Classificazione ed etichettatura CLP
Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.
In sintesi
- Un’etichetta CLP deve contenere: nome e indirizzo del responsabile dell’immissione sul mercato, quantità nominale del prodotto (per consumatori), identificatori del prodotto (nome…
- Il Regolamento CLP non fissa un numero massimo assoluto, ma l’art. 22 stabilisce che sull’etichetta non devono comparire più di 6 frasi P, salvo che la natura e la gravità dei…
- L’etichetta CLP deve essere redatta nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui il prodotto è immesso sul mercato.
- Le dimensioni minime dei pittogrammi dipendono dalla superficie dell’etichetta.
L’etichetta CLP è il primo strumento di sicurezza per chi maneggia un prodotto chimico pericoloso. Eppure è frequente trovare etichette incomplete, con frasi tronche, pittogrammi di dimensioni non conformi o elementi obbligatori spostati sul retro in caratteri illeggibili. Le conseguenze vanno dalle non conformità documentali alle sanzioni amministrative, fino ai rischi per la sicurezza degli utilizzatori.
Questa guida elenca e spiega tutti gli elementi obbligatori di un’etichetta CLP ai sensi del Regolamento (CE) n. 1272/2008, con i riferimenti normativi esatti, le dimensioni minime, le regole di layout e gli errori più comuni.
Base normativa: artt. 17-33 del Regolamento CLP
Gli obblighi di etichettatura sono disciplinati agli artt. 17-33 del Regolamento (CE) n. 1272/2008. L’art. 17 elenca gli elementi obbligatori; gli artt. 18-22 specificano le regole per pittogrammi, avvertenze, frasi H e frasi P; gli artt. 31-33 trattano le deroghe per piccoli imballaggi e imballaggi esterni/interni.
Elemento 1 — Nome, indirizzo e numero telefonico del responsabile
Il nome e l’indirizzo (incluso il paese) del fornitore responsabile dell’immissione sul mercato devono figurare sull’etichetta. Per le miscele deve essere incluso anche un numero di telefono di emergenza o il rimando al servizio di informazione per casi di emergenza. In Italia, il riferimento è il CAV (Centro Antiveleni) più vicino o il numero del fornitore stesso.
Elemento 2 — Identificatori del prodotto
Per le sostanze occorre indicare: il nome IUPAC o il nome impiegato nella nomenclatura IUPAC, il numero CE (se disponibile) e il numero CAS. Per le miscele: il nome commerciale o la denominazione della miscela, e il nome chimico delle sostanze pericolose che hanno determinato la classificazione (con soglie specificate nell’Allegato I del CLP, tipicamente ≥1% per i solidi, ≥0,2% per i gas).
Elemento 3 — Quantità nominale
La quantità nominale (massa o volume) del contenuto è obbligatoria sull’etichetta per i prodotti destinati al pubblico generico, salvo che sia indicata altrove sull’imballaggio in modo chiaramente visibile. Per i prodotti destinati esclusivamente agli utilizzatori professionali, l’obbligo varia in base alla normativa di settore.
Elemento 4 — Pittogrammi di pericolo
I pittogrammi GHS (Globally Harmonised System) sono simboli grafici in cornice rossa a forma di rombo. Devono essere stampati su fondo bianco. Il Regolamento CLP ne prevede 9:
| Codice | Simbolo | Pericoli principali |
|---|---|---|
| GHS01 | Bomba esplodente | Esplosivi instabili, esplosivi div. 1.1-1.4, sostanze auto-reattive tipo A/B |
| GHS02 | Fiamma | Gas infiammabili, liquidi infiammabili, solidi infiammabili, pirofori |
| GHS03 | Fiamma su cerchio | Gas ossidanti, liquidi ossidanti, solidi ossidanti |
| GHS04 | Bombola a pressione | Gas compressi, liquefatti, disciolti |
| GHS05 | Corrosione | Corrosione metalli, corrosione/irritazione cutanea Cat. 1, lesioni oculari Cat. 1 |
| GHS06 | Teschio | Tossicità acuta Cat. 1-3 (orale, cutanea, inalazione) |
| GHS07 | Punto esclamativo | Tossicità acuta Cat. 4, irritazione cutanea, irritazione oculare, sensibilizzazione cutanea Cat. 1B |
| GHS08 | Pericolo per la salute | Sensibilizzazione respiratoria, mutagenesi, cancerogenesi, tossicità riproduttiva, STOT, aspirazione |
| GHS09 | Ambiente | Pericolo acquatico acuto Cat. 1, cronico Cat. 1-2 |
Le dimensioni minime del lato del pittogramma sono fissate dall’Allegato I del CLP in funzione della superficie dell’etichetta:
- Superficie ≤3 cm²: lato minimo 10 mm (o dimensioni ridotte per imballaggi molto piccoli)
- Superficie 3-40 cm²: lato minimo 13 mm
- Superficie 40-500 cm²: lato minimo 16 mm
- Superficie >500 cm²: lato minimo 25 mm
Elemento 5 — Avvertenza (Pericolo o Attenzione)
L’avvertenza è una parola sola: “Pericolo” (Danger) o “Attenzione” (Warning). “Pericolo” si usa per le classi di pericolo più gravi (categorie 1 e 2 in molti casi); “Attenzione” per quelle meno gravi. Se un prodotto è classificato per più pericoli con avvertenze diverse, si usa sempre “Pericolo”. Non possono comparire entrambe le avvertenze.
