REACH revision 2025-2026: le modifiche in arrivo da conoscere

REACH

Registrazione, restrizioni e obblighi REACH lungo la catena di fornitura.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026REACH

In sintesi

  • La revisione del Reg. (CE) 1907/2006 (REACH) è un processo legislativo avviato dalla Commissione europea nell’ambito della Strategia per la sostenibilità dei prodotti chimici…
  • La revisione prevede una semplificazione amministrativa per le PMI, una revisione delle soglie di tonnellaggio, e l’integrazione di requisiti di valutazione dei rischi più…
  • Il concetto di ‘essential use’ (uso essenziale) mira a limitare le deroghe alla restrizione delle sostanze pericolose solo ai casi in cui l’utilizzo sia indispensabile per la…
  • La restrizione universale delle PFAS (perfluoroalchil e polifluoroalchil) proposta da cinque autorità nazionali nel 2023 è in corso di valutazione ECHA.

Il Regolamento (CE) 1907/2006 REACH ha compiuto quasi vent’anni e la Commissione europea sta lavorando a una revisione sostanziale nell’ambito della Chemicals Strategy for Sustainability (CSS). Per le aziende che fabbricano, importano o usano sostanze chimiche, capire cosa sta cambiando — anche se i testi definitivi non sono ancora disponibili — è fondamentale per pianificare per tempo investimenti e adeguamenti.

Questa guida raccoglie le principali direzioni di modifica emerse dai documenti ufficiali della Commissione, dai pareri ECHA e dai processi di consultazione pubblica, distinguendo ciò che è già definito da ciò che è ancora in discussione.

Il contesto: perché si rivede il REACH

Il REACH è stato progettato per un sistema chimico industriale del 2006. Nel frattempo sono emerse nuove classi di sostanze preoccupanti (PFAS, nanomateriali, polimeri), è cresciuta la complessità delle catene di fornitura globali, e la ricerca tossicologica ha affinato la comprensione degli effetti combinati e delle esposizioni a bassa dose. La Commissione europea ha identificato quattro obiettivi principali della revisione:

  • semplificare e accelerare l’identificazione e la gestione delle sostanze più pericolose;
  • estendere la copertura a classi di sostanze attualmente escluse o trattate in modo insufficiente;
  • ridurre gli oneri amministrativi per le PMI;
  • rafforzare la coerenza con altri atti legislativi (CLP, SUP, Regolamento sui materiali a contatto, ESPR).

Generic approach to risk management (gARM)

Uno dei concetti più dirompenti nella revisione è il cosiddetto generic approach to risk management: la proposta di applicare restrizioni standardizzate (es. divieto d’uso nei prodotti di consumo, limiti nelle acque reflue) a intere categorie di sostanze con profili di pericolo simili, senza dover condurre singole valutazioni sostanza per sostanza.

Questo approccio accelera il percorso dalla classificazione alla restrizione, ma può colpire sostanze per le quali non esiste alternativa praticabile a breve termine. Per le aziende che usano sostanze CMR (cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione) o PBT nei loro processi, il gARM richiede un monitoraggio attivo della pipeline di restrizione ECHA.

Polimeri e nanomateriali: le lacune che la revisione vuole colmare

L’attuale REACH esclude i polimeri dagli obblighi di registrazione, a meno che non siano classificati come pericolosi o rilascino monomeri pericolosi. La revisione prevede l’introduzione di un regime di registrazione progressivo per i polimeri — già indicato nell’art. 138(2) REACH ma mai attuato — con priorità per le microplastiche e i polimeri solubili o degradabili.

Per i nanomateriali, le linee guida ECHA esistenti potrebbero diventare requisiti formali, con l’obbligo di caratterizzazione fisico-chimica aggiuntiva nei dossier di registrazione. Le aziende che usano nanotitanio, nanoargento o nanotubi di carbonio dovranno probabilmente aggiornare i propri dossier.

Essential use: quando le deroghe alle restrizioni si restringono

Il principio di essential use (uso essenziale) è già presente nel Regolamento sugli ODS e nel Protocollo di Montreal. La sua estensione al REACH significherebbe che una deroga a una restrizione non sarebbe più concessa sulla base della fattibilità tecnica ed economica generica, ma solo se:

  • l’uso è necessario per la salute, la sicurezza o il funzionamento della società;
  • non esistono alternative tecnicamente ed economicamente praticabili;
  • l’esposizione è ridotta al minimo possibile.

Questo cambio di paradigma è particolarmente rilevante per chi usa sostanze con restrizioni in vigore o in iter — ad esempio nel settore delle vernici, degli adesivi industriali o dei formulati per la protezione delle piante.

