Conformita’ chimica

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6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026elettrochimica corrosione

In sintesi

  • È una tecnica elettroanalitica ad altissima sensibilità che misura specie in tracce concentrandole prima sull’elettrodo.
  • Perché concentra l’analita dal grande volume della soluzione al piccolo volume dell’elettrodo, con fattori da circa 100 a oltre 1000.
  • Soprattutto i metalli che formano amalgama con il mercurio o si depositano bene sull’elettrodo: piombo, cadmio, rame, zinco, tallio e altri.
  • Sì.

La voltammetria di stripping è la tecnica elettroanalitica più sensibile per i metalli pesanti in tracce: prima li accumula sull’elettrodo per qualche minuto, concentrandoli, poi li «strappa» via con una scansione di potenziale, misurando una corrente molto più grande di quella che le tracce darebbero direttamente. In questo modo si arriva a determinare quantità infinitesimali, fino a livelli che altre tecniche non raggiungono.

Vediamo che cos’è la preconcentrazione, come funziona lo stripping anodico, perché la sensibilità arriva così in basso e a quali metalli si applica.

L’idea: concentrare prima, misurare poi

Il problema delle tracce è che la corrente che producono è troppo piccola per essere misurata con affidabilità. La voltammetria di stripping risolve il problema con un passo preliminare: una elettrolisi di accumulo. Si tiene l’elettrodo a un potenziale a cui il metallo si deposita, in soluzione agitata, per un tempo prestabilito. Le tracce di metallo sparse nella soluzione si concentrano così nel piccolo volume dell’elettrodo (per esempio in una goccia di mercurio), con fattori di arricchimento dell’ordine di 100 fino a oltre 1000.

i_pa (E_pa)i_pc (E_pc)potenziale E →corrente i
Lo stripping anodico. Dopo la fase di accumulo a potenziale fisso, una scansione anodica riossida i metalli depositati: ogni metallo dà un picco al proprio potenziale, e l’area/altezza del picco misura la quantità accumulata. Più lungo l’accumulo, più alti i picchi.

Lo stripping anodico passo per passo

La variante più diffusa è lo stripping anodico (ASV). Si svolge in due fasi nettamente distinte. Nella prima, di deposizione, il potenziale è abbastanza negativo da ridurre gli ioni metallici a metallo, che si accumula (spesso come amalgama nel mercurio) mentre la soluzione viene agitata per portare più analita all’elettrodo. Nella seconda, di stripping, si ferma l’agitazione e si scansiona il potenziale verso valori positivi: ogni metallo viene riossidato al proprio potenziale caratteristico, generando un picco di corrente.

Perché la sensibilità è così spinta

L’altezza di ogni picco di stripping è proporzionale alla quantità di metallo accumulata, che a sua volta dipende dalla concentrazione in soluzione e dalla durata dell’accumulo. Allungando il tempo di deposizione si concentra di più e si misura una corrente più grande: la sensibilità è regolabile a piacere. Per questo lo stripping raggiunge concentrazioni bassissime, dell’ordine di 10−10–10−11 mol/L, ben oltre la portata delle tecniche voltammetriche dirette.

ipicco ∝ quantità accumulata ∝ Csoluzione · tdeposizione

Un esempio illuminante: una soluzione contenente zinco, cadmio, piombo e rame a circa 2·10−9 mol/L, analizzata con un film sottile di mercurio, dà picchi netti e separati che corrispondono a livelli inferiori al ppb (frazioni di microgrammo per litro). Quattro metalli, in una singola scansione, a concentrazioni che la maggior parte delle tecniche di laboratorio non vedrebbe.

Quali metalli e quali elettrodi

Lo stripping anodico è particolarmente adatto ai metalli che formano amalgama con il mercurio o si depositano bene su un elettrodo: piombo, cadmio, rame, zinco, ma anche tallio e altri.

Aspetto Dettaglio pratico
Elettrodo classico goccia pendente di mercurio (HMDE)
Alternativa più sensibile film sottile di mercurio (MFE) su grafite
Metalli tipici Pb, Cd, Cu, Zn, Tl
Limiti raggiungibili fino a 10−10–10−11 mol/L (sub-ppb)
Variante per anioni/specie stripping catodico o adsorptivo

Una tecnica da campo

La voltammetria di stripping è economica, portatile e adatta al monitoraggio ambientale: strumenti compatti permettono di determinare metalli pesanti in acque, alimenti e campioni biologici direttamente sul posto, con strumentazione molto meno costosa di un’analisi atomica o di massa. Resta una delle poche tecniche elettrochimiche capaci di competere, in sensibilità, con la spettroscopia di assorbimento atomico.

Perché conta nella pratica

Quando bisogna misurare piombo o cadmio in un’acqua potabile, in un alimento o in un fluido biologico a livelli di tracce, la voltammetria di stripping offre un metodo sensibile, multielemento ed economico. Il controllo ambientale e alimentare la usa da decenni proprio per questo. Capire il principio della preconcentrazione — e saper regolare il tempo di accumulo per spingere la sensibilità — permette di scegliere lo stripping quando le tecniche dirette non bastano e di interpretarne correttamente i picchi.

Domande frequenti

Che cos’è la voltammetria di stripping?

È una tecnica elettroanalitica ad altissima sensibilità che misura specie in tracce concentrandole prima sull’elettrodo. Una fase di elettrolisi preliminare accumula l’analita (per esempio riducendo gli ioni metallici a metallo nel mercurio), poi una scansione di potenziale lo «strappa» via generando picchi di corrente. Grazie alla preconcentrazione raggiunge limiti molto più bassi delle tecniche voltammetriche dirette.

Perché lo stripping è così sensibile?

Perché concentra l’analita dal grande volume della soluzione al piccolo volume dell’elettrodo, con fattori da circa 100 a oltre 1000. L’altezza del picco è proporzionale alla quantità accumulata, e questa cresce con il tempo di deposizione: allungando l’accumulo si misura una corrente più grande. Si arrivano così a determinare concentrazioni dell’ordine di 10−10–10−11 mol/L, sotto il ppb.

Quali metalli si analizzano con lo stripping anodico?

Soprattutto i metalli che formano amalgama con il mercurio o si depositano bene sull’elettrodo: piombo, cadmio, rame, zinco, tallio e altri. In una singola scansione si possono determinare più metalli contemporaneamente, perché ciascuno viene riossidato al proprio potenziale caratteristico e dà un picco separato, sfruttato sia per identificarlo sia per quantificarlo.

Si può evitare il mercurio nello stripping?

Sì. Per ridurre la tossicità si usano sempre più spesso film di bismuto o di antimonio, che imitano il comportamento del mercurio nello stripping anodico con un impatto ambientale molto minore. Mantengono buona sensibilità e separazione dei picchi, e sono diventati uno standard nel monitoraggio ambientale, dove l’uso del mercurio è ormai sconsigliato.

A cosa serve la fase di agitazione durante la deposizione?

Serve a portare più analita all’elettrodo nel tempo disponibile, rendendo l’accumulo più efficiente e riproducibile. Durante la deposizione la soluzione è agitata in modo controllato per rinnovare di continuo lo strato vicino all’elettrodo; poi, prima dello stripping, l’agitazione si ferma per avere condizioni diffusive ben definite durante la scansione e picchi netti.

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