Chimica fisica

Termodinamica, cinetica ed equilibri: i principi dietro i processi chimici.

6 min di letturaAggiornato il 31/05/2026chimica fisica

In sintesi

  • È l’esponente a cui compare la concentrazione di un reagente nella legge cinetica.
  • No, ed è un errore frequente.
  • Con il metodo delle velocità iniziali: si varia la concentrazione di un reagente alla volta e si osserva come cambia la velocità iniziale.
  • L’ordine globale.

Due reazioni possono avere la stessa stechiometria e velocità completamente diverse: una esplode, l’altra impiega anni. La legge cinetica è ciò che mette in numeri questa differenza, e il suo cuore è l’ordine di reazione: un esponente che dice quanto la velocità dipende dalla concentrazione di ciascun reagente. Attenzione, però: l’ordine non si legge dalla reazione bilanciata, si misura.

Vediamo come si definisce la velocità di reazione, che cos’è la legge cinetica, come si determina l’ordine sperimentalmente e perché non coincide con i coefficienti stechiometrici.

Che cos’è la velocità di reazione

La velocità misura quanto rapidamente i reagenti si consumano e i prodotti si formano, cioè la variazione di concentrazione nel tempo. Per la reazione A → prodotti la velocità istantanea è la pendenza (cambiata di segno) della curva concentrazione-tempo del reagente. Le sue unità tipiche sono mol L⁻¹ s⁻¹.

reazione veloce (k grande)reazione lenta (k piccolo)tempo →[reagente]
La concentrazione del reagente nel tempo. La velocità di reazione è la pendenza di questa curva: ripida all’inizio (molti reagenti), poi sempre più dolce man mano che i reagenti si esauriscono. Una costante cinetica k più grande significa curva più ripida, cioè reazione più veloce.

La legge cinetica

La velocità dipende dalla concentrazione dei reagenti secondo una relazione sperimentale chiamata legge cinetica (o equazione di velocità):

v = k [A]m[B]n   ordine = m + n

dove k è la costante cinetica (dipende dalla reazione e dalla temperatura), mentre m e n sono gli ordini parziali rispetto ad A e B. La loro somma è l’ordine globale della reazione. Gli ordini parziali sono spesso numeri interi piccoli (0, 1, 2), ma possono anche essere frazionari o negativi: è un altro segnale che vanno determinati dai dati, non dedotti.

Ordine zero, primo, secondo: che cosa cambia

L’ordine rispetto a un reagente dice come la velocità risponde alla sua concentrazione:

Ordine rispetto ad A Se raddoppio [A]… Unità di k
zero la velocità non cambia mol L⁻¹ s⁻¹
primo la velocità raddoppia s⁻¹
secondo la velocità quadruplica L mol⁻¹ s⁻¹

È un test diagnostico immediato: basta osservare come cambia la velocità iniziale quando si raddoppia la concentrazione di un reagente per ricavarne l’ordine parziale.

Come si determina l’ordine: il metodo delle velocità iniziali

Il metodo più diretto è quello delle velocità iniziali: si eseguono più prove cambiando la concentrazione di un solo reagente alla volta e si misura la velocità all’istante iniziale. Dal rapporto tra le velocità e il rapporto tra le concentrazioni si ricava l’esponente. Se raddoppiando [A] la velocità raddoppia, l’ordine rispetto ad A è 1; se quadruplica, è 2; se non cambia, è 0. Ripetendo per ogni reagente si costruisce l’intera legge cinetica.

Un esempio numerico. Supponiamo che, raddoppiando [A] da 0,10 a 0,20 mol/L (con [B] fissa), la velocità iniziale passi da 2,0 a 8,0 (in unità arbitrarie): è quadruplicata, quindi l’ordine rispetto ad A è 2. Se poi, raddoppiando [B] a [A] costante, la velocità non cambia, l’ordine rispetto a B è 0. La legge cinetica è allora v = k[A]², di ordine globale 2, e la presenza di B nell’equazione bilanciata risulta irrilevante per la velocità: un risultato che solo l’esperimento poteva rivelare.

Perché l’ordine non è la stechiometria

È l’errore più comune: dare per scontato che per la reazione 2A + B → C la legge cinetica sia v = k[A]²[B]. Quasi mai è così. La maggior parte delle reazioni avviene attraverso più stadi elementari, e la legge cinetica osservata riflette il meccanismo, non l’equazione bilanciata. Esistono reazioni di ordine zero (la velocità non dipende dalla concentrazione, tipico della catalisi su superficie satura) e reazioni con ordini frazionari (segno di meccanismi radicalici). Solo l’esperimento dice qual è la legge vera.

Questo ha conseguenze molto concrete. Chi conduce un impianto o sviluppa una formulazione ha bisogno della legge cinetica reale per dimensionare un reattore, prevedere quanto durerà una reazione, capire se conviene aumentare la concentrazione di un reagente o se è del tutto inutile. Affidarsi alla stechiometria al posto della legge cinetica misurata porta a stime sbagliate anche di ordini di grandezza: è uno degli errori che separano un calcolo da manuale da una previsione che regge alla prova dei fatti.

Domande frequenti

Che cos’è l’ordine di reazione?

È l’esponente a cui compare la concentrazione di un reagente nella legge cinetica. L’ordine parziale riguarda un singolo reagente, l’ordine globale è la somma di tutti gli ordini parziali. Indica quanto la velocità è sensibile alla concentrazione: ordine 2 significa che raddoppiando la concentrazione la velocità quadruplica.

L’ordine si può ricavare dall’equazione bilanciata?

No, ed è un errore frequente. L’ordine va determinato sperimentalmente perché dipende dal meccanismo della reazione, non dalla stechiometria. Per la reazione 2A + B → C la legge cinetica non è necessariamente v = k[A]²[B]: potrebbe essere di primo ordine, frazionaria o addirittura di ordine zero rispetto a un reagente.

Come si misura l’ordine di reazione?

Con il metodo delle velocità iniziali: si varia la concentrazione di un reagente alla volta e si osserva come cambia la velocità iniziale. Se raddoppiando la concentrazione la velocità raddoppia l’ordine è 1, se quadruplica è 2, se resta invariata è 0. In alternativa si usano le equazioni cinetiche integrate, verificando quale grafico dà una retta.

Che cosa indicano le unità di misura di k?

L’ordine globale. Per una reazione del primo ordine k si misura in s⁻¹; per il secondo ordine in L mol⁻¹ s⁻¹; per l’ordine zero in mol L⁻¹ s⁻¹. Controllare le unità di k è un modo rapido per verificare la coerenza di una legge cinetica.

Qual è la differenza tra ordine e molecolarità?

L’ordine è sperimentale e si riferisce alla reazione complessiva; può essere intero, frazionario o nullo. La molecolarità descrive quante particelle partecipano a un singolo stadio elementare ed è sempre un numero intero piccolo (1, 2, raramente 3). Coincidono solo quando la reazione è davvero elementare, cioè avviene in un unico passaggio.

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