Rifiuto pericoloso: cosa significa e perché conta

Rifiuti e RENTRI

Classificare, depositare e tracciare i rifiuti chimici evitando sanzioni.

5 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Rifiuti e RENTRI

In sintesi

  • Un rifiuto pericoloso è un rifiuto che presenta una o più caratteristiche di pericolo HP1-HP15 definite nell’Allegato III alla Direttiva 2008/98/CE e nel Reg. (UE) 1357/2014…
  • L’asterisco (*) accanto a un codice CER indica che il rifiuto è classificato come pericoloso nell’Elenco europeo dei rifiuti.
  • Le caratteristiche HP sono 15 (HP1-HP15).
  • Chi produce rifiuti pericolosi deve: tenere un registro di carico e scarico separato per tipologia, compilare il formulario di identificazione (FIR) per ogni trasporto, rispettare…

La distinzione tra rifiuto pericoloso e rifiuto non pericoloso è il discrimine che determina quasi tutta la differenza negli obblighi documentali, nei costi di smaltimento e nelle responsabilità legali del produttore. Classificare erroneamente un rifiuto pericoloso come non pericoloso è uno degli illeciti ambientali più frequentemente contestati in sede di ispezione.

Questa voce del glossario chiarisce la definizione normativa di rifiuto pericoloso, il significato dell’asterisco CER, le 15 caratteristiche HP che determinano la pericolosità e gli obblighi specifici che ne derivano per il produttore.

Definizione normativa

L’art. 183, comma 1, lettera b) del D.Lgs. 152/2006 definisce il rifiuto pericoloso come un rifiuto classificato pericoloso dalla Direttiva 2008/98/CE e dai suoi allegati. In pratica, un rifiuto è pericoloso quando:

  • il codice CER assegnato reca un asterisco (*) nell’Elenco europeo dei rifiuti (Decisione 2014/955/UE), oppure
  • anche in assenza di voce con asterisco, il rifiuto presenta una o più delle 15 caratteristiche di pericolo HP definite nell’Allegato III alla Direttiva 2008/98/CE e specificate nel Reg. (UE) 1357/2014.

L’asterisco CER: voci assolute e voci a specchio

All’interno del catalogo CER esistono due tipi di voci pericolose:

  • Voci assolute: il codice CER esiste solo con asterisco. Questi rifiuti sono pericolosi per definizione, indipendentemente dalla composizione chimica effettiva. Non esiste una voce equivalente senza asterisco. Esempio: 06 07 01* (rifiuti contenenti asbesto da elettrolisi).
  • Voci a specchio: il codice esiste in due versioni — con asterisco (pericoloso) e senza asterisco (non pericoloso). Il produttore deve valutare le caratteristiche HP per scegliere la voce corretta. Esempio: 07 01 01* (acque di lavaggio e soluzioni madri acquose) vs 07 01 02 (acque di lavaggio e soluzioni madri acquose, diverse da quelle dell’01*).

Per le voci a specchio, classificare automaticamente come non pericoloso senza una valutazione HP documentata costituisce una non conformità rilevante.

Le 15 caratteristiche di pericolo HP

Il Reg. (UE) 1357/2014 definisce le soglie e i metodi per valutare le caratteristiche HP. La tabella seguente riporta quelle più rilevanti per i rifiuti chimici:

Codice HP Denominazione Tipici rifiuti chimici coinvolti
HP3 Infiammabile Solventi, vernici, adesivi, carburanti esausti
HP4 Irritante (occhi/pelle) Acidi/basi diluiti, detergenti industriali
HP5 Tossicità spec. organo bersaglio (STOT) Residui con solventi aromatici, glicoli
HP6 Tossicità acuta Pesticidi, biocidi, prodotti fitosanitari
HP7 Cancerogeno Residui con cromo VI, benzene, formaldeide
HP8 Corrosivo Acidi concentrati, basi concentrate (pH <2 o >11,5)
HP10 Tossico per la riproduzione Residui con ftalati, bisfenolo A, solventi clorurati
HP13 Sensibilizzante Isocianati, resine epossidiche non reagite
HP14 Ecotossico Metalli pesanti, biocidi, fitosanitari
HP15 Capace di produrre sost. pericolosa dopo smaltimento Rifiuti contenenti precursori di diossine/furani

