CLP: cosa significa e perché conta

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

4 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • CLP è l’acronimo di Classification, Labelling and Packaging — in italiano Classificazione, Etichettatura e Imballaggio.
  • Il CLP si applica a qualsiasi operatore — produttore, importatore, distributore — che immette sul mercato europeo sostanze chimiche o miscele.
  • Il GHS (Globally Harmonised System) è il sistema delle Nazioni Unite per la classificazione e l’etichettatura dei prodotti chimici a livello mondiale.
  • No, sono regolamenti distinti ma complementari.

Il termine CLP compare su etichette, schede dati di sicurezza e documenti di conformità di qualsiasi prodotto chimico venduto in Europa. Ma cosa significa esattamente, e perché un’azienda che produce o distribuisce prodotti chimici non può ignorarlo?

Questa voce di glossario fornisce una definizione chiara, spiega il campo di applicazione del regolamento e indica quando il CLP entra concretamente in gioco.

Definizione

CLP è l’acronimo di Classification, Labelling and Packaging — in italiano Classificazione, Etichettatura e Imballaggio. Si riferisce al Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, entrato in applicazione progressiva a partire dal 2010 e pienamente in vigore per le miscele dal 2015.

Il CLP stabilisce le regole uniformi per classificare i pericoli di sostanze e miscele chimiche e per comunicarli attraverso etichette e schede dati di sicurezza. È basato sul GHS (Globally Harmonised System) delle Nazioni Unite, con alcune specificità europee.

A cosa serve il CLP

Il regolamento risponde a un’esigenza concreta: un prodotto chimico pericoloso deve essere riconoscibile come tale in modo univoco, in tutta l’Unione europea, indipendentemente da chi lo produce o dove viene venduto. Il CLP realizza questo obiettivo attraverso tre strumenti:

  • Classificazione: assegnare a ogni sostanza o miscela le classi e categorie di pericolo appropriate (fisico, per la salute, per l’ambiente) applicando i criteri dell’Allegato I.
  • Etichettatura: tradurre la classificazione in elementi visibili sull’imballaggio — pittogrammi, avvertenze (Pericolo/Attenzione), frasi H e frasi P.
  • Imballaggio: requisiti di sicurezza per l’imballaggio (aperture di sicurezza per bambini, indicatori tattili di pericolo) per alcune categorie di prodotti.

Chi è obbligato a rispettare il CLP

Il CLP si applica a:

  • Produttori di sostanze o miscele chimiche stabiliti nell’UE
  • Importatori che introducono sostanze o miscele nel territorio europeo
  • Distributori che re-etichettano o ri-confezionano prodotti
  • Utilizzatori a valle che modificano la composizione di una miscela

Non è invece applicabile — o si applica con disposizioni speciali — a rifiuti, sostanze radioattive, medicinali per uso umano e veterinario, alimenti, mangimi, cosmetici e fitosanitari (che hanno regolamenti propri che integrano il sistema di etichettatura).

Quando il CLP conta per la tua azienda

Il CLP entra in gioco in almeno cinque situazioni pratiche:

  • Quando si produce o formula un prodotto chimico da immettere sul mercato (detergente, adesivo, vernice, solvente, lubrificante).
  • Quando si importa un prodotto chimico da paesi extra-UE e si è il primo immissore nel mercato europeo.
  • Quando si ri-etichetta un prodotto acquistato in grandi confezioni per rivenderlo in confezioni minori.
  • Quando si notifica la classificazione all’inventario C&L di ECHA (obbligatorio per i produttori/importatori di sostanze).
  • Quando si aggiorna la scheda dati di sicurezza: la sezione 2 della SDS deve rispecchiare la classificazione CLP vigente.

CLP e REACH: due regolamenti distinti ma collegati

È frequente la confusione tra CLP e REACH. Sono regolamenti distinti con oggetti diversi:

  • REACH (Reg. CE 1907/2006): registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche. Riguarda chi può produrle, usarle e in quali condizioni.
  • CLP: classificazione dei pericoli e comunicazione tramite etichette. Riguarda come si comunicano i pericoli delle sostanze.

I due sono collegati: la classificazione CLP determina i contenuti della sezione 2 della SDS (richiesta da REACH), e alcune soglie REACH (es. registrazione, autorizzazione) dipendono dalla classificazione CLP.

Domande frequenti

Cosa significa CLP?

CLP sta per Classification, Labelling and Packaging — Regolamento (CE) n. 1272/2008. Definisce le regole per classificare i pericoli di sostanze e miscele chimiche e comunicarli tramite etichette standardizzate in tutta l’UE.

A chi si applica il CLP?

A produttori, importatori, distributori e utilizzatori a valle che immettono sul mercato europeo sostanze o miscele chimiche. Non si applica a rifiuti, radioattivi, medicinali e alcune categorie speciali (cosmetici, fitosanitari, biocidi).

Qual è la differenza tra CLP e GHS?

Il GHS è il sistema internazionale ONU; il CLP è la sua trasposizione nel diritto europeo, con alcune specificità (frasi EUH, requisiti di imballaggio aggiuntivi).

CLP e REACH sono la stessa cosa?

No. REACH riguarda la gestione delle sostanze chimiche (registrazione, autorizzazione, restrizioni). CLP riguarda la classificazione dei pericoli e l’etichettatura. Sono complementari: la classificazione CLP alimenta la sezione 2 della SDS richiesta da REACH.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).