Codice UFI: cos’è e a cosa serve

UFI e notifica PCN

Codice UFI ed etichette: notifica ai centri antiveleni per le miscele pericolose.

5 min di letturaAggiornato il 29/05/2026UFI e notifica PCN

In sintesi

  • L’UFI (Unique Formula Identifier) è un codice alfanumerico di 16 caratteri che identifica in modo univoco la formulazione di una miscela pericolosa.
  • Qualsiasi operatore che immette sul mercato europeo una miscela classificata come pericolosa per la salute o pericolosa fisicamente e destinata a uso industriale, professionale o…
  • L’UFI si genera gratuitamente tramite il tool ufficiale ECHA (UFI Generator), inserendo il numero VAT aziendale e un numero di formulazione interno.
  • Dipende dall’entità della variazione.

Dal 1° gennaio 2021 le imprese che vendono miscele pericolose in Europa sono tenute a notificare le proprie formulazioni ai centri antiveleni nazionali attraverso il portale ECHA PCN. Al centro di questa procedura c’è il codice UFI, uno strumento apparentemente semplice — 16 caratteri su un’etichetta — ma con implicazioni operative significative per chi produce, importa o ri-etichetta prodotti chimici.

Questo articolo spiega cos’è l’UFI, come funziona il meccanismo di generazione, dove e come deve apparire sull’etichetta, e quali errori comuni occorre evitare per essere in regola con il Regolamento (UE) 2017/542 che ha introdotto l’Allegato VIII al Regolamento CLP.

Il quadro normativo di riferimento

L’obbligo UFI nasce dall’Allegato VIII al Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP), introdotto dal Regolamento (UE) 2017/542. Le scadenze di applicazione sono state scaglionate:

  • 1° gennaio 2021: miscele ad uso dei consumatori e uso professionale.
  • 1° gennaio 2024: miscele ad uso industriale.

I centri antiveleni nazionali — in Italia il numero di emergenza è il 800.274.274 (Ospedale Niguarda, Milano) — utilizzano le informazioni PCN e il codice UFI per fornire risposte mediche rapide in caso di esposizione accidentale.

Cos’è esattamente il codice UFI

UFI sta per Unique Formula Identifier. È un codice alfanumerico di 16 caratteri, diviso in quattro blocchi da quattro separati da trattini (es. UFI: V220-G014-F002-NK73). Il codice è:

  • Univoco per formulazione: ogni versione distinta di una miscela deve avere il proprio UFI.
  • Deterministico: generato combinando il numero VAT (partita IVA) dell’azienda con un numero di formulazione interno scelto dal notificante.
  • Non reversibile: dall’UFI non è possibile risalire alla ricetta; protegge la riservatezza commerciale.

Come si genera l’UFI: il tool ECHA

ECHA mette a disposizione gratuitamente l’UFI Generator. La procedura è la seguente:

  1. Inserire il numero VAT dell’azienda responsabile dell’immissione sul mercato (non del produttore se diverso).
  2. Assegnare un numero di formulazione interno progressivo (0–9.999.999.999).
  3. Il tool calcola istantaneamente il codice UFI corrispondente.

Lo stesso VAT con lo stesso numero di formulazione produce sempre lo stesso UFI: è possibile rigenerarlo in qualsiasi momento senza perdita di informazioni. Conviene tenere un registro interno che associa ogni UFI al numero di lotto o alla versione di ricetta corrispondente.

Dove va inserito sull’etichetta

L’UFI deve essere riportato nella sezione delle informazioni supplementari dell’etichetta CLP (Sezione 2.10 dell’etichetta, art. 25 CLP), preceduto obbligatoriamente dalla dicitura UFI: in maiuscolo. Non esiste un requisito di dimensione minima del font specifico per l’UFI, ma deve essere leggibile e chiaramente distinguibile dagli altri elementi dell’etichetta.

È consentito riportare l’UFI anche sulla scheda di dati di sicurezza (SDS) nella Sezione 1 o Sezione 3, ma questo non sostituisce l’obbligo sull’etichetta.

