Caso pratico: concime liquido per piante

Fitosanitari e fertilizzanti

Autorizzazione e immissione sul mercato di prodotti fitosanitari e fertilizzanti.

5 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Fitosanitari e fertilizzanti

In sintesi

  • Se il concime liquido è classificato come miscela pericolosa ai sensi del Reg. CLP, la SDS è obbligatoria per i clienti professionali (art. 31 REACH).
  • Un concime liquido NPK rientra nella PFC 1(C) Fertilizzante minerale liquido del Reg. (UE) 2019/1009.
  • Sì, se il prodotto è classificato come miscela pericolosa ai sensi del Reg. CLP, il codice UFI deve essere riportato sull’etichetta (art. 25a del Reg. CLP come introdotto dal Reg.…
  • Una dichiarazione di nutrienti non veritiera è una non conformità grave ai sensi del Reg. 2019/1009 e può integrare una violazione del D.Lgs. 231/2001 se sistematica. In sede…

Un’azienda di media dimensione distribuisce online un concime liquido NPK per uso ornamentale e piante da interno. Il prodotto viene importato da un fornitore extra-UE, riconfezionato in flaconi da 500 ml e 1 L con etichetta in italiano, e venduto sia a privati che a garden center. Durante una visita ispettiva del Corpo Forestale, l’operatore viene invitato a produrre la documentazione di conformità. Si apre un’istruttoria.

Questo caso pratico analizza i controlli che l’ispettore tipicamente esegue, i problemi più frequenti che emergono e le azioni correttive da implementare prima di trovarsi in questa situazione.

Lo scenario: cosa porta l’ispettore a contestare

Il prodotto in questione è una soluzione acquosa NPK 5-3-7 con microelementi chelati (Fe 0,1%, Mn 0,05%, Zn 0,05%), commercializzata con la denominazione “Concime liquido per piante” e l’etichetta riporta:

  • La formula NPK e i tenori garantiti.
  • Istruzioni d’uso (dosi per fertirrigazione e applicazione fogliare).
  • I dati del distributore italiano.
  • Pittogramma GHS09 (ambiente) con indicazione H412.

Quello che manca: nessun codice UFI, nessun numero di lotto sul flacone fisico (presente solo sul cartone esterno), SDS non aggiornata al Reg. (UE) 2020/878 (versione ancora conforme al precedente Reg. 453/2010), nessuna notifica PCN al Poison Centre italiano.

Il problema della mancanza del codice UFI

Il codice UFI è obbligatorio ai sensi dell’art. 45 del Reg. CLP (introdotto dal Reg. UE 2017/542) per tutte le miscele pericolose destinate al pubblico o a uso professionale. Nel caso in esame, la classificazione H412 (tossicità acquatica cronica, Cat. 3) rende il prodotto una miscela pericolosa. L’UFI deve essere:

  • Generato sul portale ECHA (gratuito, basato sul codice VAT del responsabile).
  • Riportato sull’etichetta nel formato “UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX”.
  • Incluso nella Sezione 1 della SDS.
  • Comunicato al Poison Centre (in Italia: Istituto Superiore di Sanità, tramite ECHA PCN portal) con la notifica della miscela.

L’assenza di UFI sull’etichetta è una non conformità formale verificabile immediatamente dall’ispettore senza analisi di laboratorio. La sanzione può scattare anche prima di esaminare la SDS.

La SDS obsoleta: cosa controllare

Il Reg. (UE) 2020/878, applicabile dal 1° gennaio 2023, ha introdotto modifiche alla struttura della SDS rispetto al precedente Reg. 453/2010. Le differenze principali che emergono nelle SDS non aggiornate:

  • Sezione 1.1: mancanza del codice UFI.
  • Sezione 2.1: la classificazione deve fare riferimento al Reg. CLP, non alle vecchie Direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE (ormai abrogate).
  • Sezione 3.2: la tabella delle sostanze pericolose nella miscela deve includere il numero di indice CLP, il numero CAS, il numero CE e la classificazione CLP per ogni componente sopra soglia.
  • Sezione 11: la valutazione della tossicità deve essere strutturata per vie di esposizione (orale, cutanea, inalatoria) con i valori disponibili o la menzione esplicita “dati non disponibili”.
  • Sezione 14: la classificazione ADR deve essere verificata; per molti concimi liquidi con classificazione H412 è possibile l’esenzione ADR, ma deve essere documentata.

