Chimica organica

Reazioni, gruppi funzionali e meccanismi spiegati in modo pratico.

7 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica organica

In sintesi

  • È una polimerizzazione in cui monomeri bifunzionali reagiscono a coppie: monomero più monomero danno un dimero, due dimeri un tetramero, e così via, a passi successivi.
  • Perché nella maggior parte dei casi la formazione di ciascun legame tra monomeri è accompagnata dall’eliminazione di una piccola molecola, tipicamente acqua, ma anche un…
  • Sta nel tipo di legame e nei gruppi funzionali coinvolti.
  • Perché nella polimerizzazione a stadi il grado di polimerizzazione cresce in modo significativo solo nelle ultimissime fasi della reazione: fino a conversioni elevate la…

Poliesteri e poliammidi — il PET delle bottiglie, il nylon delle fibre — non nascono da una reazione a catena, ma da una lenta costruzione a stadi, in cui gruppi funzionali reagiscono a coppie eliminando spesso una piccola molecola come l’acqua. Questa cinetica, profondamente diversa da quella radicalica, ha una conseguenza pratica sorprendente: per ottenere catene lunghe servono conversioni altissime.

Vediamo come reagiscono i monomeri bifunzionali, perché si parla di condensazione, come si formano poliesteri e poliammidi e perché il grado di polimerizzazione dipende così criticamente dalla conversione.

Monomeri bifunzionali che reagiscono a coppie

La polimerizzazione a stadi richiede monomeri con (almeno) due gruppi funzionali reattivi. Ci sono due schemi tipici: la reazione tra due monomeri diversi, ciascuno con due gruppi uguali (tipo A−A + B−B, per esempio un diacido con una diammina), oppure un singolo monomero con due gruppi diversi alle estremità (tipo A−B). In entrambi i casi i gruppi reagiscono a coppie: monomero + monomero danno un dimero, due dimeri un tetramero, e così via. La catena cresce a passi, e a differenza della radicalica qualsiasi specie presente (monomero, dimero, oligomero) può reagire con qualsiasi altra.

monomeri (unità che si ripetono)M+M+M+Mpolimerizzazione–M––M––M––M––M–[]npolimero: l’unità ripetitiva racchiusa, ripetuta n volte
Crescita a stadi. I gruppi funzionali alle estremità reagiscono a coppie eliminando una piccola molecola (per esempio acqua). Monomeri formano dimeri, i dimeri si uniscono in oligomeri: le catene lunghe compaiono solo quando quasi tutti i gruppi hanno reagito.

Perché si chiama condensazione

In molti casi, quando due gruppi funzionali reagiscono, si forma il nuovo legame e si elimina una piccola molecola: spesso acqua, talvolta un alcol o HCl. Per questo la polimerizzazione a stadi è chiamata anche di condensazione: ogni passo «condensa» due molecole in una più grande liberando un sottoprodotto. A differenza dell’addizione, qui non tutti gli atomi dei monomeri finiscono nel polimero: una parte se ne va col sottoprodotto, che spesso va rimosso dall’ambiente di reazione per spingere l’equilibrio verso il polimero.

Poliesteri e poliammidi

Le due grandi famiglie nascono da gruppi funzionali diversi. Un poliestere si forma dalla reazione tra un gruppo acido carbossilico (o un suo estere) e un alcol, con formazione del legame estere −CO−O−: il PET, alla base delle fibre e delle bottiglie, ne è l’esempio principe. Una poliammide nasce dalla reazione tra un acido carbossilico e un’ammina, con formazione del legame ammidico −CO−NH−: il nylon ne è il capostipite. Il nylon 66, in particolare, prende il nome dal fatto che entrambi i monomeri — l’acido adipico (esandioico) e l’esametilendiammina — hanno sei atomi di carbonio.

