Chimica fisica

Termodinamica, cinetica ed equilibri: i principi dietro i processi chimici.

8 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica fisica

In sintesi

  • Per pura convenzione: si sceglie lo stato di riferimento entalpico degli elementi nella forma più stabile a 298 K come punto zero.
  • L’entalpia di formazione è un caso speciale di entalpia di reazione: quella della reazione specificamente definita come formazione di 1 mol di composto dagli elementi.
  • No: sono valori medi.
  • Si scrivono la reazione desiderata come somma algebrica di reazioni note (o ricavabili da ΔH°f).

Ogni reazione chimica avviene con un trasferimento di calore verso o dall’ambiente.
Quantificarlo con precisione è il compito della termochimica: una branca che fornisce la «contabilità
energetica» di qualsiasi trasformazione chimica. Le due grandezze chiave sono l’entalpia standard di
formazione
ΔH°f e le entalpie medie di legame: insieme consentono di
stimare il calore di qualsiasi reazione a partire da dati tabulati, senza bisogno di eseguire la misura specifica.

In questo articolo definiamo lo stato standard, introduciamo il concetto di ΔH°f, lo colleghiamo
alla legge di Hess e mostriamo come usare le entalpie medie di legame per stimare rapidamente ΔH di reazione.

Lo stato standard e l’entalpia standard di formazione

Per confrontare valori di entalpia provenienti da laboratori diversi si adotta uno stato di riferimento
uniforme: lo stato standard termodinamico. Convenzionalmente è definito a una pressione di 1 bar (100 kPa)
e per i gas a comportamento ideale; non fissa una temperatura, ma i dati di riferimento sono spesso tabulati a 298,15 K
(25 °C). I simboli con il simbolo ° (soprascritto) si riferiscono sempre a queste condizioni standard.

L’entalpia standard di formazione ΔH°f di un composto è la variazione
di entalpia per la formazione di una mole del composto a partire dai suoi elementi negli stati standard più
stabili
a 298 K. Per convenzione, l’entalpia di formazione di ogni elemento nel suo stato standard è
zero: ΔH°f(O2, g) = 0, ΔH°f(C, grafite) = 0, e così via.
Questo è il «punto zero» della scala entalpica chimica.

Sostanza Stato ΔH°f (kJ/mol) Note
H₂O liquido −285,8 riferimento idratazione
H₂O vapore −241,8 Δ = entalpia vaporizzazione
CO₂ gas −393,5 combustione del carbonio
NH₃ gas −46,1 sintesi Haber-Bosch
HF gas −271,1 legame H−F molto forte
CH₄ (metano) gas −74,8 idrocarburo più semplice
C₂H₅OH (etanolo) liquido −277,7 biocombustibile
NaCl solido −411,1 sale ionico di riferimento
C₂H₂ (acetilene) gas +227,4 composto endotermico
NO gas +90,3 composto endotermico

Valori molto negativi indicano composti termodinamicamente stabili rispetto agli elementi: la reazione di
formazione libera molta energia e la struttura risultante è «contenitore» di legami forti.
Valori positivi (composti endotermici come C2H2 o NO) segnalano strutture che contengono più
energia degli elementi di partenza e possono decomporre esotermicamente.

La legge di Hess: l’entalpia non dipende dal percorso

Poiché l’entalpia è una funzione di stato, la variazione ΔH di una reazione dipende solo dagli
stati iniziale e finale, non dal percorso. Questo è l’enunciato della legge di Hess: se una
reazione globale può essere scritta come somma di più reazioni parziali, il ΔH globale è la somma
dei ΔH parziali. Di conseguenza:

ΔH°rxn = ∑ ΔH°f(prodotti) − ∑ ΔH°f(reagenti)

Legge di Hess: il ΔH non dipende dal percorso seguitoReagentiIntermedioProdottiΔHrxn (diretto)ΔH1ΔH2ΔHrxn = ΔH1 + ΔH2 (qualunque percorso)
Legge di Hess visualizzata come ciclo entalpico. Il percorso diretto (freccia nera) e il percorso in due tappe (frecce arancio) portano allo stesso ΔH totale. I livelli verticali rappresentano i valori di entalpia: il dislivello totale è lo stesso per qualsiasi percorso seguito.

Questa relazione è potente perché permette di ricavare ΔH per reazioni impossibili da misurare
direttamente — ad esempio la formazione di un intermedio instabile — combinando reazioni ben note.
È anche il punto di contatto tra la termochimica e il ciclo di Born-Haber per i solidi ionici
(articolo successivo).

