Etichetta CLP per oli essenziali e fragranze

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Si’, gli oli essenziali puri e le miscele che li contengono, se classificati come pericolosi ai sensi del Reg. 1272/2008 CLP, devono essere etichettati prima della vendita.
  • Dipende dall’uso finale, i prodotti cosmetici finiti (pronti per l’uso da parte del consumatore) sono disciplinati dal Reg. 1223/2009 cosmetici, non dal CLP per l’etichettatura…
  • I componenti allergenici delle fragranze sono 82 sostanze elencate nel Reg. 1223/2009 cosmetici (Allegato III, aggiornato dal Reg. 2023/1490) che devono essere dichiarate…
  • Si’, l’olio essenziale di limone (CAS 8008-56-8) contiene prevalentemente d-limonene (CAS 5989-27-5), classificato come Flam.

Gli oli essenziali e le fragranze sembrano ingredienti naturali e innocui, ma dal punto di vista della conformita’ chimica presentano una complessita’ superiore a quella di molti prodotti di sintesi. Una singola fragranza complessa puo’ contenere decine di componenti classificati, ciascuno con proprie frasi H, cut-off e obblighi di dichiarazione. Costruire un’etichetta CLP corretta per un prodotto a base di oli essenziali o fragranze richiede una conoscenza approfondita della composizione e dei metodi di classificazione delle miscele.

Questa guida descrive il percorso completo: dalla classificazione dei singoli oli essenziali alla composizione della miscela, dalla costruzione dell’etichetta CLP alla notifica PCN, con particolare attenzione alle sostanze sensibilizzanti e alle specificita’ del settore cosmetico e aromaterapico.

Perche’ gli oli essenziali sono quasi sempre classificati pericolosi

Un olio essenziale e’ per definizione una miscela complessa di terpeni, fenoli, aldeidi e altri composti organici. Molti di questi composti hanno classificazioni armonizzate o autoproposto che ne determinano la pericolosita’. Le classi di pericolo piu’ frequenti per gli oli essenziali comuni sono:

  • Liquido infiammabile (Flam. Liq. 3, H226): quasi tutti gli oli essenziali hanno punto di infiammabilità compreso tra 23 e 60 °C, rientrando nella categoria 3.
  • Sensibilizzazione cutanea (Skin Sens. 1, H317): d-limonene, linalolo, geraniolo, citral, eugenolo e molti altri componenti aromatici tipici hanno classificazione armonizzata come sensibilizzanti.
  • Irritazione cutanea (Skin Irrit. 2, H315) e irritazione oculare (Eye Irrit. 2, H319): diffuse in oli essenziali con componenti fenolici o aldeidi aromatiche.
  • Pericolosita’ per l’ambiente acquatico (Aquatic Chronic 1-3): la maggior parte dei terpeni (limonene, pinene, canfene) sono tossici per gli organismi acquatici; limonene e’ Aquatic Chronic 1 con H410.
  • Tossicita’ acuta (Acute Tox. 4, H302 o H312): presente in oli come l’olio di canfora o l’olio di timo ad alto contenuto di timolo.

Classificare un olio essenziale come sostanza o come miscela

Dal punto di vista regolamentare, un olio essenziale puo’ essere trattato come una sostanza (se ha un numero CAS specifico e una classificazione riconosciuta) o come una miscela dei suoi componenti noti. La scelta del metodo ha implicazioni pratiche:

  • Approccio “sostanza”: si usa la classificazione dell’olio essenziale nel suo complesso, disponibile nel database C&L di ECHA (molti oli essenziali hanno classificazioni autoproposto consolidate). E’ piu’ rapido ma meno preciso se la composizione dell’olio varia tra fornitori.
  • Approccio “miscela dei componenti”: si classificano i singoli costituenti identificati nell’analisi GC-MS e si applica il metodo delle miscele (Allegato I CLP). E’ piu’ accurato ma richiede l’analisi chimica del lotto.

Per le fragranze di sintesi composte da IFRA (International Fragrance Association) o acquistate come compound da un fornitore specializzato, il fornitore e’ tenuto a fornire la classificazione della miscela fragranza e la composizione almeno nelle bande di concentrazione, ai sensi del Reg. REACH art. 31 e Allegato II.

I componenti allergenici: l’intreccio tra CLP e Reg. Cosmetici

Per i prodotti destinati al contatto cutaneo (cosmetici, prodotti per la casa profumati, candele), si sovrappongono due discipline normative:

  1. Reg. 1272/2008 CLP: classificazione e etichettatura di pericolo della miscela (pittogrammi, frasi H, frasi P, UFI).
  2. Reg. 1223/2009 Cosmetici, Allegato III (aggiornato da Reg. 2023/1490): obbligo di dichiarazione INCI di 82 sostanze allergeniche se superano le soglie (0,001% rinse-off / 0,0001% leave-on). Questa lista comprende sostanze come linalolo, citronellolo, farnesolo, benzyl alcohol, eugenolo e molte altre comuni negli oli essenziali.

Il punto critico: un prodotto puo’ essere conforme CLP ma non conforme al Reg. Cosmetici per la dichiarazione allergenica, o viceversa. Le due verifiche devono essere condotte in parallelo per i prodotti cosmetici.

