Schede dati di sicurezza
Redigere, aggiornare e gestire le SDS dei tuoi prodotti chimici a norma di legge.
In sintesi
- La SDS è obbligatoria per sostanze e miscele classificate pericolose ai sensi del Reg. CLP 1272/2008, per sostanze PBT o vPvB, per prodotti contenenti sostanze SVHC (Candidate…
- La SDS deve essere fornita gratuitamente a tutti gli utilizzatori a valle (distributori e utilizzatori professionali) nella catena di approvvigionamento.
- La SDS deve essere redatta nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui viene commercializzato il prodotto.
- La SDS deve essere aggiornata senza indugio quando: cambiano informazioni rilevanti per la gestione del rischio, si ottengono o revocano autorizzazioni, vengono fissati nuovi…
La Scheda di Dati di Sicurezza è uno degli strumenti fondamentali della normativa chimica europea, eppure rimane spesso fraintesa: molte aziende la considerano un documento burocratico da conservare in un cassetto, senza coglierne il valore operativo. In realtà, la SDS è la fonte primaria di informazioni per valutare i rischi chimici nei luoghi di lavoro, gestire correttamente i prodotti pericolosi e rispettare gli obblighi del D.Lgs. 81/2008.
Questo articolo spiega cosa è effettivamente una SDS, a cosa serve nella pratica aziendale, quando la legge ne impone la fornitura e quali sono i contenuti che deve obbligatoriamente includere secondo il Reg. UE 2020/878.
Cos’è la Scheda di Dati di Sicurezza
La Scheda di Dati di Sicurezza (SDS, dall’inglese Safety Data Sheet) è un documento standardizzato, obbligatorio per legge, che accompagna le sostanze e le miscele chimiche pericolose lungo tutta la catena di approvvigionamento. Il suo formato e il suo contenuto sono definiti dall’Allegato II del Reg. CE 1907/2006 REACH, nella versione aggiornata dal Reg. UE 2020/878, applicabile dal 1° gennaio 2023.
La SDS non è una documentazione volontaria: è parte integrante del sistema di comunicazione dei pericoli chimici istituito dall’Unione Europea. Insieme all’etichettatura CLP, costituisce il principale strumento attraverso cui le informazioni sui rischi di una sostanza o miscela vengono trasmesse dal produttore fino all’utilizzatore finale professionale.
A cosa serve: il doppio ruolo della SDS
La SDS svolge due funzioni distinte ma complementari.
Funzione normativa: fornisce le informazioni necessarie per classificare il prodotto ai sensi del CLP, rispettare gli obblighi REACH (registrazione, autorizzazione, restrizione) e ottemperare alle disposizioni del D.Lgs. 81/2008 sulla valutazione dei rischi chimici nei luoghi di lavoro.
Funzione operativa: guida chi maneggia il prodotto su come farlo in sicurezza: quali dispositivi di protezione indossare, come stoccare il prodotto, cosa fare in caso di versamento, incendio o esposizione accidentale, e come smaltire il prodotto esaurito e il suo imballaggio.
Quando la SDS è obbligatoria: le condizioni previste da REACH
L’art. 31 del Reg. REACH stabilisce che la SDS deve essere fornita obbligatoriamente quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni:
- La sostanza o miscela è classificata come pericolosa ai sensi del Reg. CLP (1272/2008).
- La sostanza è persistente, bioaccumulabile e tossica (PBT) o molto persistente e molto bioaccumulabile (vPvB) ai sensi dell’Allegato XIII REACH.
- La sostanza è inclusa nell’elenco delle SVHC (Candidate List ECHA) ed è presente nella miscela in concentrazione superiore allo 0,1% in peso/peso.
- La sostanza è soggetta ad autorizzazione ai sensi dell’Allegato XIV REACH.
Al di fuori di questi casi, la SDS non è obbligatoria, ma può essere fornita su richiesta dell’utilizzatore professionale. In questo caso si parla di “SDS volontaria”.
