Sicurezza e rischio chimico

Valutazione del rischio chimico e obblighi di sicurezza sul lavoro.

4 min di letturaAggiornato il 01/06/2026sicurezza lavoro

In sintesi

  • Sì.
  • Il cemento fresco è fortemente alcalino e irritante; inoltre il cromo esavalente che contiene è un sensibilizzante che causa dermatite allergica da contatto.
  • Sì, soprattutto come sensibilizzanti.
  • Dal taglio, dalla foratura e dalla demolizione di calcestruzzo, laterizi e pietra, che liberano polvere di silice cristallina respirabile.

In cantiere l’attenzione è spesso tutta sui rischi «fisici»: cadute, urti, movimentazione. Ma l’edilizia è anche un concentrato di rischio chimico, dalle polveri di silice alle resine, dai solventi al cemento. Spesso questo rischio non è valutato con la stessa cura, eppure le sostanze in gioco causano malattie professionali serie.

Le esposizioni chimiche tipiche del cantiere

  • polvere di silice cristallina respirabile, generata dal taglio e dalla demolizione di calcestruzzo, laterizi e pietra: è un cancerogeno;
  • polveri di legno nelle lavorazioni di carpenteria e finitura;
  • resine epossidiche e poliuretaniche, con induritori amminici e isocianati: forti sensibilizzanti, causano dermatiti allergiche e asma;
  • solventi di vernici, collanti e oli disarmanti per casseforme;
  • cemento: oltre all’azione irritante e caustica dell’impasto fresco, può causare dermatite allergica da cromo esavalente;
  • bitumi e prodotti per impermeabilizzazione, con idrocarburi policiclici aromatici nelle lavorazioni a caldo.

Il caso del cemento e del cromo VI

Il cemento bagnato è alcalino e può provocare ustioni e dermatiti irritative. Inoltre il cromo esavalente presente nel cemento è una causa classica di dermatite allergica da contatto tra i muratori. Per questo il regolamento REACH limita il contenuto di cromo VI solubile nel cemento immesso sul mercato: una misura «a monte» che riduce, ma non azzera, il rischio per chi lo manipola.

Come si valuta e si gestisce

Il rischio chimico in cantiere va valutato nel documento di valutazione dei rischi e, per i cantieri, coordinato con gli strumenti del Titolo IV del D.Lgs 81/2008 (piano di sicurezza e coordinamento). Le sostanze cancerogene, come la silice, fanno scattare gli obblighi del Titolo IX Capo II.

Sostanza Effetto principale Misura chiave
Silice cristallina cancerogeno (polmone), silicosi taglio a umido, aspirazione
Resine epossidiche sensibilizzante (dermatiti, asma) guanti adeguati, evitare contatto
Cemento caustico, dermatite da cromo VI guanti, igiene cutanea
Solventi neurotossici, infiammabili ventilazione, prodotti a bassa emissione

Le misure di prevenzione

  • lavorazione a umido e aspirazione localizzata per le polveri di silice;
  • scelta di prodotti a minore pericolosità (vernici all’acqua, prodotti a basso contenuto di solventi);
  • guanti e indumenti adeguati per resine, cemento e prodotti chimici;
  • ventilazione e attenzione agli ambienti confinati (vani interrati, serbatoi);
  • formazione, igiene personale e corretto uso e conservazione dei DPI in cantiere.

Domande frequenti

Il rischio chimico va valutato anche in un piccolo cantiere?

Sì. Gli obblighi non dipendono dalla dimensione del cantiere. Le esposizioni a silice, resine, solventi e cemento vanno valutate nel documento di valutazione dei rischi e gestite con misure adeguate; per i cancerogeni come la silice si applicano anche gli obblighi del Titolo IX.

Perché il cemento provoca dermatiti?

Il cemento fresco è fortemente alcalino e irritante; inoltre il cromo esavalente che contiene è un sensibilizzante che causa dermatite allergica da contatto. Il REACH limita il cromo VI solubile nel cemento, ma restano necessari guanti adeguati e buona igiene cutanea.

Le resine epossidiche sono pericolose?

Sì, soprattutto come sensibilizzanti. Gli induritori amminici e gli isocianati possono provocare dermatiti allergiche e asma professionale. Vanno maneggiate con guanti idonei, evitando il contatto cutaneo, e con adeguata ventilazione.

La silice in cantiere da dove arriva?

Dal taglio, dalla foratura e dalla demolizione di calcestruzzo, laterizi e pietra, che liberano polvere di silice cristallina respirabile. È un cancerogeno: vanno privilegiate la lavorazione a umido e l’aspirazione localizzata sugli utensili.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.