Classificazione ed etichettatura CLP
Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.
In sintesi
- Dipende dalla composizione, le colle a base di solventi organici (acetone, toluene, esano) richiedono tipicamente GHS02 (infiammabile) e GHS07 (nocivo), più GHS08 se vi sono…
- Per imballaggi tra 3 e 50 ml si applicano disposizioni ridotte: l’etichetta deve riportare pittogrammi, avvertenze, indicazioni di pericolo e consigli di prudenza essenziali.
- Non necessariamente, il Reg. 1272/2008 prevede deroghe per talune miscele destinate a utenti professionali (art. 29), ma il fornitore deve dimostrare che le informazioni siano…
- È il nome IUPAC o la denominazione comune riconosciuta a livello ECHA della sostanza pericolosa presente in concentrazione superiore alle soglie di comunicazione.
Produrre e vendere colle o adesivi in Italia significa confrontarsi con uno dei punti più delicati del Regolamento (CE) n. 1272/2008 CLP: la classificazione e l’etichettatura di miscele che combinano spesso più solventi, polimeri e additivi, ciascuno con il proprio profilo di pericolo. Un’etichetta incompleta o errata espone il fornitore a sanzioni ai sensi del D.Lgs. 133/1992 (ora coordinato con il CLP) e può bloccare le spedizioni verso acquirenti professionali.
Questa guida illustra, passo per passo, come costruire un’etichetta CLP corretta per colle e adesivi: dalla raccolta dei dati sulle sostanze componenti, alla selezione delle indicazioni di pericolo, fino alla disposizione grafica richiesta dalla normativa. I riferimenti sono al testo consolidato del Reg. 1272/2008 e agli orientamenti ECHA pubblicati nel 2023.
Perché le colle sono un caso critico nel CLP
Le colle e gli adesivi sono miscele eterogenee: possono contenere solventi alifatici o aromatici, isocianati, acrilati, resine epossidiche, catalizzatori e plastificanti. Ognuno di questi componenti può contribuire alla classificazione finale della miscela, sia per pericoli fisici (infiammabilità, pressione) sia per pericoli per la salute (tossicità acuta, sensibilizzazione, CMR). A differenza di sostanze pure, le miscele non hanno sempre dati sperimentali diretti: il fornitore deve applicare i metodi di calcolo previsti dall’allegato I del CLP.
Un altro elemento critico è il cambiamento di formulazione: anche una modifica minore alla concentrazione di un componente può spostare la classe di pericolo, obbligando a rivedere l’intera etichetta e la scheda dati di sicurezza.
Dati necessari prima di classificare
Per ogni sostanza presente nella miscela occorre raccogliere:
- La classificazione armonizzata da tabella 3 dell’allegato VI del Reg. 1272/2008 (ATP aggiornati, attualmente il 14° ATP).
- La classificazione e l’etichettatura notificate in C&L Inventory ECHA, quando l’allegato VI non copre la sostanza.
- La concentrazione nella formulazione finale (% p/p o p/v).
- I valori di tossicità acuta (ATE) per i componenti, se disponibili da SDS del fornitore.
- Il fattore M per sostanze acquatiche molto tossiche (rilevante nelle colle a base acquosa).
Solo con questi dati in mano si può applicare correttamente i metodi di calcolo descritti nelle sezioni 3-5 dell’allegato I CLP.
Pittogrammi più frequenti per colle e adesivi
La tabella seguente riassume i pittogrammi GHS più ricorrenti nelle formulazioni commerciali di colle e adesivi, con i pericoli associati e gli esempi di componenti che li generano.
