Etichetta CLP per concimi e fertilizzanti liquidi

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Dipende dalla classificazione, i fertilizzanti inorganici a base di nitrati di ammonio (oltre determinate concentrazioni) e quelli che contengono sostanze classificate pericolose…
  • Sì, se la concentrazione di nitrato di ammonio supera determinate soglie.
  • I Regolamenti non si escludono a vicenda.
  • Sì, se il fertilizzante liquido è classificato come miscela pericolosa ai sensi del Reg. CLP e viene fornito a consumatori o a professionisti.

I fertilizzanti liquidi occupano una posizione normativa complessa: da un lato rientrano nel campo di applicazione del Regolamento (UE) 2019/1009 sui fertilizzanti con marcatura CE, dall’altro — se contengono sostanze classificate pericolose — devono rispettare il Regolamento CLP (Reg. CE 1272/2008) con etichettatura, pittogrammi GHS e, quando richiesto, codice UFI. I produttori e importatori che commercializzano fertilizzanti liquidi in Italia devono sapere esattamente quando e come questi obblighi si sovrappongono.

Questa guida analizza le principali categorie di fertilizzanti liquidi, le regole di classificazione applicabili, la struttura dell’etichetta CLP corretta e le questioni pratiche più frequenti, incluse le intersezioni con il Reg. 2019/1009 e la normativa Seveso per le soluzioni azotate ad alta concentrazione.

Quando un fertilizzante liquido è soggetto al Reg. CLP

Non tutti i fertilizzanti liquidi rientrano nel campo di applicazione del CLP. L’obbligo scatta quando la miscela è classificabile come pericolosa ai sensi del Reg. 1272/2008. Le tipologie più frequentemente interessate sono:

  • Soluzioni azotate (UAN) ad alta concentrazione (nitrato di ammonio + urea, tipicamente 28-32% N): possono raggiungere le soglie per H271 (ossidante) in funzione della concentrazione di nitrato di ammonio;
  • Acido fosforico diluito usato come correttore del pH nei sistemi idroponici: classificato H290 (corrosivo per metalli) e H315 sopra determinate concentrazioni;
  • Solfato di ammonio in soluzione concentrata: generalmente non classificato pericoloso in forma liquida diluita, ma va verificato;
  • Micronutrienti in soluzione acida (chelati EDTA con acido nitrico o acido cloridrico come veicolante): l’acido libero residuo può richiedere classificazione;
  • Fertilizzanti contenenti boro sopra certe soglie: l’acido borico è classificato H360FD (tossico per la riproduzione cat. 1B) sopra determinate concentrazioni e richiede pittogramma GHS08.

Regole di classificazione delle miscele fertilizzanti

La classificazione di una miscela fertilizzante liquida segue le regole dell’Allegato I, Parte 1, Reg. CLP:

  1. Metodo basato sui dati testati sulla miscela: se la miscela stessa è stata sottoposta a prove tossicologiche o ecotossicologiche, si usano quei dati;
  2. Metodo basato sui principi del bridging: se esiste una miscela simile già classificata, si può applicare la classificazione per interpolazione;
  3. Metodo del calcolo: il più usato nella pratica — somma dei contributi degli ingredienti classificati in base alle loro concentrazioni e ai relativi fattori M o soglie generiche.

Per i fertilizzanti liquidi a base di nitrato di ammonio, il calcolo deve considerare sia la tossicità acuta che la proprietà ossidante. La classificazione risultante influenza direttamente quali pittogrammi, frasi H e frasi P vanno sull’etichetta.

Struttura dell’etichetta CLP per fertilizzanti liquidi

Elemento etichetta Base normativa Note per fertilizzanti liquidi
Nome del prodotto / identificatori Art. 17 CLP Includere nome chimico o commerciale e, se disponibile, n. CE o CAS degli ingredienti chiave
Responsabile immissione sul mercato Art. 17 CLP Nome, indirizzo, n. telefono del fabbricante o importatore italiano
Quantità nominale Art. 17 CLP In litri o kg sul pannello principale
Pittogrammi GHS Art. 19 CLP + All. I Dimensioni minime da tabella art. 26 CLP in funzione del volume
Avvertenza (PERICOLO / ATTENZIONE) Art. 20 CLP PERICOLO per cat. 1-2 delle classi principali, ATTENZIONE per cat. 3-4
Frasi di pericolo (H) Art. 21 CLP Testo integrale in italiano, no abbreviazioni
Frasi precauzionali (P) Art. 22 CLP Max 6 frasi P salvo necessità; selezione in base agli usi previsti
Codice UFI All. VIII CLP (Reg. 2017/542) Obbligatorio per miscele pericolose consumer dal 2021, professionale dal 2024
Indicazioni supplementari (EUH) All. II CLP EUH401 (uso prodotti fitosanitari conforme istruzioni) se applicabile