Tracciabilità del lotto: numero di lotto e data

Il Reg. (UE) 2019/1009, Allegato III, richiede il numero di lotto sull’unità di vendita (il flacone), non solo sull’imballaggio secondario. Nel caso in esame, il numero di lotto è presente solo sul cartone esterno. Questo è sufficiente per l’e-commerce dove il prodotto viene spedito con la confezione originale, ma non per la vendita sfusa o al dettaglio dove il flacone potrebbe separarsi dal cartone. L’ispezione avviene su un flacone isolato trovato in un garden center: la non conformità è immediata.

Azioni correttive in ordine di priorità

In ordine di urgenza, le azioni da intraprendere prima di riprendere la commercializzazione:

  1. Generare il codice UFI sul portale ECHA e aggiornare l’artwork dell’etichetta.
  2. Effettuare la notifica PCN all’ISS tramite il portale ECHA con la composizione del prodotto e il codice UFI assegnato.
  3. Aggiornare la SDS al Reg. (UE) 2020/878, includendo il codice UFI in Sezione 1.1.
  4. Ristampare le etichette con UFI, numero di lotto sull’unità di vendita e la formattazione corretta CLP.
  5. Verificare la dichiarazione di nutrienti con analisi di laboratorio accreditato sull’ultimo lotto prodotto.

Errori tipici in questa tipologia di prodotto

Nell’esperienza ispettiva, i problemi ricorrenti per i concimi liquidi di importazione sono:

  • SDS del paese di origine (es. in inglese, secondo standard GHS non UE) usata senza adattamento al Reg. 2020/878.
  • Classificazione CLP del fornitore non verificata indipendentemente dall’importatore (il fabbricante extra-UE non garantisce conformità al CLP europeo).
  • Tenori di microelementi dichiarati ma non verificati analiticamente: le tolleranze ammesse dal Reg. 2019/1009 sono strette (±10% del valore dichiarato per i tenori minimi garantiti).
  • Mancata valutazione della tossicità acquatica cronica dei chelati metallici (Cu, Zn, Mn), che porta a omettere la classificazione H411 o H412.

Domande frequenti

Un concime liquido per piante venduto online necessita di una SDS?

Se il concime liquido è classificato come miscela pericolosa ai sensi del Reg. CLP, la SDS è obbligatoria per i clienti professionali (art. 31 REACH). Per le vendite al consumatore finale non professionale la SDS non è obbligatoria da trasmettere automaticamente, ma va fornita su richiesta. Se il prodotto ha un UFI in etichetta, la notifica PCN al Poison Centre è necessaria indipendentemente dal canale di vendita.

Quale categoria funzionale (PFC) si usa per un concime liquido NPK per uso domestico?

Un concime liquido NPK rientra nella PFC 1(C) Fertilizzante minerale liquido del Reg. (UE) 2019/1009, sottocategoria PFC 1(C)(I)(b) per i prodotti polivalenti con macronutrienti.

Il codice UFI deve comparire sull’etichetta del concime venduto al pubblico?

Sì, se il prodotto è classificato come miscela pericolosa ai sensi del Reg. CLP. L’UFI si genera gratuitamente sul portale ECHA e deve essere riportato sull’etichetta nel formato “UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX”.

Cosa succede se un concime liquido ha una dichiarazione di nutrienti sbagliata?

Una dichiarazione di nutrienti non veritiera è una non conformità grave ai sensi del Reg. 2019/1009 e può portare al ritiro del prodotto dal mercato, sanzioni pecuniarie e responsabilità civile verso gli agricoltori danneggiati.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).