Metalli pesanti nei fertilizzanti: limiti UE

Fitosanitari e fertilizzanti

Autorizzazione e immissione sul mercato di prodotti fitosanitari e fertilizzanti.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Fitosanitari e fertilizzanti

In sintesi

  • Il Reg. UE 2019/1009 stabilisce limiti per cadmio, arsenico, piombo, cromo esavalente e altri contaminanti inorganici.
  • Il Reg. UE 2019/1009, Allegato I, fissa il limite a 60 mg Cd/kg P2O5 come valore transitorio.
  • La conformità si dimostra attraverso prove di laboratorio accreditate ISO 17025 secondo metodi EN o ISO specifici, dichiarazione di conformità del fabbricante (DoC)…
  • Sì, i materiali derivati da fanghi di depurazione (CMC 12 e 13 del Reg. 2019/1009) sono soggetti a limiti di contaminanti più severi, poiché i fanghi possono concentrare metalli…

Il Reg. UE 2019/1009 ha introdotto un quadro armonizzato per i prodotti fertilizzanti nel mercato unico europeo, ponendo per la prima volta limiti espliciti ai contaminanti inorganici — in particolare ai metalli pesanti — nelle diverse categorie di materiali componenti (CMC). Per le imprese che producono, importano o distribuiscono fertilizzanti fosfatici, il controllo del cadmio è diventato il parametro più delicato, con una traiettoria regolatoria di progressiva riduzione che richiede un presidio costante della filiera.

Questo articolo illustra i limiti vigenti per i principali metalli pesanti, la logica delle categorie CMC che determinano quale soglia si applica, i metodi di prova riconosciuti, e le implicazioni pratiche per gli operatori economici che devono apporre la marcatura CE sul prodotto finito o gestire importazioni extra-UE.

Il Reg. UE 2019/1009 e la marcatura CE dei fertilizzanti

Prima del Reg. 2019/1009, i fertilizzanti erano regolati dal vecchio Reg. CE 2003/2003, limitato ai fertilizzanti minerali di sintesi. Il nuovo regolamento, applicabile dal 16 luglio 2022, estende la marcatura CE a una gamma molto più ampia di prodotti, inclusi fertilizzanti organici, organominerali, ammendanti, correttivi, biostimolanti e miscele.

La struttura del regolamento si basa su due tabelle fondamentali:

  • Categorie funzionali di prodotto (PFC): definiscono la funzione agronomica (fertilizzante, ammendante del suolo, biostimolante, ecc.).
  • Categorie di materiali componenti (CMC): definiscono l’origine e il processo di produzione delle materie prime utilizzate.

I limiti per i contaminanti — tra cui i metalli pesanti — sono fissati nell’Allegato I, Parte II, in funzione della CMC di appartenenza. Un prodotto può rientrare in più CMC se contiene più materie prime di diversa origine.

Metalli pesanti regolamentati e limiti vigenti

Il Reg. 2019/1009 stabilisce limiti per i seguenti contaminanti inorganici. I valori si applicano al prodotto fertilizzante finito espresso sulla sostanza secca, salvo indicazione contraria per il cadmio nei fosfatici (espresso per kg di P₂O₅).

Contaminante Limite generale (mg/kg s.s.) Note specifiche
Cadmio (Cd) 1,5 mg/kg s.s. (materiali organici/organo-minerali) Fosfatici: 60 mg/kg P₂O₅ (soglia transitoria, v. sotto)
Piombo (Pb) 120 mg/kg s.s. Ridotto a 100 per alcune CMC da fanghi
Cromo esavalente (Cr VI) 2 mg/kg s.s. Rilevazione analitica distinta dal cromo totale
Mercurio (Hg) 1 mg/kg s.s.
Arsenico (As) 40 mg/kg s.s.
Nichel (Ni) 50 mg/kg s.s.
Bifenil policlorurati (PCB 7) 0,8 mg/kg s.s. Solo CMC da fanghi e digestato

Il cadmio nei fertilizzanti fosfatici: la traiettoria regolatoria

Il cadmio è il contaminante più dibattuto nel settore dei fertilizzanti fosfatici, perché le rocce fosfatiche — materia prima principale — possono contenere naturalmente concentrazioni elevate di Cd, che varia significativamente in funzione dell’origine geografica (rocce nordafricane, mediorientali o sudamericane hanno profili diversi).

Il Reg. 2019/1009 ha fissato una soglia transitoria a 60 mg Cd/kg P₂O₅ per i fertilizzanti fosfatici CE, con revisione obbligatoria entro 3 anni dall’entrata in vigore. La Commissione Europea ha il mandato di ridurre progressivamente questo valore, con target indicativi a 40 mg/kg P₂O₅ in una prima fase e 20 mg/kg P₂O₅ in una fase successiva, soggette a valutazione di impatto.

Per i produttori e importatori, questo significa che:

  • I contratti di fornitura con produttori di materie prime fosfatiche devono includere specifiche analitiche di cadmio aggiornate.
  • I lotti importati da paesi extra-UE devono essere accompagnati da certificati di analisi (CoA) accreditati.
  • La documentazione tecnica deve riflettere l’eventuale processo di decontaminazione (washing acido, processi termici) se applicato.

