Conformita’ chimica

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6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica di coordinazione

In sintesi

  • È una singola disposizione consentita degli elettroni negli orbitali d, che rispetta il principio di esclusione di Pauli.
  • Il simbolo ha la forma 2S+1 in apice seguita da una lettera L (S, P, D, F, G).
  • Dicono come riconoscere il termine fondamentale, cioè quello a energia più bassa: prima si sceglie il termine con la massima molteplicità di spin, e a parità di molteplicità…
  • È un termine di quartetto F.

Prima ancora di mettere un metallo dentro un complesso, gli elettroni d di uno ione libero non occupano un solo livello energetico ben definito: si dispongono in molti modi diversi, e questi modi si raggruppano in stati energetici chiamati termini. Capire i termini di ione libero e i microstati da cui nascono è il passo che rende comprensibili gli spettri dei complessi e i diagrammi di Tanabe-Sugano.

Vediamo che cosa sono i microstati, come si arriva al simbolo di un termine e come questi termini si trasformano quando lo ione entra in un campo di leganti.

Perché un solo livello d non basta

Quando uno ione ha più di un elettrone d, quegli elettroni interagiscono fra loro: si respingono. A seconda di come sono distribuiti negli orbitali e di come sono orientati i loro spin, l’energia complessiva cambia. Per questo una configurazione come d² non corrisponde a una sola energia, ma a diversi stati. Ognuno di questi stati è un termine, e i termini hanno energie diverse proprio a causa della repulsione fra gli elettroni.

I microstati

Un microstato è una singola disposizione consentita degli elettroni negli orbitali, che rispetta il principio di esclusione di Pauli. Per una configurazione d² esistono molte di queste disposizioni: ogni elettrone può stare in uno dei cinque orbitali d e avere spin verso l’alto o verso il basso, purché due elettroni non abbiano tutti i numeri quantici uguali. Contare i microstati è il punto di partenza per capire quali termini esistono.

numero di microstati =  (numero di posti di spin-orbitale)!(elettroni)! × (posti vuoti)!

ione liberoin campo ottaedrico3FA₂T₂T₁il campo dei leganti rimuove la degenerazione del termine
Dal termine di ione libero ai termini nel campo ottaedrico. Il termine fondamentale dello ione libero (qui indicato come termine F a tre punte di molteplicità) si separa, sotto l’effetto del campo dei leganti, in più termini di simmetria diversa, con energie distinte. È questa separazione a generare le bande dello spettro.

Il simbolo di un termine

Ogni termine si indica con un simbolo della forma 2S+1L. La lettera L riassume il momento angolare orbitale complessivo (si usano le lettere S, P, D, F, G corrispondenti a valori crescenti); l’apice in alto a sinistra, 2S+1, è la molteplicità di spin e dice quanti elettroni spaiati con spin paralleli contribuiscono. Un termine con molti elettroni a spin parallelo ha molteplicità alta (per esempio quartetto o tripletto) e, secondo le regole, tende a essere il più stabile.

Quale termine è il più basso: le regole di Hund

Fra i tanti termini che nascono da una configurazione, qual è quello fondamentale, cioè a energia più bassa? Lo dicono le regole di Hund: vince per prima cosa il termine con la molteplicità di spin più alta (più elettroni spaiati con spin paralleli); a parità di molteplicità, vince quello con il momento angolare orbitale L più grande. Per la configurazione d², per esempio, il termine fondamentale è un termine di tripletto F; per d³ è un termine di quartetto F.

Configurazione Termine fondamentale (ione libero)
d¹, d⁹ termine D
d², d⁸ tripletto F
d³, d⁷ quartetto F
d⁴, d⁶ quintetto D
d⁵ (alto spin) sestetto S

Che cosa succede dentro un complesso

Finora abbiamo parlato dello ione isolato. Quando lo ione entra in un complesso ottaedrico, il campo dei leganti rompe la degenerazione di alcuni termini: un termine F dell’ione libero, per esempio, si separa in tre termini di simmetria diversa, con energie distinte. Sono proprio le transizioni fra il termine fondamentale e questi termini “figli” a dare le bande che vediamo nello spettro. È questo passaggio — dai termini di ione libero ai termini nel campo — che il diagramma di Tanabe-Sugano descrive in modo quantitativo.

Perché tutto questo conta

Senza il concetto di termine, gli spettri dei complessi sarebbero incomprensibili: non si capirebbe perché ci sono più bande, né da dove vengono. Conoscere il termine fondamentale e i termini eccitati permette di prevedere il numero di bande attese, di assegnarle correttamente e di collegarle ai parametri del complesso. È la base teorica che sta sotto al colore e al comportamento magnetico dei composti di coordinazione.

Vale la pena ricordare che lo schema dei termini deriva da un metodo di accoppiamento chiamato di Russell-Saunders, adatto agli elementi più leggeri: si sommano prima fra loro i momenti angolari orbitali di tutti gli elettroni e separatamente i loro spin, ottenendo i valori complessivi L ed S che compaiono nel simbolo del termine. Per gli elementi pesanti, dove le interazioni fra spin e moto orbitale sono molto più forti, questo schema non basta più e occorre un trattamento diverso; ma per i metalli di transizione della prima serie, quelli più comuni nei complessi colorati, l’accoppiamento di Russell-Saunders descrive bene la situazione e rende i termini uno strumento affidabile.

Domande frequenti

Che cos’è un microstato?

È una singola disposizione consentita degli elettroni negli orbitali d, che rispetta il principio di esclusione di Pauli. Per una data configurazione esistono molti microstati, e contandoli si ricavano i termini possibili. I microstati con la stessa energia, raggruppati, costituiscono un termine.

Che cosa indica il simbolo di un termine?

Il simbolo ha la forma 2S+1 in apice seguita da una lettera L (S, P, D, F, G). La lettera riassume il momento angolare orbitale totale, mentre il numero in apice è la molteplicità di spin e indica quanti elettroni spaiati con spin paralleli contribuiscono allo stato.

Che cosa dicono le regole di Hund?

Dicono come riconoscere il termine fondamentale, cioè quello a energia più bassa: prima si sceglie il termine con la massima molteplicità di spin, e a parità di molteplicità quello con il massimo momento angolare orbitale L. Sono lo stesso principio che fa riempire gli orbitali con spin paralleli.

Qual è il termine fondamentale di uno ione d³?

È un termine di quartetto F. Lo stesso vale, per simmetria, per la configurazione d⁷. Nel campo ottaedrico questo termine F si separa in più termini di simmetria diversa, e da questa separazione nascono le bande osservate nello spettro del complesso.

Perché un termine si separa nel complesso?

Perché il campo elettrico dei leganti non è uniforme nello spazio e rende non più equivalenti orbitali che nell’ione libero avevano la stessa energia. La degenerazione si rompe e il termine di ione libero dà origine a più termini con energie distinte, responsabili delle transizioni elettroniche del complesso.

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