Conformita’ chimica

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6 min di letturaAggiornato il 31/05/2026elettrochimica corrosione

In sintesi

  • La potenziometria misura un potenziale a corrente nulla, senza disturbare il sistema, per ricavare una concentrazione.
  • Soprattutto a studiare i meccanismi delle reazioni redox: dalla posizione dei picchi si identifica la coppia e il potenziale a cui reagisce, dalla distanza tra i picchi si…
  • Con la voltammetria di stripping: la specie viene prima accumulata (preconcentrata) sull’elettrodo, poi «spogliata» con una scansione che produce un picco proporzionale alla…
  • È una tecnica che applica un piccolo segnale alternato a diverse frequenze e misura la risposta del sistema, rappresentandola nel diagramma di Nyquist.

Se la potenziometria “ascolta” un potenziale senza disturbare il sistema, la voltammetria fa l’opposto: impone un potenziale e misura la corrente che ne risulta. Da quella corrente si ricavano informazioni preziose — quali specie sono presenti, in quale concentrazione, con quale meccanismo reagiscono. Sono le tecniche con cui l’elettrochimica diventa uno strumento d’indagine fine, capace di rivelare tracce di sostanze e svelare i meccanismi delle reazioni.

Vediamo come funziona la voltammetria ciclica, che cosa racconta il suo grafico “ad anatra” e a cosa serve la spettroscopia di impedenza.

Imporre il potenziale, misurare la corrente

Le tecniche voltammetriche applicano a un elettrodo un potenziale variabile nel tempo e registrano la corrente che lo attraversa. La corrente nasce dalle reazioni redox delle specie presenti: ogni specie si ossida o si riduce a un potenziale caratteristico, e l’intensità della corrente è legata alla sua concentrazione. Si lavora con tre elettrodi: il lavorante (dove avviene la reazione studiata), il riferimento (per controllare il potenziale) e il contatore (che chiude il circuito di corrente).

La voltammetria ciclica

La tecnica più usata per studiare i meccanismi è la voltammetria ciclica (CV): il potenziale viene fatto variare linearmente avanti e indietro tra due valori, e si registra la corrente. Il grafico corrente-potenziale che ne risulta ha una forma caratteristica, con due picchi.

i_pa (E_pa)i_pc (E_pc)potenziale E →corrente i
Voltammogramma ciclico. Nella scansione di andata compare un picco anodico (i_pa, ossidazione); in quella di ritorno un picco catodico (i_pc, riduzione). Posizione e altezza dei picchi rivelano il potenziale della coppia, la reversibilità della reazione e la concentrazione della specie.

Dalla CV si legge moltissimo. La posizione dei picchi indica a quale potenziale la specie si ossida e si riduce, identificandola. La distanza tra i due picchi dice se la reazione è reversibile (cinetica veloce) o meno. L’altezza dei picchi è proporzionale alla concentrazione e, per processi controllati dalla diffusione, segue l’equazione di Randles-Sevcik:

ip ∝ n3/2 · C · √v

Le tecniche per le tracce

Per l’analisi quantitativa di concentrazioni bassissime si usano tecniche voltammetriche più sofisticate, che separano la corrente “utile” (faradica, dovuta alla reazione) dal rumore di fondo (capacitivo). La voltammetria a impulsi differenziale e quella a onda quadra raggiungono sensibilità altissime, fino a tracce nell’ordine di parti per miliardo. Una tecnica particolarmente potente è la voltammetria di stripping, in cui la specie da misurare viene prima accumulata sull’elettrodo (preconcentrazione) e poi “spogliata” con una scansione: questo passaggio di accumulo abbassa enormemente il limite di rilevabilità, rendendo la tecnica competitiva con la spettroscopia atomica per la determinazione di metalli pesanti in tracce.

La spettroscopia di impedenza (EIS)

Una tecnica diversa ma potentissima è la spettroscopia di impedenza elettrochimica (EIS): invece di un potenziale che varia lentamente, si applica un piccolo segnale alternato a diverse frequenze e si misura come il sistema risponde. Il risultato si rappresenta nel diagramma di Nyquist.

