Punto di infiammabilità e classificazione ADR di un liquido

ADR e merci pericolose

Spedire e trasportare prodotti chimici in regola con l’ADR, senza blocchi del corriere.

8 min di letturaAggiornato il 29/05/2026ADR e merci pericolose

In sintesi

  • L’ADR 2025 riconosce due metodi normalizzati: la coppa chiusa Pensky-Martens (EN ISO 2719, usata per la maggior parte dei liquidi industriali) e la coppa chiusa Abel (EN ISO…
  • Secondo l’ADR 2025 (paragrafo 2.2.3.1.3): GI = punto di infiammabilità inferiore a 23 °C e punto di ebollizione iniziale ≤35 °C; GII = punto di infiammabilità inferiore a 23 °C e…
  • No, non rientra nella classe 3.
  • Un olio minerale con punto di infiammabilità di 40 °C rientra nella classe 3, gruppo di imballaggio III (f.p. ≥23 °C e ≤60 °C).

Il punto di infiammabilità è il parametro fisico più importante per classificare un liquido nella classe 3 dell’ADR (liquidi infiammabili) e per determinare il corrispondente gruppo di imballaggio. Un dato errato o incoerente tra scheda di sicurezza e documento di trasporto è tra le prime cause di non conformità rilevate durante le ispezioni su strada in Italia e nel resto d’Europa.

Questa guida spiega come si misura il punto di infiammabilità secondo i metodi riconosciuti dall’ADR 2025, le soglie che separano i tre gruppi di imballaggio, i casi limite più frequenti (miscele, prodotti ad alto punto di ebollizione, oli e diluenti) e il raccordo con la classificazione CLP.

Definizione di punto di infiammabilità

Il punto di infiammabilità (flash point, f.p.) è la temperatura minima, corretta a 101,3 kPa, alla quale un liquido emette vapori in quantità sufficiente da formare con l’aria una miscela infiammabile in prossimità della superficie del liquido, in presenza di una sorgente di accensione. È una proprietà intrinseca della sostanza pura o della miscela; non dipende dalle condizioni di stoccaggio o trasporto.

Non va confuso con il punto di autoaccensione (temperatura alla quale il liquido si infiamma spontaneamente senza sorgente esterna), né con il limite inferiore di esplosività (LEL). Questi ultimi due parametri non entrano direttamente nella classificazione ADR classe 3, ma sono rilevanti per la valutazione dei rischi di processo ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

Metodi di misura accettati dall’ADR 2025

Il paragrafo 2.2.3.1.4 dell’ADR 2025 specifica i metodi di prova accettati per determinare il punto di infiammabilità:

  • Coppa chiusa Pensky-Martens (EN ISO 2719): metodo di riferimento per la maggior parte dei liquidi industriali (idrocarburi, solventi, oli, vernici). La misura si effettua in coppa chiusa con fiamma di prova a intervalli regolari.
  • Coppa chiusa Abel (EN ISO 13736): usato per liquidi a bassa viscosità e alta volatilità (es. acetone, etanolo). Consente maggiore precisione per liquidi con f.p. ≤65 °C.
  • Coppa chiusa Setaflash (ASTM D3278/D3828): metodo rapido, accettato dall’ADR per screening o classificazione preliminare.

In caso di discordanza tra due metodi diversi applicati allo stesso prodotto, prevale sempre il valore più basso (più conservativo). Per le miscele, il valore sperimentale misurato sulla miscela effettiva è preferibile al calcolo teorico basato sulla regola di miscela di Le Chatelier.

Le soglie ADR per la classe 3: i tre gruppi di imballaggio

La classe 3 ADR (liquidi infiammabili) comprende tutti i liquidi con punto di infiammabilità non superiore a 60 °C, con alcune eccezioni esplicite (es. alcoli diluiti). Il paragrafo 2.2.3.1.3 dell’ADR 2025 fissa le soglie per i gruppi di imballaggio:

Gruppo imballaggio Punto infiammabilità (f.p.) Punto di ebollizione iniziale Esempio tipico
GI (alto pericolo) <23 °C ≤35 °C Etere etilico (f.p. −45 °C, eb. 34,6 °C)
GII (pericolo medio) <23 °C >35 °C Acetone (f.p. −20 °C, eb. 56,1 °C)
GIII (pericolo basso) ≥23 °C e ≤60 °C Gasolio (f.p. ~55-65 °C)

I liquidi con f.p. superiore a 60 °C non rientrano nella classe 3 ADR. Fanno eccezione i liquidi trasportati o consegnati a temperatura elevata (trasporti a caldo), che possono rientrare nell’ADR indipendentemente dal punto di infiammabilità se la temperatura di trasporto supera di oltre 15 °C il punto di infiammabilità.

Il punto di ebollizione iniziale: perché conta per il GI

La distinzione tra GI e GII dipende non solo dal f.p. ma anche dal punto di ebollizione iniziale (initial boiling point, IBP). Un liquido con f.p. inferiore a 23 °C e IBP superiore a 35 °C è classificato GII, non GI. Questa distinzione è importante perché i liquidi GI sono considerati a rischio più elevato di formazione di atmosfere esplosive anche a temperature ambiente basse, mentre quelli GII si comportano in modo più controllato in condizioni normali di temperatura.

Esempi pratici: l’acetato di etile (f.p. −4 °C, eb. 77 °C) è GII; il solfuro di carbonio (f.p. −30 °C, eb. 46 °C) è GII; il pentano (f.p. −49 °C, eb. 36 °C) è GI.

