Dove inserire l’UFI in etichetta e sull’imballaggio

UFI e notifica PCN

Codice UFI ed etichette: notifica ai centri antiveleni per le miscele pericolose.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026UFI e notifica PCN

In sintesi

  • Sì, secondo il Reg. (UE) 2017/542 (allegato VIII CLP), l’UFI deve comparire sull’etichetta del prodotto o, in alternativa, sull’imballaggio esterno, purché sia chiaramente…
  • La normativa non fissa in mm la dimensione del carattere, ma richiede che l’UFI sia ‘chiaramente leggibile e indelebile’.
  • Sì, se il prodotto è venduto esclusivamente in imballaggio esterno e la confezione interna non è mai separata dall’esterno prima dell’uso.
  • Il formato standard è UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX, dove X sono caratteri alfanumerici maiuscoli.

L’Unique Formula Identifier (UFI) è il codice alfanumerico a 16 caratteri introdotto dall’Allegato VIII del Regolamento CLP (Reg. (UE) 1272/2008, come modificato dal Reg. (UE) 2017/542) per collegare in modo univoco ogni miscela pericolosa alla sua notifica PCN. A partire dal 1° gennaio 2021 per i prodotti destinati ai consumatori, e dal 1° gennaio 2024 per quelli ad uso professionale e industriale, l’UFI è obbligatorio e la sua corretta collocazione sull’etichetta o sull’imballaggio non è lasciata alla discrezionalità del formulatore: esistono regole precise che, se non rispettate, determinano la non conformità del prodotto.

Questa guida analizza dove e come posizionare l’UFI, quali vincoli grafici esistono, le casistiche particolari (imballaggi multipli, prodotti sfusi, etichette plurilingue) e gli errori più frequenti riscontrati durante le ispezioni di mercato.

Base normativa: Allegato VIII del Regolamento CLP

Il riferimento primario è la Parte B, sezione 3.1 dell’Allegato VIII del Reg. CLP (introdotto dal Reg. (UE) 2017/542). Il testo stabilisce che l’UFI deve essere:

  • collocato sull’etichetta del prodotto oppure sull’imballaggio;
  • chiaramente visibile, leggibile e indelebile;
  • non occultato da altri elementi grafici o da informazioni obbligatorie CLP.

L’ECHA ha pubblicato ulteriori orientamenti nel documento Guidance on harmonised information relating to emergency health response (ultima revisione 2022) che chiariscono le casistiche pratiche non esplicitamente coperte dal testo regolamentare.

Etichetta principale o imballaggio: qual è la differenza?

Il termine “etichetta” indica il supporto cartaceo o plastico incollato o stampato direttamente sulla confezione unitaria. Il termine “imballaggio” è più ampio e include anche scatole esterne, fascette o wrapping nei quali il prodotto è commercializzato. La normativa ammette entrambe le opzioni, ma con una condizione cruciale: l’UFI deve essere accessibile all’utilizzatore finale senza aprire il prodotto.

Se il prodotto è commercializzato in una confezione da esposizione (display box) che viene aperta prima della vendita al dettaglio, l’UFI deve trovarsi sulla singola unità, non solo sul display box. Se invece il prodotto arriva al consumatore finale sigillato nell’imballaggio esterno e la confezione interna non è mai venduta separatamente, l’UFI sull’imballaggio esterno è sufficiente.

Posizione sull’etichetta CLP: regole pratiche

Il Reg. CLP non prescrive un quadrante specifico dell’etichetta per l’UFI, a differenza dei pittogrammi di pericolo che devono avere un bordo rosso e una dimensione minima. Tuttavia, le linee guida ECHA e la prassi delle autorità nazionali convergono su alcune indicazioni operative:

  • Prossimità ai dati del formulatore: l’UFI viene spesso posizionato nella stessa area dell’indirizzo del responsabile dell’immissione sul mercato, poiché entrambi identificano l’azienda e la specifica formulazione.
  • Non sovrapposto ai pittogrammi: l’UFI non deve oscurare né essere oscurato dai pittogrammi CLP o dalle indicazioni di pericolo/precauzione.
  • Area dedicata o stringa separata: è buona prassi inserire l’UFI su una riga propria, preceduto dal prefisso obbligatorio “UFI:” in modo che sia immediatamente riconoscibile da operatori di pronto soccorso e centri antiveleni.

Il formato corretto: caratteri, prefisso e leggibilità

Il codice UFI è generato dal portale ECHA (PCN Portal) tramite l’algoritmo ufficiale che combina il numero di partita IVA del formulatore e una chiave di formulazione numerica (formula key). Il risultato è una stringa di 16 caratteri alfanumerici maiuscoli, suddivisi in 4 gruppi da 4, separati da trattini.

Elemento Formato richiesto Esempio
Prefisso UFI: (con due punti e spazio) UFI:
Codice 4 blocchi × 4 caratteri alfanumerici maiuscoli V420-30EY-Y4HK-D3F0
Stringa completa Prefisso + codice UFI: V420-30EY-Y4HK-D3F0
Font Leggibile, non deformato No font decorativi
Colore Contrasto sufficiente con lo sfondo Nero su bianco preferito

Il prefisso “UFI:” non è opzionale: le linee guida ECHA specificano che il codice deve essere riconoscibile come UFI anche da personale non formato. Omettere il prefisso, anche se il codice è presente, è considerata una carenza nell’etichettatura.