Categorie CMC critiche per la gestione dei metalli pesanti

Non tutte le categorie di materiali componenti hanno lo stesso profilo di rischio per i metalli pesanti. Le CMC con requisiti analitici più stringenti sono:

  • CMC 3 – Compost: il processo di compostaggio non elimina i metalli pesanti; i limiti si applicano alla materia prima di input e al prodotto finito.
  • CMC 5 – Digestato fresco di colture energetiche e CMC 6 – Digestato trasformato: la codigestione con fanghi o rifiuti industriali può aumentare il profilo di contaminazione.
  • CMC 12 – Fanghi di depurazione (trattati termicamente) e CMC 13: questi materiali sono soggetti ai limiti più restrittivi del regolamento, inclusi parametri organici (PCB, idrocarburi aromatici policiclici) oltre ai metalli pesanti.
  • CMC 1 – Prodotti inorganici primari di macronutrienti: include i superfosfati e i fosfati di roccia; qui si applica il limite specifico per il cadmio espresso per kg P₂O₅.

Metodi di prova accreditati e laboratori

Il Reg. 2019/1009 rinvia ai metodi di campionamento e analisi stabiliti da normativa tecnica armonizzata. Per i metalli pesanti, i metodi di riferimento sono:

  • EN 16174 (digestione acida) e EN 16170 (determinazione multi-elemento ICP-OES/MS) per la maggior parte dei metalli.
  • EN 15190 per il cromo esavalente, che richiede un protocollo estrattivo separato rispetto al cromo totale.
  • ISO 11466 per l’estrazione con acqua regia applicata ai suoli e ai materiali organici.

I laboratori devono essere accreditati secondo ISO/IEC 17025. In Italia, l’accreditamento è rilasciato da ACCREDIA. La scelta del laboratorio influisce sulla difendibilità del risultato in caso di contestazione da parte dell’autorità di vigilanza (ICQRF o Guardia di Finanza specializzata).

Obblighi documentali per gli operatori economici

Il Reg. 2019/1009 distingue tra fabbricante, importatore e distributore, attribuendo obblighi diversi:

  • Fabbricante: redige la documentazione tecnica, effettua la valutazione della conformità, appone la marcatura CE, firma la Dichiarazione di Conformità (DoC). Conserva la documentazione per 10 anni.
  • Importatore: verifica che il fabbricante extra-UE abbia soddisfatto tutti i requisiti. Se il fabbricante non è stabilito in UE, l’importatore risponde in prima persona. Deve conservare copia della DoC e della documentazione tecnica.
  • Distributore: verifica che la marcatura CE e la DoC siano presenti prima di immettere il prodotto sul mercato. Ha obblighi ridotti, ma risponde se cede prodotti non conformi consapevolmente.

Vigilanza di mercato e rischi per l’importatore

In Italia, la vigilanza sui prodotti fertilizzanti è affidata principalmente all’ICQRF (Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari) e, per i profili penali, alla Guardia di Finanza. I controlli possono includere:

  • Prelievo di campioni in magazzino o presso il distributore finale.
  • Verifica della documentazione tecnica e della DoC.
  • Analisi contro-campione in laboratorio di Stato.

Un fertilizzante fosfatico importato con cadmio superiore a 60 mg/kg P₂O₅ è soggetto a ritiro obbligatorio dal mercato. Se l’importatore non ha effettuato controlli analitici di accettazione, risponde anche per la mancata diligenza, indipendentemente dalla buona fede.

Domande frequenti

Quali metalli pesanti sono regolamentati dal Reg. UE 2019/1009 nei fertilizzanti?

Il Reg. UE 2019/1009 stabilisce limiti per cadmio, arsenico, piombo, cromo esavalente, mercurio, nichel e PCB (per le CMC da fanghi). Il cadmio nei fertilizzanti fosfatici è il parametro più critico, con un limite a 60 mg/kg P₂O₅ soggetto a revisione periodica al ribasso.

Qual è il limite di cadmio nei fertilizzanti fosfatici UE?

Il Reg. UE 2019/1009, Allegato I, fissa il limite a 60 mg Cd/kg P₂O₅ come valore transitorio. La Commissione Europea prevede una riduzione a 40 mg/kg P₂O₅ e poi a 20 mg/kg P₂O₅ in fasi successive, con revisione ogni tre anni.

Come si dimostra la conformità ai limiti di metalli pesanti per un fertilizzante CE?

La conformità si dimostra attraverso prove di laboratorio accreditate ISO 17025 secondo metodi EN o ISO specifici, dichiarazione di conformità del fabbricante (DoC), documentazione tecnica conservata per 10 anni e, per alcune categorie, valutazione da parte di un organismo notificato.

I fertilizzanti contenenti fanghi di depurazione hanno limiti diversi?

Sì. I materiali derivati da fanghi di depurazione (CMC 12 e 13) sono soggetti a limiti di contaminanti più severi. La categoria CMC 13 (termotrattati) ha requisiti processuali aggiuntivi che includono il monitoraggio di parametri organici oltre ai metalli pesanti.

Cosa rischia un importatore di fertilizzanti con livelli di cadmio fuori limite?

L’importatore risponde come operatore economico ai sensi del Reg. 2019/1009 ed è soggetto a ritiro obbligatorio dal mercato, sanzioni amministrative e responsabilità civile. È quindi essenziale verificare le analisi del fornitore e condurre controlli di accettazione indipendenti prima dell’immissione in commercio.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).