Classificazione ed etichettatura CLP
Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.
In sintesi
- In assenza di dati sperimentali, la classificazione si ottiene applicando il metodo del calcolo (bridging principles e formule additività) a partire dalle concentrazioni e dalle…
- Il Regolamento CLP, allegato I, punto 1.4.2, limita a 6 il numero massimo di frasi P sull’etichetta, salvo che per ragioni di sicurezza se ne richiedano di più.
- Le dimensioni minime dell’etichetta dipendono dal volume del contenitore: fino a 3 L la superficie minima è 52 × 74 mm; da 3 a 50 L è 74 × 105 mm; da 50 a 500 L è 105 × 148 mm.
- Sì, come responsabile dell’immissione sul mercato della miscela, sei tenuto a utilizzare le classificazioni aggiornate dei componenti.
La costruzione dell’etichetta CLP per una miscela è un processo multi-step che inizia molto prima della stampa: parte dall’analisi della scheda di dati di sicurezza (SDS) di ogni componente e termina con la verifica della conformità della bozza finale ai requisiti del Regolamento (CE) n. 1272/2008. L’errore più comune è credere che la classificazione della miscela si possa ricavare semplicemente “sommando” le indicazioni di pericolo dei componenti senza applicare correttamente i criteri di calcolo.
Questa guida percorre i passaggi operativi dalla SDS del fornitore all’etichetta del prodotto finito, con particolare attenzione alle regole di bridging, ai limiti di concentrazione generici e specifici, alla selezione delle frasi P e agli obblighi aggiuntivi come UFI e chiusure di sicurezza.
Passo 1 — Raccogliere le SDS aggiornate di tutti i componenti
Prima di classificare la miscela occorre avere le SDS in versione corrente (Reg. 2020/878, 11 sezioni) di tutti i componenti presenti in concentrazione superiore alle soglie di pertinenza. La sezione rilevante per la classificazione è la sezione 2 (identificazione dei pericoli), ma è necessario incrociare anche la sezione 3 (composizione/informazioni sui componenti) per estrarre le classificazioni per singola sostanza con le relative frasi H.
Se il fornitore non ha ancora aggiornato la SDS all’ATP vigente, è responsabilità del formulatore verificare la classificazione corrente tramite:
- Tabella 3, allegato VI del Regolamento CLP (classificazioni armonizzate);
- C&L Inventory pubblicato da ECHA (classificazioni notificate dai fabbricanti);
- REACH registration dossier su ECHA per i dati di proprietà della sostanza.
Passo 2 — Applicare i criteri di classificazione per classi di pericolo fisico
Per le classi di pericolo fisico (infiammabilità liquidi, solidi, aerosol; esplosivi; gas infiammabili; liquidi e solidi piroforici; ecc.) la classificazione della miscela si basa principalmente sui dati sperimentali del prodotto finito. Quando i dati non sono disponibili, si applicano i principi di estrapolazione (bridging) descritti nell’allegato I, punto 1.1.3, del CLP:
- Diluizione: se si aggiunge un componente non pericoloso che non riduce la pericolosità, la classificazione rimane;
- Lotti di produzione: un lotto classificato può essere usato come riferimento per lotti successivi con composizione analoga;
- Concentrazione di miscele altamente pericolose: se si aumenta la concentrazione di un componente pericoloso, si può applicare una classificazione più severa per estrapolazione.
Passo 3 — Classificare i pericoli per la salute con il metodo additività
Per le classi di pericolo per la salute (tossicità acuta, irritazione cutanea, sensibilizzazione, tossicità per organi bersaglio, ecc.) la classificazione avviene per calcolo additivo quando non sono disponibili dati sulla miscela. La formula generale per la tossicità acuta è:
| Pericolo per la salute | Metodo di classificazione | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Tossicità acuta (orale/cutanea/inalatoria) | Calcolo ATE miscela da ATE componenti e concentrazioni | Allegato I, punto 3.1.3 CLP |
| Irritazione/corrosione cutanea | Additività su somma % componenti irritanti/corrosivi oltre soglia generica | Allegato I, punto 3.2.3 CLP |
| Lesioni oculari/irritazione oculare | Additività (stessa logica cute) + bridging se componente corrosivo per cute | Allegato I, punto 3.3.3 CLP |
| Sensibilizzazione respiratoria e cutanea | Presenza di sensibilizzanti oltre concentrazione generica o specifica | Allegato I, punto 3.4.3 CLP |
| Tossicità specifica organi bersaglio (STOT) | Additività su % componenti STOT con limiti generici o specifici | Allegato I, punti 3.8.3 e 3.9.3 CLP |
| Tossicità per aspirazione | Viscosità cinematica + presenza componenti idrocarburi cat. 1 oltre soglia | Allegato I, punto 3.10.3 CLP |
I limiti di concentrazione generici (GCL) sono le soglie predefinite nell’allegato I. I limiti di concentrazione specifici (SCL) per sostanze con classificazione armonizzata (allegato VI) prevalgono sui GCL e devono essere verificati caso per caso.
