Caso pratico: olio essenziale di lavanda puro

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

5 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Sì, l’olio essenziale di lavanda (Lavandula angustifolia) è una sostanza o miscela di origine naturale che, quando immessa sul mercato, deve essere classificata ed etichettata ai…
  • L’olio essenziale di lavanda è tipicamente classificato come: liquido infiammabile Cat. 3 (H226, flash point intorno a 65-80 °C), sensibilizzante cutaneo Cat. 1 (H317, per la…
  • Sì, se classificato come pericoloso (che è il caso tipico).
  • Non ai sensi del CLP puro.

Un piccolo produttore o rivenditore di olio essenziale di lavanda si trova spesso in una zona grigia: il prodotto è naturale, usato in aromaterapia o come ingrediente cosmetico, eppure è classificato come pericoloso ai sensi del CLP. Capire quali obblighi si applicano evita etichette non conformi, blocchi alle vendite online e contestazioni alle ispezioni.

Questo caso pratico analizza la classificazione CLP dell’olio essenziale di lavanda puro (Lavandula angustifolia), i componenti rilevanti, l’etichetta corretta e gli errori più comuni riscontrati nelle PMI e negli e-commerce.

Il prodotto e la sua composizione

L’olio essenziale di lavanda è una miscela complessa estratta per distillazione in corrente di vapore dai fiori e dalle foglie della Lavandula angustifolia. La composizione tipica include:

  • Linalolo (25-45%): sensibilizzante cutaneo Cat. 1B (H317), classificazione armonizzata.
  • Acetato di linalile (25-45%): nessuna classificazione armonizzata significativa a queste concentrazioni.
  • Beta-cariofillene (3-7%): sensibilizzante cutaneo Cat. 1B (H317), classificazione armonizzata.
  • Limonene (1-3%): sensibilizzante cutaneo Cat. 1A (H317) e irritante cutaneo Cat. 2 (H315) in alcune varianti.
  • Canfora (tracce-2%): STOT SE Cat. 2 (H371) ad alte concentrazioni; rilevante se sopra soglie.

La presenza di linalolo sopra le soglie di concentrazione generiche fa sì che praticamente ogni olio essenziale di lavanda puro erediti la classificazione di sensibilizzante cutaneo Cat. 1.

Classificazione CLP tipica dell’olio di lavanda puro

Applicando i criteri dell’allegato I del CLP e considerando la composizione media:

  • Liquido infiammabile Cat. 3 — H226: flash point tipicamente 65-80 °C, quindi sopra la soglia della Cat. 2 (<23 °C) ma nella finestra Cat. 3 (23-60 °C) o Cat. 4 (>60-93 °C). Occorre misurare il flash point del lotto specifico per determinare correttamente la categoria.
  • Sensibilizzante cutaneo Cat. 1 — H317: derivante dal linalolo (classificazione armonizzata), presente a concentrazioni ben superiori alla soglia generica dello 0,1%.
  • Pericolo cronico per l’ambiente acquatico Cat. 2 — H411: derivante dal limonene e altri terpeni, con log Kow elevato e degradabilità non rapida.

Alcune formulazioni possono aggiungere irritazione cutanea Cat. 2 (H315) se il limonene è presente in quantità sufficiente. Verificare sempre la composizione specifica del proprio fornitore di materia prima.

L’etichetta CLP: cosa deve comparire

Per una confezione da 10 mL di olio essenziale di lavanda puro, l’etichetta deve riportare obbligatoriamente:

  • Nome della sostanza o della miscela (es. “Olio essenziale di lavanda — Lavandula angustifolia”).
  • Nome, indirizzo e numero di telefono del fornitore responsabile dell’immissione sul mercato UE.
  • Quantità nominale (es. “10 mL”).
  • Numero UFI se venduto ai consumatori o se presentato a PCN (CLP art. 25a).
  • Pittogrammi: GHS02 (fiamma, per infiammabilità), GHS07 (punto esclamativo, per H317), GHS09 (ambiente, per H411).
  • Menzione d’avvertimento: “Attenzione” (il pericolo più grave determina la menzione — qui Cat. 3 infiammabile = Attenzione).
  • Frasi H: H226, H317, H411 (scritte per intero, non solo codice).
  • Frasi P selezionate: tipicamente P261, P272, P273, P280, P333+P313, P501.

Errori tipici che si riscontrano in fase di controllo

  • Assenza di classificazione: il produttore tratta l’olio come “naturale/cosmetico” e lo vende senza etichetta CLP, ritenendo che il regolamento cosmetici lo escluda. In realtà le due normative sono parallele: se il prodotto è pericoloso ai sensi del CLP, l’etichetta CLP è obbligatoria anche sui cosmetici, salvo le specifiche esenzioni.
  • Flash point non misurato: si usa una categoria di default o si omette la classificazione di infiammabilità senza disporre di un certificato di analisi con flash point per lotto.
  • Frasi H incomplete: si riporta H317 ma si omette H411, o si riportano solo i codici senza testo completo.
  • UFI assente: obbligatorio per le miscele immesse sul mercato a partire dal 1° gennaio 2021 per uso professionale e dal 1° gennaio 2025 per uso da parte di consumatori (con notifica PCN all’ECHA o al portale nazionale).
  • Scheda di sicurezza mancante o obsoleta: molti rivenditori usano la SDS del fornitore originale senza verificare se è stata aggiornata al formato Reg. (UE) 2020/878 (16 sezioni, sezione 3 con componenti rilevanti).

Cosa controllare prima di vendere

  1. Richiedere al fornitore certificato di analisi con composizione dettagliata e flash point misurato.
  2. Verificare la SDS del fornitore: è aggiornata al Reg. 2020/878? Contiene sezione 3 con tutti i componenti classificati?
  3. Confrontare la classificazione della SDS con i criteri dell’allegato I CLP applicati alla composizione effettiva.
  4. Generare il numero UFI tramite il tool ECHA (echa.europa.eu/ufi-generator) e completare la notifica PCN.
  5. Predisporre l’etichetta CLP in italiano con tutti gli elementi obbligatori per il formato dell’imballaggio.

Domande frequenti

L’olio essenziale di lavanda puro è soggetto al regolamento CLP?

Sì. La naturalità del prodotto non esonera dall’obbligo. Quando immesso sul mercato UE come sostanza o miscela chimica, deve essere classificato ed etichettato ai sensi del CLP.

Quali sono le principali classi di pericolo dell’olio di lavanda?

Tipicamente: liquido infiammabile Cat. 3 (H226), sensibilizzante cutaneo Cat. 1 (H317 — per linalolo e beta-cariofillene) e pericolo cronico acquatico Cat. 2 (H411). La categoria di infiammabilità richiede la misura del flash point del lotto specifico.

L’olio essenziale di lavanda deve avere una scheda di sicurezza?

Sì. Essendo classificato come pericoloso, la SDS è obbligatoria secondo il Reg. (UE) 2020/878, in italiano per i destinatari italiani. Per vendite online B2B deve essere accessibile prima dell’acquisto.

Devo indicare i componenti allergeni sull’etichetta?

Ai sensi del CLP puro no, ma se il prodotto è destinato all’uso cosmetico, si applicano le regole del Reg. (CE) 1223/2009 (e Reg. (UE) 2023/1545 per gli allergeni). Per uso industriale, la sezione 3 della SDS deve riportare i componenti classificati.

Posso vendere online olio essenziale di lavanda senza essere CLP compliant?

No. La vendita online — anche B2C — non esonera dagli obblighi CLP. Ogni confezione deve avere l’etichetta CLP in italiano. L’assenza è una violazione sanzionabile.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).