Conformita’ chimica

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6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026elettrochimica corrosione

In sintesi

  • È una tecnica elettrochimica in cui la quantità di analita è calcolata dalla carica elettrica totale che passa durante l’elettrolisi.
  • È la carica corrispondente a una mole di elettroni: F = 96 485 C/mol.
  • In quella a potenziale controllato si fissa il potenziale dell’elettrodo di lavoro con un potenziostato: la corrente decresce nel tempo e si misura Q integrando la curva.
  • È una titolazione in cui il titolante non viene aggiunto da una buretta ma generato elettrochimicamente nella cella durante l’analisi.

Nella gran parte dei metodi analitici serve uno standard: una soluzione a titolo noto con cui confrontare il campione. La coulometria è l'unica tecnica che elimina questa necessità: la quantità di sostanza trasformata si calcola direttamente dalla carica elettrica misurata, senza alcun riferimento esterno. È una conseguenza diretta della legge di Faraday — e questo la rende una delle poche determinazioni assolute della chimica analitica.

Vediamo la legge di Faraday, le due modalità principali (potenziale controllato e corrente controllata), le titolazioni coulometriche e perché l'efficienza di corrente al 100% è così critica.

La legge di Faraday e la relazione Q = nFN

Durante un'elettrolisi, ogni mole di elettroni trasferita attraverso un elettrodo corrisponde a una carica di 96 485 coulomb: questa è la costante di Faraday F. Se all'elettrodo avviene la reazione Ox1 + n1e → Red1, trasferire una carica Q produce un numero di moli N di Red1 dato da:

Q = n · F · N

dove n è il numero di elettroni scambiati per molecola nella reazione di elettrodo, F è la costante di Faraday (96 485 C/mol) e N è il numero di moli prodotte o consumate. Misurare Q in coulomb è quindi equivalente a contare le moli di analita: non è necessario sapere a priori la concentrazione della soluzione, né usare una soluzione standard — solo la corrente e il tempo contano.

Schema di misura coulombometrica: Q → moliCella dielettrolisicatodoanodoIntegratore di correnteQ = ∫ i dt (Coulomb)Sorgente divoltaggio / correnteN = Q / (n × F)moli di analita → massa
Schema di misura coulombometrica. La sorgente di voltaggio o corrente pilota la cella di elettrolisi; l'integratore di corrente misura la carica totale Q in coulomb. Dalla relazione N = Q/(nF) si ricava direttamente il numero di moli dell'analita, senza alcuna soluzione standard.

Coulometria a potenziale controllato

In questa modalità il potenziale dell'elettrodo di lavoro è mantenuto a un valore fisso e selettivo (tramite un potenziostato), in modo che solo la specie di interesse si ossidi o si riduca all'elettrodo. La corrente decresce esponenzialmente nel tempo man mano che l'analita si esaurisce dalla soluzione; la carica totale Q si ottiene integrando la curva corrente-tempo. Il vantaggio è la selettività: scegliendo opportunamente il potenziale si può analizzare un componente in presenza di altri.

Coulometria amperostatica (a corrente controllata)

In questa modalità la corrente è mantenuta costante durante tutta l'elettrolisi. La carica si calcola semplicemente come Q = i × t (corrente per tempo). La tecnica è più semplice strumentalmente, ma richiede che la reazione di interesse avvenga con efficienza di corrente del 100% per l'intera durata dell'esperimento: se si consuma l'analita e la corrente inizia a ossidare o ridurre il solvente, il calcolo risulta sbagliato.

Titolazioni coulometriche: il titolante elettrogenerato

Una delle applicazioni più eleganti della coulometria è la titolazione coulometrica: invece di aggiungere una soluzione standard da una buretta, si genera elettrochimicamente il titolante nella cella. Il bromo, per esempio, si genera ossidando Br all'anodo; l'EDTA si genera riducendo i suoi complessi con mercurio o cadmio al catodo. Il punto di equivalenza si rileva potenziometricamente o amperometricamente. Il risultato è che non occorre preparare né standardizzare soluzioni titolanti instabili: il titolante è generato in situ nel preciso momento in cui serve, in quantità calcolata dalla carica.

Tipo di titolazione coulometrica Titolante generato Elettrodo generante Applicazione tipica
Bromometria Br₂ (da Br) Pt anodico insaturi, fenoli
Acidimetria H+ (da H₂O) Pt anodico basi, alcalinità
Alcalimetria OH (da H₂O) Pt catodico acidi, acidità
Argentimetria Ag+ (da Ag solido) Ag anodico alogenuri, tiocianato
Complessometria EDTA4− (da HgEDTA2−) Hg catodico cationi metallici

L'efficienza di corrente al 100%: perché è critica

La legge di Faraday presuppone che tutta la carica Q sia usata dalla reazione di interesse. Se all'elettrodo avvengono reazioni secondarie (sviluppo di idrogeno, ossidazione del solvente, riduzione di ossigeno disciolto), l'efficienza di corrente scende sotto il 100% e il calcolo N = Q/(nF) fornisce un risultato errato per eccesso. Per questo motivo la coulometria richiede cura nel deaerare le soluzioni, nel scegliere potenziali adeguati e nell'eliminare interferenti che possano subire reazioni parassite all'elettrodo.

Domande frequenti

Che cos'è la coulometria?

È una tecnica elettrochimica in cui la quantità di analita è calcolata dalla carica elettrica totale che passa durante l'elettrolisi. Applicando la legge di Faraday Q = nFN si ricavano le moli di sostanza trasformata senza bisogno di soluzioni standard, il che rende la coulometria una determinazione assoluta.

Che cosa è la costante di Faraday?

È la carica corrispondente a una mole di elettroni: F = 96 485 C/mol. È il fattore di conversione tra coulomb e moli nella legge di Faraday Q = nFN. La sua conoscenza con alta precisione è ciò che permette alla coulometria di essere una tecnica assoluta.

Qual è la differenza tra coulometria a potenziale controllato e amperostatica?

In quella a potenziale controllato si fissa il potenziale dell'elettrodo di lavoro con un potenziostato: la corrente decresce nel tempo e si misura Q integrando la curva. È selettiva perché solo la specie che reagisce al potenziale scelto contribuisce a Q. In quella amperostatica si mantiene costante la corrente e Q = i×t è calcolato semplicemente; è più semplice ma richiede che l'efficienza di corrente sia mantenuta al 100%.

Cos'è una titolazione coulometrica?

È una titolazione in cui il titolante non viene aggiunto da una buretta ma generato elettrochimicamente nella cella durante l'analisi. La quantità di titolante è calcolata dalla carica Q = i×t, il che elimina la necessità di standardizzare la soluzione titolante. È particolarmente utile per titolanti instabili come Br2 o EDTA generato al catodo.

Perché l'efficienza di corrente al 100% è così importante?

Perché la legge di Faraday Q = nFN si applica solo alla reazione di interesse. Se la corrente è parzialmente consumata da reazioni parassite (sviluppo di H2, ossidazione del solvente, riduzione di O2 disciolto), il calcolo delle moli risulta errato in eccesso. La deaerazione della soluzione e la scelta del potenziale o del background elettrolitico sono le contromisure principali.

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