Polimero Legame formato Monomeri tipici
Poliestere (PET) estere −CO−O− diacido + diolo
Poliammide (nylon 66) ammide −CO−NH− diacido + diammina
Policarbonato carbonato bisfenolo + fosgene/derivati
Poliuretano uretano diisocianato + poliolo

Grado di polimerizzazione e conversione

Qui sta la differenza più controintuitiva rispetto alla via radicalica. Nella polimerizzazione a stadi le catene lunghe si formano solo alla fine: all’inizio si accumulano dimeri e oligomeri corti, e solo quando quasi tutti i gruppi funzionali hanno reagito gli oligomeri iniziano a legarsi tra loro dando macromolecole vere. Il grado di polimerizzazione, cioè il numero medio di unità per catena, cresce in modo drammatico solo nelle ultimissime fasi.

grado di polimerizzazione  DP = M0  (massa molare media / massa dell’unità ripetente)

La conseguenza pratica è netta: per ottenere un polimero di alto peso molecolare bisogna spingere la reazione a conversioni altissime, tipicamente oltre il 99%. Una reazione che in sintesi organica con il 90% di resa sarebbe considerata ottima, qui è quasi inutile: a quel livello di conversione le catene restano corte. Serve una chimica pulita, monomeri rigorosamente puri e bifunzionali, e la rimozione efficace del sottoprodotto per arrivare alle conversioni necessarie.

Confronto tra i due meccanismi

Mettere a confronto addizione (a catena) e condensazione (a stadi) chiarisce le differenze fondamentali.

Aspetto Addizione (a catena) Condensazione (a stadi)
Monomero vinilico (C=C) bifunzionale
Sottoprodotto nessuno spesso acqua
Formazione catene lunghe subito solo ad altissima conversione
Miscela durante la reazione monomero + polimero lungo oligomeri che crescono lentamente

Perché conta nella pratica

Per chi lavora con poliesteri, nylon, policarbonati o poliuretani, capire che si tratta di polimerizzazioni a stadi spiega molti vincoli di produzione e di qualità: la necessità di monomeri puri e in rapporto stechiometrico, la rimozione del sottoprodotto, la sensibilità del peso molecolare a piccole impurezze monofunzionali e all’umidità. Sono anche i polimeri più spesso idrolizzabili, perché i legami estere e ammide possono in linea di principio essere riscissi dall’acqua: un aspetto rilevante sia per la durabilità sia per la biodegradabilità.

Domande frequenti

Che cos’è la polimerizzazione a stadi?

È una polimerizzazione in cui monomeri bifunzionali reagiscono a coppie: monomero più monomero danno un dimero, due dimeri un tetramero, e così via, a passi successivi. A differenza della via radicalica, qualsiasi specie può reagire con qualsiasi altra, e le catene davvero lunghe compaiono solo verso la fine della reazione. Poliesteri e poliammidi ne sono gli esempi più importanti.

Perché si chiama anche polimerizzazione di condensazione?

Perché nella maggior parte dei casi la formazione di ciascun legame tra monomeri è accompagnata dall’eliminazione di una piccola molecola, tipicamente acqua, ma anche un alcol o HCl. Ogni passo «condensa» due molecole in una più grande liberando un sottoprodotto. Per questo, a differenza dell’addizione, non tutti gli atomi dei monomeri finiscono nel polimero.

Qual è la differenza tra poliestere e poliammide?

Sta nel tipo di legame e nei gruppi funzionali coinvolti. Un poliestere si forma dalla reazione tra un acido carbossilico e un alcol, con il legame estere −CO−O− (esempio: il PET). Una poliammide nasce dalla reazione tra un acido carbossilico e un’ammina, con il legame ammidico −CO−NH− (esempio: il nylon). Le due famiglie hanno proprietà meccaniche e termiche diverse.

Perché servono conversioni così alte?

Perché nella polimerizzazione a stadi il grado di polimerizzazione cresce in modo significativo solo nelle ultimissime fasi della reazione: fino a conversioni elevate la miscela è fatta soprattutto di oligomeri corti. Per ottenere catene lunghe e quindi un materiale con buone proprietà meccaniche occorre superare il 99% di conversione, con monomeri puri, stechiometria esatta e rimozione del sottoprodotto.

Perché lo stechiometrico tra i monomeri è così importante?

Perché nello schema A−A + B−B le catene crescono solo se i gruppi reattivi sono bilanciati. Un eccesso anche modesto di uno dei due monomeri, o la presenza di impurezze monofunzionali che chiudono le estremità, abbassa drasticamente il peso molecolare finale. La relazione tra conversione, bilancio stechiometrico e lunghezza delle catene fu chiarita da Carothers negli anni Trenta.

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