Caso pratico: liquidi per sigaretta elettronica

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Sì, la nicotina è una sostanza classificata come tossica acuta per via orale (H301), cutanea (H310) e inalatoria (H330) nelle categorie 1-3, a seconda della concentrazione.
  • La nicotina pura è classificata H300, H310, H330 (tossicità acuta cat. 2 orale/cutanea/inalatoria) e H400/H410 (tossicità acquatica).
  • Sì, gli e-liquid con nicotina sono miscele pericolose destinate ai consumatori.
  • Il propilen glicole (PG) puro non è classificato come pericoloso ai sensi del Reg. CLP.

Un distributore di e-liquid importa dall’estero una gamma di liquidi per sigarette elettroniche: alcuni con nicotina in diverse concentrazioni (3, 6, 12 mg/mL), altri senza nicotina ma con aromi complessi. Vuole venderli sia online che in negozi fisici in Italia. Si chiede: quale etichetta CLP serve? Serve la SDS? E il codice UFI? Questo caso pratico percorre i punti di controllo essenziali, incluso il raccordo con la direttiva TPD.

I liquidi per sigarette elettroniche costituiscono un caso interessante di sovrapposizione normativa: la direttiva TPD disciplina il prodotto come articolo del tabacco esteso, mentre il Reg. CLP interviene sulla classificazione chimica della miscela quando contiene sostanze pericolose. Non si escludono: si applicano entrambi.

Composizione tipica e ingredienti critici

Un e-liquid standard è composto da:

  • Propilen glicole (PG): vettore principale, non classificato pericoloso ai sensi CLP;
  • Glicerina vegetale (VG/glicerolo): vettore secondario, non classificato;
  • Nicotina: classificata tossica acuta H300/H310/H330 + H410 (tossicità acquatica acuta cat. 1);
  • Aromi: miscele complesse di esteri, aldeidi, alcoli terpeni — singoli ingredienti possono essere classificati (es. cinnamaldeide H317 sensibilizzante, acetyl propionyl H332 nocivo per inalazione);
  • Acqua demineralizzata: diluente, non classificata.

L’ingrediente che quasi certamente innesca la classificazione CLP è la nicotina. Ma anche un e-liquid “nicotina zero” con aromi complessi può richiedere classificazione se gli aromi contengono sostanze pericolose in concentrazione superiore alle soglie generiche.

Classificazione CLP degli e-liquid con nicotina

La nicotina pura (CAS 54-11-5) è classificata nell’Allegato VI del Reg. CLP con le seguenti classi:

  • Tossicità acuta orale cat. 2 — H300 (LD50 orale <50 mg/kg in ratto);
  • Tossicità acuta cutanea cat. 2 — H310;
  • Tossicità acuta per inalazione cat. 2 — H330;
  • Tossicità per organi bersaglio specifici (STOT RE) cat. 1 — H372 (sistema nervoso);
  • Pericoloso per l’ambiente acquatico acuto cat. 1 — H400;
  • Pericoloso per l’ambiente acquatico cronico cat. 1 — H410.

La soglia di classificazione per tossicità acuta cat. 2 nelle miscele è di norma 0,25% w/w. Un e-liquid a 3 mg/mL di nicotina contiene lo 0,3% w/w: supera la soglia e richiede classificazione H300+H310+H330 con pittogramma GHS06 (teschio e tibie) e avvertenza “PERICOLO”.

Struttura dell’etichetta CLP per e-liquid con nicotina

L’etichetta CLP di un e-liquid con nicotina deve includere, oltre ai requisiti TPD:

  • Nome del prodotto e identificatori della miscela;
  • Nome e indirizzo dell’operatore responsabile nel mercato italiano (importatore o distributore);
  • Pittogramma GHS06 (teschio) in dimensione minima conforme al volume del flacone;
  • Pittogramma GHS09 (ambiente) per H410;
  • Avvertenza “PERICOLO”;
  • Frasi H: H300, H310, H330, H372, H410 con testo completo in italiano;
  • Frasi P selezionate (P260, P270, P273, P280, P301+P310, P302+P352, P304+P340, P330, P405, P501);
  • Codice UFI in formato alfanumerico (es. UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX).

