Schede dati di sicurezza
Redigere, aggiornare e gestire le SDS dei tuoi prodotti chimici a norma di legge.
In sintesi
- Per la SDS di una miscela sono necessari: le SDS aggiornate di tutti gli ingredienti pericolosi, le concentrazioni effettive o gli intervalli di concentrazione, i dati…
- No, non sempre, il Reg. 2020/878 distingue tra ingredienti obbligatori in sezione 3.2 (sostanze pericolose classificate sopra le soglie CLP e sostanze con OEL) e ingredienti non…
- Quando non esistono dati di test sulla miscela nel suo insieme, il Reg. 1272/2008 (CLP) prevede metodi bridging: uso dei dati di miscele simili testate, diluizione…
- Le fonti principali sono: il database delle sostanze registrate ECHA (dossier di registrazione pubblici), le SDS dei fornitori degli ingredienti, il Classificazioni e…
Redigere la scheda dati di sicurezza per una miscela è più complesso che per una sostanza pura: i dati non sono centralizzati in un unico dossier REACH ma vanno raccolti da più fonti, verificati, e usati per classificare un prodotto che spesso non è mai stato testato nel suo insieme. Il rischio concreto è costruire una SDS su dati incompleti o obsoleti, esponendosi a rilievi o, peggio, a incidenti.
Questa guida illustra quali dati sono necessari sezione per sezione, dove trovarli, come gestire le lacune informative e quali errori evitare quando si documenta una miscela ai sensi del Regolamento (CE) n. 1907/2006 e del Reg. (UE) 2020/878.
Definizione di miscela ai fini SDS
Ai sensi del Reg. REACH, una miscela è “una soluzione o miscela composta di due o più sostanze”. La distinzione rispetto alla sostanza ha implicazioni dirette sulla raccolta dei dati: mentre per una sostanza pura si dispone (idealmente) di un dossier di registrazione ECHA con tutti i dati fisico-chimici e tossicologici, per la miscela il compilatore deve costruire il quadro aggregando informazioni da fonti diverse.
La classificazione della miscela segue le regole del Reg. 1272/2008 (CLP), che prevede una gerarchia di metodi: prima i dati di test sulla miscela nel suo insieme, poi i principi bridging, infine il calcolo additivo basato sulle concentrazioni degli ingredienti.
Dati obbligatori per la sezione 3.2: composizione
La sezione 3.2 è il nucleo della SDS per miscele e deve indicare le sostanze che determinano la classificazione come pericolosa. Il Reg. 2020/878 richiede di indicare:
- Il nome chimico (IUPAC o altro nome accettato dalla nomenclatura ECHA);
- Il numero CAS, il numero CE e il numero di registrazione REACH, ove disponibili;
- La classificazione CLP della sostanza con indicazione delle frasi H pertinenti;
- La concentrazione o l’intervallo di concentrazione nella miscela;
- Le note del Reg. 1272/2008 applicabili alla sostanza.
Non tutti gli ingredienti devono essere dichiarati: l’obbligo riguarda le sostanze classificate come pericolose che superano i limiti generici di concentrazione (GCL) stabiliti dall’Allegato I del Reg. 1272/2008, nonché le sostanze con valori limite di esposizione occupazionale (OEL) anche se non classificate come pericolose.
Fonti per i dati degli ingredienti
Una SDS di miscela affidabile si costruisce su dati verificabili. Le principali fonti, in ordine di affidabilità:
| Fonte | Tipo di dato disponibile | Note |
|---|---|---|
| Dossier ECHA (dissemination.echa.europa.eu) | Dati fisico-chimici, tossicologici, ecotossicologici, DNEL, PNEC | Fonte primaria per sostanze registrate REACH; dati verificati |
| SDS del fornitore dell’ingrediente | Classificazione CLP, OEL, dati di stoccaggio | Accettabile se aggiornata al Reg. 2020/878; verificare la data |
| Allegato VI Reg. 1272/2008 | Classificazione armonizzata (CLH) obbligatoria | Prevale su classificazioni auto-attribuite; aggiornare all’ATP più recente |
| Banca dati C&L ECHA | Classificazioni notificate (non armonizzate) | Utile per sostanze senza CLH; verificare la coerenza tra le notifiche |
| PubChem / NIST WebBook | Dati fisico-chimici (punto di ebollizione, pressione di vapore, ecc.) | Utile per verificare dati di terze parti; non sostituisce la registrazione REACH |
| ICSC (ILO) | Schede di sicurezza sintetiche per sostanze comuni | Fonte integrativa; non sempre aggiornata agli ultimi ATP CLP |
Come classificare una miscela senza dati di test
La maggior parte delle miscele industriali non viene testata nel suo insieme. Il Reg. 1272/2008 prevede una procedura a cascata:
- Dati di test sulla miscela: se esistono, prevalgono su tutto il resto;
- Principi bridging: se esiste una miscela simile già classificata, si possono estrapolarne i risultati per diluizione, concentrazione, interpolazione, sostituzioni simili o miscele altamente tossiche;
- Metodo del calcolo (additività): si sommano i contributi dei singoli ingredienti classificati, applicando le formule dell’Allegato I del Reg. CLP per ciascuna classe di pericolo.