R_sR_s+R_ctR_ct (trasf. di carica)Warburg (diffusione)Z’ (parte reale) →−Z” (immaginaria)
Diagramma di Nyquist (EIS). Il semicerchio è legato alla resistenza di trasferimento di carica (R_ct), cioè alla cinetica della reazione; l’intercetta a sinistra è la resistenza dell’elettrolita (R_s); la coda inclinata (Warburg) rivela il controllo diffusivo. Un solo esperimento separa i diversi contributi.

L’EIS è preziosa perché separa fenomeni che altre tecniche confondono: distingue la resistenza dell’elettrolita dalla cinetica del trasferimento di carica e dai processi di diffusione. È diventata uno strumento fondamentale per studiare la corrosione (stima la velocità senza distruggere il campione), caratterizzare batterie e celle a combustibile, e valutare l’efficacia dei rivestimenti protettivi.

Tecnica Cosa misura Uso tipico
Voltammetria ciclica (CV) potenziali e meccanismo redox studio delle reazioni, reversibilità
Voltammetria a impulsi/onda quadra concentrazioni in tracce analisi quantitativa sensibile
Voltammetria di stripping metalli pesanti in tracce ambiente, alimenti (preconcentrazione)
Impedenza (EIS) resistenze e cinetica corrosione, batterie, rivestimenti

Perché conta nella pratica

Le tecniche elettroanalitiche sono strumenti potenti e relativamente economici per il controllo di qualità, l’analisi ambientale e la ricerca. La voltammetria di stripping permette di determinare metalli pesanti (piombo, cadmio, arsenico) in acque e alimenti con strumentazione molto più accessibile della spettroscopia atomica. L’EIS è oggi indispensabile per chi studia corrosione, sviluppa batterie o valuta rivestimenti. Per il tecnico, conoscere queste tecniche significa avere a disposizione un ventaglio di metodi per “interrogare” un sistema chimico per via elettrica, ottenendo informazioni — identità, quantità, meccanismo, stato di una superficie — che spesso nessun’altra tecnica fornisce con la stessa rapidità ed economicità. È il punto in cui l’elettrochimica chiude il cerchio e torna a essere, come all’inizio del cluster, uno strumento di conoscenza e di controllo.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra potenziometria e voltammetria?

La potenziometria misura un potenziale a corrente nulla, senza disturbare il sistema, per ricavare una concentrazione. La voltammetria fa l’opposto: impone un potenziale variabile e misura la corrente che ne risulta, ottenendo informazioni su identità, concentrazione e meccanismo delle specie redox presenti.

A cosa serve la voltammetria ciclica?

Soprattutto a studiare i meccanismi delle reazioni redox: dalla posizione dei picchi si identifica la coppia e il potenziale a cui reagisce, dalla distanza tra i picchi si valuta la reversibilità, dall’altezza la concentrazione. È la tecnica di riferimento per caratterizzare una reazione elettrochimica nuova.

Come si misurano metalli pesanti in tracce per via elettrochimica?

Con la voltammetria di stripping: la specie viene prima accumulata (preconcentrata) sull’elettrodo, poi «spogliata» con una scansione che produce un picco proporzionale alla quantità. Il passaggio di accumulo abbassa moltissimo il limite di rilevabilità, rendendo la tecnica competitiva con la spettroscopia atomica per piombo, cadmio e altri metalli.

Che cos’è la spettroscopia di impedenza (EIS)?

È una tecnica che applica un piccolo segnale alternato a diverse frequenze e misura la risposta del sistema, rappresentandola nel diagramma di Nyquist. Permette di separare la resistenza dell’elettrolita, la cinetica del trasferimento di carica e i processi di diffusione. È molto usata per corrosione, batterie e rivestimenti.

Cosa significa che la corrente di picco è proporzionale alla radice della velocità di scansione?

È la firma di un processo controllato dalla diffusione: se aumentando la velocità di scansione la corrente di picco cresce con la sua radice quadrata (equazione di Randles-Sevcik), la reazione è limitata dal trasporto della specie verso l’elettrodo. È un criterio diagnostico per capire il meccanismo dal voltammogramma.

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