Etichetta CLP per resine e indurenti bicomponenti

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Dipende dalla modalità di vendita.
  • Le resine epossidiche (BADGE, bisfenolo A diglicidil etere) sono tipicamente classificate come: Skin Irrit. 2 (H315), Eye Irrit. 2 (H319), Skin Sens. 1 (H317), e spesso Aquatic…
  • Gli indurenti amminici (poliammine, cicloalifatici come IPDA, IPD) sono generalmente classificati come corrosivi o irritanti, con frasi H come H311 (tossico per contatto cutaneo)…
  • Un sistema bicomponente rientra in REACH se una delle sostanze presenti in resina o indurente supera la soglia di 1 tonnellata/anno per produttore/importatore.

Le resine e gli indurenti bicomponenti — sistemi epossidici, poliuretanici, acrilici strutturali, resine vinilesteri — pongono sfide specifiche nella redazione delle etichette CLP. A differenza di una miscela semplice, un sistema bicomponente è composto da due componenti che reagiscono tra loro al momento dell’utilizzo: ciascuno ha la propria classificazione, la propria scheda dati di sicurezza e la propria etichetta, ma i due componenti sono spesso venduti insieme come kit.

Questa guida analizza come affrontare l’etichettatura CLP di resine e indurenti bicomponenti: classificazione delle famiglie principali, gestione del kit bicomponente, obblighi di notifica PCN/UFI e gli errori più frequenti riscontrati nelle verifiche di conformità.

Resine epossidiche: classificazione CLP tipica

Le resine epossidiche più diffuse sono a base di bisfenolo A diglicidil etere (BADGE, CAS 1675-54-3) o di equivalenti bisfenolo F. La classificazione CLP dipende dal peso molecolare medio (Mn):

  • Resine con Mn < 700 g/mol: classificazione più restrittiva. Possono includere Repr. 2 (H361) e STOT RE 1 o 2 in base ai dati disponibili. GHS08 (simbolo salute) obbligatorio.
  • Resine con Mn compreso tra 700 e 1000 g/mol: in genere Skin Irrit. 2 (H315), Eye Irrit. 2 (H319), Skin Sens. 1 (H317), Aquatic Chronic 2 (H411).
  • Resine con Mn > 1000 g/mol: classificazione più contenuta; spesso solo Skin Sens. 1 (H317) e Aquatic Chronic 3 (H412).

Le formulazioni reali contengono anche diluenti reattivi (es. BGDGE, RPDGE) che possono essere più tossici della resina base e determinare la classificazione dominante della miscela. Il responsabile della conformità deve analizzare tutti i componenti, non solo la resina principale.

Indurenti amminici e poliammidici: classificazioni frequenti

Gli indurenti per resine epossidiche appartengono a diverse famiglie chimiche con profili di pericolo distinti:

  • Poliammine alifatiche (es. DETA, TETA): corrosivi (Skin Corr. 1, H314), sensibilizzanti (Skin Sens. 1, H317), tossici per inalazione (Acute Tox. 4 inhalation, H332). Parola segnale: Pericolo.
  • Ammine cicloalifatiche (es. IPDA): corrosivi o irritanti in base alla concentrazione, Skin Sens. 1 (H317), spesso Acute Tox. 4 (H302 o H312). Parola segnale: Pericolo nella maggioranza dei casi.
  • Poliammidi (derivati da acidi grassi): profilo più mite, spesso solo Skin Irrit. 2 (H315) e Aquatic Chronic 3 (H412). Parola segnale: Attenzione.
  • Indurenti anidridici: fortemente irritanti per le vie respiratorie (Resp. Sens. 1, H334) e per la pelle. Parola segnale: Pericolo.

Tabella riepilogativa: classificazioni tipiche per famiglie di sistemi bicomponenti

Famiglia Componente Classi CLP tipiche Pittogrammi Parola segnale
Epossidico standard Resina (Mn 700-1000) Skin Irrit.2, Eye Irrit.2, Skin Sens.1, Aquatic Chr.2 GHS07, GHS09 Attenzione
Epossidico standard Indurente amminico alifatico Skin Corr.1, Skin Sens.1, Acute Tox.4 GHS05, GHS07 Pericolo
Poliuretanico Parte isocianato (MDI/HDI) Resp.Sens.1, Skin Sens.1, STOT SE 3 GHS07, GHS08 Pericolo
Poliuretanico Parte poliolo Spesso non classificato o Aquatic Chr.3 — o GHS09 (no simbolo) — o nessuna
Acrilico strutturale Base + attivatore Flam.Liq.2-3, Skin Irrit.2, Skin Sens.1, STOT SE 3 GHS02, GHS07 Pericolo

Kit bicomponente: come gestire l’etichettatura del set

Quando resina e indurente vengono venduti insieme come kit (es. un barattolo da 1 kg + un barattolo da 0,5 kg, oppure una cartuccia bicomponente), l’approccio CLP richiede:

  1. Etichetta individuale su ciascun componente: ogni barattolo o cartuccia deve avere la propria etichetta CLP basata sulla classificazione del singolo componente. Non è ammesso avere una sola etichetta per l’intero kit.
  2. Imballaggio esterno del kit: l’imballaggio esterno deve riportare le informazioni di sicurezza più restrittive tra i due componenti, oppure rimandare alle etichette dei singoli componenti con una dicitura chiara.
  3. SDS separate: ogni componente deve avere la propria scheda dati di sicurezza conforme al Reg. 2020/878. La SDS del componente A non copre il componente B.

