Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

6 min di letturaAggiornato il 31/05/2026chimica analitica

In sintesi

  • L’AAS misura la luce assorbita dagli atomi e analizza un elemento alla volta; l’ICP porta gli atomi a temperature da plasma facendoli emettere luce (ICP-OES) o ionizzandoli…
  • Perché gli atomi liberi possono assorbire o emettere solo quantità di energia ben definite, corrispondenti a transizioni elettroniche precise.
  • Quando servono sensibilità elevate e si lavora su tracce: il fornetto atomizza tutto il campione in un piccolo volume, aumentando molto la sensibilità rispetto alla fiamma,…
  • È una taratura eseguita aggiungendo quantità note di analita direttamente al campione: serve a compensare l’effetto matrice, frequente nella spettroscopia atomica, ottenendo…

La spettroscopia atomica è la tecnica di riferimento per misurare i metalli e gli elementi in un campione: piombo in un’acqua, ferro in un alimento, metalli pesanti in un prodotto. A differenza delle spettroscopie molecolari, qui si lavora sugli atomi liberi, che assorbono ed emettono luce a lunghezze d’onda strettissime e caratteristiche di ciascun elemento.

Vediamo perché gli atomi danno spettri a righe, come funzionano l’assorbimento atomico (AAS) e l’emissione al plasma (ICP), e perché l’ICP-MS è oggi lo strumento più potente per i metalli in traccia.

Atomi liberi e spettri a righe

Per analizzare un elemento bisogna prima portarlo allo stato di atomo libero: è il compito dell’atomizzazione, che rompe la matrice e libera gli atomi tramite calore intenso (una fiamma, un fornetto o un plasma). Gli atomi liberi, a differenza delle molecole, assorbono ed emettono solo a lunghezze d’onda precise, dando spettri a righe nettissime: è questo che rende la tecnica così selettiva.

200400600800riga analiticalunghezza d’onda λ (nm) →intensità di emissione
Uno spettro a righe. Gli atomi liberi di un elemento assorbono ed emettono solo a lunghezze d’onda discrete e caratteristiche (le righe): la posizione identifica l’elemento, l’intensità della riga analitica ne misura la quantità.

Assorbimento atomico (AAS)

Nell’assorbimento atomico si misura quanta luce, di una riga specifica dell’elemento, viene assorbita dagli atomi liberi. La sorgente è una lampada a catodo cavo, che emette proprio le righe dell’elemento da misurare; l’atomizzazione avviene in una fiamma (per concentrazioni normali) o in un fornetto di grafite (molto più sensibile, per le tracce). Come nell’UV-Vis, vale la legge di Beer-Lambert: l’assorbanza è proporzionale alla concentrazione.

A = ε · b · c

Per questo anche in AAS la quantificazione si basa su una retta di taratura con standard a concentrazione nota. Il limite della tecnica è che misura un elemento alla volta, scelto cambiando la lampada.

Emissione al plasma (ICP-OES)

L’ICP (plasma accoppiato induttivamente) è un gas di argon portato a temperature altissime (migliaia di gradi): a quel punto gli atomi non solo si liberano, ma si eccitano ed emettono luce. Misurando l’intensità delle righe di emissione (ICP-OES) si quantificano gli elementi. Il grande vantaggio rispetto all’AAS è la capacità multielemento: decine di elementi nello stesso campione, in un’unica analisi, su un ampio intervallo di concentrazioni.

ICP-MS: i metalli in traccia

Accoppiando il plasma a uno spettrometro di massa (ICP-MS) si ottiene lo strumento più sensibile per i metalli: invece della luce emessa, si contano gli ioni in base al rapporto massa/carica. Raggiunge concentrazioni di parti per miliardo e oltre, e permette anche analisi isotopiche. È lo standard per i controlli più severi su acque potabili, alimenti e ambiente.

Le tecniche a confronto

Tecnica Atomizzazione Forza
AAS a fiamma fiamma semplice, economica, un elemento
AAS a fornetto fornetto di grafite molto sensibile, tracce
ICP-OES plasma di argon multielemento, ampio intervallo
ICP-MS plasma + massa sensibilità estrema, isotopi

Le interferenze

La spettroscopia atomica è selettiva ma non immune da interferenze: chimiche (composti che non si atomizzano bene), spettrali (righe di elementi diversi troppo vicine) e dovute alla matrice. Si gestiscono con modificatori di matrice, scelta accurata della riga analitica e, soprattutto, con il metodo delle aggiunte standard, che effettua la taratura direttamente nel campione. Nonostante questi accorgimenti, la spettroscopia atomica resta la famiglia di tecniche di riferimento per gli elementi proprio perché la specificità delle righe atomiche limita molto le interferenze rispetto ai metodi che lavorano su bande larghe: due elementi diversi quasi mai assorbono o emettono esattamente alla stessa lunghezza d’onda.

La mineralizzazione: portare i metalli in soluzione

Un campione solido o complesso — un alimento, un fango, un polimero, un cosmetico — non si può analizzare direttamente per i metalli: prima va mineralizzato, cioè la matrice organica va distrutta per liberare gli elementi in una soluzione limpida. La tecnica più usata è la digestione acida (tipicamente con acido nitrico) assistita da microonde in contenitori chiusi in pressione, che porta tutti i metalli in soluzione in forma misurabile.

È una fase critica per due motivi. Primo, una digestione incompleta lascia parte del metallo intrappolato nella matrice e fa sottostimare il risultato. Secondo, gli acidi e la vetreria usati sono una potenziale fonte di contaminazione: per i metalli in traccia si lavora con reagenti ultrapuri e si misura sempre un bianco di digestione che subisce l’intero procedimento. Buona parte dell’affidabilità di un’analisi di metalli si gioca qui, prima ancora dello strumento.

Spettroscopia atomica e conformità

I limiti di legge per i metalli pesanti — piombo, cadmio, mercurio, arsenico — in acque, alimenti, cosmetici e giocattoli si verificano proprio con queste tecniche. Sono analisi che producono dati con valore legale, alla base di certificati e dichiarazioni di conformità, e che spesso devono rispettare metodi ufficiali normati.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra AAS e ICP?

L’AAS misura la luce assorbita dagli atomi e analizza un elemento alla volta; l’ICP porta gli atomi a temperature da plasma facendoli emettere luce (ICP-OES) o ionizzandoli per la massa (ICP-MS), e analizza molti elementi insieme con grande sensibilità.

Perché gli spettri atomici sono “a righe”?

Perché gli atomi liberi possono assorbire o emettere solo quantità di energia ben definite, corrispondenti a transizioni elettroniche precise. Ne risultano righe strettissime a lunghezze d’onda caratteristiche di ciascun elemento, all’origine dell’alta selettività della tecnica.

Quando si usa il fornetto di grafite invece della fiamma?

Quando servono sensibilità elevate e si lavora su tracce: il fornetto atomizza tutto il campione in un piccolo volume, aumentando molto la sensibilità rispetto alla fiamma, al prezzo di analisi più lente.

Che cos’è il metodo delle aggiunte standard?

È una taratura eseguita aggiungendo quantità note di analita direttamente al campione: serve a compensare l’effetto matrice, frequente nella spettroscopia atomica, ottenendo una quantificazione corretta anche in matrici complesse.

Qual è la tecnica più sensibile per i metalli?

L’ICP-MS: combina l’atomizzazione/ionizzazione del plasma con la sensibilità della spettrometria di massa, arrivando a concentrazioni di parti per miliardo e inferiori, ed è per questo lo standard per i controlli più severi.

Approfondisci: la spettroscopia atomica

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