SDS in inglese dal fornitore: posso usarla per vendere in Italia?

Schede dati di sicurezza

Redigere, aggiornare e gestire le SDS dei tuoi prodotti chimici a norma di legge.

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Schede dati di sicurezza

In sintesi

  • No, l’art. 31 par. 5 del Reg. REACH stabilisce che la SDS deve essere redatta nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui la sostanza o miscela è immessa sul mercato.
  • Il soggetto che immette il prodotto sul mercato italiano — importatore, distributore con marchio proprio o rivenditore — è responsabile di garantire che la SDS sia disponibile in…
  • No, la normativa non impone una specifica metodologia di traduzione, ma richiede accuratezza tecnica. Una traduzione automatica non verificata da un esperto non garantisce la…
  • Sì, se il prodotto non viene modificato nella sua composizione o classificazione.

Importare un prodotto chimico dall’estero e iniziare a venderlo in Italia con la SDS in inglese del fornitore originale è una prassi diffusa, soprattutto nelle PMI che lavorano con fornitori di paesi extra-UE o con grandi gruppi multinazionali che non producono documenti localizzati. Ma questa prassi non è conforme alla normativa europea.

Questa guida chiarisce cosa dice il Regolamento REACH sulla lingua della SDS, chi è responsabile della traduzione, quali errori si commettono più spesso e cosa fare in concreto per mettersi in regola prima di una consegna o di un’ispezione.

Il quadro normativo: art. 31 par. 5 REACH

Il Regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) stabilisce all’articolo 31, paragrafo 5:

«La scheda di dati di sicurezza è redatta nella lingua ufficiale dello Stato membro o degli Stati membri nei quali la sostanza o la miscela viene immessa sul mercato, a meno che lo Stato membro interessato non prescriva altrimenti.»

Il principio è inequivocabile: la lingua non è una formalità ma un requisito sostanziale. Per il mercato italiano, la SDS deve essere in italiano. Non ci sono deroghe per dimensioni dell’azienda, volume delle forniture o nazionalità del fornitore originario.

Chi è il soggetto obbligato alla traduzione

Nella catena di approvvigionamento, l’obbligo di fornire la SDS nella lingua corretta ricade su chi immette il prodotto sul mercato italiano. Questo può essere:

  • l’importatore che introduce il prodotto nel territorio UE da un paese terzo;
  • il distributore con marchio proprio che ridistribuisce un prodotto acquistato da un produttore estero;
  • il rivenditore che acquista da un fornitore europeo che ha già la SDS in italiano (in questo caso il rivenditore può trasmetterla direttamente).

Il fatto che il produttore originale sia un’azienda estera non sposta la responsabilità: il soggetto che commercializza in Italia non può addurre come giustificazione che il fornitore a monte ha fornito solo la versione inglese.

Tabella: responsabilità per la lingua della SDS nella catena di fornitura

Ruolo nella catena Fornitore originale SDS già in italiano? Obbligo di traduzione
Importatore da paese extra-UE Produttore estero (non-UE) No (solo in EN/DE/FR) Sì, a carico dell’importatore
Distributore UE con marchio proprio Produttore UE No (solo in EN) Sì, a carico del distributore
Rivenditore italiano Distributore/produttore italiano No, può trasmettere quella ricevuta
Rivenditore italiano Fornitore europeo con SDS solo in EN No Sì, il rivenditore deve procurarsi o redigere la versione IT

Cosa fare con la SDS in inglese ricevuta dal fornitore

Quando si riceve una SDS in lingua straniera e si deve vendere il prodotto in Italia, ci sono tre opzioni pratiche:

  1. Richiedere al fornitore la versione italiana: se il fornitore commercializza anche in Italia, ha già la versione localizzata. È la soluzione più semplice, ma non sempre disponibile per fornitori extra-UE;
  2. Far redigere una SDS propria: se si ha piena conoscenza della composizione del prodotto (es. si è anche il formulatore), si può redigere la SDS ex novo. Richiede competenze tecniche specifiche;
  3. Tradurre la SDS del fornitore: traduzione fedele realizzata da persona competente in chimica e normativa REACH/CLP. Non è richiesta una figura professionale specifica, ma la responsabilità della qualità della traduzione ricade su chi la produce.