Le 16 sezioni della SDS: contenuto e finalità
| Sezione | Titolo | Principale finalità |
|---|---|---|
| 1 | Identificazione della sostanza/miscela e della società/impresa | Chi produce, codice prodotto, usi raccomandati e sconsigliati |
| 2 | Identificazione dei pericoli | Classificazione CLP, pittogrammi, frasi H e P |
| 3 | Composizione/informazioni sugli ingredienti | Sostanze presenti, concentrazioni, numero CAS/CE |
| 4 | Misure di pronto soccorso | Cosa fare in caso di inalazione, contatto, ingestione |
| 5 | Misure antincendio | Agenti estinguenti, rischi specifici, DPI per i vigili del fuoco |
| 6 | Misure in caso di rilascio accidentale | Contenimento, pulizia, precauzioni ambientali |
| 7 | Manipolazione e stoccaggio | Condizioni sicure di utilizzo e conservazione |
| 8 | Controllo dell’esposizione/protezione individuale | OEL/VLEP, DPI richiesti, misure tecniche |
| 9 | Proprietà fisiche e chimiche | Stato fisico, punto di ebollizione, infiammabilità, pH |
| 10 | Stabilità e reattività | Condizioni da evitare, reazioni pericolose |
| 11 | Informazioni tossicologiche | DL50, effetti acuti e cronici, vie di esposizione |
| 12 | Informazioni ecotossicologiche | Tossicità acquatica, persistenza, bioaccumulo |
| 13 | Considerazioni sullo smaltimento | Codici EWC, metodi di smaltimento |
| 14 | Informazioni sul trasporto | Numero ONU, classe ADR, gruppo imballaggio |
| 15 | Informazioni sulla regolamentazione | Normative specifiche applicabili al prodotto |
| 16 | Altre informazioni | Data revisione, modifiche rispetto alla versione precedente |
A chi deve essere consegnata la SDS
La SDS deve essere consegnata gratuitamente, in formato cartaceo o elettronico, a tutti gli utilizzatori a valle e ai distributori nella catena di approvvigionamento. La consegna deve avvenire entro la data della prima fornitura del prodotto o, al più tardi, contestualmente alla prima consegna.
La SDS non deve essere fornita al consumatore finale (privato) per i prodotti destinati al mercato consumer, a meno che questi non ne faccia richiesta esplicita e il prodotto non rientri in una categoria per cui la legge lo prevede. Per i prodotti consumer, il principale strumento informativo è l’etichetta CLP.
La lingua della SDS: obbligo di traduzione
Il Reg. REACH impone che la SDS sia redatta nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui il prodotto viene commercializzato. Per il mercato italiano, la SDS deve essere in italiano. Una SDS in inglese, francese o qualsiasi altra lingua, anche se tecnicamente precisa, non è conforme ai requisiti normativi e non può essere usata per assolvere all’obbligo legale.
Chi importa prodotti chimici dall’estero — anche da paesi UE — ha la responsabilità di garantire che la SDS sia disponibile in italiano prima della commercializzazione. Se il fornitore non fornisce la versione in italiano, tocca all’importatore farla tradurre e validare tecnicamente.
SDS e valutazione del rischio chimico (D.Lgs. 81/2008)
In ambito di sicurezza sul lavoro, la SDS è il documento di partenza per la valutazione del rischio chimico prevista dal Titolo IX del D.Lgs. 81/2008. Il datore di lavoro ha l’obbligo di raccogliere le SDS di tutti i prodotti chimici usati in azienda, valutare i rischi per la salute e la sicurezza, e adottare misure preventive e protettive adeguate.
Le informazioni contenute nelle sezioni 2, 8 e 11 della SDS sono essenziali per questa valutazione: classificazione e pericoli, valori limite di esposizione e DPI, effetti tossicologici. Un datore di lavoro che non dispone delle SDS aggiornate di tutti i prodotti utilizzati non può dimostrare di aver condotto una valutazione del rischio chimico completa.
Domande frequenti
Quando è obbligatoria la Scheda di Dati di Sicurezza?
La SDS è obbligatoria per sostanze e miscele classificate pericolose (CLP), per sostanze PBT/vPvB, per prodotti con SVHC sopra 0,1% e per sostanze soggette ad autorizzazione REACH. L’obbligo è stabilito dall’art. 31 del Reg. CE 1907/2006.
A chi deve essere fornita la SDS?
La SDS deve essere consegnata gratuitamente a tutti gli utilizzatori a valle e ai distributori nella filiera, entro la prima fornitura del prodotto. Non è obbligatoria per i consumatori finali, salvo eccezioni specifiche.
In quale lingua deve essere redatta la SDS?
La SDS deve essere in italiano per i prodotti commercializzati in Italia. Una versione in lingua straniera non è conforme e non assolve all’obbligo normativo. L’importatore è responsabile della traduzione quando il fornitore estero non la fornisce.
Ogni quanto va aggiornata la SDS?
La SDS va aggiornata senza indugio al variare delle informazioni rilevanti per la sicurezza, al variare della classificazione, o quando vengono fissati nuovi limiti di esposizione. Il fornitore deve inviare l’aggiornamento a tutti i clienti degli ultimi 12 mesi.
Quante sezioni ha una SDS e quali sono le principali?
Una SDS conforme al Reg. UE 2020/878 ha 16 sezioni obbligatorie, dalla identificazione del prodotto alle informazioni sulla regolamentazione. Le sezioni più rilevanti per gli utilizzatori professionali sono la 2 (pericoli), la 8 (DPI e limiti di esposizione) e la 13 (smaltimento).
La tua SDS è conforme al Reg. UE 2020/878?
Dal 1° gennaio 2023 tutte le SDS devono rispettare il nuovo formato. Se non sei sicuro che le schede dei tuoi prodotti siano aggiornate, puoi richiedere una verifica tecnica.
Fonti ufficiali
- Regolamento UE 2020/878 — Formato SDS aggiornato
- ECHA — Safety Data Sheets
- Reg. CE 1907/2006 REACH — Art. 31 (obbligo SDS)
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).