Gli obblighi specifici per i rifiuti pericolosi

La classificazione come pericoloso comporta obblighi aggiuntivi rispetto ai rifiuti non pericolosi:

  • Registro di carico e scarico: deve essere tenuto separatamente per tipologia di rifiuto pericoloso, con annotazioni entro 10 giorni lavorativi dalla produzione (art. 190 TUA).
  • Formulario di identificazione rifiuto (FIR): obbligatorio per ogni trasporto di rifiuto pericoloso su strada, compilato in quattro esemplari (art. 193 TUA).
  • Divieto di miscelazione: l’art. 187 TUA vieta tassativamente la miscelazione di rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi o con rifiuti pericolosi aventi caratteristiche HP diverse, salvo autorizzazione specifica dell’autorità competente.
  • Deposito temporaneo limitato: massimo 3 mesi dalla prima produzione o 10 m³ di volume, senza possibilità di estendere a 12 mesi.
  • RENTRI: iscrizione obbligatoria per i produttori sopra le soglie dimensionali previste dal D.M. 4 agosto 2022.
  • Trasportatori e smaltitori autorizzati: i rifiuti pericolosi devono essere affidati esclusivamente a soggetti in possesso di autorizzazione specifica per quella categoria di rifiuto pericoloso.

Come dimostrare che un rifiuto non è pericoloso

Nel caso di voci a specchio, il produttore che intende classificare il rifiuto come non pericoloso deve poter dimostrare l’assenza di caratteristiche HP con una documentazione tecnicamente solida: analisi di composizione, confronto con le soglie Reg. (UE) 1357/2014, dichiarazioni sui reagenti e materie prime utilizzate. In caso di composizione variabile o incerta, si applica il principio di precauzione: si classifica come pericoloso finché l’analisi non prova il contrario.

Domande frequenti

Cos’è un rifiuto pericoloso secondo la legge italiana?

Un rifiuto che presenta una o più caratteristiche HP1-HP15 (Reg. UE 1357/2014) oppure identificato con codice CER asteriscato nell’Elenco europeo dei rifiuti (Dec. 2014/955/UE). La pericolosità determina obblighi documentali più stringenti rispetto ai rifiuti non pericolosi.

Cosa significa l’asterisco nel codice CER?

Indica che il rifiuto è classificato pericoloso nell’Elenco CER. Per le voci assolute (solo asterisco) la pericolosità è fissa; per le voci a specchio (coppia con/senza asterisco) il produttore deve valutare le caratteristiche HP.

Quante caratteristiche HP esistono e quali sono le più comuni nei rifiuti chimici?

Le caratteristiche HP sono 15 (HP1-HP15). Per i rifiuti chimici le più frequenti sono HP3 (infiammabile), HP6 (tossicità acuta), HP8 (corrosivo), HP14 (ecotossico). La valutazione si basa sulla composizione e sulle soglie del Reg. (UE) 1357/2014.

Quali obblighi aggiuntivi comporta la produzione di rifiuti pericolosi?

Registro di carico/scarico separato, FIR per ogni trasporto, divieto di miscelazione (art. 187 TUA), deposito temporaneo max 3 mesi/10 m³, iscrizione RENTRI se sopra soglia, uso di trasportatori e smaltitori autorizzati per quella specifica categoria HP.

Come si dimostra che un rifiuto non è pericoloso?

Tramite fascicolo di classificazione con analisi di composizione e confronto con le soglie HP del Reg. (UE) 1357/2014. In caso di composizione incerta, si applica il principio di precauzione e si classifica come pericoloso fino a prova contraria.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).