Etichetta e avvertenza per i precursori ristretti

Precursori e sostanze controllate

Obblighi di registrazione e segnalazione per precursori di droghe ed esplosivi.

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Precursori e sostanze controllate

In sintesi

  • L’art. 7 del Reg. UE 2019/1148 impone che le miscele contenenti sostanze dell’Allegato I in concentrazioni superiori ai valori soglia rechino, al momento della vendita al…
  • L’avvertenza prevista dall’art. 7 del Reg. UE 2019/1148 è distinta e aggiuntiva rispetto alle avvertenze CLP.
  • Sì, per le vendite a distanza (e-commerce) il Reg. UE 2019/1148 richiede che l’avvertenza sia visibile all’utente prima del completamento dell’ordine, ad esempio nella scheda…
  • Il Regolamento definisce ‘professionista’ chi acquista precursori ristretti per attività lavorativa, commerciale o professionale (art. 3, definizione 9).

Quando si commercializza un prodotto chimico che contiene una sostanza inclusa nell’Allegato I del Regolamento UE 2019/1148, l’etichettatura non si esaurisce nel sistema CLP. Il Regolamento impone un’avvertenza specifica — distinta e aggiuntiva — che segnala all’acquirente che la sostanza è soggetta a restrizione. Omettere questa avvertenza è una violazione diretta del Regolamento, anche se l’etichetta CLP è perfettamente in regola.

Questa guida analizza gli obblighi di etichettatura ai sensi dell’art. 7 del Reg. UE 2019/1148, le modalità di apposizione, il testo esatto dell’avvertenza, le differenze rispetto all’etichettatura CLP e le implicazioni pratiche per distributori ed e-commerce.

Il quadro normativo: art. 7 del Reg. UE 2019/1148

Il Regolamento UE 2019/1148 (che ha abrogato il precedente Reg. 98/2013) regola la messa a disposizione, l’importazione, la detenzione e l’uso dei precursori di esplosivi. L’art. 7 è dedicato specificamente all’etichettatura delle sostanze e delle miscele elencate nell’Allegato I (precursori ristretti) quando sono commercializzate al dettaglio, incluso l’e-commerce.

Il testo normativo stabilisce che ogni confezione destinata alla vendita al pubblico deve riportare, in modo chiaramente visibile, la seguente avvertenza (testo ufficiale nella versione italiana del Regolamento):

«L’acquisto, la detenzione o l’uso da parte di privati è soggetto a restrizione o richiede un’autorizzazione.»

Questa avvertenza non sostituisce né assorbe le indicazioni di pericolo CLP: i due sistemi coesistono e rispondono a finalità diverse.

Sostanze dell’Allegato I: la tabella dei valori soglia

L’obbligo di avvertenza si attiva quando la concentrazione della sostanza ristretta supera il valore soglia fissato dall’Allegato I. Di seguito le principali sostanze con i rispettivi limiti:

Sostanza (Allegato I) N. CAS Concentrazione limite per privati Regime
Perossido di idrogeno (acqua ossigenata) 7722-84-1 > 12% w/w Restrizione — vietata ai privati
Nitrato di ammonio 6484-52-2 > 16% N (equivalente nitrato) Restrizione — vietata ai privati
Nitrato di potassio 7757-79-1 > 3% w/w Restrizione — vietata ai privati
Nitrato di sodio 7631-99-4 > 3% w/w Restrizione — vietata ai privati
Acido nitrico 7697-37-2 > 3% w/w Restrizione — vietata ai privati
Permanganato di potassio 7722-64-7 > 0,3% w/w Restrizione — vietata ai privati
Acido solforico 7664-93-9 > 15% w/w Restrizione — vietata ai privati
Acetone 67-64-1 > 0,1% w/w (solo precursore esplosivi) Restrizione — vietata ai privati

Nota: il regime di restrizione significa divieto di vendita ai privati (non professionisti) al di sopra della soglia. Al di sotto della soglia, la vendita è libera ma l’avvertenza non è richiesta (la sostanza non è “ristretta” in quella concentrazione).

Testo esatto dell’avvertenza e modalità di apposizione

L’art. 7 prescrive che l’avvertenza sia:

  • Chiaramente leggibile: dimensione del carattere non inferiore a quella usata per le istruzioni d’uso.
  • Indelebile: non rimovibile senza danneggiare il contenitore.
  • In lingua italiana per i prodotti destinati al mercato italiano (art. 7, par. 3).
  • Sull’imballaggio esterno in caso di confezioni multiple: è sufficiente un’unica apposizione sull’esterno, purché visibile prima dell’apertura.

Il testo ufficiale in italiano, da riportare letteralmente, è:

«Acquisto/detenzione soggetti a restrizione. Uso da parte di privati soggetto a restrizione o a regime di autorizzazione.»

Versioni parafrasate o abbreviate non sono conformi. Il distributore non ha discrezionalità nel testo.

