Etichetta CLP per candele profumate e wax melt

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Sì, le candele profumate contengono fragranze che possono essere classificate come pericolose ai sensi del Reg. 1272/2008 CLP.
  • L’allegato I, punto 1.2 del Reg. CLP stabilisce dimensioni minime in funzione del volume dell’imballaggio.
  • La valutazione di classificazione segue gli stessi criteri CLP.
  • La SDS è obbligatoria quando il prodotto è classificato pericoloso e viene fornito a operatori professionali.

Chi produce o importa candele profumate e wax melt si trova spesso di fronte a una domanda scomoda: il mio prodotto deve avere un’etichetta CLP? La risposta dipende dalla classificazione della miscela, ma il percorso per arrivarci è meno intuitivo di quanto sembri. Profumi, additivi e cere si combinano in un prodotto finito che deve essere valutato nel suo complesso, non come somma di ingredienti separati.

Questa guida illustra il quadro normativo applicabile, come si costruisce la classificazione di una candela profumata, quali elementi obbligatori deve contenere l’etichetta CLP e quali errori ricorrenti commettono i piccoli produttori. L’obiettivo è fornire uno strumento operativo per chi gestisce autonomamente la conformità o vuole capire cosa chiedere al proprio consulente.

Quadro normativo di riferimento

Le candele profumate sono miscele chimiche ai fini del Reg. 1272/2008 CLP (classificazione, etichettatura e imballaggio). Non esiste una normativa di settore specifica per le candele: si applica il quadro orizzontale CLP, integrato da:

  • Reg. 1907/2006 REACH per la registrazione delle sostanze usate in concentrazioni ≥1 t/anno e per gli obblighi di comunicazione nella catena di fornitura.
  • Reg. 648/2004 sui detergenti (se il prodotto è pubblicizzato anche come deodorante per ambienti).
  • D.Lgs. 81/2008 per la sicurezza nei luoghi di lavoro, se la produzione avviene in laboratorio.
  • Regolamento delegato UE 2023/707, che ha aggiornato i criteri per le sostanze sensibilizzanti cutanee nella classificazione CLP.

Non esistono deroghe per piccoli produttori o per la vendita su piattaforme e-commerce. La dimensione del lotto non incide sull’obbligo di classificare ed etichettare.

Quando scatta l’obbligo di etichetta CLP

L’obbligo nasce dalla classificazione, non dalla categoria merceologica. Una candela profumata è soggetta a etichetta CLP se la miscela è classificata come pericolosa ai sensi del Reg. CLP, cioè se soddisfa i criteri di pericolo per almeno una delle classi previste (tossicità acuta, sensibilizzazione cutanea o respiratoria, pericolo di aspirazione, infiammabilità, ecc.).

La maggior parte delle fragranze usate nelle candele contiene componenti classificati come sensibilizzanti cutanei (H317) o come pericolosi per gli organismi acquatici. Anche a basse concentrazioni, certi terpeni come il limonene o il linalool ossidato possono portare la miscela a superare le soglie di classificazione. L’unico modo per saperlo è fare il calcolo.

Come si classifica una miscela: il metodo della sommatoria

Per le miscele il CLP prevede il metodo della sommatoria dei pericoli, disciplinato dall’allegato I, parte 1 del regolamento. Il principio è: se la somma delle concentrazioni degli ingredienti pericolosi supera una soglia specifica, la miscela è classificata per quel pericolo.

Per la sensibilizzazione cutanea (categoria 1A/1B) le soglie generali sono rispettivamente 0,1% e 1%, ma alcune sostanze hanno soglie specifiche più basse indicate nella tabella 3.4.4 dell’allegato I CLP. Per la tossicità acquatica cronica le soglie dipendono dal fattore M della sostanza. Il calcolo deve essere documentato e conservato.

Informazioni obbligatorie sull’etichetta

Una volta stabilita la classificazione, l’etichetta CLP deve contenere gli elementi obbligatori previsti dall’art. 17 del Reg. CLP:

  • Nome, indirizzo e numero di telefono del fornitore responsabile.
  • Quantità nominale del prodotto (peso o volume).
  • Identificatori del prodotto (nome commerciale e, se pertinente, numero di registrazione REACH).
  • Pittogrammi di pericolo GHS applicabili (es. GHS07 per sensibilizzanti cutanei).
  • Avvertenze (“Attenzione” o “Pericolo”) coerenti con la classe e la categoria di pericolo.
  • Indicazioni di pericolo (frasi H) pertinenti alla classificazione assegnata.
  • Consigli di prudenza (frasi P) selezionati secondo i criteri dell’allegato IV.
  • Indicazione supplementare per i componenti allergenici delle fragranze, se obbligatoria ai sensi del Reg. CLP aggiornato.

Nuovi obblighi per le fragranze allergeniche

Il Reg. UE 2023/1435 ha modificato il Reg. CLP introducendo obblighi supplementari per le sostanze allergeniche nelle fragranze. A partire da agosto 2026 (per le nuove immissioni) e agosto 2028 (per le scorte esistenti), l’etichetta deve riportare esplicitamente i componenti allergenici delle fragranze presenti al di sopra delle soglie previste (0,01% per i prodotti a risciacquo, 0,001% per quelli non a risciacquo).

