Product Information File (PIF): cosa deve contenere

Cosmetici

Notifica CPNP, PIF ed etichettatura dei prodotti cosmetici (Reg. 1223/2009).

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Cosmetici

In sintesi

  • Il Product Information File (PIF) è il fascicolo tecnico obbligatorio previsto dall’art. 11 del Reg. 1223/2009.
  • Il PIF deve contenere: descrizione del cosmetico, rapporto sulla sicurezza del prodotto cosmetico (CPSR), descrizione del metodo di produzione con dichiarazione GMP, prove degli…
  • Il PIF deve essere conservato all’indirizzo dichiarato in etichetta dalla persona responsabile, situato nell’UE.
  • Il Reg. 1223/2009 non impone una lingua specifica per il PIF, che può essere redatto in qualsiasi lingua dell’UE.

Il Product Information File — comunemente abbreviato PIF — è il fascicolo tecnico che ogni cosmetico immesso sul mercato UE deve avere. Non è un documento da produrre solo in caso di controllo: va predisposto prima della commercializzazione e mantenuto aggiornato per l’intera vita commerciale del prodotto. L’art. 11 del Reg. 1223/2009 ne definisce il contenuto obbligatorio.

Questo articolo descrive in dettaglio cosa deve contenere il PIF, come strutturarlo, dove conservarlo, per quanto tempo e cosa succede se è incompleto o assente durante un’ispezione delle autorità competenti.

Base normativa: art. 11 del Reg. 1223/2009

L’art. 11 del Reg. 1223/2009 stabilisce che la persona responsabile del cosmetico deve mantenere un Product Information File a disposizione delle autorità competenti per 10 anni dalla data dell’ultima vendita o fornitura del prodotto sul mercato. Il PIF deve essere conservato in un indirizzo nell’UE indicato nell’etichetta. Le autorità possono richiederlo in qualsiasi momento senza dover avviare un procedimento formale.

Struttura e contenuto obbligatorio del PIF

Il Reg. 1223/2009 elenca all’art. 11, par. 2 i cinque elementi obbligatori del PIF. Una struttura pratica raccomandata:

1. Descrizione del prodotto cosmetico

Include informazioni identificative del prodotto: nome commerciale, forma fisica (crema, gel, spray, ecc.), tipo di packaging, volume/peso, categorie cosmetiche CPNP, destinatari (adulti, bambini, professionale), modalità d’uso prevista. Non è richiesto un formato standardizzato, ma deve essere sufficientemente dettagliata da permettere l’identificazione univoca del prodotto.

2. Rapporto sulla sicurezza del prodotto cosmetico (CPSR)

Il CPSR è il documento centrale del PIF. Si divide in due parti ai sensi dell’art. 10 e dell’Allegato I del Reg. 1223/2009:

  • Parte A — Informazioni sulla sicurezza del prodotto cosmetico: composizione qualitativa e quantitativa, caratteristiche fisico-chimiche e microbiologiche, dati tossicologici degli ingredienti (LD50, irritazione, sensibilizzazione cutanea, mutagenesi, tossicità per la riproduzione, ecc.), compatibilità degli ingredienti, profilo degli impurezze, dati di stabilità, dati di compatibilità con il packaging.
  • Parte B — Valutazione della sicurezza del prodotto cosmetico: conclusioni del valutatore, descrizione del metodo di valutazione, margini di sicurezza (MoS) calcolati per gli ingredienti critici, considerazione degli effetti cumulativi, eventuali avvertenze raccomandate, dichiarazione di conformità alle GMP, credenziali del valutatore della sicurezza.

Il CPSR deve essere firmato dal valutatore qualificato e datato. In caso di reformulazione significativa, va aggiornato.

3. Descrizione del metodo di produzione e dichiarazione GMP

Non è richiesto un manuale completo del sistema qualità, ma devono essere presenti:

  • Descrizione sintetica del processo produttivo (miscelazione, confezionamento, ecc.).
  • Dichiarazione di conformità alle Buone Pratiche di Fabbricazione (ISO 22716:2007) da parte della persona responsabile o del produttore per conto.
  • Per i prodotti esternalizzati: contratto di produzione e dichiarazione GMP del contract manufacturer.

4. Prove a supporto degli effetti dichiarati

Questa sezione del PIF contiene la documentazione che giustifica i claim del prodotto, in accordo con il Reg. 655/2013 sui criteri comuni. Includere:

  • Elenco di tutti i claim dell’etichetta e del materiale pubblicitario.
  • Per ogni claim: tipo di prova (studi in vitro, studi su panel di volontari, analisi strumentali, ecc.), data, soggetti/condizioni, risultati.
  • Report di laboratorio o riferimenti bibliografici verificabili.
  • Dichiarazione di conformità al Reg. 655/2013.

