GMP cosmetici: le buone pratiche di fabbricazione (ISO 22716)

Cosmetici

Notifica CPNP, PIF ed etichettatura dei prodotti cosmetici (Reg. 1223/2009).

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Cosmetici

In sintesi

  • L’art. 8 del Reg. CE 1223/2009 stabilisce che la fabbricazione di cosmetici deve avvenire nel rispetto delle buone pratiche di fabbricazione.
  • ISO 22716 disciplina tutti gli aspetti della produzione cosmetica: personale, locali e attrezzature, materie prime e materiali di confezionamento, produzione, controllo di…
  • La certificazione viene rilasciata da un organismo di certificazione accreditato (es. accreditato da Accredia in Italia).
  • Sì, in termini sostanziali.

Le buone pratiche di fabbricazione (GMP) per i cosmetici non sono una scelta volontaria: sono il fondamento su cui si regge la sicurezza del prodotto finito e la conformità al Reg. CE 1223/2009. L’art. 8 del Regolamento impone esplicitamente che la fabbricazione avvenga nel rispetto delle GMP, e la Decisione della Commissione 2013/674/UE ha adottato la norma ISO 22716:2007 come riferimento europeo.

Eppure, molti produttori — specie quelli di piccole e medie dimensioni — si trovano a implementare le GMP in modo frammentato, senza una visione sistemica dei requisiti. Il risultato sono lacune documentali che emergono nei momenti peggiori: durante un audit, dopo un reclamo di sicurezza o in fase di due diligence per un contratto di distribuzione internazionale.

Ambito di applicazione della norma ISO 22716

ISO 22716 si applica alla fase di fabbricazione dei cosmetici, intesa in senso ampio: dalla ricezione delle materie prime fino al rilascio del prodotto finito. Non copre la distribuzione al dettaglio, la ricerca e sviluppo nel senso stretto di formulazione sperimentale, né la fase di uso da parte del consumatore.

La norma è strutturata in 16 sezioni principali che coprono tutti gli aspetti critici della produzione:

  • Personale (formazione, igiene, responsabilità)
  • Locali (progettazione, manutenzione, pulizia)
  • Attrezzature (qualifica, calibrazione, manutenzione)
  • Materie prime e materiali di confezionamento (qualifica fornitori, controllo in ingresso, stoccaggio)
  • Produzione (gestione lotti, controllo in processo, pesatura)
  • Prodotti finiti (rilascio, stoccaggio, scadenze)
  • Controllo di qualità (specifiche, metodi di prova, gestione risultati fuori specifica)
  • Subappalto (qualifica del terzista, supervisione)
  • Reclami e ritiri (sistema di ricezione, investigazione, azioni correttive)
  • Documentazione (procedure, registrazioni, archiviazione)

Il sistema documentale GMP: cosa deve essere scritto

La documentazione è la spina dorsale di un sistema GMP. Le autorità di sorveglianza, durante un’ispezione, chiedono prima di tutto i documenti: la loro assenza equivale all’assenza del controllo stesso. I documenti fondamentali includono:

  • Procedure operative standard (SOP): istruzioni scritte per ogni operazione critica (pulizia attrezzature, pesatura ingredienti, gestione non conformità).
  • Specifiche tecniche: per ogni materia prima, materiale di confezionamento e prodotto finito (parametri fisico-chimici, microbiologici, criteri di accettazione).
  • Schede di lavorazione (batch record): registrazione di ogni fase produttiva per ogni lotto, con tracciabilità delle materie prime utilizzate.
  • Certificati di analisi (CoA): documentazione dei controlli eseguiti sui materiali in ingresso e sui prodotti finiti.
  • Registrazioni di calibrazione e manutenzione: per bilance, termometri, pH-metri e ogni altro strumento critico di misura.

Locali e attrezzature: i requisiti pratici

ISO 22716 non prescrive requisiti edilizi specifici in termini di dimensioni o materiali, ma stabilisce principi funzionali che devono essere soddisfatti:

  • I locali devono essere progettati o organizzati in modo da prevenire la contaminazione crociata tra materiali e prodotti.
  • Le superfici a contatto con i prodotti devono essere lavabili, non assorbenti e resistenti ai prodotti di pulizia e sanificazione.
  • Le aree di stoccaggio devono garantire condizioni ambientali appropriate (temperatura, umidità) per preservare la qualità delle materie prime e dei prodotti finiti.
  • Le attrezzature critiche devono essere qualificate (verifica dell’idoneità allo scopo) e mantenute secondo un piano di manutenzione preventiva.
  • Gli strumenti di misura utilizzati per controlli critici devono essere calibrati con riferimento a standard tracciabili.