Elemento 6 — Frasi H (indicazioni di pericolo)
Tutte le frasi H pertinenti alla classificazione devono comparire sull’etichetta, riportate per esteso nel testo ufficiale della lingua del paese di immissione. Non possono essere abbreviate, parafrasate o sostituite da codici soli. In caso di miscela classificata per più pericoli, si riportano tutte le frasi H corrispondenti. L’Allegato III del CLP contiene il testo ufficiale in tutte le lingue UE.
Elemento 7 — Frasi P (consigli di prudenza)
Le frasi P (Precautionary statements) indicano le misure di prevenzione, risposta in caso di incidente, conservazione e smaltimento. Il formulatore sceglie le frasi P più pertinenti tra quelle applicabili in base alla classificazione e all’uso del prodotto. L’art. 22 del CLP limita il numero di frasi P a 6 sull’etichetta, salvo che la natura dei pericoli richieda di superare questo limite. Le frasi P combinabili (es. P301+P330+P331) contano come una sola.
Elemento 8 — Sezione supplementare (Allegato II): frasi EUH
Per alcune sostanze e miscele, il Regolamento CLP richiede frasi supplementari EU-specific (frasi EUH), che non fanno parte del GHS globale ma sono obbligatorie nell’Unione Europea. Esempi:
- EUH208 — “Contiene [nome della sostanza]. Può provocare una reazione allergica.” (per sensibilizzanti in miscela)
- EUH401 — “Per evitare rischi per la salute umana e per l’ambiente, seguire le istruzioni per l’uso.”
- EUH066, EUH031, EUH032, ecc., per rischi specifici derivanti da componenti particolari.
Elemento 9 — Codice UFI (per miscele con notifica PCN)
Per le miscele pericolose soggette all’obbligo di notifica ai centri antiveleni (Allegato VIII del CLP), il codice UFI deve essere riportato sull’etichetta in modo leggibile, preceduto dalla sigla “UFI:”. Non è richiesto per le sostanze pure né per le miscele non pericolose.
Regole di layout: leggibilità e collocazione
L’art. 31 del CLP stabilisce che le informazioni obbligatorie devono essere chiaramente leggibili, indelebili e su fondo che ne garantisca il contrasto. Le prescrizioni principali:
- Lingua: la (o le) lingua/e ufficiale/i dello Stato membro di immissione sul mercato.
- Posizione: l’etichetta deve essere fissa sull’imballaggio. Per contenitori non richiudibili, può essere sull’imballaggio esterno.
- Leggibilità: dimensione del carattere adeguata alla superficie dell’etichetta (Allegato I, tabella 1.2 del CLP).
- Priorità visiva: i pittogrammi devono essere prominenti; non devono essere coperti da altri elementi grafici.
Deroghe per imballaggi piccoli e speciali
L’art. 29 del CLP prevede deroghe per imballaggi con superficie ≤10 cm²: le frasi P possono essere omesse sull’etichetta purché siano incluse nel foglio illustrativo interno. Per i gas tecnici in bombole con superficie ≤150 cm² sono previste ulteriori semplificazioni. Le deroghe non riguardano mai i pittogrammi e l’avvertenza.
Domande frequenti
Un’etichetta può avere più di 6 pittogrammi?
Tecnicamente sì, se il prodotto è classificato per pericoli che richiedono pittogrammi diversi. Il CLP non fissa un massimo assoluto di pittogrammi, ma prevede regole di precedenza: GHS06 (teschio) ha la precedenza su GHS07 (punto esclamativo) per la stessa via di esposizione, GHS05 (corrosione) ha la precedenza su GHS07 per irritazione cutanea/oculare.
Il numero di emergenza deve essere sull’etichetta?
Non è un elemento obbligatorio distinto in tutte le situazioni, ma l’art. 17 richiede che sull’etichetta siano indicati nome e indirizzo del fornitore, e che per le miscele sia disponibile un servizio informativo per emergenze. In pratica molti fornitori riportano il numero del CAV nazionale o un numero aziendale h24.
Cosa succede se la classificazione cambia dopo la stampa delle etichette?
Le scorte di imballaggi già etichettati con la vecchia classificazione possono continuare a essere usate per un periodo transitorio solo se esplicitamente previsto dagli ATP del CLP. In caso di revisione della classificazione armonizzata, i regolamenti specifici indicano le date di scadenza delle scorte esistenti.
Un’etichetta digitale (QR code) sostituisce quella fisica?
No. Il Regolamento (UE) 2023/1434 ha introdotto l’etichettatura supplementare digitale, ma gli elementi essenziali devono rimanere sull’etichetta fisica. Il QR code può integrare, non sostituire.
Verifica la conformità della tua etichetta CLP
Controllo completo degli elementi obbligatori, dimensioni pittogrammi, frasi H/P e UFI: richiedi una verifica tecnica dell’etichettatura CLP del tuo prodotto.
Fonti ufficiali
- Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) — EUR-Lex
- Guida all’etichettatura CLP — ECHA
- Regolamento (UE) 2023/1434 — etichettatura digitale — EUR-Lex
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).
