Numero di notifica PCN e rapporto con l’etichetta

UFI e notifica PCN

Codice UFI ed etichette: notifica ai centri antiveleni per le miscele pericolose.

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026UFI e notifica PCN

In sintesi

  • No, il numero di notifica PCN è un riferimento interno tra l’operatore e l’autorità competente; non compare sull’etichetta del prodotto.
  • Il codice UFI deve figurare nella sezione delle informazioni supplementari dell’etichetta CLP (sezione 2 del pannello etichetta), preceduto dalla dicitura ‘UFI:’.
  • Dipende dall’entità della modifica. Se la variazione della composizione supera le soglie di tolleranza previste dall’Allegato VIII CLP, occorre generare un nuovo codice UFI e…
  • Sì, ma solo se esistono più varianti di formula con composizioni distinte.

Una delle fonti di confusione più comuni nella gestione PCN riguarda il rapporto tra il numero di notifica, il codice UFI e l’etichetta del prodotto. Molte aziende non sanno se il numero di notifica va riportato da qualche parte, dove va esattamente l’UFI sull’etichetta, e cosa succede quando la formula cambia.

Questa guida chiarisce le relazioni tra questi elementi: cosa è il numero di notifica, cosa è il codice UFI, dove si trovano, come interagiscono, e quali conseguenze hanno le modifiche di formula sul sistema etichetta-notifica.

Numero di notifica: cos’è e a cosa serve

Quando un operatore presenta una notifica PCN all’autorità competente (tramite il portale ECHA o un portale nazionale), il sistema restituisce un numero di notifica — un identificativo interno che conferma la ricezione della notifica da parte dell’autorità. Questo numero:

  • non compare sull’etichetta del prodotto
  • è un riferimento amministrativo tra il notificante e l’autorità
  • deve essere conservato nella documentazione tecnica del prodotto
  • serve a dimostrare l’avvenuta notifica in caso di controllo ispettivo
  • permette di richiamare il dossier per aggiornamenti successivi

In pratica: il numero di notifica non è un’informazione pubblica né un requisito di etichettatura. È la prova interna che l’obbligo è stato adempiuto.

Il codice UFI: definizione e struttura

Il codice UFI (Unique Formula Identifier) è un codice alfanumerico di 16 caratteri che collega univocamente il prodotto fisico alla notifica PCN presentata. È generato tramite l’algoritmo messo a disposizione da ECHA sul proprio sito, a partire da due input:

  • la partita IVA (o numero VAT) del formulatore o importatore
  • un numero di formula assegnato dall’operatore stesso (un intero progressivo)

L’algoritmo è deterministico: dati gli stessi input, produce sempre lo stesso UFI. Cambiando il numero di formula, si ottiene un UFI diverso per la stessa partita IVA — così si distinguono prodotti diversi dello stesso fabbricante.

Dove va l’UFI sull’etichetta

L’Allegato VIII del Regolamento CLP prescrive che il codice UFI debba figurare nella sezione delle informazioni supplementari dell’etichetta, preceduto dalla dicitura “UFI:”. In formato etichetta CLP, le informazioni supplementari sono nella sezione 2 del pannello principale.

Requisiti pratici:

  • Scritto come “UFI:” seguito dal codice a 16 caratteri (es. UFI: A1B2-C3D4-E5F6-G7H8)
  • Deve essere chiaramente leggibile e indelebile
  • Non esistono prescrizioni su colore o dimensione del font, purché il contrasto garantisca leggibilità
  • Può essere posizionato insieme ad altre informazioni supplementari, non in posizione isolata

In caso di imballaggi molto piccoli dove lo spazio è limitato, l’Allegato VIII prevede alcune flessibilità sull’etichettatura ridotta, ma il codice UFI rimane obbligatorio anche in formato pieghevole o cartellino.

Relazione tra UFI, formula e notifica PCN

Il meccanismo è il seguente: l’operatore genera un UFI per una formula specifica, lo include nella notifica PCN che trasmette all’autorità competente, e lo riporta sull’etichetta del prodotto commercializzato con quella formula. Quando un centro antiveleni riceve una chiamata relativa a quel prodotto, legge l’UFI dall’etichetta (o dalla comunicazione del cliente) e lo usa per richiamare immediatamente il dossier completo della notifica.

