Chimica organica

Reazioni, gruppi funzionali e meccanismi spiegati in modo pratico.

6 min di letturaAggiornato il 31/05/2026chimica organica

In sintesi

  • È la reazione caratteristica di aldeidi e chetoni: un nucleofilo attacca il carbonio del gruppo C=O, il doppio legame si apre e si forma un intermedio tetraedrico con…
  • Perché il doppio legame C=O è fortemente polarizzato: l’ossigeno, più elettronegativo, attira gli elettroni e lascia sul carbonio una carica parziale positiva.
  • Per due motivi che si sommano.
  • L’acido protona l’ossigeno carbonilico, aumentando il carattere elettrofilo del carbonio.

Il gruppo carbonile è il cuore reattivo di aldeidi e chetoni: un doppio legame carbonio–ossigeno fortemente polarizzato, con il carbonio parzialmente positivo e l'ossigeno parzialmente negativo. Proprio questa polarità spiega la reazione più caratteristica di questi composti, l'addizione nucleofila: un nucleofilo attacca il carbonio, il doppio legame si apre e si forma un intermedio tetraedrico che poi viene protonato.

Vediamo perché il carbonile è elettrofilo, come avviene il meccanismo passo dopo passo, perché le aldeidi sono più reattive dei chetoni e quale ruolo gioca la catalisi acida o basica.

Perché il carbonile è elettrofilo

Ossigeno e carbonio hanno elettronegatività molto diverse, e il doppio legame C=O concentra densità elettronica sull'ossigeno. Ne risulta un dipolo di legame consistente: il carbonio porta una carica parziale positiva e si comporta da acido di Lewis, mentre l'ossigeno porta una carica parziale negativa e si comporta da base di Lewis. Un nucleofilo — una specie ricca di elettroni — è quindi attratto dal carbonio carbonilico, mentre un protone o un altro acido di Lewis è attratto dall'ossigeno.

AlcolROHAmminaRNH₂AldeideRCOHChetoneRCOR’Acido carbossilicoRCOOHEstereRCOOR’
Il carbonile nei gruppi funzionali. Aldeide e chetone condividono lo stesso gruppo C=O: cambia solo ciò che sta legato al carbonio (un idrogeno e un gruppo R nell'aldeide, due gruppi R nel chetone). È quel doppio legame polarizzato a rendere il carbonio bersaglio dei nucleofili.

Il meccanismo dell'addizione nucleofila

Il meccanismo, in assenza di acido o base, è in due stadi. Nel primo il nucleofilo forma un nuovo legame con il carbonio elettrofilo: il legame π del carbonile si rompe e gli elettroni si spostano sull'ossigeno, che diventa un alcossido carico negativamente. Si forma così l'intermedio tetraedrico, in cui il carbonio è passato da ibridazione sp² (planare) a sp³ (tetraedrico). Nel secondo stadio l'ossigeno carico viene protonato, dando un gruppo ossidrilico.

Nu + C=O → Nu–C–O (intermedio tetraedrico) → Nu–C–OH

Questo schema in due tempi — attacco del nucleofilo, poi protonazione — è il filo conduttore che ritorna in quasi tutte le reazioni del carbonile: addizione di carbanioni, di idruri, di alcoli, di ammine.

Aldeidi più reattive dei chetoni

A parità di nucleofilo, le aldeidi reagiscono più facilmente dei chetoni. Le ragioni sono due e si sommano. La prima è sterica: il chetone ha due gruppi alchilici (o arilici) attorno al carbonile, che ostacolano l'avvicinamento del nucleofilo, mentre l'aldeide ne ha uno solo, oltre a un piccolo idrogeno. La seconda è elettronica: i gruppi alchilici rilasciano densità elettronica verso il carbonio per effetto induttivo, riducendone la carica positiva; con due gruppi alchilici il chetone ha un carbonio meno elettrofilo dell'aldeide.

Composto Sostituenti sul C carbonilico Reattività verso i nucleofili
Formaldeide (HCHO) due idrogeni massima
Aldeide (RCHO) un R e un idrogeno alta
Chetone (RCOR') due gruppi R più bassa

Catalisi acida e catalisi basica

La velocità dell'addizione dipende molto dalle condizioni. In presenza di un acido, il protone si lega all'ossigeno carbonilico: questo aumenta ancora il deficit di elettroni sul carbonio e lo rende un elettrofilo molto più aggressivo, così che anche nucleofili deboli (come gli alcoli) riescano ad attaccarlo. In presenza di una base forte il discorso cambia: il carbonile può perdere un protone in posizione α e formare uno ione enolato, una reattività diversa che esula dall'addizione semplice. La regola pratica: se nell'ambiente c'è un acido, il meccanismo inizia con la protonazione dell'ossigeno; se c'è solo un nucleofilo, inizia con l'attacco diretto al carbonio.

I principali nucleofili che si addizionano

Lo stesso schema in due stadi accomuna una grande varietà di reazioni, che cambiano solo per il nucleofilo coinvolto. I nucleofili al carbonio (reattivi di Grignard, organolitio, ioni cianuro, enolati) creano nuovi legami carbonio–carbonio e sono i più preziosi in sintesi: il cianuro, per esempio, dà le cianidrine, molecole che portano sullo stesso carbonio un –OH e un –CN. I nucleofili all'idrogeno (lo ione idruro ceduto da NaBH₄ e LiAlH₄) riducono il carbonile ad alcol. I nucleofili all'ossigeno (acqua, alcoli) danno idrati, emiacetali e acetali. I nucleofili all'azoto (ammoniaca, ammine) danno immine ed enammine. Riconoscere il filo comune — attacco al carbonio, intermedio tetraedrico, protonazione — permette di prevedere il prodotto di tutte queste trasformazioni senza impararle a memoria una per una.

Domande frequenti

Che cos'è l'addizione nucleofila al carbonile?

È la reazione caratteristica di aldeidi e chetoni: un nucleofilo attacca il carbonio del gruppo C=O, il doppio legame si apre e si forma un intermedio tetraedrico con l'ossigeno carico negativamente, che viene poi protonato a dare un gruppo ossidrilico. Il carbonio passa da planare (sp²) a tetraedrico (sp³).

Perché il carbonio del carbonile è elettrofilo?

Perché il doppio legame C=O è fortemente polarizzato: l'ossigeno, più elettronegativo, attira gli elettroni e lascia sul carbonio una carica parziale positiva. Questo deficit di elettroni rende il carbonio un bersaglio per le specie ricche di elettroni, cioè i nucleofili.

Perché le aldeidi sono più reattive dei chetoni?

Per due motivi che si sommano. Sterico: il chetone ha due gruppi ingombranti attorno al carbonile che ostacolano l'attacco, l'aldeide ne ha uno solo. Elettronico: i gruppi alchilici rilasciano densità elettronica e riducono la carica positiva sul carbonio; con due gruppi il chetone è meno elettrofilo.

A che serve la catalisi acida nell'addizione?

L'acido protona l'ossigeno carbonilico, aumentando il carattere elettrofilo del carbonio. Così anche nucleofili deboli, come gli alcoli, riescono ad attaccarlo. È il caso della formazione di acetali ed emiacetali, che procede appunto in ambiente acido.

Che cosa rende prezioso questo tipo di reazione in sintesi?

Quando il nucleofilo è un carbonio — per esempio un reattivo di Grignard o uno ione cianuro — l'addizione crea un nuovo legame carbonio–carbonio. È uno dei modi più importanti per costruire scheletri molecolari più grandi a partire da frammenti più piccoli.

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