Cosmetici e claim «senza»: cosa è ammesso

Cosmetici

Notifica CPNP, PIF ed etichettatura dei prodotti cosmetici (Reg. 1223/2009).

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Cosmetici

In sintesi

  • Solo se il prodotto non contiene effettivamente i parabeni dichiarati e il claim non implica un vantaggio di sicurezza non dimostrato.
  • Free-from indica l assenza volontaria di uno o piu ingredienti.
  • Non in termini assoluti.
  • Le autorita competenti possono chiedere l ostensione del PIF.

Nelle etichette dei cosmetici le diciture «senza parabeni», «free-from siliconi», «senza coloranti» sono ormai quasi ubique. Eppure pochi operatori sanno che questi claim non sono decorativi: sono affermazioni tecniche soggette a precise norme europee, e la loro difesa richiede documentazione specifica nel fascicolo di informazioni sul prodotto (PIF).

Questo articolo illustra le regole che disciplinano i claim negativi nei cosmetici — Reg. 655/2013 sui criteri comuni, Technical Document on Cosmetic Claims, art. 20 Reg. 1223/2009 — e cosa deve verificare un responsabile di prodotto prima di stampare quella etichetta.

La base normativa: Reg. 655/2013 e i sei criteri comuni

Il Regolamento (UE) n. 655/2013 ha introdotto sei criteri comuni che ogni claim cosmetico deve rispettare:

  • Conformità legale: il claim non deve violare le disposizioni del Reg. 1223/2009.
  • Veridicità: le affermazioni devono essere dimostrabili e non ingannevoli.
  • Evidenza: se il claim fa riferimento a studi, questi devono essere pertinenti al prodotto finito.
  • Onestà: il claim non deve attribuire caratteristiche o funzioni che il prodotto non possiede.
  • Correttezza: non si devono denigrare ingredienti legali o indurre paura irragionevole nel consumatore.
  • Decisione informata: il claim deve consentire al consumatore di scegliere consapevolmente.

I claim negativi («senza X») rientrano in particolare sotto i criteri di veridicità, onestà e correttezza. L’operatore deve poter dimostrare: (a) che l’ingrediente è effettivamente assente dalla formula; (b) che la sua assenza non è irrilevante o ovvia; (c) che il claim non svaluta ingiustamente ingredienti legalmente approvati.

Il Technical Document on Cosmetic Claims

La Commissione europea ha pubblicato il Technical Document on Cosmetic Claims (aggiornato nel 2019), che fornisce esempi pratici di claim ammessi e non ammessi. Per i claim free-from le posizioni principali sono:

  • «Senza parabeni» su un prodotto che non li contiene: ammesso, se documentato nel PIF.
  • «Senza conservanti» (riferito all’Allegato V): ammesso, ma occorre chiarire che altri metodi di conservazione possono essere presenti.
  • «Senza allergeni»: potenzialmente fuorviante; il Technical Document suggerisce di limitarsi a dichiarare l’assenza dei profumanti allergenici elencati.
  • «Senza ingredienti di origine animale»: ammesso se verificato per tutta la supply chain.
  • «Senza OGM»: possibile, ma richiede catena di custodia documentata.

Art. 20 del Reg. 1223/2009: il divieto di claim ingannevoli

L’articolo 20 del Reg. 1223/2009 stabilisce che nei nomi commerciali, nelle immagini e in altri segni i prodotti cosmetici non possono attribuire caratteristiche o funzioni che non possiedono. Questa disposizione si applica anche ai claim negativi: asserire «senza sostanze nocive» lascia intendere che altri prodotti contengano sostanze nocive, configurandosi come denigrazione.

Quando un claim “senza” diventa illecito: la denigrazione

Il Reg. 655/2013 vieta esplicitamente i claim che denigrano la sicurezza degli altri prodotti cosmetici o degli ingredienti legali. Esempi di formulazioni a rischio:

  • «Senza ingredienti tossici» — implica che altri prodotti contengano tossici.
  • «Senza chimica» — scientificamente privo di senso e denigratorio verso ingredienti di sintesi legalmente approvati.
  • «Senza veleni» — evoca paura irragionevole nel consumatore.
  • «100% sicuro perché senza conservanti» — implica che i conservanti autorizzati siano pericolosi.

Questi claim possono essere contestati dalle autorità competenti (Ministero della Salute in Italia) oppure da concorrenti tramite procedure di autodisciplina pubblicitaria o ricorso giudiziario.

Substantiation: come documentare un claim “senza” nel PIF

Il responsabile di prodotto (persona responsabile ai sensi dell’art. 4 Reg. 1223/2009) deve includere nel PIF la documentazione che supporta ogni claim. Per i claim negativi occorrono:

  1. Specifica tecnica della formula: elenco completo degli ingredienti con dichiarazione dell’assenza dell’ingrediente escluso.
  2. Certificazioni dei fornitori: se l’ingrediente potrebbe essere presente come contaminante (es. parabeni come impurezza in certi estratti), serve la dichiarazione scritta del fornitore e, se del caso, analisi di laboratorio.
  3. Analisi chimica: per ingredienti che potrebbero formarsi per trasformazione (es. formaldeide da certi conservanti), può essere necessaria un’analisi sul prodotto finito.
  4. Revisione periodica: se cambia fornitore o materia prima, il PIF va aggiornato e il claim rivalidato.

