Limiti di concentrazione specifici e fattori M nel CLP

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • I limiti di concentrazione specifici (Specific Concentration Limits, SCL) sono soglie di concentrazione assegnate a singole sostanze nell’Allegato VI del Reg. 1272/2008 CLP che…
  • Il fattore M (Multiplication Factor) si applica esclusivamente alle sostanze classificate come pericolose per l’ambiente acquatico acuto (categoria 1) o cronico (categoria 1).
  • Il contributo si calcola dividendo la concentrazione della sostanza nella miscela per il cut-off generico e moltiplicando per il fattore M. Se la somma di tutti i contributi…
  • Gli SCL e i fattori M armonizzati sono elencati nell’Allegato VI del Reg. 1272/2008 CLP, aggiornato dagli ATP (Adattamenti al Progresso Tecnico).

Quando si classifica una miscela pericolosa ai sensi del Reg. 1272/2008 CLP, il metodo standard prevede di confrontare la concentrazione di ogni ingrediente pericoloso con soglie fisse dette cut-off. Tuttavia, per alcune sostanze il regolamento prevede deroghe a questo schema generale: i limiti di concentrazione specifici (SCL) e i fattori M. Questi due strumenti modificano sostanzialmente il risultato della classificazione e chi non li applica correttamente rischia di classificare un prodotto come non pericoloso quando invece lo è.

Questa guida spiega in modo approfondito come funzionano SCL e fattori M, quando si applicano, dove si trovano i valori da usare e quali errori pratici si commettono durante la classificazione delle miscele.

Il sistema dei cut-off generici nel CLP: la base di partenza

La classificazione di una miscela per la quale non esistono dati sperimentali diretti si basa sul metodo dei cut-off (Allegato I, Parte 1 del Reg. 1272/2008). Il principio è semplice: se la concentrazione di un ingrediente pericoloso nella miscela supera una soglia minima (cut-off), tale ingrediente contribuisce alla classificazione della miscela in quella classe di pericolo.

I cut-off generici più frequenti sono:

  • 1% per la maggior parte delle classi di pericolo per la salute (tossicità acuta, corrosione, irritazione).
  • 0,1% per sostanze con classificazione CMR (cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione) di categoria 1A o 1B.
  • 0,1% per sostanze pericolose per l’ambiente acquatico acuto categoria 1.
  • 1% per sostanze pericolose per l’ambiente acquatico cronico categorie 2, 3, 4.

Questi valori generici si applicano salvo diversa indicazione nell’Allegato VI. Ed è qui che entrano in gioco SCL e fattori M.

Cosa sono i limiti di concentrazione specifici (SCL)

Un limite di concentrazione specifico (SCL — Specific Concentration Limit) è una soglia di concentrazione assegnata a una specifica sostanza che sostituisce il cut-off generico. L’SCL può essere più alto o più basso del cut-off generico, a seconda delle caratteristiche tossicologiche della sostanza.

Quando una sostanza ha uno SCL nell’Allegato VI CLP, questo ha priorità assoluta sul valore generico. Il formulatore non può ignorarlo o scegliere di usare il cut-off generico perché “è più comodo”.

Esempio pratico: per l’acido cloridrico (CAS 7647-01-0), classificato Skin Corr. 1A, lo SCL per la corrosione cutanea nella miscela è fissato a valori molto bassi (indicativamente 10% per cat. 1A, 0,5% per cat. 1B). Chi formula un detergente che contiene HCl non può usare il cut-off generico dell’1%: deve usare lo SCL specifico dell’acido cloridrico.

Come si trovano e si applicano gli SCL

Gli SCL armonizzati sono contenuti nella colonna “SCL” delle voci dell’Allegato VI del Reg. 1272/2008, aggiornato con tutti gli ATP pubblicati. Il percorso operativo è il seguente:

  1. Per ogni sostanza pericolosa nella miscela, consultare l’Allegato VI CLP (tabella 3.1 per la 1a lista, tabella 3.2 per la lista transitoria) cercando il numero CAS o CE.
  2. Verificare se la voce ha uno SCL nella colonna dedicata. Se presente, usarlo al posto del cut-off generico per quella classe di pericolo.
  3. Per sostanze non nell’Allegato VI, consultare il database C&L di ECHA: molti dichiaranti REACH propongono SCL autoproposti che devono essere documentati nella SDS.
  4. Se nessuno SCL è disponibile, applicare il cut-off generico.

I fattori M: solo per i pericoli ambientali acquatici

Il fattore M (Multiplication Factor) è uno strumento diverso dagli SCL, applicabile esclusivamente alle classi di pericolo per l’ambiente acquatico (Allegato I, Parte 4 CLP). Si usa per le sostanze con tossicità acquatica molto elevata, dove il cut-off generico da solo non è sufficientemente protettivo.