Per le candele profumate, che rientrano nei prodotti non a risciacquo in ambiente, la soglia applicabile è 0,001%. Questo significa che anche frazioni molto piccole di sostanze come citronellolo, geraniolo, cinnamal e altre 56 sostanze elencate nell’allegato VIII del Reg. CLP aggiornato devono comparire sull’etichetta se superano tale soglia.

Dimensioni dell’etichetta e formato ammesso

L’allegato I, punto 1.2 del Reg. CLP fissa dimensioni minime dell’etichetta in funzione della capacità dell’imballaggio:

Capacità imballaggio Dimensioni minime etichetta Dimensione minima pittogramma
Fino a 3 litri 52 × 74 mm 10 × 10 mm (min. 16 mm² area)
Da 3 a 50 litri 74 × 105 mm 14 × 14 mm
Da 50 a 500 litri 105 × 148 mm 16 × 16 mm
Oltre 500 litri 148 × 210 mm 20 × 20 mm

Per i contenitori molto piccoli (candele in vasetto da 50-100 ml) è ammessa l’etichetta pieghevole o un tag appeso, purché tutte le informazioni obbligatorie siano presenti e leggibili. Non è possibile omettere elementi obbligatori per mancanza di spazio: si deve scegliere un formato idoneo.

Notifica al PCN (Poison Centres Notification)

Dal 1° gennaio 2021 tutte le miscele classificate pericolose destinate al mercato UE devono essere notificate al centro antiveleni competente tramite il portale ECHA (IUCLID). La notifica è obbligatoria anche per le candele profumate classificate pericolose. L’etichetta deve riportare l’UFI (Unique Formula Identifier) generato al momento della notifica, visibile sul fronte del prodotto.

L’UFI si inserisce nella sezione “informazioni supplementari” dell’etichetta ed è composto da 16 caratteri alfanumerici (es. UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX). La sua assenza su un prodotto classificato pericoloso costituisce una non conformità sanzionabile.

Errori ricorrenti e come evitarli

Dall’esperienza pratica emergono alcune lacune frequenti nei produttori di candele artigianali e nelle PMI del settore:

  • Classificare la fragranza, non la miscela finale. La SDS della fragranza fornisce la classificazione del profumo, non della candela finita. Il responsabile dell’immissione in commercio deve ricalcolare la classificazione tenendo conto della diluizione nella cera.
  • Usare frasi H e P generiche prese da modelli. Le frasi devono essere selezionate in base alla classificazione reale del prodotto, non copiate da etichette simili.
  • Dimenticare l’UFI. Prodotti classificati pericolosi senza UFI in etichetta non sono conformi dal 2021.
  • Non aggiornare l’etichetta al cambio fornitore di fragranza. Se cambia la formulazione, la classificazione deve essere rivalutata.
  • Usare pittogrammi di dimensioni non conformi. Il pittogramma deve avere l’area minima prevista dall’allegato I, con bordo rosso su sfondo bianco.

Domande frequenti

Le candele profumate rientrano nell’ambito del Regolamento CLP?

Sì. Le candele profumate contengono fragranze che possono essere classificate come pericolose ai sensi del Reg. 1272/2008 CLP. Il prodotto finito deve essere classificato valutando l’intera miscela, incluse cere e profumi, e se la classificazione è pericolosa l’etichetta CLP è obbligatoria.

Quale dimensione minima deve avere l’etichetta CLP su una candela?

L’allegato I, punto 1.2 del Reg. CLP stabilisce dimensioni minime in funzione del volume dell’imballaggio. Per imballaggi fino a 3 litri il formato minimo è 52×74 mm. Per candele in barattolo di capacità inferiore a 125 ml è possibile usare etichette piegate o tag con le informazioni minime.

I wax melt sono trattati diversamente dalle candele?

La valutazione di classificazione segue gli stessi criteri CLP. La differenza pratica è che i wax melt non vengono bruciati direttamente ma riscaldati su un bruciatore aperto, il che cambia il profilo di esposizione. Tuttavia l’obbligo di etichetta CLP resta se la miscela è classificata pericolosa.

È necessaria la scheda di dati di sicurezza per le candele vendute ai consumatori?

La SDS è obbligatoria quando il prodotto è classificato pericoloso e viene fornito a operatori professionali. Per la vendita al dettaglio ai consumatori la SDS non è obbligatoria, ma può essere richiesta su richiesta. L’etichetta CLP, invece, è obbligatoria indipendentemente dal canale di vendita se il prodotto è classificato pericoloso.

Le fragranze IFRA-compliant sono già classificate?

No. La conformità agli standard IFRA riguarda limiti d’uso nelle fragranze, non la classificazione CLP. Il fornitore di fragranza deve fornire la SDS con la classificazione. Il produttore della candela è responsabile di classificare la miscela finale tenendo conto della concentrazione di ogni ingrediente pericoloso.

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Fonti ufficiali

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).