| Pittogramma | Classe di pericolo tipica | Componenti frequenti nelle colle |
|---|---|---|
| GHS02 — Fiamma | Liquidi/solidi infiammabili, cat. 1-3 | Acetone, n-esano, etil acetato, toluene |
| GHS07 — Punto esclamativo | Tossicità acuta cat. 4, irritante per cute/occhi, narcosi | Isopropanolo, MEK, acrilati a bassa MW |
| GHS08 — Pericolo per la salute | CMR, sensibilizzanti, tossicità sistemica ripetuta (STOT RE) | Isocianati (MDI, TDI), epossidi, bisfenolo A |
| GHS05 — Corrosione | Corrosivo per metalli, corrosivo per cute cat. 1 | Adesivi cianoacrilati ad alta concentrazione, catalizzatori acidi |
| GHS09 — Ambiente | Pericolo per l’ambiente acquatico acuto/cronico | Biocidi anti-muffa, alcuni polimeri vinilici |
Indicazioni di pericolo (frasi H): come selezionarle
Le indicazioni di pericolo non si scelgono “a istinto”: ciascuna classe di pericolo identificata nei passi precedenti ha una o più frasi H associate per legge. Per la tossicità acuta orale cat. 4 si usa H302; per la sensibilizzazione respiratoria cat. 1 si usa H334. Quando la miscela genera classificazioni multiple per la stessa via (es. sia H315 irritante per cute sia H317 sensibilizzante per cute), si riportano entrambe.
Un errore ricorrente è l’omissione della frase supplementare EUH208 (“Contiene [nome sostanza]. Può provocare una reazione allergica”) per le sostanze sensibilizzanti presenti in concentrazione superiore alla soglia di comunicazione definita nell’allegato II del CLP. Nelle colle epossidiche, resine acriliche o prodotti contenenti isocianati questo obbligo scatta spesso e viene ignorato.
Consigli di prudenza (frasi P): selezione e riduzione
Le frasi P applicabili a una miscela con molte classificazioni possono essere numerose. Il Reg. 1272/2008, allegato IV, consente di limitare a 6 le frasi P riportate in etichetta, a condizione di scegliere quelle più pertinenti al pericolo prevalente e all’uso previsto. Per una colla infiammabile a uso professionale, le priorità sono di solito:
- P210 — Tenere lontano da fonti di calore, scintille, fiamme libere.
- P261 — Evitare di respirare i vapori.
- P272 — Gli indumenti da lavoro contaminati non devono essere portati fuori dal luogo di lavoro (se sensibilizzante).
- P280 — Indossare dispositivi di protezione individuale appropriati.
- P304+P340 — In caso di inalazione: portare la persona all’aria aperta e mantenerla in posizione di riposo.
- P501 — Smaltire il contenuto e il contenitore in conformità alla normativa locale.
La selezione deve riflettere il contesto d’uso effettivo e non può essere una lista copiata automaticamente dal software senza revisione critica.
Avvertenza: “Pericolo” o “Attenzione”
L’avvertenza (signal word) si determina in base alla categoria di pericolo più grave. Se anche una sola classificazione rientra in una categoria che prevede “Pericolo” (Danger), questa parola sovrasta tutte le altre classificazioni “Attenzione” (Warning). Per una colla che contiene sia un liquido infiammabile cat. 3 (Warning) sia un sensibilizzante respiratorio cat. 1 (Danger), l’etichetta deve riportare solo “Pericolo”.
Dimensioni, layout e lingua dell’etichetta
L’allegato I, parte 1.2 del CLP fissa le dimensioni minime dell’etichetta in relazione al volume del contenitore:
- Fino a 3 litri: almeno 52 × 74 mm.
- Da 3 a 50 litri: almeno 74 × 105 mm.
- Oltre 500 litri: almeno 148 × 210 mm.
I pittogrammi devono avere un bordo rosso e fondo bianco; la loro dimensione minima è un quarto dell’etichetta, con un minimo di 1 cm². La lingua deve essere quella ufficiale dello Stato membro in cui la miscela è immessa sul mercato: in Italia, esclusivamente l’italiano, salvo accordo esplicito con utenti professionali che accettano un’altra lingua.