Riepilogo degli obblighi UFI per categoria di uso

Categoria d’uso Scadenza obbligo Obbligo UFI etichetta Obbligo notifica PCN
Consumatori 1 gen 2021
Professionisti 1 gen 2021
Industriale 1 gen 2024
Miscele non classificate come pericolose No No

UFI e notifica PCN: il collegamento

Il codice UFI è il link tra l’etichetta fisica del prodotto e la scheda tecnica notificata nel portale ECHA PCN. Quando un operatore sanitario chiama il centro antiveleni indicando il codice UFI letto sull’etichetta, l’operatore del centro recupera immediatamente la composizione completa del prodotto, le concentrazioni delle sostanze pericolose e le misure di primo soccorso specifiche.

Senza UFI corretto, o se l’UFI sulla confezione non corrisponde a quello nella notifica PCN, il sistema si interrompe e la risposta medica può risultare ritardata o imprecisa.

Errori frequenti da evitare

  • Usare lo stesso UFI per versioni diverse della formula: ogni variazione rilevante di composizione richiede un nuovo UFI e una nuova o aggiornata notifica PCN.
  • Dimenticare l’UFI sulle confezioni destinate a diversi paesi UE: l’obbligo vale in tutta l’UE; la notifica va presentata in ogni Stato membro in cui il prodotto è commercializzato (oggi tramite il portale centralizzato ECHA, che smista ai centri nazionali).
  • Apporre l’UFI sulla SDS senza metterlo sull’etichetta: i due obblighi sono distinti; l’uno non sostituisce l’altro.
  • Generare l’UFI con il VAT del fornitore di materie prime invece del responsabile dell’immissione sul mercato: l’UFI deve essere legato al VAT dell’operatore che notifica il prodotto finito.
  • Non aggiornare la notifica PCN dopo una modifica: il portale PCN prevede sia nuove notifiche sia aggiornamenti; in caso di variazione sostanziale va creata una nuova notifica con nuovo UFI.

Prodotti esenti dall’obbligo UFI

Non tutte le miscele richiedono l’UFI. Sono esenti:

  • Miscele non classificate come pericolose ai sensi del CLP.
  • Miscele destinate esclusivamente alla ricerca e sviluppo scientifici (R&S).
  • Prodotti medicinali soggetti ad autorizzazione dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) o alle normative farmaceutiche nazionali.
  • Dispositivi medici regolamentati dal Reg. (UE) 2017/745 (MDR), se già coperti da quella normativa specifica.

Domande frequenti

Cos’è il codice UFI?

L’UFI (Unique Formula Identifier) è un codice alfanumerico di 16 caratteri che identifica in modo univoco la formulazione di una miscela pericolosa. È obbligatorio sull’etichetta CLP e nella notifica PCN ai centri antiveleni.

Chi è obbligato ad apporre l’UFI?

Qualsiasi operatore che immette sul mercato europeo una miscela classificata come pericolosa per la salute o pericolosa fisicamente e destinata a uso industriale, professionale o dei consumatori è tenuto a generare e apporre l’UFI sull’etichetta.

Come si genera l’UFI?

L’UFI si genera gratuitamente tramite il tool ufficiale ECHA (UFI Generator), inserendo il numero VAT aziendale e un numero di formulazione interno. Il risultato è un codice che non trasmette dati riservati sulla ricetta.

L’UFI cambia se modifico leggermente la formula?

Dipende dall’entità della variazione. Se la modifica altera la composizione in modo rilevante rispetto ai range di concentrazione tollerati dal regolamento, occorre generare un nuovo UFI e presentare una nuova notifica PCN.

Dove va riportato l’UFI sull’etichetta?

L’UFI deve comparire nella sezione delle informazioni supplementari dell’etichetta CLP (art. 25 Reg. 1272/2008), preceduto dalla dicitura “UFI:” in maiuscolo e ben leggibile.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).