Caso pratico: colorante e pasta colorante per resina

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

5 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Si, se contiene sostanze classificate ai sensi del Reg. 1272/2008 CLP al di sopra dei limiti di concentrazione specifici (SCL) o dei limiti generici di concentrazione.
  • Se il diluente aromatico (es. xilene, toluene) supera la soglia di classificazione, si applicano almeno GHS02 (infiammabile), GHS07 (irritante/nocivo) e GHS08 (pericolo a lungo…
  • Si, se il prodotto e’ classificato come pericoloso ai sensi del CLP, la SDS e’ obbligatoria per gli utilizzatori professionali (art. 31 REACH).
  • Il fornitore delle materie prime deve fornire la SDS con classificazione.

Chi formula o commercializza coloranti e paste coloranti per resine si trova spesso in una zona grigia normativa: il prodotto sembra innocuo, e’ venduto in piccole quantita’, il cliente finale e’ un artigiano. Eppure, il Regolamento CLP (1272/2008) si applica a tutte le miscele pericolose immesse sul mercato UE, indipendentemente dalla quantita’ e dal destinatario.

Questo caso pratico analizza un classico scenario — pasta colorante a base di pigmenti e resina per applicazioni DIY e professionali — e mostra cosa verificare prima di etichettare e vendere.

Il prodotto: cosa contiene tipicamente una pasta colorante per resina

Una pasta colorante per resina epossidica o poliestere contiene generalmente:

  • Pigmenti organici o inorganici (ossidi di ferro, ftalocianine, pigmenti azoici)
  • Resina vettore (epossidica, acrilica, poliestere non reticolata)
  • Diluenti (glicol-etere, esteri, in alcuni casi diluenti aromatici)
  • Additivi reologici (silice pirogenica, argille trattate)

Il colorante in polvere sciolto in acqua o in alcol (es. versione per calcestruzzo decorativo) ha una composizione diversa ma problematiche analoghe. La classificazione CLP va costruita sulla formulazione effettiva, non sul prodotto finito usato dal cliente.

Passo 1: raccogliere le SDS delle materie prime

Il punto di partenza e’ la SDS aggiornata di ogni ingrediente, nella versione conforme al Reg. 2020/878 (SDS formato 16 sezioni, obbligatorio dal 1 gennaio 2023). Dalla sezione 2 e 3 di ciascuna SDS si estraggono:

  • Classificazione CLP dell’ingrediente (classe di pericolo + categoria + indicazione di pericolo H)
  • Limiti di concentrazione specifici (SCL) eventualmente indicati
  • Fattori M per tossicita’ acquatica acuta/cronica

Errore frequente: usare SDS obsolete (pre-2015, pre-ATP) con classificazione DSD/DPD invece di CLP. Le vecchie frasi R non sono equivalenti dirette delle frasi H.

Passo 2: applicare il metodo di calcolo della miscela

Il Reg. 1272/2008, Allegato I, Parte 1 definisce due approcci per classificare una miscela:

  1. Dati sulla miscela nel suo insieme (test tossicologici diretti) — raramente disponibili per prodotti speciali
  2. Metodo di calcolo basato sugli ingredienti — il piu’ comune: si sommano le concentrazioni degli ingredienti classificati, ponderate per i rispettivi fattori di pericolosita’

Per le classi fisiche (es. infiammabilita’), si considerano i limiti generici di concentrazione (Tab. 1.1 CLP): un ingrediente classificato Flam. Liq. 2 che supera il 5% nella miscela porta tipicamente alla classificazione della miscela come infiammabile.

Passo 3: i pericoli piu’ comuni nelle paste coloranti

Ingrediente tipico Classificazione frequente Pittogramma Soglia di attenzione
Xilene / toluene (diluente) Flam. Liq. 3, Asp. Tox. 1, Repr. 2 GHS02, GHS07, GHS08 Presente anche a bassa %
Glicol-etere (es. EGBE) Acute Tox. 4, Repr. 2 GHS07, GHS08 >= 1% per Repr. 2
Pigmento azoico (arylide) Aquatic Chronic 2 o 3 GHS09 SCL specifico per sostanza
Silice pirogenica non trattata STOT RE 1 (inalazione polveri) GHS08 Rilevante nella fase produttiva
Resina epossidica (Mn < 700) Skin Sens. 1, Eye Irrit. 2 GHS07 >= 0,1% per Skin Sens.

