Esempio pratico
Le 16 sezioni della SDS spiegate una per una, da usare come traccia di controllo.
In sintesi
- Sedici, in ordine fisso, secondo il formato dell’allegato II del REACH aggiornato dal Regolamento (UE) 2020/878.
- In italiano: la scheda va fornita nella lingua dello Stato membro in cui il prodotto è immesso sul mercato, salvo diversa indicazione.
- In genere per sostanze e miscele classificate come pericolose destinate a utilizzatori professionali, oltre ad altri casi specifici previsti dal REACH.
- Quasi mai: va verificata, tradotta in italiano e resa coerente con la classificazione e con l’etichetta.
La scheda dati di sicurezza (SDS) ha una struttura fissa di 16 sezioni, uguale in tutta l’Unione europea. Conoscere cosa va in ciascuna sezione aiuta a capire se la scheda che hai ricevuto dal fornitore è completa e se quella che fornisci ai tuoi clienti è a norma. Il formato è quello stabilito dall’allegato II del REACH, aggiornato dal Regolamento (UE) 2020/878.
Qui trovi l’elenco delle 16 sezioni con cosa contiene ciascuna, così puoi usarlo come traccia di controllo.
Le 16 sezioni della scheda dati di sicurezza
| Sezione | Cosa contiene |
|---|---|
| 1. Identificazione | Nome del prodotto, usi pertinenti, dati e contatto del fornitore, numero di telefono di emergenza |
| 2. Identificazione dei pericoli | Classificazione CLP, elementi dell’etichetta (pittogrammi, avvertenza, frasi H e P) |
| 3. Composizione/ingredienti | Sostanze pericolose presenti e relative concentrazioni o intervalli |
| 4. Misure di primo soccorso | Cosa fare in caso di contatto, inalazione, ingestione |
| 5. Misure antincendio | Mezzi di estinzione idonei e pericoli particolari |
| 6. Rilascio accidentale | Precauzioni, contenimento e bonifica |
| 7. Manipolazione e immagazzinamento | Come usare e conservare il prodotto in sicurezza |
| 8. Controllo esposizione/DPI | Valori limite e dispositivi di protezione |
| 9. Proprietà fisiche e chimiche | Stato fisico, pH, punto di infiammabilità, ecc. |
| 10. Stabilità e reattività | Condizioni e materiali da evitare |
| 11. Informazioni tossicologiche | Effetti sulla salute |
| 12. Informazioni ecologiche | Effetti sull’ambiente, persistenza, bioaccumulo |
| 13. Smaltimento | Gestione del prodotto e degli imballaggi come rifiuto |
| 14. Trasporto | Classificazione ADR/merci pericolose |
| 15. Informazioni normative | Norme di sicurezza, salute e ambiente applicabili |
| 16. Altre informazioni | Data di revisione, legenda delle frasi, modifiche rispetto alla versione precedente |
Quando la SDS è obbligatoria
La scheda va fornita, in genere, per le sostanze e le miscele classificate come pericolose destinate a utilizzatori professionali, e in altri casi specifici previsti dal REACH. Deve essere redatta nella lingua del Paese in cui il prodotto è immesso sul mercato: in Italia, in italiano.
Come leggere una SDS che hai ricevuto
Tre controlli rapidi prima di accettarla:
- Coerenza sezione 2 ↔ etichetta: pittogrammi e frasi H devono coincidere con quanto c’è sul contenitore.
- Lingua e data: deve essere in italiano e riportare in sezione 16 la data di revisione.
- Sezione 1: deve indicare un fornitore reale e un recapito di emergenza.
Un esempio concreto
Ricevi da un fornitore la SDS di un detergente acido. In sezione 2 leggi “Skin Corr. 1B, H314” con pittogramma di corrosione: l’etichetta del flacone deve riportare lo stesso pittogramma e la stessa frase. Se l’etichetta mostra solo un generico “irritante” senza pittogramma, scheda ed etichetta non sono coerenti: è il segnale che qualcosa va corretto prima di rivendere il prodotto.
SDS e scheda tecnica non sono la stessa cosa
Capita di confonderle. La scheda tecnica descrive le prestazioni e le caratteristiche commerciali del prodotto; la scheda dati di sicurezza è un documento normato che riguarda pericoli, sicurezza e gestione. La scheda tecnica non sostituisce la SDS: dove la SDS è obbligatoria, deve essere fornita nel formato delle 16 sezioni, a prescindere dalla documentazione commerciale.
Errori tipici
- SDS in lingua straniera usata così com’è sul mercato italiano.
- Sezione 2 non allineata all’etichetta reale.
- Scheda non aggiornata dopo una variazione di formula o di classificazione.
Domande frequenti
Quante sezioni ha una scheda dati di sicurezza?
Sedici, in ordine fisso, secondo il formato dell’allegato II del REACH aggiornato dal Regolamento (UE) 2020/878. L’ordine e i titoli sono uguali in tutta l’UE.
In che lingua deve essere la SDS in Italia?
In italiano: la scheda va fornita nella lingua dello Stato membro in cui il prodotto è immesso sul mercato, salvo diversa indicazione.
Quando è obbligatoria?
In genere per sostanze e miscele classificate come pericolose destinate a utilizzatori professionali, oltre ad altri casi specifici previsti dal REACH.
Posso usare la scheda del fornitore estero così com’è?
Quasi mai: va verificata, tradotta in italiano e resa coerente con la classificazione e con l’etichetta. La responsabilità del documento fornito in Italia è di chi immette il prodotto sul mercato.
Ogni quanto va aggiornata?
Va aggiornata quando cambiano informazioni rilevanti: nuova classificazione, variazione di formula, nuove restrizioni. La data di revisione si indica in sezione 16.
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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.