, l’indicatore più immediato di dove cade la banda principale. Aggiungendo doppi legami coniugati il λmax cresce in modo regolare: un etilene isolato assorbe intorno a 170 nm, un butadiene (due doppi legami coniugati) intorno a 220 nm, e così via, con incrementi via via decrescenti. Con un numero sufficiente di doppi legami coniugati il λmax supera i 400 nm ed entra nel visibile.
Anche l’intensità (l’assorbività molare) tende a crescere con la coniugazione: oltre a spostarsi verso il rosso, la banda diventa più alta. Per questo i sistemi molto coniugati sono al tempo stesso colorati e intensamente assorbenti.
Anche l’intensità cresce
La coniugazione non sposta soltanto la banda, ma ne aumenta anche l’intensità. Estendendo il sistema π, la transizione π→π* diventa più probabile e l’assorbività molare cresce: la banda è al tempo stesso più spostata verso il rosso e più alta. È questo doppio effetto a rendere i coloranti coniugati non solo colorati, ma anche intensamente assorbenti, tanto che bastano concentrazioni minime per ottenere un colore deciso.
Dall’UV al visibile: il colore
Una sostanza ci appare colorata quando assorbe una parte della luce visibile: il colore che vediamo è il complementare di quello assorbito. Se una molecola assorbe nel blu (intorno a 450 nm) ci appare arancione; se assorbe nel verde, appare rossa. Le molecole con coniugazione corta assorbono solo nell’UV, dove l’occhio non vede, e restano incolori. Solo quando la coniugazione è abbastanza estesa da portare l’assorbimento oltre i 400 nm compare il colore.
| Sistema | Doppi legami coniugati | Assorbe in |
|---|---|---|
| Etilene | 1 | UV lontano (~170 nm) |
| Butadiene | 2 | UV (~220 nm) |
| Benzene | aromatico | UV (~255 nm) |
| β-carotene | 11 | visibile (~450 nm, arancione) |
| Coloranti azoici | esteso + auxocromi | visibile (colore intenso) |
Perché le sostanze colorate sono molto coniugate
La conclusione è generale: praticamente tutte le sostanze organiche colorate possiedono un sistema π molto esteso e coniugato. È il caso dei pigmenti naturali (carotenoidi, clorofille, antociani), dei coloranti sintetici (azoici, antrachinonici, trifenilmetanici) e degli indicatori. La coniugazione, spesso rafforzata da auxocromi che spostano ulteriormente la banda verso il rosso, è la condizione strutturale che porta l’assorbimento nel visibile. All’inverso, osservare che una sostanza è colorata fa subito sospettare un’ampia coniugazione.
Perché conta nella pratica
Il legame fra coniugazione, λmax e colore è uno strumento interpretativo potente. Permette di prevedere se una molecola assorbirà nell’UV o nel visibile, di capire perché un colorante ha un certo colore e come modificarne la struttura per spostarlo, di scegliere la lunghezza d’onda di lavoro per un dosaggio. Nel controllo qualità di pigmenti, coloranti, prodotti naturali e formulati, riconoscere che il colore deriva da un sistema coniugato esteso è il punto di partenza per ogni analisi spettrofotometrica significativa.
Domande frequenti
Perché la coniugazione aumenta il λmax?
Perché estendendo il sistema di doppi legami coniugati gli orbitali molecolari si avvicinano in energia: l’HOMO sale e il LUMO scende, riducendo il divario HOMO-LUMO. Poiché quel divario è l’energia della transizione π→π*, e l’energia è inversamente proporzionale alla lunghezza d’onda, ridurlo significa assorbire a lunghezze d’onda maggiori, cioè alzare il λmax.
Perché le sostanze colorate sono molto coniugate?
Perché per apparire colorata una sostanza deve assorbire nel visibile, cioè oltre i 400 nm circa. Solo un sistema π esteso e coniugato ha un divario HOMO-LUMO abbastanza piccolo da spostare l’assorbimento fin lì. I sistemi con poca coniugazione assorbono solo nell’UV e restano incolori. Pigmenti, coloranti e indicatori hanno tutti sistemi coniugati estesi, spesso rafforzati da auxocromi.
Che cos’è il divario HOMO-LUMO?
È la differenza di energia fra l’orbitale molecolare occupato più alto (HOMO) e quello vuoto più basso (LUMO). Coincide con l’energia della transizione elettronica π→π* a minore energia, quindi determina la lunghezza d’onda del massimo di assorbimento: un divario piccolo significa assorbimento a lunghezze d’onda maggiori. La coniugazione lo restringe progressivamente.
Perché il β-carotene è arancione?
Perché possiede una lunga catena con undici doppi legami coniugati, che riduce moltissimo il divario HOMO-LUMO e porta il massimo di assorbimento intorno a 450 nm, nel blu. Assorbendo il blu, la molecola riflette il colore complementare, l’arancione, che è quello che vediamo. È un esempio classico di come la coniugazione estesa porti l’assorbimento nel visibile.
A cosa servono le regole di Woodward-Fieser?
Servono a prevedere il λmax di dieni e chetoni insaturi coniugati: si parte da un valore base e si sommano incrementi tabulati per ogni sostituente e doppio legame aggiuntivo. Sono uno strumento storico ma istruttivo, perché mostrano in modo quantitativo come ogni elemento strutturale sposta la banda, confermando che più coniugazione corrisponde a un λmax maggiore.
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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.