Differenza con l’etichetta CLP: due sistemi distinti

Un errore frequente è confondere l’avvertenza del Reg. 2019/1148 con le indicazioni di pericolo (H-phrases) e i consigli di prudenza (P-phrases) del Reg. 1272/2008 CLP. I due sistemi hanno origini e finalità diverse:

  • CLP: classifica e comunica i pericoli intrinseci della sostanza (tossicità, infiammabilità, irritazione, ecc.) verso lavoratori e consumatori.
  • Reg. 2019/1148: identifica la sostanza come potenziale precursore di esplosivi e informa l’acquirente che esistono restrizioni normative di ordine pubblico.

Una miscele di acqua ossigenata al 20% porta quindi entrambi: le indicazioni CLP (Ox. Liq. 1, H271; ecc.) e l’avvertenza precursori dell’art. 7. L’assenza dell’avvertenza precursori non è sanabile con un’etichetta CLP completa.

Obblighi per l’e-commerce e la vendita a distanza

L’art. 7, paragrafo 2 del Reg. UE 2019/1148 estende esplicitamente gli obblighi di avvertenza alle vendite a distanza. Per un operatore e-commerce questo implica:

  • L’avvertenza deve essere visibile nella scheda prodotto, prima che il cliente completi l’ordine.
  • Nella fase di checkout, è raccomandabile una ulteriore conferma (checkbox o messaggio) che ricordi al cliente le restrizioni applicabili.
  • L’etichetta fisica sul prodotto spedito deve comunque riportare l’avvertenza ai sensi del par. 1.

La doppia modalità (online + fisica) non è ridondanza: risponde a due momenti distinti del processo di acquisto e vendita.

Sistema di autorizzazione nazionale: il ruolo del Ministero dell’Interno

Per alcune sostanze dell’Allegato I, il Regolamento consente agli Stati membri di introdurre un regime di autorizzazione che abiliti i privati all’acquisto (art. 5). In Italia il D.Lgs. 52/2017 ha designato il Ministero dell’Interno come autorità competente. Il rilascio dell’autorizzazione avviene attraverso una procedura che valuta l’uso legittimo dichiarato dall’acquirente.

Per il distributore, questo significa che l’acquirente privato in possesso di autorizzazione può acquistare prodotti ristretti: la verifica del documento di autorizzazione prima della vendita è obbligatoria e va documentata nel registro delle transazioni sospette.

Sanzioni e controlli in Italia

Il D.Lgs. 7 aprile 2017, n. 52 ha recepito il precedente Reg. 98/2013 e rimane il riferimento sanzionatorio applicabile anche al Reg. 2019/1148 fino all’adozione di un decreto di recepimento aggiornato. Le violazioni degli obblighi di etichettatura possono comportare sanzioni amministrative. I controlli sono affidati all’Arma dei Carabinieri (Nucleo CBRN/CCWMD) e alle forze di polizia, con possibilità di accertamenti documentali presso i distributori.

Domande frequenti

Qual è l’obbligo di etichettatura per i precursori ristretti dell’Allegato I del Reg. UE 2019/1148?

L’art. 7 del Reg. UE 2019/1148 impone che le miscele contenenti sostanze dell’Allegato I in concentrazioni superiori ai valori soglia rechino, al momento della vendita al pubblico, un’avvertenza visibile con la dicitura relativa alla restrizione di acquisto/detenzione da parte di privati. L’avvertenza deve essere chiaramente leggibile, indelebile e in italiano per il mercato nazionale.

Dove deve comparire l’avvertenza sui precursori ristretti: sull’etichetta CLP o altrove?

L’avvertenza prevista dall’art. 7 del Reg. UE 2019/1148 è distinta e aggiuntiva rispetto alle avvertenze CLP. Va apposta sull’etichetta del prodotto o, in caso di imballaggi multipli, sull’imballaggio esterno. Non è sufficiente inserirla solo nella scheda dati di sicurezza.

L’obbligo di avvertenza si applica anche alle vendite online?

Sì. Per le vendite a distanza (e-commerce) il Reg. UE 2019/1148 richiede che l’avvertenza sia visibile all’utente prima del completamento dell’ordine, ad esempio nella scheda prodotto. L’obbligo si applica in aggiunta all’etichettatura fisica sul prodotto spedito.

Chi sono i ‘professionisti’ esclusi dalle restrizioni dell’Allegato I?

Il Regolamento definisce ‘professionista’ chi acquista precursori ristretti per attività lavorativa, commerciale o professionale (art. 3, definizione 9). Non rientrano i privati cittadini, nemmeno se l’uso finale è professionale in senso lato. Il professionista non è soggetto al regime di autorizzazione ma è comunque identificabile all’atto della vendita.

Cosa rischia il distributore che vende senza apporre l’avvertenza?

In Italia il D.Lgs. 7 aprile 2017, n. 52 disciplina le sanzioni: la violazione degli obblighi di etichettatura per i precursori di esplosivi comporta sanzioni amministrative pecuniarie. I controlli sono effettuati dall’Arma dei Carabinieri (CCWMD) e dalle forze di polizia.

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Se distribuisci o importi prodotti chimici contenenti sostanze dell’Allegato I del Reg. UE 2019/1148, controlla che le tue etichette rispettino l’art. 7. Un nostro tecnico esamina il tuo catalogo e ti indica le correzioni necessarie.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).