Controllo microbiologico nella produzione cosmetica

Il controllo microbiologico è uno degli aspetti più tecnici e spesso sottovalutati della GMP cosmetica. I requisiti chiave includono:

Punto di controllo Parametro Riferimento normativo/tecnico
Acqua di processo Conta microbica totale, assenza Pseudomonas/Staphylococcus ISO 22716, Ph. Eur. (se acqua purificata)
Materie prime Secondo specifiche del fornitore + verifica in ingresso campionata ISO 22716 sez. 5
Prodotto finito TAMC, TYMC, assenza patogeni specifici per categoria ISO 17516 (limiti microbiologici cosmetici)
Sfida conservante (Challenge test) Efficacia del sistema conservante ISO 11930
Superfici e ambienti Monitoraggio ambientale periodico ISO 22716 sez. 3

Gestione delle non conformità e azioni correttive

Un sistema GMP maturo non è quello in cui non si verificano mai non conformità, ma quello in cui le non conformità vengono identificate, documentate, investigate e corrette in modo sistematico. ISO 22716 richiede:

  • Un sistema formale per la registrazione di ogni non conformità (materia prima, prodotto in lavorazione, prodotto finito).
  • Un’analisi delle cause (root cause analysis) per le non conformità significative o ricorrenti.
  • Azioni correttive (CAPA) documentate con responsabilità, scadenze e verifica dell’efficacia.
  • Decisioni di disposizione documentate per i materiali/prodotti non conformi (rilavorazione, distruzione, restituzione al fornitore).

Subappalto di fabbricazione: responsabilità e qualifica del terzista

Quando la produzione è affidata in tutto o in parte a un terzista (contract manufacturer), la Persona Responsabile rimane responsabile della conformità del prodotto finale. ISO 22716 richiede che il committente:

  • Qualifichi il terzista verificandone le capacità produttive e il rispetto delle GMP (audit iniziale e periodico).
  • Definisca in un contratto le responsabilità di ciascuna parte in termini di qualità e conformità.
  • Si riservi il diritto di accesso agli impianti del terzista per verifiche.
  • Riceva dal terzista la documentazione di lotto (batch record) per ogni produzione.

Domande frequenti

Le GMP cosmetici ISO 22716 sono obbligatorie o facoltative?

L’art. 8 del Reg. CE 1223/2009 stabilisce che la fabbricazione di cosmetici deve avvenire nel rispetto delle buone pratiche di fabbricazione. ISO 22716 è lo standard di riferimento adottato con Decisione 2013/674/UE e la sua applicazione è considerata presunzione di conformità. Tecnicamente facoltativa come certificazione, ma attesa dalle autorità di sorveglianza.

Cosa copre la norma ISO 22716 per i cosmetici?

ISO 22716 disciplina tutti gli aspetti della produzione cosmetica: personale, locali e attrezzature, materie prime, produzione, controllo qualità, subappalto, reclami e ritiri, documentazione. Non si applica alla ricerca e sviluppo né alla distribuzione al dettaglio.

Come si ottiene la certificazione ISO 22716?

La certificazione viene rilasciata da un organismo accreditato (es. accreditato da Accredia in Italia). Il processo prevede un’analisi documentale, un audit in sito e, se esito positivo, il rilascio del certificato con validità triennale e sorveglianze annuali.

Un laboratorio artigianale che produce cosmetici deve rispettare ISO 22716?

Sì. Il Reg. 1223/2009 non distingue tra produttori grandi e piccoli: l’obbligo di rispettare le GMP si applica a tutti. ISO 22716 è scalabile e può essere implementata anche da piccole realtà produttive.

Le GMP coprono anche i fornitori di materie prime?

ISO 22716 richiede che il produttore valuti e qualifichi i propri fornitori di materie prime e materiali di confezionamento, verificando che soddisfino specifiche tecniche definite. Il produttore è responsabile della qualità delle materie prime in ingresso.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).