PFAS: la restrizione universale in corso di valutazione

Nel febbraio 2023, le autorità di cinque Paesi (Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia) hanno presentato all’ECHA una proposta di restrizione universale per oltre 10.000 sostanze PFAS. È la proposta di restrizione più ampia nella storia del REACH. Lo stato attuale è:

Fase del processo Stato (2025)
Presentazione dossier ai sensi Allegato XV Completata (febbraio 2023)
Consultazione pubblica ECHA Completata (settembre 2023)
Pareri ECHA (RAC + SEAC) In corso
Proposta alla Commissione europea Attesa 2025-2026
Entrata in vigore (eventuale) Con periodo transitorio pluriennale

I settori più esposti includono: imballaggi alimentari (coating idrorepellente), tessile funzionale, firefighting foams, semiconduttori ed elettronica, rivestimenti industriali. Le aziende interessate dovrebbero già oggi mappare i propri usi di PFAS e avviare la ricerca di alternative.

Semplificazione per le PMI: cosa potrebbe cambiare

La revisione include un pilastro specifico di riduzione degli oneri per le piccole e medie imprese. Tra le misure allo studio:

  • soglie di tonnellaggio più elevate per i requisiti informativi minimi (possibile innalzamento da 1 t/a a 10 t/a per alcune classi di dati);
  • semplificazione della partecipazione ai SIEF (Substance Information Exchange Forum) per i co-registranti con volumi bassi;
  • supporto rafforzato da parte dell’ECHA (helpdesk, strumenti digitali);
  • allineamento delle tempistiche di rinnovo dei dossier con i cicli di pianificazione aziendale.

Tuttavia, la semplificazione per le PMI è bilanciata da un aumento generale dei requisiti tecnici per le sostanze più pericolose, quindi il bilancio complessivo non è necessariamente di minor carico per tutti.

Integrazione con altri regolamenti: la “visione d’insieme”

Un obiettivo esplicito della revisione REACH è migliorare la coerenza con:

  • CLP: armonizzare più rapidamente le classificazioni armonizzate (voce di allegato VI) con le nuove classificazioni hazard emergenti;
  • Ecodesign Regulation (ESPR): evitare sostanze di preoccupazione nei prodotti durante la fase di progettazione, non solo gestirle ex post;
  • Regolamento sui materiali a contatto con alimenti: estendere la copertura REACH alle sostanze usate in imballaggi e utensili;
  • Direttiva acque: allineare le liste di priorità delle sostanze nelle acque di scarico con le restrizioni REACH.

Tempistiche realistiche e cosa fare adesso

La proposta formale di revisione del testo REACH è attesa nel 2025. Il processo legislativo europeo (codecisione Parlamento + Consiglio) richiede tipicamente 2-4 anni, quindi l’entrata in vigore del “nuovo REACH” non è probabile prima del 2027-2028. Tuttavia, alcune misure — come le restrizioni PFAS — possono procedere in parallelo come atti delegati ai sensi dell’attuale testo.

Cosa fare adesso:

  • Iscriversi alle newsletter ECHA per seguire lo stato delle restrizioni in corso (Annex XV dossiers).
  • Mappare le sostanze PFAS presenti nei propri prodotti e processi.
  • Verificare se le proprie sostanze registrate sono soggette a processi di CoRAP (Community Rolling Action Plan) o a valutazione SVHC.
  • Coinvolgere il fornitore di servizi di conformità nella pianificazione pluriennale.

Domande frequenti

Cos’è la revisione REACH e quando entrerà in vigore?

La revisione del Reg. (CE) 1907/2006 (REACH) è un processo legislativo avviato dalla Commissione europea nell’ambito della Strategia per la sostenibilità dei prodotti chimici (CSS). La proposta formale di revisione è attesa nel corso del 2025-2026 e il processo normativo richiederà diversi anni prima dell’entrata in vigore definitiva.

Come cambierà la registrazione REACH con la revisione?

La revisione prevede una semplificazione amministrativa per le PMI, una revisione delle soglie di tonnellaggio, e l’integrazione di requisiti di valutazione dei rischi più aggiornati. Il concetto di ‘generic approach to risk management’ potrebbe ampliare le restrizioni preventive sulle sostanze più preoccupanti.

Cosa sono le sostanze essenziali e come incidono sulla revisione REACH?

Il concetto di ‘essential use’ (uso essenziale) mira a limitare le deroghe alla restrizione delle sostanze pericolose solo ai casi in cui l’utilizzo sia indispensabile per la società e non vi siano alternative praticabili. Questo principio potrebbe restringere le esenzioni attualmente disponibili per alcuni settori industriali.

Come cambia il trattamento delle PFAS nel REACH aggiornato?

La restrizione universale delle PFAS proposta da cinque autorità nazionali nel 2023 è in corso di valutazione ECHA. Se adottata, sarebbe una delle restrizioni più estese nella storia REACH, con impatto trasversale su settori come imballaggi alimentari, tessili, firefighting foams ed elettronica.

Un’azienda che ha già registrato le proprie sostanze deve rifare il dossier?

Non necessariamente dalla zero, ma è probabile che le aziende debbano aggiornare i dossier di registrazione per soddisfare i nuovi requisiti informativi. In particolare, potranno essere richiesti dati aggiuntivi su miscele, nanomateriali e polimeri.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).