Il metodo del calcolo non funziona per tutti i pericoli: per la tossicità acuta per via cutanea e per inalazione può essere usata la formula di additività; per la tossicità cronica agli ecosistemi si applica il metodo a sommatoria con i fattori M per sostanze molto tossiche per gli organismi acquatici.
Dati fisico-chimici: misurazione o calcolo?
Alcune proprietà fisico-chimiche della miscela devono essere riportate in sezione 9 e influenzano la classificazione (ad esempio infiammabilità, punto di infiammabilità). Per le miscele:
- Punto di infiammabilità: deve essere misurato sulla miscela nel suo insieme (metodo EN ISO 1516, EN ISO 2719 o altri riconosciuti dall’ADR/GHS); non può essere calcolato per estrapolazione;
- Viscosità: deve essere misurata o fornita dal produttore della miscela;
- pH: deve essere misurato sulla miscela;
- Densità relativa: può essere calcolata come media ponderata se le proprietà degli ingredienti sono note e non c’è interazione significativa.
Per le proprietà che non si misurano e non si calcolano, la sezione 9 deve indicare “non determinato” con la motivazione, non lasciare il campo vuoto o indicare “non disponibile” senza giustificazione.
Gestione delle lacune informative
Raccogliere dati completi per tutti gli ingredienti di una miscela è raramente possibile nella pratica. Alcune strategie per gestire le lacune:
- Sostanze non registrate REACH: se un ingrediente non è registrato (es. produzione sotto soglia, esenzione), i dati ECHA non sono disponibili; ci si deve basare sulla letteratura scientifica o su analisi proprie;
- Dati di test non pubblici: il fornitore dell’ingrediente può avere dati riservati; si può richiedere la SDS completa (senza composizione riservata) e usarla come fonte;
- Assenza di dati ecotossicologici: se non esistono dati acquatici per un ingrediente, occorre indicarlo esplicitamente in sezione 12 e valutare se la mancanza di dati giustifica un’indicazione precauzionale;
- Ingredienti a composizione variabile: per oli, estratti naturali o polimeri a composizione variabile, si usa il nome commerciale con UVCB (Unknown or Variable composition, Complex reaction products and Biological materials) e si documentano i parametri variabili.
Riservatezza degli ingredienti: come funziona
Il Reg. 1272/2008, articolo 24, permette di non indicare il nome di un ingrediente in sezione 3.2 se il fornitore dimostra che la divulgazione potrebbe causare pregiudizio commerciale. La richiesta va presentata all’ECHA, che rilascia un’autorizzazione. In attesa dell’autorizzazione, si può indicare un nome alternativo approvato. Questa possibilità non si estende alle sostanze CMR (cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione), alle sostanze con OEL, ai sensibilizzanti respiratori e alle sostanze cancerogene cat. 1A/1B: per questi, l’identità è sempre obbligatoria.
Domande frequenti
Quali dati servono per redigere la SDS di una miscela?
Le SDS aggiornate degli ingredienti pericolosi, le concentrazioni effettive nella miscela, i dati fisico-chimici misurati o calcolati, e la documentazione della classificazione CLP. Per le sostanze registrate REACH, il dossier ECHA è la fonte primaria.
Devo indicare la composizione esatta della miscela nella SDS?
Non necessariamente. Sono obbligatorie le sostanze pericolose che superano le soglie GCL e quelle con OEL. Per gli ingredienti riservati, l’art. 24 CLP permette di indicare solo l’intervallo di concentrazione previa autorizzazione ECHA, con eccezioni per CMR e sensibilizzanti respiratori.
Come si classifica una miscela quando mancano dati di test?
Si applica la gerarchia CLP: dati di test sulla miscela, se disponibili; poi i principi bridging; infine il metodo del calcolo additivo basato sulle classificazioni degli ingredienti e sulle relative concentrazioni. Ogni metodo usato deve essere documentato.
Dove trovare dati tecnici affidabili per gli ingredienti?
Il database ECHA (dissemination.echa.europa.eu) per le sostanze registrate REACH, l’Allegato VI del Reg. 1272/2008 per le classificazioni armonizzate, la banca dati C&L ECHA per le notifiche, e PubChem/NIST per dati fisico-chimici di verifica. Le SDS dei fornitori degli ingredienti sono accettabili ma devono essere aggiornate al Reg. 2020/878.
Con quale frequenza va aggiornata la SDS di una miscela?
Ogni volta che cambiano le informazioni rilevanti: nuova classificazione di un ingrediente, modifica della formulazione, nuovi dati tossicologici, aggiornamento OEL o variazioni normative. La versione aggiornata va inviata a chi ha acquistato nei 12 mesi precedenti.
La tua SDS di miscela è aggiornata e completa?
Un controllo tecnico verifica che la classificazione sia corretta, che le fonti siano aggiornate e che la sezione 3.2 rispetti i requisiti del Reg. 2020/878 prima di una distribuzione o di un controllo.
Fonti ufficiali
- ECHA — Database sostanze registrate REACH
- Regolamento CLP (CE) 1272/2008 — EUR-Lex
- ECHA — Guidance on safety data sheets (v4.0)
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).
