Comburente: cosa significa e perché conta

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

5 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Nel Reg. (CE) n. 1272/2008 (CLP), una sostanza o miscela comburente è quella che, pur non essendo necessariamente combustibile di per sé, può cedere ossigeno o altri ossidanti a…
  • Il pittogramma GHS03 (fiamma sopra cerchio) identifica le classi Ox.
  • Sì, il perossido di idrogeno è classificato come Ox.
  • I comburenti (classe ADR 5.1) presentano restrizioni di stivaggio e incompatibilità con materiali infiammabili.

Il termine “comburente” identifica una classe di pericolo specifica nel Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) e nel sistema GHS delle Nazioni Unite. Si tratta di una proprietà chimica con implicazioni rilevanti non solo sull’etichettatura, ma anche sul trasporto (ADR), sullo stoccaggio e sulla valutazione dei rischi di incendio e di deposito Seveso.

Questa voce di glossario fornisce la definizione normativa precisa, illustra le classi e le categorie applicabili, e spiega quando e perché questa classificazione conta nella pratica operativa di chi produce, importa o stocca prodotti chimici.

Definizione normativa

Secondo l’Allegato I, Parti 2.4, 2.13 e 2.14 del Reg. (CE) n. 1272/2008, un comburente è una sostanza o miscela che, per reazione chimica, può liberare ossigeno o un altro agente ossidante, contribuendo a innescare o sostenere la combustione di altri materiali anche in assenza di una fonte esterna di ossidante.

Le tre classi sono:

  • Gas comburenti (Ox. Gas 1): gas o miscele di gas che, a temperatura e pressione normali, cedono ossigeno e aumentano il rischio di incendio di altri materiali. Esempio: ossigeno puro, protossido di azoto.
  • Liquidi comburenti (Ox. Liq. 1-3): liquidi che per reazione con materiali combustibili possono causare o accentuare un incendio. Categorie 1 (maggior rischio) a 3 (minor rischio). Esempi: acido nitrico concentrato, perossido di idrogeno ad alta concentrazione, permanganato di potassio in soluzione.
  • Solidi comburenti (Ox. Sol. 1-3): solidi che per reazione con materiali combustibili causano o accentuano un incendio. Esempi: perclorato di potassio, nitrato di sodio, clorato di potassio.

Classi, pittogrammi e indicazioni H

Classe/Categoria Pittogramma Avvertenza Indicazione H
Ox. Gas 1 GHS03 Pericolo H270: Può provocare o aggravare un incendio; comburente.
Ox. Liq. 1 GHS03 Pericolo H271: Può provocare incendio o esplosione; molto comburente.
Ox. Liq. 2 GHS03 Pericolo H272: Può aggravare un incendio; comburente.
Ox. Liq. 3 GHS03 Attenzione H272: Può aggravare un incendio; comburente.
Ox. Sol. 1 GHS03 Pericolo H271: Può provocare incendio o esplosione; molto comburente.
Ox. Sol. 2 GHS03 Pericolo H272: Può aggravare un incendio; comburente.
Ox. Sol. 3 GHS03 Attenzione H272: Può aggravare un incendio; comburente.

Quando conta nella pratica: trasporto, stoccaggio, Seveso

La classificazione come comburente ha effetti che vanno ben oltre l’etichetta CLP. I principali ambiti di impatto sono:

  • Trasporto ADR: i comburenti rientrano nella Classe 5.1 (liquidi e solidi) o 2.2 (gas comburenti). Sono soggetti a limitazioni di cohabitazione con materiali infiammabili e a requisiti specifici per imballaggio, marcatura e documentazione di trasporto.
  • Stoccaggio e prevenzione incendi: il D.P.R. 151/2011 e le norme UNI EN impongono criteri specifici per depositi di prodotti comburenti: separazione dalle sorgenti di calore, incompatibilità con solventi e materiali organici, ventilazione adeguata.
  • Direttiva Seveso III (D.Lgs. 105/2015): molte sostanze comburenti rientrano nelle Parti 1 o 2 dell’Allegato I del D.Lgs. 105/2015 come sostanze pericolose con soglie specifiche per la notifica (soglie inferiore e superiore). Superare le soglie implica obblighi di notifica, redazione del Rapporto di Sicurezza e coinvolgimento dell’autorità competente.
  • Valutazione del rischio DVR (D.Lgs. 81/2008): la presenza di comburenti nel ciclo produttivo deve essere registrata nel documento di valutazione dei rischi, con specifiche misure di prevenzione e idonei DPI.

Esempi di sostanze comuni

Nella pratica industriale e commerciale, le seguenti sostanze richiedono la classificazione come comburenti secondo l’Allegato VI del Reg. CLP:

  • Perossido di idrogeno (H₂O₂) a concentrazioni ≥ 8%: Ox. Liq. 1, 2 o 3 secondo la concentrazione.
  • Acido nitrico concentrato (≥ 65%): Ox. Liq. 1 e anche Skin Corr. 1A.
  • Nitrato di ammonio: Ox. Sol. 3 (e potenzialmente Expl. in determinate condizioni).
  • Ipoclorito di sodio ad alta concentrazione (> 10% cloro attivo): può presentare caratteristiche ossidanti; verificare la classificazione specifica.
  • Permanganato di potassio: Ox. Sol. 1.
  • Perclorato di potassio e di ammonio: Ox. Sol. 1.

Domande frequenti

Cosa significa ‘comburente’ secondo il Regolamento CLP?

Nel Reg. (CE) n. 1272/2008 (CLP), una sostanza o miscela comburente è quella che, pur non essendo necessariamente combustibile di per sé, può cedere ossigeno o altri ossidanti a materiali combustibili, causandone o sostenendone la combustione. Le classi di pericolo sono Ox. Gas 1, Ox. Liq. 1-3, Ox. Sol. 1-3.

Quali pittogrammi CLP identificano un prodotto comburente?

Il pittogramma GHS03 (fiamma sopra cerchio) identifica le classi Ox. Gas 1, Ox. Liq. 1-3 e Ox. Sol. 1-3. L’avvertenza è ‘Pericolo’ per le categorie 1 e 2 (di liquidi e solidi), ‘Attenzione’ per la categoria 3.

Il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) è classificato come comburente?

Sì. Il perossido di idrogeno è classificato come Ox. Liq. 1 a concentrazioni ≥ 70%, come Ox. Liq. 2 tra il 50% e il 70%, e come Ox. Liq. 3 tra circa l’8% e il 60% (i limiti esatti dipendono dall’Allegato VI del Reg. CLP). A basse concentrazioni (es. 3% farmaceutico) può non essere classificato come comburente.

Un prodotto comburente può essere trasportato con altri materiali pericolosi?

I comburenti (classe ADR 5.1) presentano restrizioni di stivaggio e incompatibilità con materiali infiammabili. Nell’ADR 2023, i liquidi e i solidi comburenti sono in Classe 5.1 e non possono essere miscelati con sostanze facilmente infiammabili (Classe 3, 4.1, 4.2) nello stesso compartimento di carico senza separazione adeguata.

Lo stoccaggio di prodotti comburenti richiede autorizzazioni speciali?

Dipende dalla quantità e dalla natura del prodotto. In Italia, lo stoccaggio di sostanze comburenti in quantità superiori alle soglie del D.Lgs. 105/2015 (Seveso III) richiede la notifica o l’autorizzazione all’esercizio. Per quantità minori, si applicano comunque le norme antincendio (D.P.R. 151/2011) e le norme di sicurezza sul lavoro del D.Lgs. 81/2008.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).