Codice UFI: quando serve e dove va inserito

UFI e notifica PCN

Codice UFI ed etichette: notifica ai centri antiveleni per le miscele pericolose.

4 min di letturaAggiornato il 29/05/2026UFI e notifica PCN

In sintesi

  • Il codice UFI è obbligatorio per le miscele classificate come pericolose per la salute o fisicamente pericolose, destinate al pubblico generale, ai professionisti o agli usi…
  • Il codice UFI deve essere stampato sull’etichetta del prodotto in modo leggibile e indelebile.
  • Sì, se la composizione del prodotto cambia in modo significativo (modifica degli ingredienti, delle concentrazioni o della classificazione), è necessario aggiornare la notifica…
  • La responsabilità della notifica PCN spetta all’importatore o al formulatore che immette il prodotto sul mercato europeo.

Il codice UFI, Unique Formula Identifier, non e un codice marketing. E un identificativo che collega una miscela specifica alle informazioni trasmesse ai centri antiveleni tramite la notifica PCN.

Per questo il codice UFI deve essere gestito insieme a composizione, classificazione, etichetta e notifica. Inserirlo in etichetta senza verificare la notifica, o cambiare formula senza aggiornare la gestione UFI, puo creare incoerenze rilevanti.

Quando nasce l’obbligo

Secondo le pagine ECHA sui centri antiveleni, la notifica riguarda miscele classificate per pericoli per la salute o pericoli fisici ai sensi del CLP. Il codice UFI e uno degli elementi chiave della notifica e viene incluso anche sull’etichetta quando richiesto.

Quali dati servono per generare l’UFI

ECHA indica che per generare un UFI servono due input: il numero di partita IVA dell’azienda e un numero di formulazione univoco per la miscela. Questo significa che prima di generare codici in serie bisogna avere un criterio interno per distinguere le formule.

Dove va inserito

In pratica l’UFI deve comparire sull’etichetta del prodotto quando applicabile. In alcuni casi puo comparire anche nella SDS, in particolare quando previsto dalle regole applicabili e dalla struttura della documentazione.

Casi da controllare con attenzione

  • Private label, perche produttore, formulatore e marchio commerciale possono non coincidere.
  • Importazione da fuori UE, perche la documentazione del fornitore non risolve sempre gli obblighi del soggetto che immette sul mercato.
  • Varianti profumo, colore o concentrazione, perche possono corrispondere a formule diverse.
  • Prodotti venduti con piu nomi commerciali.
  • Modifiche di fornitore o materia prima.

Errore frequente

Usare lo stesso UFI per prodotti che in realta non hanno la stessa composizione o non sono gestiti come la stessa miscela notificata. L’UFI deve creare un collegamento affidabile tra prodotto sul mercato e informazioni disponibili per la risposta sanitaria di emergenza.

Prima di stampare l’UFI, verifica formula, classificazione, paesi di vendita, etichetta e stato della notifica PCN.

Come collegare UFI, formula e prodotto venduto

Il codice UFI non e un elemento grafico da aggiungere alla fine. Deve essere collegato alla miscela, alla notifica e al prodotto che arriva sul mercato. Se cambi formula, fornitore, fragranza, concentrazione o nome commerciale, va verificato se l’UFI resta utilizzabile.

Per questo conviene gestire ogni prodotto con una piccola scheda interna: codice prodotto, formula, UFI, stato PCN, paesi di vendita e versione dell’etichetta. Senza questa traccia diventa difficile rispondere a clienti, distributori o controlli.

Output pratico

  • Mappa prodotto-formula-UFI.
  • Lista dei casi in cui serve aggiornare o verificare la notifica.
  • Controllo della presenza dell’UFI in etichetta quando richiesto.

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Fonti ufficiali

Domande frequenti

Il codice UFI è obbligatorio su tutte le miscele pericolose?

Il codice UFI è obbligatorio per le miscele classificate come pericolose per la salute o fisicamente pericolose, destinate al pubblico generale, ai professionisti o agli usi industriali. L’obbligo scatta in funzione del canale di vendita e della data di immissione sul mercato, come stabilito dall’Allegato VIII del Regolamento CLP (Reg. 1272/2008), modificato dal Reg. 2017/542.

Dove va riportato il codice UFI sull’etichetta?

Il codice UFI deve essere stampato sull’etichetta del prodotto in modo leggibile e indelebile. Può essere collocato in qualsiasi posizione dell’etichetta, purché sia chiaramente identificabile come UFI. Non è richiesta una posizione specifica, ma deve essere distinto dagli altri elementi dell’etichetta CLP.

La notifica PCN va rifatta se cambio la formula del prodotto?

Sì. Se la composizione del prodotto cambia in modo significativo (modifica degli ingredienti, delle concentrazioni o della classificazione), è necessario aggiornare la notifica PCN e generare un nuovo codice UFI. Variazioni minori entro le soglie tollerance previste dall’Allegato VIII CLP non richiedono nuova notifica.

Un e-commerce che rivende prodotti di terzi deve fare la notifica PCN?

La responsabilità della notifica PCN spetta all’importatore o al formulatore che immette il prodotto sul mercato europeo. Un distributore che rivende prodotti già notificati dal fabbricante/importatore non deve fare una notifica separata, a meno che non cambi l’etichetta, la formula o ridiventi importatore diretto.

Cosa succede se vendo senza UFI un prodotto che lo richiede?

L’assenza del codice UFI su un prodotto per il quale è obbligatorio costituisce una violazione del Regolamento CLP. Le autorità competenti nazionali possono applicare sanzioni amministrative. In Italia il controllo spetta al Ministero della Salute e alle ASL territoriali. È consigliabile verificare la conformità prima dell’immissione in commercio.

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).