Il fattore M viene assegnato in base alla L(E)C50 (tossicità acuta) o alla NOEC/ECx (tossicità cronica) della sostanza:

L(E)C50 (mg/L) Fattore M acuto NOEC/ECx (mg/L) Fattore M cronico
0,1 < L(E)C50 ≤ 1 1 0,01 < NOEC ≤ 0,1 1
0,01 < L(E)C50 ≤ 0,1 10 0,001 < NOEC ≤ 0,01 10
0,001 < L(E)C50 ≤ 0,01 100 0,0001 < NOEC ≤ 0,001 100
0,0001 < L(E)C50 ≤ 0,001 1 000 0,00001 < NOEC ≤ 0,0001 1 000
L(E)C50 ≤ 0,0001 10 000 NOEC ≤ 0,00001 10 000

La formula additiva con fattori M: come si calcola

Per classificare una miscela rispetto alla tossicità acquatica acuta (categoria 1), il Reg. CLP Allegato I parte 4 prevede la formula additiva. Quando più sostanze con M > 1 sono presenti, il calcolo è:

Somma(Ci × Mi) / cut-off generico ≥ 1 → la miscela è classificata Aquatic Acute 1

Dove Ci è la concentrazione percentuale della sostanza i nella miscela e Mi è il suo fattore M. Se la somma supera 1, la miscela è Aquatic Acute 1 con H400. Esempio: una miscela contiene propiconazolo (classificato Aquatic Acute 1 con M=1) allo 0,05% e cipermetrina (classificata Aquatic Acute 1 con M=100 000) allo 0,00001%. Il contributo della cipermetrina è (0,00001 × 100 000) / 0,1 = 0,01, quello del propiconazolo è (0,05 × 1) / 0,1 = 0,5. La somma è 0,51, quindi la miscela non viene classificata Aquatic Acute 1 in questo scenario, ma modificando di poco le concentrazioni lo scenario cambia rapidamente.

SCL e fattori M negli ATP: aggiornamenti continui

Il CLP è un regolamento “vivente”: gli ATP (Adattamenti al Progresso Tecnico) aggiornano regolarmente l’Allegato VI, modificando, aggiungendo o rimuovendo SCL e fattori M. Al 2026 sono stati adottati 21 ATP. Un formulatore che usa una versione obsoleta dell’Allegato VI rischia classificazioni errate.

Le fonti da tenere sempre aggiornate sono:

  • Il testo consolidato del Reg. 1272/2008 su EUR-Lex (aggiornato ad ogni ATP).
  • Il database C&L di ECHA, che integra le classificazioni armonizzate più recenti.
  • Il portale ECHA “Classification & Labelling Inventory” per le classificazioni autoproposto dai dichiaranti.

Errori pratici comuni nella gestione di SCL e fattori M

  • Non cercare lo SCL nell’Allegato VI: molti formulatori usano solo il cut-off generico dell’1%, ignorando che per alcune sostanze lo SCL è molto inferiore.
  • Ignorare il fattore M per le sostanze acquatiche: il biossido di cloro, i piretroidi sintetici e molti principi attivi biocidi hanno fattori M elevatissimi. Un’errata applicazione porta a sottoclassificare la miscela per i pericoli ambientali.
  • Usare SCL o M autoproposti senza documentazione: se il fornitore indica nella SDS uno SCL diverso da quello dell’Allegato VI, occorre chiedere la documentazione scientifica a supporto.
  • Non applicare la formula additiva correttamente per le miscele multi-componente: il calcolo è iterativo e richiede di valutare il contributo di ogni sostanza con M > 1.
  • Non aggiornare la classificazione dopo un nuovo ATP: un ATP che abbassa lo SCL di un ingrediente può richiedere la riclassificazione della miscela e l’aggiornamento di etichetta e SDS.

Domande frequenti

Cosa sono i limiti di concentrazione specifici (SCL) nel CLP?

I limiti di concentrazione specifici sono soglie assegnate a singole sostanze nell’Allegato VI del Reg. 1272/2008 che sostituiscono i cut-off generici nella classificazione delle miscele. Hanno priorità sul valore generico e non possono essere ignorati.

Quando si applica un fattore M nel CLP?

Il fattore M si applica esclusivamente alle sostanze classificate come pericolose per l’ambiente acquatico acuto (categoria 1) o cronico (categoria 1). Moltiplica l’efficacia del cut-off nella formula additiva, abbassando la soglia effettiva di contributo alla classificazione della miscela.

Come si calcola il contributo di una sostanza con fattore M alla classificazione della miscela?

Si moltiplica la concentrazione percentuale per il fattore M e si divide per il cut-off generico (0,1% per Aquatic Acute 1). Se la somma dei contributi di tutte le sostanze con M > 1 nella miscela e’ uguale o superiore a 1, la miscela viene classificata Aquatic Acute 1.

Dove si trovano gli SCL e i fattori M assegnati alle sostanze?

Gli SCL e i fattori M armonizzati sono nell’Allegato VI del Reg. 1272/2008 CLP, aggiornato ad ogni ATP. Per le sostanze non nell’Allegato VI, consultare il database C&L di ECHA.

Un fornitore può assegnare un proprio SCL alla sostanza che vende?

Sì, ma solo se dispone di dati sperimentali a supporto e solo per sostanze non coperte da classificazione armonizzata nell’Allegato VI. Lo SCL autoproposto deve essere documentato e non puo’ essere meno protettivo del cut-off generico senza giustificazione scientifica.

Verifica che la tua classificazione di miscela applichi correttamente SCL e fattori M

Un errore nei cut-off specifici o nei fattori M puo’ rendere un’etichetta non conforme senza che il formulatore se ne accorga. Il nostro team verifica la classificazione della tua miscela dall’Allegato VI all’etichetta finale.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).