Caso pratico: pasta saldante e flussante per elettronica

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Sì, entrambi i prodotti sono miscele pericolose ai sensi del Reg. 1272/2008 CLP e devono recare etichetta CLP completa con pittogrammi, avvertenze, indicazioni di pericolo e…
  • I flussanti contengono spesso acido colofonia (rosin) o attivatori organici (RMA, RA, OA) che possono causare sensibilizzazione cutanea e respiratoria.
  • Sì, tutte le miscele pericolose destinate al pubblico o a uso professionale immesse sul mercato in Italia richiedono notifica al Poison Centre (PCN) con UFI entro le scadenze…
  • Verificare che la SDS sia conforme al Reg. 2020/878 (16 sezioni, formato aggiornato al 1° gennaio 2023), che le sezioni 2 e 3 riportino la classificazione corretta, che la sezione…

Pasta saldante e flussante per elettronica sono prodotti di consumo industriale che circolano spesso senza un’analisi sistematica degli obblighi normativi. Chi li produce, importa o rivende in Italia si trova a dover gestire classificazione CLP, scheda di sicurezza, notifica PCN e, in alcuni casi, restrizioni REACH sui solventi contenuti. Questo caso pratico descrive uno scenario reale e le verifiche che un’azienda deve condurre prima di immettere questi prodotti sul mercato.

L’articolo è strutturato per accompagnare chi si occupa di compliance nella lettura critica della documentazione tecnica e nell’identificazione dei punti di non conformità più frequenti riscontrati nei controlli di mercato italiani ed europei.

Descrizione del prodotto e composizione tipica

La pasta saldante (solder paste) è una miscela di polvere di lega metallica (tipicamente stagno-argento-rame, SAC305, o stagno-piombo per applicazioni legacy) sospesa in un flussante viscosissimo. Il flussante ha il compito di rimuovere gli ossidi dalla superficie da saldare e di facilitare il bagnamento del metallo fuso.

  • Polvere metallica: 85-90% in peso. La lega SAC305 (96,5% Sn / 3% Ag / 0,5% Cu) è RoHS-compliant; la lega Sn63/Pb37 contiene piombo e ricade in REACH Allegato XVII (restrizione) oltre che in RoHS Allegato III come esenzione specifica.
  • Veicolo flussante (10-15%): resine (colofonia naturale o sintetica), solventi organici (IPA, alcol benzilico, glicoli), attivatori acidi o organoalogenati, agenti reologici.

Il flussante separato (liquido o gel) ha composizione simile alla sola frazione organica della pasta, con concentrazioni di attivatori spesso più elevate.

Classificazione CLP: i pericoli da considerare

La pasta saldante nella sua interezza è una miscela ai sensi del Reg. 1272/2008 CLP. La classificazione deve essere derivata per calcolo (metodo di somma, Allegato I, Parte 1 del CLP) o, se disponibili, da test sulla miscela. I pericoli più rilevanti sono:

  • Sensibilizzazione cutanea (Skin Sens. 1 o 1A/1B): la colofonia (CAS 8050-09-7) è un sensibilizzante noto. Se presente in concentrazione ≥ 1%, scatta la classificazione e l’indicazione di pericolo H317 “può provocare una reazione allergica cutanea”.
  • Irritazione oculare (Eye Irrit. 2) / lesioni oculari (Eye Dam. 1): dipende dai solventi e dagli attivatori acidi.
  • Tossicità specifica per organi bersaglio – esposizione ripetuta (STOT RE 2): solventi come l’isopropanolo o il glicol dietilenico in formulazioni ad alta concentrazione richiedono verifica.
  • Infiammabilità (Flam. Liq. 2 o 3): se il punto di infiammabilità del solvente organico predominante è <23°C (Flam. Liq. 2) o tra 23°C e 60°C (Flam. Liq. 3).
  • Piombo (se presente): la polvere Sn/Pb è classificata Repr. 1A (H360Df) per effetti riproduttivi del piombo e Lact. per effetti sull’allattamento. Questo cambia radicalmente l’etichetta e impone pittogramma GHS08, avvertenza “Pericolo” e frasi H360/H362.

Etichetta CLP: elementi obbligatori

L’etichetta deve riportare (art. 17-30 Reg. 1272/2008):

  • Nome, indirizzo e numero di telefono del fornitore responsabile dell’immissione sul mercato nell’UE.
  • Quantità nominale (se non indicata altrove sulla confezione).
  • Identificatori del prodotto: nome della miscela e, se applicabile, codice UFI.
  • Pittogrammi di pericolo GHS (cornice rossa, sfondo bianco).
  • Avvertenza (Pericolo o Attenzione).
  • Indicazioni di pericolo (H-phrases) e indicazioni supplementari EUH (es. EUH208 per rosin).
  • Consigli di prudenza (P-phrases): almeno P261, P272, P280, P302+P352, P501 per un prodotto con Skin Sens.
  • Informazioni supplementari sull’uso sicuro.

L’etichetta deve essere in italiano se il prodotto è venduto in Italia (art. 17(2) CLP: la lingua deve essere quella dello Stato membro in cui è immesso sul mercato).