Entalpie medie di legame: una stima rapida di ΔH

Le entalpie medie di legame D (o BDE, Bond Dissociation Enthalpy) rappresentano l’energia media
necessaria per rompere in fase gassosa un certo tipo di legame in una serie di molecole diverse.
Per esempio D(C−H) ≈ 413 kJ/mol per il legame carbonio-idrogeno nei vari idrocarburi.
Usando questi valori medi si può stimare ΔH di reazione — senza dati tabulati per la sostanza specifica —
conteggiando i legami rotti (endotermici) e formati (esotermici):

ΔH°rxn ≈ ∑ D(legami rotti) − ∑ D(legami formati)

La stima è approssimativa (errori del 5-15 %) perché D è una media su molecole diverse; i valori
tabulati in termini di ΔH°f sono più accurati. Nonostante ciò, le entalpie di legame
sono strumenti didattici e progettuali potenti: spiegano, ad esempio, perché il legame O=O (498 kJ/mol) è
molto più debole del triplo legame N≣N (945 kJ/mol), rendendo l’N₂ molto più inerte dell’O₂.

Legame D media (kJ/mol) Legame D media (kJ/mol)
H−H 436 C=C 614
C−H 413 C≣C 839
C−C 347 N≣N 945
O−H 460 C=O 799
O=O 498 C−F 485
N−H 391 C−Cl 339

Entalpia di combustione e bomba calorimetrica

Un caso speciale di grande importanza pratica e didattica è l’entalpia di combustione: la variazione
di entalpia per la combustione completa di una mole di sostanza in ossigeno puro a pressione costante.
La misura diretta avviene nella bomba calorimetrica (calorimetria a volume costante), che fornisce in realtà
la variazione di energia interna ΔU; la correzione a ΔH richiede di tenere conto della variazione del numero di
moli di gas durante la combustione: ΔH = ΔU + Δngas RT.

Le entalpie di combustione sono tra le grandezze più precise della termochimica: per composti organici solidi
si misurano con incertezze di pochi J/mol. Invertite di segno, forniscono l’energia liberata dalla combustione di un
carburante e sono alla base del calcolo del potere calorifico (superiore e inferiore) di combustibili fossili e biofuel.

Applicazioni pratiche: resa di reazione e ottimizzazione energetica

La termochimica non è solo accademica. Ogni processo industriale ha un bilancio termico: sapere se una reazione
è esotermica o endotermica è il punto di partenza per dimensionare scambiatori di calore, valutare la sicurezza
del processo (reazioni fortemente esotermiche possono portare a fuga termica se il calore non viene smaltito) e stimare
il consumo energetico (reazioni endotermiche richiedono un apporto continuo di calore).

In sintesi organica, confrontare le entalpie di due percorsi di sintesi diversi — applicando la legge di Hess —
può rivelare quale è energeticamente più conveniente o meno pericoloso. Il medesimo approccio si usa per
la progettazione di batterie e celle a combustibile: la differenza di entalpia tra reagenti e prodotti è il motore
energetico della cella.

Domande frequenti

Perché ΔH°f degli elementi è zero?

Per pura convenzione: si sceglie lo stato di riferimento entalpico degli elementi nella forma più stabile a
298 K come punto zero. Così tutti i valori di ΔH°f sono misurati rispetto allo stesso punto
e possono essere sommati o sottratti. Non significa che gli elementi non abbiano energia interna; significa solo che
si azzera il contatore.

Che differenza c’è tra entalpia di formazione e entalpia di reazione?

L’entalpia di formazione è un caso speciale di entalpia di reazione: quella della reazione specificamente definita
come formazione di 1 mol di composto dagli elementi. Una generica entalpia di reazione si calcola dalla legge di Hess
sommando e sottraendo entalpie di formazione dei prodotti e dei reagenti.

Le entalpie di legame sono uguali per tutti i composti?

No: sono valori medi. Il legame C−H nel metano ha D leggermente diverso dal legame C−H nel benzene
o nell’acetilene. Per stime rapide si usano i valori medi tabulati; per calcoli precisi si devono usare le entalpie di
formazione delle singole sostanze.

Come si usa la legge di Hess per trovare ΔH di una reazione?

Si scrivono la reazione desiderata come somma algebrica di reazioni note (o ricavabili da ΔH°f).
Si sommano i ΔH con i coefficienti appropriati, ricordando che invertire una reazione cambia segno al ΔH e
moltiplicarne i coefficienti moltiplica il ΔH. Il risultato è ΔH della reazione globale, indipendentemente
dal percorso scelto.

Qual è il legame più forte tra quelli comuni?

Il triplo legame N≣N nell’azoto molecolare (945 kJ/mol) è tra i più forti in chimica organica/inorganica.
È la ragione principale dell’inerzia dell’N₂ atmosferico: spezzarlo richiede energia enorme, e la sintesi
industriale dell’ammoniaca (processo Haber-Bosch) è progettata proprio per superare questa barriera con catalizzatori
e alta pressione.

Il ΔH dipende dalla temperatura?

Sì, ma debolmente: la variazione è descritta dalla legge di Kirchhoff: d(ΔH)/dT = ΔCp,
dove ΔCp è la differenza di capacità termiche tra prodotti e reagenti. Per variazioni di
temperatura non superiori a qualche centinaio di gradi, l’effetto è spesso trascurabile rispetto all’incertezza
di misura, e i valori a 298 K sono un’approssimazione ragionevole.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.