I flaconi da 10 mL o meno (tipici per gli e-liquid consumer) beneficiano delle esenzioni di etichettatura ridotta ai sensi dell’art. 29 CLP: alcune informazioni possono essere riportate su un foglio pieghevole allegato, purché il flacone riporti almeno pittogrammi, avvertenza, frasi H e UFI.

Obbligo di imballaggio anti-bambino

Per gli e-liquid con nicotina, l’imballaggio a prova di bambino è richiesto da due fonti normative indipendenti:

  • Il Reg. CLP, Allegato II, per le miscele tossiche acute cat. 1-3 vendute ai consumatori (obbligo di chiusura a prova di bambino ai sensi del Reg. 2008/1272, art. 35(1)(b));
  • La Direttiva TPD 2014/40/UE, art. 20(3)(g): tutti i flaconi di liquido da inalazione con nicotina devono avere chiusura a sicurezza per bambini, indipendentemente dalla classificazione CLP.

La conformità al CLP non garantisce automaticamente la conformità TPD e viceversa: l’importatore deve verificare entrambi i requisiti sul medesimo imballaggio.

Codice UFI e notifica PCN: le specificità degli e-liquid

Per gli e-liquid, la notifica PCN presenta alcune specificità operative:

  • Ogni variante di prodotto (diversa concentrazione di nicotina, diverso aroma anche con stessa nicotina) richiede una notifica PCN separata e un codice UFI distinto;
  • Se il distributore italiano non è il fabbricante originale, deve ottenere l’accesso alla notifica PCN del fabbricante tramite accordo di trasmissione dati, oppure presentare una notifica propria;
  • Le gamma di prodotti molto ampie (20+ varianti) richiedono un approccio sistematico alla gestione degli UFI, tipicamente con software dedicato integrato al database di formulazione.

Errori frequenti riscontrati nel settore

Nelle ispezioni su operatori del settore vaping, le non conformità ricorrenti riguardano:

  • Etichetta CLP assente o incompleta su flaconi con nicotina importati da UK post-Brexit con etichette non aggiornate al formato EU;
  • Codice UFI assente o riferito a una notifica non aggiornata dopo cambio fornitore aromi;
  • SDS non disponibile in italiano per i clienti B2B (negozi vaping al dettaglio);
  • Chiusura di sicurezza non conforme ai requisiti EN ISO 8317 per flaconi >10 mL;
  • Frasi H abbreviate o riassunte anziché riportate per esteso in italiano.

Domande frequenti

I liquidi per sigarette elettroniche con nicotina devono essere classificati CLP?

Sì. La nicotina a concentrazioni tipiche degli e-liquid consumer (da 3 mg/mL in su) supera le soglie di classificazione per tossicità acuta cat. 2. Il pittogramma GHS06, le frasi H300/H310/H330 e il codice UFI sono obbligatori sull’etichetta.

Qual è la soglia di classificazione della nicotina in un e-liquid?

La soglia generica per tossicità acuta orale cat. 2 è 0,25% w/w. Un e-liquid a 3 mg/mL contiene 0,3% w/w di nicotina: supera la soglia. Anche a 1,5 mg/mL (0,15% w/w) si è vicini al limite e la classificazione dipende dal metodo di calcolo e dalla presenza di altri ingredienti tossici.

Un e-liquid con nicotina deve avere il codice UFI?

Sì. La notifica PCN con codice UFI era obbligatoria per il canale consumer dal 1° gennaio 2021. Ogni variante di formulazione (nicotina e aroma diversi) richiede UFI e notifica separati.

Un e-liquid senza nicotina richiede etichettatura CLP?

Dipende dagli aromi. Se il liquido contiene solo PG, VG e acqua senza aromi classificati, non è soggetto al CLP. Se gli aromi contengono aldeidi, benzilalcol, cinnamaldeide o altri ingredienti classificati in concentrazione sopra soglia, la miscela finale deve essere classificata e la SDS predisposta.

I liquidi per sigaretta elettronica rientrano nella direttiva TPD?

Sì. La Direttiva 2014/40/UE (recepita con D.Lgs. 6/2016) si applica a tutti i liquidi con nicotina per inalazione: limite 20 mg/mL, flacone ricaricabile max 10 mL, notifica AIFA, imballaggio anti-bambino. TPD e CLP si applicano contemporaneamente e non si sostituiscono.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).