La traduzione fedele: cosa può e non può cambiare

Una traduzione della SDS del fornitore consente modifiche limitate. Nella sezione 1 è necessario aggiornare il nome e i dati di contatto del distributore italiano come soggetto di contatto per lo Stato membro. Il resto del contenuto tecnico — classificazione, frasi H/P, dati tossicologici — non può essere modificato senza avere i dati originali su cui basarsi.

Se il prodotto viene riconfezionato (cambio di formato, di miscela, di concentrazione), la SDS tradotta non è sufficiente: occorre una nuova SDS propria che rifletta le caratteristiche del prodotto nel formato commercializzato.

Errori tipici nei processi di traduzione

  • Traduzione automatica non revisionata che produce terminologia non standard per le frasi H/P (le frasi H hanno una formulazione italiana ufficiale stabilita dal CLP e non possono essere parafrasate liberamente);
  • Mancato aggiornamento dei dati del distributore italiano nella sezione 1;
  • Omissione di informazioni presenti nella versione originale, ritenute «non rilevanti»;
  • Trasmissione della versione inglese con una nota allegata che dice «traduzione in corso» — non è conforme;
  • Aggiornamento della versione tradotta in ritardo rispetto all’aggiornamento della versione originale dal fornitore.

Implicazioni pratiche per e-commerce e vendita online B2B

Per le piattaforme e-commerce che vendono prodotti chimici a clienti professionali italiani, la SDS italiana deve essere disponibile prima della conclusione dell’ordine o al massimo al momento della spedizione. La pubblicazione di una SDS in inglese nella scheda prodotto non soddisfa l’obbligo, indipendentemente dalla nazionalità del cliente che la scarica. Alcune piattaforme hanno adottato la prassi di rendere disponibile la SDS italiana come documento scaricabile direttamente nella scheda prodotto, che è una buona pratica anche dal punto di vista SEO e di trust commerciale.

Domande frequenti

Posso consegnare ai miei clienti italiani la SDS in inglese ricevuta dal fornitore estero?

No. L’art. 31 par. 5 del Reg. REACH stabilisce che la SDS deve essere redatta nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui la sostanza o miscela è immessa sul mercato. Per il mercato italiano, la SDS deve essere in italiano. Fornire una SDS in inglese non è conforme e non scarica la responsabilità sul fornitore originario.

Chi è responsabile della traduzione della SDS?

Il soggetto che immette il prodotto sul mercato italiano — importatore, distributore con marchio proprio o rivenditore — è responsabile di garantire che la SDS sia disponibile in italiano. Non è sufficiente dichiarare che la SDS originale è dell’azienda madre estera.

Una traduzione automatica (es. Google Translate) della SDS è accettabile?

No. La normativa non impone una specifica metodologia di traduzione, ma richiede accuratezza tecnica. Una traduzione automatica non verificata da un esperto non garantisce la correttezza dei termini tecnici. Errori in questi punti possono causare malintesi gravi e aggravare la responsabilità del fornitore in caso di incidente.

Posso tradurre la SDS del fornitore senza modificarne il contenuto?

Sì, se il prodotto non viene modificato nella sua composizione o classificazione. La traduzione fedele è il caso più semplice: si riportano le stesse informazioni nella lingua di destinazione, aggiornando il nome e i dati del distributore italiano nella sezione 1.

Cosa succede se viene trovata una SDS solo in inglese durante un’ispezione?

L’assenza della SDS in italiano è una non conformità contestabile in sede di ispezione da parte di ASL, ARPA o autorità doganali. Può portare a prescrizioni formali, sospensione della commercializzazione e, in caso di incidente, aggravamento della posizione del responsabile.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).