5. Dati sugli effetti indesiderati e gravi (SUEI/NSUEI)

La PR deve raccogliere e documentare nel PIF:

  • SUEI (Serious Undesirable Effects): effetti indesiderabili gravi segnalati in qualsiasi parte del mondo. Vanno registrati e, se verificatisi nell’UE, notificati all’autorità competente del paese membro e alla Commissione entro 10 giorni lavorativi dalla conoscenza dell’evento (art. 23 Reg. 1223/2009).
  • NSUEI (Non-Serious Undesirable Effects): effetti non gravi (rossore, prurito lieve, ecc.). Non richiedono notifica immediata ma devono essere documentati nel PIF per la valutazione post-market.

Tabella riepilogativa: elementi del PIF e riferimenti normativi

Elemento PIF Riferimento normativo Chi lo redige Aggiornamento
Descrizione prodotto Art. 11, par. 2, lett. a) Persona responsabile Ad ogni modifica del prodotto
CPSR — Parte A (sicurezza) Art. 10 + Allegato I Valutatore qualificato Ad ogni reformulazione significativa
CPSR — Parte B (valutazione) Art. 10 + Allegato I Valutatore qualificato Ad ogni reformulazione significativa
Metodo di produzione + GMP Art. 11, par. 2, lett. c) PR o contract manufacturer Ad ogni variazione processo produttivo
Prove claim Art. 11, par. 2, lett. d) + Reg. 655/2013 Persona responsabile Ad ogni modifica dei claim
Dati SUEI/NSUEI Art. 11, par. 2, lett. e) + art. 23 Persona responsabile Continuamente (post-market)

Conservazione, lingua e accesso delle autorità

Il PIF deve essere conservato per 10 anni e deve essere accessibile fisicamente o elettronicamente all’indirizzo della PR nell’UE. Non esiste un requisito di lingua specifica, ma le autorità nazionali possono richiedere la traduzione nella lingua del paese di commercializzazione. In caso di ispezione, la PR ha l’obbligo di fornire il PIF senza ritardi ingiustificati.

Per prodotti venduti in più paesi UE, il PIF è unico ma può essere integrato con appendici specifiche per paese (es. traduzione dei claim, modifica del packaging).

Conseguenze di un PIF incompleto o assente

Un PIF assente, incompleto o non aggiornato costituisce una non conformità al Reg. 1223/2009. Le conseguenze pratiche includono:

  • Blocco della commercializzazione da parte dell’autorità competente.
  • Richiamo del prodotto dal mercato se il CPSR è assente o evidentemente insufficiente.
  • Sanzioni amministrative ai sensi del D.Lgs. 204/2019 (decreto attuativo italiano del Reg. 1223/2009).
  • In caso di danno al consumatore, responsabilità civile aggravata dalla mancanza di documentazione della sicurezza.

Domande frequenti

Cos’è il Product Information File (PIF) e chi è obbligato a tenerlo?

Il PIF è il fascicolo tecnico obbligatorio previsto dall’art. 11 del Reg. 1223/2009. La persona responsabile del cosmetico deve mantenerlo aggiornato e renderlo disponibile alle autorità per 10 anni dalla data dell’ultima vendita.

Quali documenti devono essere presenti nel PIF?

Il PIF deve contenere: descrizione del cosmetico, CPSR (Parte A e B), descrizione del metodo di produzione con dichiarazione GMP, prove degli effetti dichiarati (claim), e dati sugli effetti indesiderati (SUEI/NSUEI).

Dove deve essere conservato il PIF?

All’indirizzo dichiarato in etichetta dalla persona responsabile, situato nell’UE. Può essere conservato in formato elettronico, purché accessibile alle autorità in tempi ragionevoli.

Il PIF deve essere tradotto in italiano per il mercato italiano?

Il Reg. 1223/2009 non impone una lingua specifica, ma le autorità nazionali possono richiedere una traduzione nella lingua ufficiale del paese. Per il mercato italiano, è consigliabile disporre di una versione in italiano.

Con quale frequenza va aggiornato il PIF?

Il PIF va aggiornato ogni volta che vi sono modifiche alla formula, al packaging, ai claim, o quando emergono nuove informazioni sulla sicurezza degli ingredienti. Non esiste un obbligo di revisione periodica con frequenza fissa, ma il CPSR va rivisto in caso di reformulazione significativa.

Il tuo PIF è completo e aggiornato?

Un PIF incompleto espone la persona responsabile a sanzioni e blocchi di commercializzazione. Verifichiamo la struttura del tuo fascicolo tecnico e identifichiamo eventuali lacune prima di un’ispezione.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).