Passo 4 — Classificare i pericoli per l’ambiente acquatico
Per i pericoli per l’ambiente acquatico (tossicità acuta e cronica) si applica il metodo di additività basato sulle concentrazioni e sull’EqNOEC (concentrazione senza effetti per la tossicità cronica). Per la classificazione cronica bisogna distinguere tra componenti rapidamente biodegradabili e non: questo influenza il fattore M per sostanze classificate acuta cat. 1.
Passo 5 — Costruire l’etichetta: elementi obbligatori
Una volta completata la classificazione, si costruisce l’etichetta con gli elementi richiesti dall’art. 17 del CLP:
- Nome, indirizzo e numero di telefono del fornitore responsabile;
- Identificazione del prodotto (nome commerciale e/o denominazione IUPAC dei componenti rilevanti);
- Pittogrammi (se previsti dalla classificazione, in numero non superiore a 6, con regole di precedenza);
- Avvertenza: “PERICOLO” (per categorie più severe) o “ATTENZIONE”;
- Frasi di pericolo H (tutte quelle derivanti dalla classificazione, ordinate per classe);
- Frasi di precauzione P (massimo 6, salvo eccezioni di sicurezza);
- Sezione supplementare per informazioni aggiuntive non classificanti (es. contenuto di biocida);
- UFI se la miscela è pericolosa ai sensi del CLP e immessa sul mercato UE.
Passo 6 — Regole di precedenza tra pittogrammi
Quando la classificazione genera più pittogrammi, si applicano le regole di precedenza dell’art. 26 del CLP per evitare ridondanze:
- Se si usa GHS06 (teschio su tibie incrociate), GHS07 (punto esclamativo) non compare per tossicità acuta;
- Se si usa GHS05 (corrosione), GHS07 non compare per irritazione cutanea/oculare;
- Se si usa GHS08 (pericolo per la salute), GHS07 non compare per sensibilizzazione respiratoria.
Passo 7 — Chiusure di sicurezza per bambini e avvertenze tattili
L’art. 35 del CLP impone la chiusura di sicurezza per bambini per miscele classificate come:
- Tossicità acuta orale categoria 1, 2 o 3;
- Tossicità per aspirazione categoria 1;
- Miscele liquide contenenti metanolo > 3% o diclorometano > 1%.
L’art. 36 impone un’avvertenza tattile di pericolo (rilievo standardizzato, norma EN ISO 11683) per tutte le miscele classificate come pericolose e destinate al pubblico.
Passo 8 — Verifica finale e conservazione della documentazione
Prima di approvare l’etichetta è opportuno verificare:
- Corrispondenza tra classificazione nella SDS (sezione 2) e pittogrammi/frasi H/P sull’etichetta;
- Dimensioni fisiche dell’etichetta rispetto al volume del contenitore (tabella allegato I, punto 1.2);
- Lingua/e corrette per i Paesi di destinazione;
- UFI generato e notifica PCN trasmessa all’ECHA;
- Archiviazione di tutto il dossier di classificazione (dati, calcoli, SDS componenti) per almeno 10 anni.
Domande frequenti
Da dove si ricava la classificazione di una miscela se non si dispone di dati sperimentali?
Applicando il metodo del calcolo (bridging principles e formule di additività) a partire dalle concentrazioni e dalle classificazioni dei componenti, come stabilito dall’allegato I del Regolamento CLP 1272/2008. Le classificazioni dei componenti si trovano nella sezione 2 e 3 della SDS del fornitore.
Quante frasi P posso inserire sull’etichetta di una miscela?
Il Regolamento CLP, allegato I punto 1.4.2, limita a 6 il numero massimo di frasi P, salvo che per ragioni di sicurezza se ne richiedano di più. La selezione deve privilegiare le precauzioni più rilevanti per lo scenario di uso.
Come si determinano le dimensioni minime dell’etichetta e dei pittogrammi?
Le dimensioni minime dipendono dal volume del contenitore: fino a 3 L la superficie minima è 52 × 74 mm; da 3 a 50 L è 74 × 105 mm; da 50 a 500 L è 105 × 148 mm. I pittogrammi devono occupare almeno 1/15 della superficie dell’etichetta, con un minimo di 1 cm².
Se un componente è classificato nella SDS del fornitore con una versione ATP più vecchia, devo aggiornare?
Sì. Come responsabile dell’immissione sul mercato della miscela, devi utilizzare le classificazioni aggiornate dei componenti, verificandole nella C&L Inventory ECHA o nella Tabella 3 dell’allegato VI CLP se la SDS del fornitore è obsoleta.
L’etichetta deve essere nella lingua del Paese di destinazione?
Sì. L’art. 17, par. 2, del Regolamento CLP stabilisce che le informazioni sull’etichetta devono essere redatte nella/e lingua/e ufficiale/i dello Stato membro in cui la miscela è immessa sul mercato.
Rivedi l’etichettatura delle tue miscele
Dalla SDS dei componenti all’etichetta finale: verifichiamo classificazione, frasi H/P, pittogrammi, UFI e dimensioni minime per la tua miscela specifica.
Fonti ufficiali
- Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) — EUR-Lex
- Linee guida sulla classificazione e l’etichettatura — ECHA
- C&L Inventory — ECHA
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).
