ADR e merci pericolose

Spedire e trasportare prodotti chimici in regola con l’ADR, senza blocchi del corriere.

4 min di letturaAggiornato il 10/06/2026adr

In sintesi

  • Una materia piroforica si infiamma entro cinque minuti dal contatto con l’aria, anche in piccola quantità, e appartiene al gruppo di imballaggio I.
  • Dipende dal tipo.
  • Solo in parte.
  • Perché il pericolo nasce dal contatto con l’ossigeno dell’aria.

La classe 4.2 dell’ADR comprende le materie soggette ad accensione spontanea: sostanze che possono incendiarsi a contatto con l’aria senza alcun innesco, oppure che si autoriscaldano fino ad accendersi. È una delle classi più insidiose, perché il pericolo non dipende da una fiamma o da una scintilla esterna ma dalla sostanza stessa.

Vediamo i criteri di classificazione, la differenza tra materie piroforiche e autoriscaldanti, gli esempi più comuni e cosa serve per spedirle in regola.

Definizione e criteri di classificazione

Secondo l’ADR (capitolo 2.2.42) la classe 4.2 raggruppa due tipologie di pericolo:

  • Materie piroforiche: solidi o liquidi che, anche in piccole quantità, si infiammano entro cinque minuti dal contatto con l’aria. Sono assegnate al gruppo di imballaggio I.
  • Materie autoriscaldanti: sostanze che, a contatto con l’aria e senza apporto di energia esterna, si scaldano progressivamente; l’accensione avviene solo in grandi quantità (chilogrammi) e dopo tempi lunghi (ore o giorni). Sono assegnate al gruppo di imballaggio II o III.

La classificazione si basa su prove normalizzate che misurano la tendenza all’autoriscaldamento in funzione del volume e della temperatura.

I codici di classificazione della classe 4.2

Codice Significato
S Materie soggette ad accensione spontanea, senza rischi secondari (liquide o solide, organiche o inorganiche)
SW Che a contatto con l’acqua sviluppano gas infiammabili
SO Con proprietà comburenti
ST Con proprietà tossiche
SC Con proprietà corrosive

Esempi frequenti

  • Fosforo bianco/giallo (UN 1381), piroforico, gruppo di imballaggio I: uno degli esempi “da manuale” della classe 4.2.
  • Carbone attivo di origine vegetale non disattivato (UN 1362), autoriscaldante, gruppo III.
  • Composti organometallici piroforici (alchili di alluminio, dietilzinco) usati come catalizzatori industriali.
  • Fibre e tessuti imbevuti d’olio (per esempio stracci o residui oleosi), che possono autoriscaldarsi per ossidazione.
  • Alcuni metalli e leghe in polvere (ferro spugna, solfuri metallici) in determinate condizioni.

Imballaggio, etichette e trasporto

Le materie piroforiche richiedono imballaggi ermeticamente chiusi che impediscano il contatto con l’aria; molte viaggiano sotto gas inerte o sotto liquido protettivo. L’etichetta è il modello 4.2 (fiamma nera su sfondo bianco nella metà superiore e rosso in quella inferiore). I rischi secondari (SW, SO, ST, SC) comportano etichette aggiuntive. Il documento di trasporto riporta numero ONU, denominazione, classe, gruppo di imballaggio.

Esenzioni e limiti pratici

Le materie piroforiche di gruppo I sono in genere escluse dal regime delle quantità limitate (limite LQ pari a 0): non possono cioè essere spedite come “piccoli imballaggi” esenti. Per le autoriscaldanti di gruppo III alcune voci ammettono le quantità limitate o eccettuate: i valori vanno letti nelle colonne 7a e 7b della Tabella A per il singolo numero ONU. In tutti i casi resta la responsabilità dello speditore di garantire imballaggi idonei e stabilità durante il trasporto.

Errori più comuni

  • Spedire stracci, filtri o carboni esausti senza considerare il rischio di autoriscaldamento.
  • Aprire e richiudere male imballaggi di sostanze piroforiche, compromettendo la tenuta all’aria.
  • Tentare di applicare il regime LQ a sostanze di gruppo I, per cui non è ammesso.
  • Non dichiarare i rischi secondari (per esempio idroreattività, codice SW).

Domande frequenti

Qual è la differenza tra materia piroforica e autoriscaldante?

Una materia piroforica si infiamma entro cinque minuti dal contatto con l’aria, anche in piccola quantità, e appartiene al gruppo di imballaggio I. Una materia autoriscaldante si scalda lentamente e si accende solo in grandi quantità e dopo molto tempo: rientra nei gruppi II o III, con obblighi meno severi.

Il carbone attivo è una merce pericolosa ADR?

Dipende dal tipo. Il carbone attivo di origine vegetale non disattivato è classificato UN 1362, classe 4.2, gruppo III, perché può autoriscaldarsi. I carboni attivi “disattivati” o di origine minerale, sottoposti a trattamento, possono non essere soggetti all’ADR: lo stabilisce la SDS del prodotto.

Posso spedire materie di classe 4.2 in quantità limitata?

Solo in parte. Le materie piroforiche di gruppo I non ammettono il regime delle quantità limitate. Alcune materie autoriscaldanti di gruppo III lo ammettono, entro i limiti indicati nella Tabella A. Va sempre verificata la singola voce ONU.

Perché queste sostanze viaggiano in imballaggi ermetici?

Perché il pericolo nasce dal contatto con l’ossigeno dell’aria. Un imballaggio ermetico, spesso con gas inerte o liquido protettivo, impedisce l’ossidazione e quindi l’accensione spontanea.

Gli stracci imbevuti d’olio sono regolati dall’ADR?

Possono esserlo: fibre e tessuti animali o vegetali impregnati d’olio rientrano in voci specifiche della classe 4.2 quando presentano rischio di autocombustione. È un caso tipico dei rifiuti di lavorazione, da valutare con la classificazione corretta.

Fonti ufficiali

  • Accordo ADR 2025 (UNECE), Parte 2, capitolo 2.2.42 – Classe 4.2.
  • ADR Parte 3, Tabella A del capitolo 3.2 (numeri ONU, gruppi di imballaggio, quantità limitate ed eccettuate).
  • D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 35.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.