Elemento Dove compare A cosa serve
Numero di notifica Documentazione interna dell’operatore Riferimento amministrativo, prova di avvenuta notifica
Codice UFI Etichetta del prodotto (info supplementari) Collega il prodotto alla notifica PCN per i centri antiveleni
Dossier PCN Sistema dell’autorità competente Composizione dettagliata accessibile ai centri antiveleni

Modifica della formula: quando l’UFI cambia

Il punto critico nella gestione del ciclo di vita del prodotto è stabilire quando una modifica della formula rende invalido il vecchio UFI e richiede di generarne uno nuovo. L’Allegato VIII definisce soglie di tolleranza: variazioni di composizione entro quelle soglie non richiedono nuova notifica né nuovo UFI. Superarle, invece, obbliga a:

  1. Generare un nuovo numero di formula (incrementare il contatore progressivo)
  2. Generare il nuovo UFI tramite l’algoritmo ECHA
  3. Presentare una nuova notifica PCN con i dati aggiornati
  4. Aggiornare l’etichetta riportando il nuovo UFI
  5. Smettere di commercializzare il prodotto con il vecchio UFI appena si esaurisce la prima tiratura di etichette

Le soglie di tolleranza dipendono dalla classe di pericolo delle sostanze modificate. Per sostanze con tossicità acuta alta le soglie sono molto strette (variazioni di pochi punti percentuali); per ingredienti non pericolosi le soglie sono più ampie.

Prodotti con più varianti: gestire più UFI

Un’azienda che commercializza varianti di prodotto con formule diverse (es. stesso detersivo in concentrazione diversa, o con aggiunta di profumo) deve generare un UFI distinto per ciascuna variante e presentare una notifica separata per ognuna. Non è corretto riutilizzare lo stesso UFI per formule diverse: ciò invaliderebbe il collegamento tra etichetta e notifica e renderebbe inutile il sistema di risposta dei centri antiveleni.

Conservazione della documentazione

L’Allegato VIII non specifica una durata minima di conservazione per i documenti PCN, ma le buone pratiche di conformità suggeriscono di conservare:

  • Il numero di notifica per ciascun prodotto notificato
  • La versione del dossier PCN presentata (inclusa la composizione dichiarata)
  • La corrispondenza con eventuali richieste di integrazione da parte dell’autorità
  • Il log delle modifiche di formula con le relative nuove notifiche

In caso di ispezione o di incidente con coinvolgimento di un centro antiveleni, questa documentazione permette di ricostruire l’intera storia del prodotto e dimostrare la conformità nel tempo.

Domande frequenti

Il numero di notifica PCN va riportato sull’etichetta?

No. Il numero di notifica è un riferimento interno tra operatore e autorità; non compare sull’etichetta. Sull’etichetta va riportato il codice UFI, preceduto dalla dicitura “UFI:”.

Dove va posizionato il codice UFI sull’etichetta?

Nella sezione delle informazioni supplementari dell’etichetta CLP, preceduto da “UFI:”. Deve essere chiaramente leggibile e indelebile. Nessun vincolo su colore o font specifici.

Se cambio la formula del prodotto, devo cambiare anche l’UFI sull’etichetta?

Dipende dall’entità della modifica. Se supera le soglie di tolleranza dell’Allegato VIII CLP, occorre generare un nuovo UFI, presentare nuova notifica e aggiornare l’etichetta. Se la modifica rientra nelle soglie, il vecchio UFI rimane valido.

Un prodotto può avere più codici UFI?

No, per la stessa formula. Ogni UFI corrisponde a una specifica formula. Varianti di prodotto con composizioni distinte devono avere UFI diversi e notifiche separate.

Il numero di notifica ricevuto dal portale ECHA deve essere conservato?

Sì. Va conservato nella documentazione tecnica del prodotto per dimostrare l’avvenuta notifica in caso di ispezione e per collegare in modo tracciabile l’UFI dell’etichetta alla notifica nel sistema dell’autorità competente.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).