Casi particolari: parabeni, siliconi, profumanti allergenici

Claim «senza parabeni». I parabeni sono elencati nell’Allegato V del Reg. 1223/2009 come conservanti autorizzati a concentrazioni definite. Il claim è ammesso, ma occorre verificare che nessuna materia prima li contenga come impurezza e che il sistema conservante alternativo sia anch’esso conforme.

Claim «senza siliconi». Alcune ciclometilsilossani (D4, D5, D6) sono soggetti a restrizioni REACH (Allegato XVII Reg. 1907/2006). Il claim è ammesso se la formula è priva di siliconi, ma non deve evocare rischi inesistenti per i siliconi non ristretti.

Claim «senza profumanti allergenici». Il Reg. (UE) 2023/1490 ha aggiornato l’elenco dei profumanti allergenici da dichiarare in etichetta (Allegato III al Reg. 1223/2009), ampliando la lista a oltre 80 sostanze con piena applicazione da agosto 2026. Il claim «senza profumanti allergenici elencati» è specifico e difendibile; «senza allergeni» in assoluto non lo è.

Tabella riepilogativa: claim ammessi, condizionati e a rischio

Claim Stato Condizione principale
Senza parabeni Ammesso Documentazione in PIF, assenza anche da materie prime
Senza conservanti (all. V) Ammesso Chiarire il metodo di conservazione alternativo
Senza profumanti allergenici (all. III) Ammesso Specificare quali; analisi se rischio carry-over
Senza siliconi Ammesso Non evocare rischi per siliconi non soggetti a restrizioni
Senza coloranti (all. IV) Ammesso Assenza verificata per tutti i coloranti in formula
Senza ingredienti animali / vegan Ammesso Supply chain certificata lungo tutta la filiera
Ipoallergenico Condizionato Supportato da test; evitare implicazione di rischio zero
Senza allergeni A rischio Fuorviante; preferire claim specifico per categoria
Senza chimica Non ammesso Denigratorio e scientificamente privo di senso
Senza sostanze nocive / veleni Non ammesso Denigra ingredienti autorizzati, evoca paura irragionevole
100% naturale (assoluto) A rischio Falso se anche una sola sostanza di sintesi è presente

Claim “naturale” e “biologico”: lo stato attuale

I claim «naturale» e «biologico» non sono definiti né dal Reg. 1223/2009 né dal Reg. 655/2013. In assenza di standard europei obbligatori, gli operatori si affidano a norme private come ISO 16128 (indice di naturalità degli ingredienti) o a standard di certificazione come COSMOS ed Ecocert. L’utilizzo di questi claim senza una base normativa o certificativa definita espone a contestazioni per i criteri di veridicità e decisione informata.

Domande frequenti

Un claim “senza parabeni” è sempre lecito?

Solo se il prodotto non contiene effettivamente i parabeni dichiarati e il claim non implica un vantaggio di sicurezza non dimostrato. Il Reg. 655/2013 richiede che ogni claim negativo sia veritiero, non fuorviante e non denigri le categorie di ingredienti.

Cosa si intende per “free-from” nel contesto cosmetico?

«Free-from» indica l’assenza volontaria di uno o più ingredienti. Deve essere supportato da evidenza documentale nel PIF e rispettare i sei criteri del Reg. 655/2013: claim verificabile, non ingannevole e non basato su premesse scientifiche false.

È possibile scrivere “senza allergeni” su un cosmetico?

Non in termini assoluti. Il Technical Document on Cosmetic Claims avverte che claim come «ipoallergenico» o «senza allergeni» possono essere fuorvianti. È preferibile specificare quali allergeni profumanti elencati nell’allegato III al Reg. 1223/2009 sono assenti.

Cosa succede se il claim non è supportato da prove?

Le autorità competenti possono chiedere l’ostensione del PIF. Se manca evidenza di substantiation, il prodotto risulta non conforme all’art. 20 Reg. 1223/2009. Le sanzioni previste dal D.Lgs. 204/2015 possono arrivare fino a 50.000 euro.

Il claim “senza siliconi” è regolamentato?

Non esiste un divieto generale ai siliconi nei cosmetici, ma D4, D5 e D6 sono soggetti a restrizioni REACH. Il claim «senza siliconi» è ammesso se documentato; non deve però suggerire che i siliconi siano pericolosi in assenza di basi scientifiche.

Verifica i claim della tua etichetta cosmetica

I claim negativi richiedono documentazione tecnica specifica nel PIF. Verifichiamo che ogni affermazione sulla tua etichetta sia conforme al Reg. 655/2013 e al Technical Document on Cosmetic Claims.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).