Dimensione del carattere: cosa dice la normativa e cosa si applica in pratica

L’Allegato VIII non fissa una dimensione minima in punti tipografici per l’UFI, ma richiama il principio generale di leggibilità. In analogia con quanto previsto dall’art. 17 del Reg. CLP per il testo dell’etichetta, si applicano le seguenti indicazioni di riferimento:

Volume/peso netto del prodotto Dimensione minima consigliata
Fino a 3 litri / 3 kg 6 pt
Tra 3 e 50 litri / 3-50 kg 8 pt
Oltre 50 litri / 50 kg 10 pt

Per prodotti con spazio etichetta molto ridotto (es. bombolette aerosol piccole, campioni monodose) l’ECHA ammette l’uso di un QR code in sostituzione del codice alfanumerico, a condizione che il QR code decodifichi l’UFI nel formato standard. Questa deroga è facoltativa, non obbligatoria, e richiede che il QR sia leggibile con normali smartphone senza app proprietarie.

Casi particolari: imballaggi multipli, B2B, prodotti sfusi

La collocazione dell’UFI si complica in alcune configurazioni di imballo specifiche:

  • Multipack / confezioni multiple: se il multipack contiene confezioni unitarie identiche già etichettate con UFI, l’imballaggio esterno deve comunque riportare l’UFI (può essere lo stesso). Se le confezioni unitarie non sono mai vendute singolarmente, l’UFI sull’esterno è sufficiente.
  • Uso esclusivamente industriale: i prodotti destinati solo a siti industriali (non ai consumatori, non ai professionisti) hanno avuto la scadenza posticipata al 1° gennaio 2025. L’UFI rimane obbligatorio; la sua posizione può essere sull’etichetta o sulla scheda di sicurezza (SDS), purché anche la scheda sia aggiornata ai sensi del Reg. (UE) 2020/878.
  • Prodotti sfusi (bulk): se il prodotto è consegnato in cisternette o contenitori sfusi senza etichetta, l’UFI può comparire esclusivamente nella SDS, sezione 1.1.
  • Campioni omaggio e kit promozionali: se il campione è imballato con un’etichetta, l’UFI è obbligatorio anche se il volume è minimo. Fanno eccezione i campioni destinati a laboratori di analisi, che ricadono nel regime B2B.

Etichette plurilingue e mercati multi-paese

Per i prodotti commercializzati in più paesi UE, l’UFI è lo stesso per tutta l’UE se la formulazione è identica (la notifica PCN è gestita per singolo Stato membro, ma il codice UFI è unico per formulazione). Sull’etichetta plurilingue l’UFI va riportato una sola volta, non ripetuto per ogni lingua, proprio perché non è un testo tradotto ma un codice univoco. Il prefisso “UFI:” è internazionale e non si traduce.

Attenzione: se per motivi di conformità locale si modifica la formulazione (es. adattamento alle restrizioni nazionali sulle fragranze), si ottiene una formulazione diversa che richiede un nuovo UFI e una nuova notifica PCN per il paese interessato.

Errori frequenti rilevati durante le ispezioni

Dalle verifiche condotte dalle autorità italiane e dai feedback ECHA emergono ricorrenti irregolarità:

  1. UFI assente: il prodotto è stato notificato al PCN ma l’UFI non è stato inserito nella versione finale dell’etichetta di stampa.
  2. UFI parziale: stampato in modo troncato (es. 12 caratteri invece di 16) per problemi di layout grafico.
  3. Prefisso mancante: il codice è presente ma senza il prefisso “UFI:”, rendendo difficile il riconoscimento da parte dei centri antiveleni.
  4. Bassa leggibilità: font troppo piccolo, colore grigio su sfondo bianco, testo posizionato nella piega dell’etichetta.
  5. UFI non aggiornato: la formulazione è cambiata e richiederebbe un nuovo UFI, ma sull’etichetta rimane il vecchio codice.

Domande frequenti

L’UFI va stampato direttamente sull’etichetta CLP?

Sì. Secondo il Reg. (UE) 2017/542 (allegato VIII CLP), l’UFI deve comparire sull’etichetta del prodotto o, in alternativa, sull’imballaggio esterno, purché sia chiaramente visibile e leggibile.

Qual è la dimensione minima dell’UFI sull’etichetta?

La normativa non fissa in mm la dimensione del carattere, ma richiede che l’UFI sia “chiaramente leggibile e indelebile”. In pratica si segue la stessa gerarchia dimensionale richiesta per il testo CLP: almeno 6 pt su imballaggi fino a 3 L, proporzionato per volumi maggiori.

Posso mettere l’UFI solo sull’imballaggio esterno e non sull’etichetta della singola confezione?

Sì, se il prodotto è venduto esclusivamente in imballaggio esterno e la confezione interna non è mai separata dall’esterno prima dell’uso. In caso contrario l’UFI deve comparire sulla confezione unitaria accessibile al consumatore finale.

Come si formatta correttamente l’UFI?

Il formato standard è UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX, dove X sono caratteri alfanumerici maiuscoli. Il prefisso “UFI:” seguito da due punti è parte integrante del codice e va sempre incluso.

Cosa succede se il codice UFI non è leggibile o è assente?

L’assenza o l’illeggibilità dell’UFI costituisce una non conformità CLP. Le autorità di controllo (in Italia l’ICQRF e le AUSL) possono richiedere il ritiro dal mercato del lotto o comminare sanzioni ai sensi del D.Lgs. 65/2003 e del Reg. CLP.

Verifica la conformità UFI della tua etichetta

Il tuo prodotto ha il codice UFI nel posto giusto e nel formato corretto? Richiedi una verifica tecnica dell’etichetta prima che lo rilevi un’ispezione di mercato.

Risposta entro 24hConsulenti REACH·CLP·ADRVerifica senza impegno
Richiedi una verifica
Scopri il servizio di consulenza

Approfondisci

Fonti ufficiali

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).