Chimica fisica

Termodinamica, cinetica ed equilibri: i principi dietro i processi chimici.

6 min di letturaAggiornato il 02/06/2026chimica fisica

In sintesi

  • Afferma che in una miscela, a temperatura e pressione costanti, i potenziali chimici dei componenti non possono variare in modo indipendente: la somma dei loro contributi,…
  • È la grandezza che esprime quanto un componente contribuisce all’energia del sistema e quindi la sua tendenza a spostarsi, reagire o cambiare fase.
  • Non è un risultato sperimentale, ma una conseguenza matematica del modo in cui l’energia di una miscela dipende dalla composizione.
  • No, si generalizza a miscele con qualsiasi numero di componenti: la somma dei contributi di tutti, ciascuno dato dalla quantità per la variazione del proprio potenziale…

In una miscela, le proprietà dei diversi componenti non sono indipendenti l’una dall’altra: se cambia il contributo di uno, deve cambiare anche quello degli altri. Questa idea, semplice ma potente, è racchiusa in una delle relazioni più eleganti della termodinamica: l’equazione di Gibbs-Duhem, che lega fra loro i potenziali chimici dei componenti di una miscela.

Vediamo che cosa afferma questa equazione, da dove nasce e perché è tanto utile nello studio delle soluzioni.

Il punto di partenza: il potenziale chimico

Per descrivere come una sostanza contribuisce all’energia di una miscela si usa il potenziale chimico, che si può immaginare come la “tendenza a spostarsi” di quel componente: quanto è disposto a reagire, a diffondere o a cambiare fase. In una miscela ogni componente ha il suo potenziale chimico, e questi valori cambiano se cambia la composizione. La domanda è: questi potenziali possono variare in modo del tutto indipendente l’uno dall’altro?

La risposta: non sono indipendenti

L’equazione di Gibbs-Duhem dà una risposta netta: no, i potenziali chimici non sono indipendenti. A temperatura e pressione costanti, esiste un vincolo preciso che li lega. Se in una miscela di due componenti il potenziale chimico di uno aumenta, quello dell’altro deve diminuire, in proporzione alle rispettive quantità. È come una bilancia: non si può spostare un piatto senza che l’altro si muova di conseguenza.

nAA + nBB = 0(a temperatura e pressione costanti)μA saleμB scendese cambia il potenziale chimico di un componente,cambia di conseguenza quello dell’altro
L’equazione di Gibbs-Duhem. In una miscela a temperatura e pressione costanti, i potenziali chimici dei componenti sono legati come i piatti di una bilancia: se quello di un componente sale, quello dell’altro deve scendere, pesato secondo le quantità di ciascuno. Non possono variare in modo indipendente.

nAA  +  nBB  =  0   (a T e p costanti)

Che cosa dice la formula

La formula esprime il vincolo in modo quantitativo: la somma dei contributi di tutti i componenti, ciascuno dato dalla sua quantità moltiplicata per la variazione del suo potenziale chimico, è sempre uguale a zero. Questo significa che le variazioni dei potenziali chimici si compensano esattamente, pesate secondo le quantità di ciascun componente. Se un componente è molto abbondante, basta una piccola variazione del suo potenziale per bilanciare una grande variazione di quello di un componente scarso.

Da dove nasce

L’equazione non è un risultato sperimentale, ma una conseguenza necessaria del modo in cui l’energia di una miscela dipende dalla sua composizione. Deriva dal fatto che le proprietà di una miscela si possono “ricostruire” sommando i contributi dei singoli componenti, e questa ricostruzione impone automaticamente il vincolo. È quindi una verità matematica garantita dalla struttura stessa della termodinamica, non qualcosa da verificare di volta in volta.

A cosa serve in pratica

L’utilità principale è che permette di ricavare l’informazione su un componente conoscendo l’altro. In molti esperimenti è facile misurare il comportamento di un solo componente di una miscela, per esempio il più volatile; grazie all’equazione di Gibbs-Duhem, da quella misura si può dedurre il comportamento dell’altro componente, che sarebbe difficile misurare direttamente. È uno strumento prezioso nello studio delle soluzioni e degli equilibri.

Situazione Conseguenza imposta da Gibbs-Duhem
μ di un componente aumenta μ dell’altro diminuisce
componente molto abbondante basta una piccola variazione del suo μ
noto il comportamento di un componente si ricava quello dell’altro

Perché conta

L’equazione di Gibbs-Duhem è un esempio splendido di come la termodinamica imponga vincoli universali, validi per qualsiasi miscela indipendentemente dalla sua natura. Mostra che le proprietà dei componenti di un sistema sono intrecciate fra loro, e fornisce uno strumento per sfruttare questo intreccio. È un pilastro dello studio quantitativo delle soluzioni, degli equilibri di fase e dei processi di separazione. Più in generale, ci ricorda che in un sistema all’equilibrio nulla è davvero indipendente: ogni grandezza è legata alle altre da relazioni precise, e riconoscere questi legami è spesso la chiave per ricavare molte informazioni da poche misure sperimentali.

Un esempio concreto: la tensione di vapore

Un caso classico in cui l’equazione di Gibbs-Duhem si rivela utilissima riguarda le miscele di due liquidi e le loro tensioni di vapore. Misurare come varia la tendenza a evaporare del componente più volatile, al cambiare della composizione, è relativamente facile. Da quella misura, grazie al vincolo imposto dall’equazione, si può ricavare come varia la tendenza a evaporare del componente meno volatile, che sarebbe molto più difficile da seguire direttamente. In questo modo, da una sola serie di misure, si ottiene il quadro completo del comportamento di entrambi i componenti. È una delle ragioni per cui l’equazione è uno strumento di lavoro quotidiano per chi studia le soluzioni e progetta processi come la distillazione, dove conoscere la tendenza a evaporare di ciascun componente è essenziale.

Domande frequenti

Che cosa afferma l’equazione di Gibbs-Duhem?

Afferma che in una miscela, a temperatura e pressione costanti, i potenziali chimici dei componenti non possono variare in modo indipendente: la somma dei loro contributi, pesati secondo le quantità di ciascuno, è sempre nulla. Se uno aumenta, gli altri devono diminuire di conseguenza.

Che cos’è il potenziale chimico?

È la grandezza che esprime quanto un componente contribuisce all’energia del sistema e quindi la sua tendenza a spostarsi, reagire o cambiare fase. In una miscela ogni componente ha il proprio potenziale chimico, che dipende dalla composizione.

Da dove deriva l’equazione?

Non è un risultato sperimentale, ma una conseguenza matematica del modo in cui l’energia di una miscela dipende dalla composizione. Poiché le proprietà di una miscela si ricostruiscono sommando i contributi dei componenti, questa struttura impone automaticamente il vincolo espresso dall’equazione.

Vale solo per due componenti?

No, si generalizza a miscele con qualsiasi numero di componenti: la somma dei contributi di tutti, ciascuno dato dalla quantità per la variazione del proprio potenziale chimico, resta sempre uguale a zero. Vale inoltre per qualunque grandezza molare parziale.

A cosa serve in pratica?

Permette di ricavare il comportamento di un componente conoscendo quello di un altro. Spesso si riesce a misurare facilmente un solo componente di una miscela; grazie all’equazione di Gibbs-Duhem si deduce da esso il comportamento dell’altro, difficile da misurare direttamente. È utile nello studio di soluzioni ed equilibri.

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