Deroghe per piccoli imballaggi e informazioni sull’imballaggio esterno
Quando il contenitore è troppo piccolo per un’etichetta completa (es. tubetti da 3-20 ml di cianoacrilato), il CLP consente di ridurre le informazioni sull’etichetta del contenitore primario e spostare il resto sull’imballaggio esterno o su un foglietto aggiuntivo. Le frasi H e P essenziali restano comunque obbligatorie sul contenitore immediato; solo alcune frasi P supplementari possono essere spostate. Questa deroga non vale per classificazioni di pericolo fisico grave (es. esplosivi, gas infiammabili).
UFI e notifica PCN
Dal 1° gennaio 2021, tutte le miscele classificate come pericolose immesse sul mercato per consumatori o utenti professionali devono riportare in etichetta il codice UFI (Unique Formula Identifier) e la formulazione deve essere notificata al portale ECHA per i Centri Antiveleni (PCN). Per i produttori di colle e adesivi questo significa:
- Generare l’UFI tramite il tool ECHA (gratuito), basandosi sul VAT number e su un numero progressivo di formulazione.
- Compilare la notifica PCN nel formato XML richiesto, indicando composizione, pH, viscosità, pH e informazioni tossicologiche disponibili.
- Aggiornare la notifica ogni volta che la formulazione cambia in modo sostanziale.
- Riportare l’UFI in etichetta nel formato: UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX.
Errori tipici da evitare
Nella pratica operativa, le non conformità più frequenti sulle etichette di colle e adesivi sono:
- Pittogrammi stampati senza bordo rosso (richiesto dall’art. 19 CLP).
- Omissione di EUH208 per sostanze sensibilizzanti (isocianati, epossidi, acrilati).
- UFI assente o generato su formulazione non aggiornata.
- Frasi H copiate da SDS di un fornitore senza verifica della concentrazione effettiva nella miscela.
- Lingua non italiana su prodotti commercializzati in Italia verso consumatori.
- Mancato aggiornamento dell’etichetta dopo un cambio di materia prima (anche parziale).
Domande frequenti
Quali pittogrammi CLP sono obbligatori per una colla a base solvente?
Dipende dalla composizione. Le colle a base di solventi organici (acetone, toluene, esano) richiedono tipicamente GHS02 (infiammabile) e GHS07 (nocivo), più GHS08 se vi sono componenti con pericolo cronico. La selezione definitiva emerge dalla classificazione della miscela secondo il Regolamento (CE) n. 1272/2008.
Qual è il formato minimo dell’etichetta CLP per una colla venduta in flacone da 50 ml?
Per imballaggi tra 3 e 50 ml si applicano disposizioni ridotte: l’etichetta deve riportare pittogrammi, avvertenze, indicazioni di pericolo e consigli di prudenza essenziali. L’allegato I, parte 1.5 del Reg. 1272/2008 definisce le deroghe applicabili in base alle dimensioni del contenitore.
Le colle monocomponente per uso professionale devono avere le stesse indicazioni di quelle per consumatori?
Non necessariamente. Il Reg. 1272/2008 prevede deroghe per talune miscele destinate a utenti professionali (art. 29), ma il fornitore deve dimostrare che le informazioni siano comunque disponibili tramite scheda dati di sicurezza e che non vi siano rischi per il consumatore finale.
Cosa si intende per ‘denominazione chimica’ nell’etichetta di un adesivo?
È il nome IUPAC o la denominazione comune riconosciuta a livello ECHA della sostanza pericolosa presente in concentrazione superiore alle soglie di comunicazione. Va riportata in chiaro sull’etichetta, salvo autorizzazione di denominazione alternativa concessa da ECHA ai sensi dell’art. 24 del Reg. 1272/2008.
Quando scatta l’obbligo del numero UFI per una colla o un adesivo?
L’UFI è obbligatorio per le miscele classificate come pericolose immesse sul mercato per consumatori o uso professionale a partire dal 1° gennaio 2021 e per uso industriale dal 1° gennaio 2024. Va stampato sull’etichetta e la formulazione deve essere notificata al portale ECHA PCN.
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Fonti ufficiali
- Regolamento (CE) n. 1272/2008 CLP — testo consolidato, EUR-Lex
- Linee guida CLP, ECHA
- Portale PCN (notifica centri antiveleni), ECHA
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).