Raccordo con la classificazione CLP

Il Regolamento CLP (Reg. 1272/2008/CE) usa le stesse soglie fisiche dell’ADR per classificare i liquidi infiammabili nelle categorie 1, 2 e 3:

Categoria CLP Corrispondenza ADR Soglie f.p. e IBP
Cat. 1 (Liq. infiamm.) GI f.p. <23 °C e IBP ≤35 °C
Cat. 2 (Liq. infiamm.) GII f.p. <23 °C e IBP >35 °C
Cat. 3 (Liq. infiamm.) GIII f.p. ≥23 °C e ≤60 °C

La coerenza tra la sezione 9 della SDS (caratteristiche fisico-chimiche) e la sezione 14 (informazioni sul trasporto) è un obbligo regolamentare ai sensi del Reg. 2020/878/UE (SDS aggiornato). Se la sezione 9 riporta un f.p. di 30 °C e la sezione 14 dichiara la sostanza come non pericolosa per il trasporto, la SDS è non conforme.

Casi limite e situazioni frequenti

Alcuni scenari generano incertezza classificativa nella pratica quotidiana:

  • Miscele acqua-solvente: l’aggiunta di acqua modifica il f.p. della miscela. Una soluzione al 70% di etanolo in acqua ha un f.p. di circa 17 °C (GII), molto più alto del 100% etanolo (f.p. 13 °C). Il valore deve essere misurato sulla miscela finale.
  • Oli motore e lubrificanti: gli oli minerali standard hanno f.p. tra 180 e 220 °C, ben oltre la soglia di 60 °C: non sono classe 3. Tuttavia, gli oli usati contaminati da solventi o benzina possono avere f.p. molto abbassato e richiedere classificazione ADR.
  • Vernici e smalti: contengono spesso solventi organici a basso f.p. La classificazione ADR dipende dalla formulazione finale, non dal solvente singolo. Il produttore è tenuto a dichiarare il f.p. della vernice nella sezione 9 della SDS.
  • Prodotti con f.p. esatto a 23 °C o 60 °C: i valori soglia sono “inferiore a” (strictly less than), quindi un prodotto con f.p. misurato a esattamente 23 °C è GII (non GI) e uno con f.p. esatto a 60 °C non rientra nella classe 3.

Quantità limitate (LQ) e imballaggi per classe 3

I regimi semplificati disponibili per la classe 3:

  • GI: LQ = 0 (non applicabile). EQ = E0.
  • GII: LQ = 1 litro (codice LQ4). EQ = E2.
  • GIII: LQ = 5 litri (codice LQ7). EQ = E1 (max 1 ml/g per imballaggio interno, 500 ml per collo esterno).

I GI (es. etere etilico, disolfuro di carbonio) non beneficiano né di LQ né di EQ e richiedono sempre il regime ADR completo con imballaggio omologato, etichetta di pericolo (rombo rosso Classe 3) e pannelli arancioni sul veicolo.

Domande frequenti

Come si misura il punto di infiammabilità per l’ADR?

L’ADR 2025 riconosce due metodi normalizzati principali: la coppa chiusa Pensky-Martens (EN ISO 2719, usata per la maggior parte dei liquidi industriali) e la coppa chiusa Abel (EN ISO 13736, usata per liquidi con viscosità bassa). Il valore si esprime in gradi Celsius a pressione standard di 101,3 kPa. In caso di discordanza tra metodi, prevale sempre il valore misurato con la coppa chiusa.

Quali sono le soglie di punto di infiammabilità per i tre gruppi di imballaggio della classe 3?

Secondo l’ADR 2025 (paragrafo 2.2.3.1.3): GI = punto di infiammabilità inferiore a 23 °C e punto di ebollizione iniziale ≤35 °C; GII = punto di infiammabilità inferiore a 23 °C e punto di ebollizione iniziale >35 °C; GIII = punto di infiammabilità ≥23 °C e ≤60 °C.

Un liquido con punto di infiammabilità di 62 °C è ADR?

No, non rientra nella classe 3. La classe 3 ADR copre liquidi infiammabili con punto di infiammabilità fino a 60 °C (incluso). Un liquido con punto di infiammabilità >60 °C non è classificato come merce pericolosa per il trasporto ADR, salvo che presenti altri pericoli (es. classe 6.1 tossico o classe 8 corrosivo). Alcuni prodotti con f.p. >60 °C possono essere trasportati a temperatura elevata e rientrare comunque nell’ADR.

Come si classifica un olio minerale con punto di infiammabilità di 40 °C?

Un olio minerale con punto di infiammabilità di 40 °C rientra nella classe 3, gruppo di imballaggio III (f.p. ≥23 °C e ≤60 °C). La designazione tipica è UN1270 PETROLIO (o OLIO MINERALE), 3, III, (D/E). Può beneficiare del regime LQ (5 litri per imballaggio interno) e, per quantità molto ridotte, del regime EQ (E1).

Cosa succede se il dato di punto di infiammabilità sulla SDS non coincide con i valori ADR dichiarati?

La scheda di sicurezza riporta il punto di infiammabilità misurato in laboratorio, che dovrebbe corrispondere alla base della classificazione ADR. Se c’è discordanza, il valore sperimentale misurato con metodo normalizzato prevale sul dato storico o stimato. Occorre aggiornare la classificazione ADR (sezione 14 della SDS) usando il valore reale. La mancata coerenza espone il mittente a sanzioni in caso di ispezione.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).