REACH
Registrazione, restrizioni e obblighi REACH lungo la catena di fornitura.
In sintesi
- I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche) sono una famiglia di oltre 10.000 composti sintetici caratterizzati da legami carbonio-fluoro estremamente stabili.
- Nel febbraio 2023 le autorità di Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia hanno presentato all’ECHA un dossier di proposta di restrizione universale sui PFAS ai sensi…
- I settori più esposti includono: tessile e abbigliamento tecnico (trattamenti DWR impermeabilizzanti), packaging alimentare (contenitori food-contact), schiume antincendio AFFF…
- Sì, il PFOS è vietato nell’UE dal 2009 (Reg. 850/2004 POP), il PFOA dal 2020 (stessa normativa).
I PFAS — sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche — sono diventati uno dei fronti più caldi della regolamentazione chimica europea. Dopo anni di restrizioni settoriali su singole sostanze (PFOS, PFOA, C6), nel 2023 è entrato nel vivo il processo verso una restrizione universale che coinvolgerebbe l’intera classe. Per le aziende che usano PFAS in prodotti, processi o materiali a contatto con alimenti, le implicazioni sono rilevanti e i tempi stringenti.
Questa guida illustra lo stato attuale della regolamentazione REACH sui PFAS, il perimetro della proposta di restrizione universale e quali settori industriali sono più esposti, con un’analisi delle scadenze prevedibili e delle azioni da intraprendere ora.
Cosa sono i PFAS e perché preoccupano
I PFAS (per- e polyfluoroalkyl substances) sono una famiglia di oltre 10.000 composti chimici che condividono il legame carbonio-fluoro, il più forte in chimica organica. Questa stabilità li rende estremamente persistenti nell’ambiente e nell’organismo: non si degradano spontaneamente in condizioni ambientali normali, si bioaccumulano e sono stati rilevati ovunque — da ghiacci artici a falde acquifere a sangue umano.
Sotto il profilo REACH, molti PFAS soddisfano i criteri per essere classificati come:
- PBT (persistente, bioaccumulabile, tossico) o vPvB (molto persistente, molto bioaccumulabile);
- CMR per alcuni composti specifici;
- Sostanze con proprietà di interferenza endocrina (criteri Reg. (UE) 2017/2100).
Queste caratteristiche li rendono candidati naturali all’inclusione nella Candidate List e, in prospettiva, all’Allegato XIV.
Restrizioni vigenti: cosa è già vietato
Non si tratta di un scenario futuro: alcune restrizioni sono già in vigore. Ecco il quadro normativo attuale:
| Sostanza/gruppo | Normativa | Restrizione principale | Data vigenza |
|---|---|---|---|
| PFOS e sali | Reg. (UE) 2019/1021 (POP), Allegato I | Divieto di produzione, uso, commercializzazione salvo deroghe specifiche | Dal 2009 (rivisto 2019) |
| PFOA e sali, PFOA-related | Reg. (UE) 2019/1021, Allegato I | Divieto pressoché totale; limite 2 ppb nei prodotti consumer | Dal luglio 2020 |
| PFAS a catena lunga C9-C14 acidi carbossilici | REACH Allegato XVII, voce 68 | Divieto uso in prodotti tessili, carta, schiume; limiti 25 ppb | Dal febbraio 2023 |
| PFAS nei packaging food-contact (imballi UE) | Reg. (UE) 2023/2055 | Limite combinato per tutti i PFAS nei materiali a contatto con alimenti di carta/cartone | Dal 1° gennaio 2026 (transitorio) |
La proposta di restrizione universale: il processo ECHA
Il 7 febbraio 2023, le autorità competenti di Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia (cosiddetto “consorzio dei 5 Paesi”) hanno depositato presso l’ECHA il dossier di proposta di restrizione universale ai sensi dell’art. 69 del REACH. È la proposta di restrizione chimica più ampia mai presentata nell’UE, per numero di sostanze e per ampiezza di applicazione.
Il processo previsto dall’art. 69-73 REACH si articola in:
- Consultazione pubblica (eseguita nel 2023, chiusa a settembre 2023): circa 5.600 commenti ricevuti;
- Valutazione da parte del RAC e del SEAC (Comitato di valutazione dei rischi e Comitato per l’analisi socioeconomica dell’ECHA): attesa per 2025-2026;
- Proposta formale della Commissione europea: possibile entro 2026-2027;
- Iter legislativo e adozione: con eventuali periodi transitori di 5-12 anni per gli usi per cui non esistono alternative.
Il punto chiave: la proposta non copre sostanze una alla volta, ma definisce i PFAS come classe e prevede deroghe temporanee (tipicamente da 5 a 12 anni) per usi specifici dove le alternative non sono tecnicamente o economicamente disponibili.