Errori tipici rilevati nei controlli di mercato

  • Etichetta solo in inglese: il produttore non-UE spedisce l’imballaggio originale senza traduzione. L’importatore italiano è responsabile di apporre un’etichetta supplementare in italiano (art. 17(2) CLP) o di ri-etichettare.
  • Mancanza del pittogramma GHS07 o GHS08: la colofonia viene ignorata nella valutazione della miscela perché considerata “inerte”. L’errore è frequente nelle paste no-brand di importazione asiatica.
  • SDS non aggiornata al Reg. 2020/878: dal 1° gennaio 2023 le SDS devono seguire il nuovo formato (UFI in sezione 1.1, nuova sezione 9 con parametri fisici aggiuntivi). Molti fornitori extra-UE ancora forniscono SDS nel vecchio formato REACH Annex II 2015.
  • UFI mancante o errato: la notifica PCN con UFI è obbligatoria. Il codice UFI (Unique Formula Identifier) deve comparire sull’etichetta (di solito accanto all’indirizzo del fornitore) e nella SDS sezione 1.1.
  • Esenzione piombo RoHS non documentata: chi utilizza paste Sn/Pb per applicazioni esenti (es. elettronica militare, medica) deve conservare la documentazione tecnica che giustifica l’esenzione specifica dell’Allegato III o IV della Direttiva 2011/65/UE (RoHS 2).

Scheda di dati di sicurezza: sezioni critiche da verificare

Oltre alla conformità formale al Reg. 2020/878, le sezioni più critiche per pasta saldante e flussante sono:

  • Sezione 2.1 (Classificazione): deve rispecchiare esattamente quanto riportato in etichetta. Se la SDS dice “non classificato” ma l’etichetta porta H317, c’è incoerenza sanzionabile.
  • Sezione 3.2 (Composizione miscele): deve indicare le sostanze pericolose con concentrazione o range, numero CAS/CE, classificazione individuale. La colofonia deve essere elencata se ≥0,1% (soglia cut-off per sensibilizzanti Skin Sens. 1A).
  • Sezione 8 (Controllo esposizione): valori limite OEL per i solventi organici (IPA: TLV-TWA ACGIH 200 ppm; valore limite italiano D.Lgs. 81/2008 Allegato XXXVIII se disponibile). Indicare il tipo di DPI: guanti in nitrile ≥0,1 mm, occhiali di sicurezza, ventilazione locale se saldatura in ambienti chiusi.
  • Sezione 11 (Informazioni tossicologiche): per la pasta con piombo, deve includere i valori LD50 della lega (non solo del piombo puro) e le informazioni sulla tossicità riproduttiva.

Notifica PCN e UFI: cosa fare concretamente

Dal 1° gennaio 2021, tutte le miscele pericolose ad uso professionale devono essere notificate al Poison Centre europeo tramite il portale ECHA PCN (Classification and Labelling Inventory / PCN portal). Le fasi operative sono:

  1. Generare l’UFI tramite il tool ECHA (echa.europa.eu/ufigen) inserendo il VAT number e il numero di formulazione interno.
  2. Preparare il dossier di notifica nel formato XML ECHA o tramite il portale web (IUCLID format).
  3. Includere le informazioni tossicologiche di tutti i componenti pericolosi.
  4. Inviare la notifica per ogni Paese membro in cui il prodotto è commercializzato (la notifica non è unica per tutta l’UE, salvo uso del nuovo sistema CPNP centralizzato per biocidi e cosmetici – non applicabile qui).
  5. Aggiornare la notifica ogni volta che cambia la formulazione o la classificazione.

Checklist operativa per il responsabile compliance

  • La classificazione CLP è stata derivata per calcolo con il metodo di somma (Allegato I CLP)?
  • L’etichetta è in italiano e contiene tutti gli elementi art. 17 CLP, incluso UFI?
  • La SDS è nel formato Reg. 2020/878 (obbligatorio dal 1.1.2023)?
  • La notifica PCN è stata inviata a ECHA per l’Italia?
  • Se il prodotto contiene piombo: è documentata l’esenzione RoHS applicabile?
  • Se importato da extra-UE: il fornitore ha un OR (rappresentante esclusivo) registrato REACH, o siete voi l’importatore che assume gli obblighi?

Domande frequenti

Pasta saldante e flussante richiedono etichettatura CLP?

Sì. Entrambi i prodotti sono miscele pericolose ai sensi del Reg. 1272/2008 CLP e devono recare etichetta CLP completa con pittogrammi, avvertenze, indicazioni di pericolo e consigli di prudenza, nonché la scheda di dati di sicurezza (SDS) aggiornata secondo Reg. 2020/878.

Qual è il pericolo principale della pasta flussante per saldatura?

I flussanti contengono spesso acido colofonia (rosin) o attivatori organici (RMA, RA, OA) che possono causare sensibilizzazione cutanea e respiratoria. Vanno classificati almeno Skin Sens. 1 e, se la formulazione lo richiede, Eye Irrit. 2. L’indicazione EUH208 è frequente per la colofonia.

La pasta saldante è soggetta alla notifica UFI/PCN?

Sì. Tutte le miscele pericolose destinate al pubblico o a uso professionale immesse sul mercato in Italia richiedono notifica al Poison Centre (PCN) con UFI. Le formulazioni B2B professionali avevano scadenza 1 gennaio 2021.

Cosa controllare sulla scheda di sicurezza di un flussante?

Verificare che la SDS sia conforme al Reg. 2020/878, che le sezioni 2 e 3 riportino la classificazione corretta, che la sezione 8 indichi i valori limite di esposizione per i solventi usati, e che la sezione 11 riporti i dati tossicologici aggiornati.

Un importatore di pasta saldante da Paesi extra-UE ha obblighi specifici?

Sì. L’importatore UE assume il ruolo di “importatore” ai sensi di REACH e CLP, deve verificare la classificazione della miscela, predisporre o aggiornare la SDS, apporre l’etichetta CLP in italiano e notificare al PCN con UFI.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).