Passo 4: costruire l’etichetta CLP

Una volta determinata la classificazione della miscela, l’etichetta deve contenere (art. 17 CLP):

  • Nome, indirizzo, numero di telefono del fornitore responsabile
  • Quantita’ nominale (per imballaggi al consumatore)
  • Identificatori del prodotto e numero CAS/CE degli ingredienti classificati
  • Pittogrammi di pericolo (GHS)
  • Avvertenza (Pericolo / Attenzione)
  • Indicazioni di pericolo H rilevanti
  • Consigli di prudenza P (massimo 6, selezionati in base all’uso)
  • Eventuale UFI (obbligo PCN per miscele pericolose vendute al consumatore o professionali)

Per i coloranti venduti sia a professionisti che a privati tramite e-commerce, l’etichetta deve essere visibile sul sito prima dell’acquisto (Reg. CLP, art. 48 ter, introdotto dall’ATP 14).

Errori tipici in questo settore

  • Etichetta assente o generica: “contiene pigmenti, tenere lontano dai bambini” non e’ una etichetta CLP.
  • Classificazione copiata da prodotti simili senza verifica della propria formulazione.
  • Assenza di SDS per prodotti venduti a professionisti (verniciatori, laminatori): obbligo REACH art. 31.
  • UFI non comunicato al portale PCN ECHA per miscele vendute online o in negozio al consumatore.
  • Frasi P omesse o errate: es. P501 (smaltimento) assente per prodotti con solventi infiammabili classificati come rifiuti pericolosi.

Quando serve una verifica tecnica

Il processo descritto richiede competenze specifiche in chimica delle miscele e normativa CLP. In particolare, la scelta dei consigli di prudenza P, la gestione degli SCL e il calcolo con fattori M per tossicita’ acquatica sono operazioni dove gli errori hanno conseguenze dirette: sanzioni amministrative ai sensi del D.Lgs. 133/1992 (recepimento direttiva CLP), blocco doganale alle frontiere UE, ritiro dal mercato.

Domande frequenti

Un colorante per resina epossidica deve essere classificato CLP?

Si, se contiene sostanze classificate ai sensi del Reg. 1272/2008 CLP al di sopra dei limiti di concentrazione specifici (SCL) o dei limiti generici di concentrazione. La classificazione segue i criteri della miscela.

Quale pittogramma serve per una pasta colorante con diluenti aromatici?

Se il diluente aromatico (es. xilene, toluene) supera la soglia di classificazione, si applicano almeno GHS02 (infiammabile), GHS07 (irritante/nocivo) e GHS08 (pericolo a lungo termine per la salute). La combinazione dipende dalle concentrazioni effettive.

Devo fornire una SDS per una pasta colorante venduta in piccole quantita’?

Si, se il prodotto e’ classificato come pericoloso ai sensi del CLP, la SDS e’ obbligatoria per gli utilizzatori professionali (art. 31 REACH). Per i consumatori finali, si applicano regole diverse ma l’etichetta resta obbligatoria.

Come si determina la classificazione di una miscela colorante?

Il fornitore delle materie prime deve fornire la SDS con classificazione. Si applica il metodo di calcolo della miscela (Allegato I, Parte 1 del CLP): la classificazione dipende dalla concentrazione di ogni ingrediente classificato e dai rispettivi fattori M per Aquatic Toxicity.

Un colorante a base acquosa e’ esente da CLP?

Non necessariamente. Anche le formulazioni acquose possono contenere pigmenti classificati per tossicita’ ambientale (es. sali metallici, coloranti azoici) o sensitizzanti cutanei. Occorre verificare ogni ingrediente e applicare i criteri di classificazione della miscela.

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Fonti ufficiali

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).