Frasi EUH specifiche per sistemi bicomponenti

Il Reg. 1272/2008 prevede alcune frasi EUH (frasi supplementari UE) rilevanti per i sistemi bicomponenti:

  • EUH204: “Contiene isocianati. Può provocare una reazione allergica.” — obbligatoria per miscele contenenti isocianati liberi destinati ai consumatori.
  • EUH205: “Contiene componenti epossidici. Può provocare una reazione allergica.” — obbligatoria per miscele contenenti resine epossidiche con Mn < 700.
  • EUH208: “Contiene [nome della sostanza]. Può provocare una reazione allergica.” — per sensibilizzanti presenti in concentrazione >0,01% non già coperti da EUH204/205.

Queste frasi sono aggiuntive rispetto alle frasi H standard e non le sostituiscono. Devono comparire nella sezione “Informazioni supplementari” dell’etichetta.

Obbligo UFI e notifica PCN

Per i sistemi bicomponenti venduti a consumatori o in ambito professionale/industriale, si applica il Reg. 2017/542 (integrazione al CLP) sulla notifica agli uffici antiveleni (Poison Control Centres, PCN):

  • Ogni componente deve essere notificato separatamente al portale ECHA PCN con le informazioni sulla composizione.
  • L’UFI (Unique Formula Identifier) deve comparire sull’etichetta di ciascun componente nella sezione delle informazioni supplementari.
  • Per i prodotti destinati ai consumatori l’obbligo è in vigore dal 1° gennaio 2021; per gli usi professionali dal 1° gennaio 2021; per gli usi industriali dal 1° gennaio 2024.
  • L’UFI si genera tramite il tool gratuito di ECHA e deve essere ricalcolato se cambia la composizione del prodotto.

Errori frequenti nell’etichettatura di sistemi bicomponenti

Le non conformità più comuni riscontrate nelle verifiche CLP per sistemi bicomponenti:

  • Classificare solo la resina e omettere la classificazione dell’indurente, o viceversa.
  • Usare una classificazione generica “da catalogo” senza verificare la composizione effettiva del prodotto formulato.
  • Omettere le frasi EUH204 o EUH205 pur avendo isocianati o resine epossidiche con Mn < 700 nella formulazione.
  • Non inserire l’UFI sull’etichetta del componente pur avendo completato la notifica PCN.
  • Riportare una sola SDS per l’intero kit invece di una per componente.
  • Basare la classificazione della miscela sul peso molecolare dichiarato dal fornitore della resina base senza verificare la composizione della formulazione finale (che include diluenti reattivi e additivi).

Domande frequenti

Un sistema bicomponente resina+indurente ha bisogno di una sola etichetta o di due?

Ogni componente deve avere la propria etichetta CLP. Se venduti insieme come kit, l’imballaggio esterno deve riportare le informazioni di sicurezza aggregate o rimandare chiaramente alle etichette dei singoli componenti. Non è ammessa una sola etichetta per l’intero sistema.

Quali sono le classificazioni CLP più comuni per una resina epossidica?

Dipende dal peso molecolare. Le resine con Mn 700-1000 g/mol sono tipicamente Skin Irrit. 2 (H315), Eye Irrit. 2 (H319), Skin Sens. 1 (H317), Aquatic Chronic 2 (H411). Le resine con Mn < 700 possono avere anche Repr. 2 (H361) e STOT RE.

Gli indurenti amminici per resine epossidiche come si classificano nel CLP?

Le poliammine alifatiche sono generalmente corrosivi (H314), sensibilizzanti (H317) e tossici per inalazione (H332). Le ammine cicloalifatiche hanno profili simili. I poliammidi hanno un profilo più mite, spesso solo H315 e H412. Quasi tutti richiedono Pericolo come parola segnale.

Quando un sistema bicomponente entra in ambito REACH oltre che CLP?

Quando una delle sostanze in resina o indurente supera 1 t/anno di produzione o importazione, scatta la registrazione REACH. Inoltre, se ci sono sostanze SVHC a concentrazione ≥0,1%, si applicano gli obblighi dell’art. 33 REACH e la notifica al database SCIP per gli articoli.

L’UFI è obbligatorio sull’etichetta di una resina bicomponente destinata al consumatore?

Sì. Per le miscele pericolose destinate ai consumatori l’UFI è obbligatorio in etichetta dal 1° gennaio 2021, in seguito alla notifica al portale PCN di ECHA ai sensi del Reg. 2017/542.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).