Costruire l’etichetta CLP per una miscela con oli essenziali

Il processo di costruzione dell’etichetta parte dalla classificazione della miscela. Per una miscela profumata o un prodotto aromaterapico, i passi tipici sono:

  1. Raccogliere la composizione completa: per ogni ingrediente (oli essenziali, fragranze compound, vettori, conservanti) raccogliere CAS, CE e percentuale nella formula.
  2. Classificare ogni ingrediente: consultare Allegato VI CLP, database C&L ECHA, SDS dei fornitori.
  3. Classificare la miscela: applicare i metodi Allegato I CLP per ogni classe di pericolo. Per la sensibilizzazione cutanea, il metodo additivo prevede la somma delle concentrazioni degli ingredienti classificati Skin Sens. 1: se la somma supera 1% (per le miscele), la miscela e’ Skin Sens. 1 con H317.
  4. Costruire l’etichetta con i pittogrammi risultanti dalla classificazione, avvertenza, frasi H consolidate (art. 27 CLP: si eliminano le frasi ridondanti), frasi P applicabili all’uso, nome fornitore UE, quantita’ nominale, UFI.

Tabella: classificazione di oli essenziali comuni

Olio essenziale Classificazione principale Frasi H principali Pittogrammi
Limone (d-limonene) Flam. Liq. 3, Skin Sens. 1, Aquatic Chronic 1 H226, H317, H410 GHS02, GHS07, GHS09
Lavanda (linalolo, acetato di linalile) Skin Sens. 1B H317 GHS07
Tea Tree (terpinen-4-olo) Flam. Liq. 3, Skin Sens. 1 H226, H317 GHS02, GHS07
Eucalipto (1,8-cineolo) Flam. Liq. 3, Acute Tox. 4 (orale) H226, H302 GHS02, GHS07
Cannella (aldeide cinnamica) Skin Corr. 1C / Skin Sens. 1A H314, H317 GHS05, GHS07
Chiodi di garofano (eugenolo) Skin Sens. 1B, Eye Irrit. 2 H317, H319 GHS07
Menta piperita (mentolo) Flam. Liq. 3, Skin Irrit. 2 H226, H315 GHS02, GHS07

Nota: le classificazioni sopra riportate sono quelle piu’ diffuse nel C&L Inventory ECHA. La classificazione esatta dipende dalla composizione specifica del lotto; verificare sempre la SDS del fornitore e il database C&L.

L’UFI e la notifica PCN per prodotti a base di fragranze

Dal 1° gennaio 2021 tutte le miscele pericolose destinate a consumatori o professionisti devono avere un UFI sull’etichetta e una notifica PCN corrispondente. Per i prodotti con fragranze:

  • L’UFI e’ legato alla formula. Se la formula cambia (anche solo la percentuale di un olio essenziale), l’UFI va aggiornato e la notifica PCN rifatta.
  • La composizione dettagliata della fragranza va comunicata al portale PCN. Se il fornitore della fragranza la mantiene confidenziale, puo’ comunicarla direttamente al portale PCN con accesso limitato (accordo di riservatezza ECHA).
  • Per i prodotti distribuiti in piu’ paesi UE, la notifica PCN puo’ essere una singola notifica europea (se si usa il portale ECHA centralizzato) oppure notifiche nazionali separate.

Candele profumate e diffusori: specificita’ applicative

Le candele profumate e i diffusori con oli essenziali presentano specificita’ che meritano attenzione:

  • Candele: il prodotto finito (cera + fragranza solida) ha un punto di infiammabilita’ piu’ alto rispetto agli oli essenziali puri. Tuttavia, se contiene fragranze classificate sensibilizzanti o tossiche, l’etichetta CLP e’ comunque obbligatoria. Occorre classificare la miscela cera+fragranza nel suo stato liquido (durante la produzione) e nel suo stato d’uso.
  • Diffusori a bastone (reed diffuser): il liquido nel flacone e’ spesso a base di DPG (dipropylene glycol) o alcol isopropilico con fragranza. E’ classificato infiammabile e sensibilizzante; l’etichetta CLP sul flacone e’ obbligatoria, incluso l’UFI.
  • Spray aromatici: classificati come aerosol se in contenitore pressurizzato, oppure come miscele liquide infiammabili se a pompa spray. Le frasi P per uso in ambienti ventilati (P271) e lontano da fiamme sono tipicamente obbligatorie.

Domande frequenti

Gli oli essenziali devono avere un’etichetta CLP?

Si’. La maggior parte degli oli essenziali e’ classificata almeno come infiammabile liquido categoria 3 e/o sensibilizzante cutaneo categoria 1, rendendo l’etichetta CLP obbligatoria prima della vendita.

Un profumo o una fragranza pronta per uso cosmetico deve avere l’etichetta CLP?

I prodotti cosmetici finiti sono disciplinati dal Reg. 1223/2009. Le fragranze concentrate in forma B2B devono essere etichettate CLP. Per i cosmetici il CLP si applica alle sostanze CMR e alle avvertenze specifiche.

Cosa sono i componenti allergenici delle fragranze e come si dichiarano?

Sono 82 sostanze elencate nell’Allegato III del Reg. Cosmetici (aggiornato dal Reg. 2023/1490) che devono essere dichiarate sull’INCI se superano le soglie di concentrazione (0,001% rinse-off, 0,0001% leave-on).

L’olio essenziale di limone e’ infiammabile? Va dichiarato sull’etichetta?

Si’. L’olio essenziale di limone contiene prevalentemente d-limonene, classificato Flam. Liq. 3 (H226), Skin Sens. 1 (H317) e Aquatic Chronic 1 (H410). Pittogrammi GHS02, GHS07 e GHS09 devono comparire sull’etichetta.

Serve la notifica PCN per un diffusore di fragranze con oli essenziali?

Si’, se il prodotto e’ classificato come pericoloso e destinato a consumatori o professionisti. La notifica al portale PCN di ECHA e’ obbligatoria dal 1 gennaio 2021 e il numero UFI deve comparire sull’etichetta.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).