Intersezione con il Reg. 2019/1009 sui fertilizzanti UE

Il Reg. (UE) 2019/1009, applicabile dal 16 luglio 2022, introduce la marcatura CE per i fertilizzanti UE. Quando un fertilizzante liquido ottiene la marcatura CE ai sensi del Reg. 2019/1009 ed è anche classificato pericoloso ai sensi del CLP, entrambe le normative si applicano contemporaneamente:

  • La marcatura CE e i requisiti del Reg. 2019/1009 (tipo di prodotto, categorie componenti, dichiarazione di prestazione) coesistono con l’etichettatura CLP;
  • L’etichetta può integrare le informazioni di entrambi i regolamenti su un unico documento, purché tutte le informazioni obbligatorie siano presenti e chiaramente leggibili;
  • Il Reg. 2019/1009 prevede la possibilità di indicare alcuni dati su un documento separato allegato, ma le informazioni di sicurezza CLP (pittogrammi, frasi H/P) devono sempre essere sull’etichetta fisica del contenitore.

Fertilizzanti a base di boro: il caso della tossicità riproduttiva

L’acido borico e il borato di sodio sono classificati come tossici per la riproduzione (cat. 1B, H360FD) ai sensi del Reg. CLP. Questa classificazione si trasferisce alla miscela quando la concentrazione supera la soglia generica dello 0,3% w/w (valore applicabile per le sostanze di tossicità riproduttiva cat. 1A/1B secondo la tabella dell’Allegato I CLP).

Molti fertilizzanti fogliari e correttori del suolo per uso professionale e consumer contengono boro (B) come micronutriente in concentrazioni tra 0,05% e 0,3%: in quel range non si raggiunge la soglia di classificazione per la riproduzione. Tuttavia, se il produttore non calcola formalmente la concentrazione e non documenta il risultato, espone l’azienda a contestazioni in sede ispettiva.

Obblighi SDS e notifica PCN per fertilizzanti pericolosi

Quando il fertilizzante liquido è classificato pericoloso:

  • La Scheda di Dati di Sicurezza ai sensi del Reg. 2020/878 deve essere predisposta in italiano e aggiornata a ogni modifica significativa della formulazione. Deve essere fornita automaticamente a ogni acquirente B2B alla prima consegna e su richiesta ai consumatori;
  • La notifica PCN (Poison Centre Notification) deve essere presentata nel portale ECHA prima dell’immissione sul mercato, con generazione e apposizione del codice UFI sull’etichetta. La notifica deve essere aggiornata entro 30 giorni da ogni modifica rilevante della formulazione o del fornitore degli ingredienti.

Aspetti specifici per fertilizzanti idroponici e colture protette

I fertilizzanti idroponici in soluzione concentrata presentano criticità aggiuntive:

  • Le soluzioni madri (“concentrati A e B”) sono spesso classificate come corrosive (acido nitrico o acido fosforico come veicolante del pH) e richiedono etichetta CLP completa con avvertenza tattile per il canale consumer;
  • I kit idroponici venduti online a hobbisti rientrano nel canale consumer: l’esenzione B2B non si applica se il prodotto è commercializzato su marketplace generici;
  • La SDS deve essere redatta anche per prodotti destinati a “appassionati” se classificati pericolosi.

Domande frequenti

I concimi e fertilizzanti liquidi sono soggetti al Reg. CLP?

Dipende dalla formulazione. I fertilizzanti che contengono nitrato di ammonio ad alta concentrazione, acido fosforico, acido borico sopra certe soglie, o altri ingredienti classificati pericolosi rientrano nel CLP. I fertilizzanti organici diluiti (aminoacidi, estratti di alghe) generalmente non raggiungono le soglie di classificazione.

Un fertilizzante a base di nitrato di ammonio richiede etichettatura CLP?

Sì, se la concentrazione supera le soglie di classificazione per le proprietà ossidanti (H271) o per la tossicità acuta. Il calcolo deve essere documentato nel dossier di classificazione. Sopra il 45% w/w di nitrato di ammonio si applicano anche le normative Seveso.

I fertilizzanti UE con marcatura CE (Reg. 2019/1009) richiedono anche l’etichetta CLP?

I due regolamenti coesistono. La marcatura CE del Reg. 2019/1009 non esonera dall’obbligo CLP quando la miscela è classificata pericolosa. Le informazioni di sicurezza CLP devono sempre essere presenti sull’etichetta fisica del contenitore.

Serve il codice UFI sull’etichetta di un fertilizzante liquido pericoloso?

Sì. La notifica PCN con codice UFI è obbligatoria per le miscele pericolose consumer (dal 1/1/2021) e professionali/industriali (dal 1/1/2024). Il codice UFI va apposto sull’etichetta in una posizione chiaramente visibile.

Come si gestisce l’acido borico nei fertilizzanti fogliari?

L’acido borico è classificato H360FD. La soglia di classificazione della miscela è 0,3% w/w. Sotto tale soglia la miscela non richiede classificazione per tossicità riproduttiva, ma il calcolo deve essere documentato formalmente. Tra 0,05% e 0,3% si raccomanda di indicare la presenza di boro nella SDS con nota precauzionale per donne in gravidanza.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).