Settori industriali più esposti
La presenza di PFAS è trasversale a molti settori. Quelli con maggiore esposizione normativa sono:
Tessile, abbigliamento tecnico e pelletteria
I PFAS sono usati come agenti DWR (durable water repellency) nei tessuti impermeabili, abbigliamento outdoor, uniformi tecniche, tende. Le catene di fornitura globali rendono difficile il tracciamento. Il passaggio a fluorine-free DWR è già iniziato presso i brand maggiori (Gore, Sympatex), ma richiede test e validazione delle prestazioni.
Packaging alimentare e food-contact materials
I contenitori in carta oleata, cartoni per pizza, buste per microonde e involucri fast-food usano tradizionalmente PFAS come barriera contro grassi e liquidi. Il Reg. (UE) 2023/2055 ha introdotto limiti sull’intera classe per i materiali a contatto con alimenti in carta e cartone, applicabili dal 2026 con periodo transitorio per scorte preesistenti.
Schiume antincendio AFFF
Le schiume filmanti acquose (AFFF) a base di PFAS sono già soggette a restrizioni in diversi Stati membri. La proposta universale prevede una deroga per uso antincendio con ambienti controllati, ma il settore è sotto pressione per la sostituzione con schiume F3 (fluorine-free).
Semiconduttori, elettronica e fotovoltaico
I PFAS sono usati come fluidi di lavorazione, materiali di isolamento e rivestimenti antiaderenti in processi ad alta tecnologia. Il consorzio dei 5 Paesi ha riconosciuto che per questi usi le alternative sono spesso inesistenti o in fase di sviluppo: le deroghe previste sono le più lunghe (fino a 12 anni).
Dispositivi medici e farmaceutico
PTFE e altri fluoropolimeri sono usati in cateteri, tubi, valvole e packaging sterile. Anche qui le deroghe sono attese essere significative, ma le aziende dovranno documentare l’assenza di alternative e partecipare al processo di consultazione.
Cosa fare adesso: azioni concrete per le aziende
Anche se la restrizione universale non è ancora in vigore, attendere significa trovarsi impreparati. Un piano d’azione ragionevole include:
- Inventario PFAS: identificare quali composti sono usati, in quale funzione e a quale quantitativo, per ogni prodotto e processo;
- Verifica delle restrizioni già in vigore: Allegato XVII REACH, Reg. POP, limiti food-contact;
- Screening supply chain: richiedere dichiarazioni di assenza/presenza PFAS ai fornitori di materie prime, additivi, trattamenti superficiali;
- Assessment delle alternative: per gli usi più critici, avviare test con fornitori di sostituti fluorine-free prima che la pressione normativa renda il mercato delle alternative congestionato;
- Monitoraggio RAC/SEAC: le opinioni dei comitati ECHA saranno pubbliche e daranno il quadro delle deroghe ammesse.
Domande frequenti
Cosa sono i PFAS e perché sono regolamentati sotto REACH?
I PFAS sono una famiglia di oltre 10.000 composti sintetici con legami carbonio-fluoro estremamente stabili. Molti sono classificati come PBT o vPvB secondo i criteri REACH e numerosi sono già inclusi nella Candidate List come SVHC o nell’Allegato XIV come soggetti ad autorizzazione.
In cosa consiste la proposta di restrizione universale sui PFAS?
Nel febbraio 2023 le autorità di 5 Paesi UE/SEE hanno presentato all’ECHA un dossier di proposta di restrizione universale sui PFAS ai sensi dell’art. 69 REACH. La proposta mira a vietare l’intera classe con deroghe temporanee per usi critici dove non esistono alternative.
Quali settori industriali sono più esposti alla restrizione PFAS?
I settori più esposti includono: tessile e abbigliamento tecnico, packaging alimentare, schiume antincendio AFFF, coating industriali, semiconduttori e fotovoltaico, dispositivi medici e farmaceutico.
Ci sono già PFAS soggetti a restrizione vigente?
Sì. Il PFOS è vietato nell’UE dal 2009, il PFOA dal 2020. Acidi carbossilici PFAS C9-C14 sono nell’Allegato XVII REACH dal 2023. Il Reg. (UE) 2023/2055 introduce limiti nei materiali food-contact in carta/cartone dal 2026.
Come deve comportarsi un’azienda che usa PFAS nei propri processi?
Le aziende devono identificare quali PFAS usano e in quale funzione, verificare se sono già soggetti a restrizione, avviare un assessment delle alternative disponibili e monitorare l’evoluzione del dossier di restrizione universale presso l’ECHA.
Valuta l’esposizione ai PFAS nella tua filiera
Se usi PFAS in prodotti, trattamenti o imballaggi, è il momento giusto per un’analisi di conformità e un piano di transizione verso alternative. Richiedi una consulenza tecnica.
Fonti ufficiali
- ECHA — Dossier di restrizione universale PFAS (proposta 2023)
- EUR-Lex — Regolamento (UE) 2019/1021 sugli inquinanti organici persistenti (POP)
- ECHA — Allegato XVII REACH: restrizioni sulla fabbricazione, commercializzazione e uso
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).
